Categorie
News Welfare

Welfare aziendale e welfare manager: una nuova prassi UNI

Welfare aziendale e welfare manager: una nuova prassi UNI

Dopo l’attenzione alla qualità dei fornitori dei servizi alla persona offerti nei piani di welfare, Prassi di Riferimento UNI 58/2019, come CGM siamo soddisfatti di aver ultimato la stesura di nuove linee guida in materia di welfare aziendale.

È stata infatti pubblicata il 12/04/2021 la Prassi di Riferimento UNI/PdR 103:2021 “Welfare aziendale – Requisiti per la progettazione, la realizzazione e valutazione di progetti di welfare aziendale e requisiti di competenza del welfare manager” a cui CGM ha dato il suo diretto contributo portando l’esperienza quadriennale nel welfare territoriale e nella formazione della figura professionale del welfare manager.

Il tavolo di lavoro, coordinato da UNI,  ha coinvolto esperti provenienti dal mondo delle imprese, della cooperazione, rappresentanti dei consumatori e dell’Università: Sergio Sorgi – Project Leader (eQwa), Francesca Bertè – eQwa, Stefano Bonetto – UNI/CT Servizi, Elisabeth Cellie – Assimoco Spa, Claudio Grossi – Progetica Srl, Francesca Luppi – Università Cattolica del Sacro Cuore, Maria Cristina Osnaghi – Movimento Consumatori Milano, Emanuele Riva – Accredia, Martina Tombari – Gruppo Cooperativo CGM.

La prassi di riferimento definisce

  • i requisiti per la progettazione, la realizzazione e la valutazione di progetti di welfare aziendale
  • il profilo del welfare manager in termini di conoscenze, competenze, responsabilità, abilità capacità organizzative e comunicative
  • le raccomandazioni per la conformità e la certificazione.

La prassi si rivolge a tutti coloro che intendono attivare percorsi di welfare aziendale a regola d’arte e qualificare i welfare manager. La prassi, in sintesi, si rivolge a tutte le imprese determinate a consolidare la propria reputazione sociale attivando welfare aziendale utile ed efficace, in termini di posizionamento e di sviluppo.

Di seguito la notizia ufficiale UNI, che vi invitiamo a consultare:

https://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=10510:progetti-di-welfare-aziendali-e-competenze-del-welfare-manager-pubblicata-la-uni-pdr-103&catid=171&Itemid=2612

La prassi di riferimento è liberamente scaricabile e consultabile a questo link (http://store.uni.com/catalogo/uni-pdr-103-2021), previa registrazione.

Categorie
Formazione News

Formazione: rendicontazione di progetti finanziati

CGM propone 6 ore di formazione intensa per approfondire non solo la teoria del project management, ma anche per realizzare nella pratica la rendicontazione dei progetti. Un’opportunità formativa completa: ogni lezione prevede una sessione laboratoriale per passare subito dal dire al fare.

Rendicontazione dei progetti finanziati
Teoria e Laboratorio

27 aprile e 5 maggio 2021
Ore 9.30-12.30

Modalità e tempistiche della rendicontazione dei costi di progetto. Il co-finanziamento.

  • Modalità e tempistiche della rendicontazione dei progetti
  • Trasferimenti di budget all’ interno della partnership di progetto
  • La gestione amministrativa di un progetto: timesheets, buste paga, documenti di spesa, archiviazione dei documenti, ecc .
  • Possibili form
  • Laboratorio operativo

La rendicontazione delle diverse categorie di costi ammissibili (e i costi non ammissibili). Panoramica sulle principali piattaforme.

  • Costi ammissibili e costi non permessi
  • Panoramica sul le principali piattaforme
  • Controlli esterni sulla rendicontazione di progetto
  • Laboratorio operativo

Costo

Il costo della proposta formativa è di €150+ iva.

Iscrizione 

Iscrizioni tramite , posti limitatiDocente

Sabina Bellione, Direttore tecnico area progettazione europea e internazionale CGM

Categorie
Formazione News

Formazione: budgeting dei progetti finanziati

CGM propone due mattinate di formazione per approfondire non solo la teoria del project management, ma anche per imparare le migliori tecniche per predisporre nella pratica budget dei progetti. Un’opportunità formativa a 350 gradi perchè ogni lezione prevede una sessione laboratoriale per passare subito dal dire al fare.

Budgeting dei progetti finanziati
Teoria e Laboratorio

13 aprile e 21 aprile 2021
Ore 9.30-12.30

Costruire il budget di un progetto complesso: dalle azioni al budget .

  • Come quantificare i costi per costruire il budget di un progetto
  • Le logiche che regolano il rapporto tra le diverse azioni del progetto e la definizione dei costi
  • Il rapporto tra costi interni e costi esterni
  • Alcuni possibili form per la predisposizione del budget
  • Laboratorio operativo

Proporzioni e distribuzione del budget. Criteri generali e specifici

  • Spese ammesse e spese inammissibili
  • I principali criteri che guidano alla realizzazione del budget di progetto
  • Il tema del cofinanziamento
  • Laboratorio operativo

Costo

Il costo della proposta formativa è di €150+ iva.

Iscrizione SOLD OUT

Iscrizioni tramite ,Docente

Sabina Bellione, Direttore tecnico area progettazione europea e internazionale CGM

Categorie
News

Emergenza sanitaria e post covid: il ruolo dell’impresa sociale

Emergenza sanitaria e post covid: il ruolo dell’impresa sociale

Il contributo di Giuseppe Bruno, Presidente Gruppo Cooperativo CGM, al libro di Giovanni Volpe “Nuovo Rinascimento – Imprese e società nell’era post covid-19”, edito da Edizioni ESTE

Il ruolo delle imprese sociali e di tutto il terzo settore è stato fondamentale durante l’emergenza sanitaria e nelle fasi di ripresa. Molte organizzazioni (cooperative sociali, RSA, ecc.) hanno pagato in prima persona le conseguenze della pandemia. Come ha risposto il settore sociale di fronte ad un avvenimento così inaspettato e virulento? 

L’emergenza, e tutto ciò che ha travolto noi come cittadini, comunità e sistema Paese, è stato improvviso e al tempo stesso ha richiesto uno sforzo enorme a tutti i livelli.

Le cooperative sociali, che operavano in modo continuativo al fianco delle persone, si sono trovate a fronteggiare il blocco totale, con il dilemma etico e deontologico di dover garantire alcuni servizi indispensabili e non differibili, in primo luogo le assistenze domiciliari: si pensi alle disabilità, al sostegno educativo di famiglie vulnerabili o agli anziani non autosufficienti.

Nel caso delle RSA e delle case di riposo, al di là della cronaca e degli episodi che ci hanno restituito un quadro più critico, le imprese sociali operanti in questi contesti hanno saputo preservare le persone assistite e i servizi erogati; lo hanno fatto chiudendo da subito gli accessi e quindi consentendo una messa in sicurezza delle persone all’interno delle strutture.

Questo l’abbiamo avvertito strada facendo, quanto più la curva dei contagi tendeva a crescere. Le imprese sociali hanno reagito con immediatezza, dimostrando la capacità di reazione che da sempre le cooperative dimostrano di avere nelle risposte ai bisogni, in questo caso in occasione di un’emergenza.

Quale contributo può dare il terzo settore alla società ed al sistema socio economico più in generale, nelle fasi successive all’emergenza sanitaria?

Il contributo del Terzo Settore, della cooperazione e dell’impresa sociale è costante e quotidiano. Lo è ancora più in questa fase in cui si mettono in discussione i paradigmi economici verso un nuovo sistema in cui ci sia maggior attenzione e spazio per gli aspetti sociali.

Per fare ciò non si può prescindere dalla presenza del Terzo Settore, che non solo è radicato nella nostra società ma è anche il collante delle nostre comunità, ciò che davvero contribuisce alla coesione sociale tanto perseguita.

Il Terzo Settore, la cooperazione e l’impresa sociale sono dentro le comunità, operano a stretto contatto con i cittadini, per cui non rispondono solo ad un bisogno, che viene letto e coerentemente trasformato in risposta, ma creano le condizioni per la continuità della tenuta sociale.

È reale il timore, tuttavia, che l’uscita dallo stato emergenziale sarà lenta e quello che stiamo facendo oggi avrà impatti misurabili nel lungo termine, con il rischio che gli sforzi di oggi non bastino a contenere paure e disagi. Questo diventa più preoccupante se pensiamo che la fascia di povertà delle persone che sono già in difficoltà aumenterà.

Allora già adesso dobbiamo immaginare quali potranno essere gli strumenti a disposizione per far sì che ciò non accada.

Va bene la volontà del Governo di organizzare gli Stati Generali con il coinvolgimento delle parti sociali, purché il confronto sia il più possibile costruttivo e vocato al pragmatismo, evidenziando strumenti operativi e misure di concertazione concrete. Al contrario, in congiunture difficili come questa, il rischio è quello di avere grandi opere di design socioeconomico che, più che piani di sviluppo realizzabili, esprimono meri esercizi di stile.

Se l’obiettivo è garantire la salute pubblica preservando anche i servizi essenziali e la qualità di vita delle comunità, un maggiore coinvolgimento della cooperazione sociale favorirebbe una discussione su temi e istanze che dovranno poi essere attuati, facendo convergere soluzioni e competenze di chi li deve mettere in pratica.

La cooperazione e l’impresa sociale quali valori possono offrire al sistema economico ed alla società più in generale?

Le imprese sociali, per loro stessa natura, hanno in sé una dimensione di partecipazione e condivisione di fattori che attengono allo sviluppo sociale ed economico dei territori e delle comunità.

È auspicabile, e a mio avviso praticabile, la replicabilità del modello cooperativistico partecipato in diversi settori dello scenario socioeconomico del Paese, e nella collettività in generale.

Non mi conforta l’atteggiamento delegante di chi confida nelle risorse devolute dal Governo tout court, significa ricadere nel torpore dell’assistenzialismo. Quello che diventa fondamentale è percorrere quel dialogo tra pubblico e privato di cui molto si parla, farlo diventare strutturale, cosa che già avviene nel Terzo Settore, con le imprese sociali attive protagoniste di coprogettazioni estese con partnership multidisciplinari. La ricaduta positiva di questo impegno nei territori è sotto gli occhi di tutti.

Quando una cooperativa lavora in convenzione con il pubblico utilizza risorse pubbliche ma quando si rivolge alla domanda privata, l’impresa sociale si muove come azienda che assume su di sé il rischio d’impresa. Un giusto equilibrio tra natura sociale e rischio imprenditoriale è la dimensione da ricercare, a nostro avviso, per lo sviluppo economico e sociale del prossimo futuro.

Mettere in co-programmazione e co-progettazione il pubblico con il privato e la Pubblica Amministrazione a livello locale, ma non solo. Il nostro mondo si caratterizza per un’alta vocazione innovativa, anche grazie all’atteggiamento di visione che ci consente di diversificare e migliorare prodotti e servizi in ambiti diversi dal sociale. Alcuni esempi: progetti di housing sociale, di rigenerazione urbana, di agricoltura sociale e di sostenibilità ambientale (soprattutto nel settore delle energie) che diventano anche piattaforme solidali con impatti misurabili.

Altrettanto utile è il fundraising, se percorso in modo strategico e partecipato nel territorio: molte fondazioni stanno facendo questa scelta, diverse imprese profit si stanno muovendo in questa direzione; qui si tratta di lavorare insieme per processi di sviluppo “situati” e radicati.

Il punto è il come, ovvero l’utilizzo che si fa degli strumenti e delle opportunità di sviluppo perché si realizzino condizioni di cresciti win-win e il beneficio prodotto sia per tutti. L’impresa sociale investe risorse economiche per creare e potenziare i servizi rivolti alla comunità, il che equivale a redistribuire ricchezza sociale alla collettività sotto forma di risposte ai suoi bisogni.

Quanto può contare la tecnologia nell’organizzazione futura delle imprese sociali e nel terzo settore più in generale?

L’utilizzo della tecnologia e del digitale ha avuto negli ultimi mesi un’accelerazione enorme.

Ma è altrettanto vero che l’impiego degli strumenti digitali non è garanzia di una gestione ottimale dei bisogni personali e familiari: pensiamo allo smart working, entrato nelle vite personali e delle organizzazioni in modo dirompente, e dato per scontato insieme alla disponibilità di device aggiornati, di competenze adeguati, e della capacità di conciliare il ménage familiare con gli impegni di lavoro.

Per integrare nelle organizzazioni forme di lavoro agile funzionali, quindi, dobbiamo immaginare di abbinarle ad un sistema di servizi conciliativi altrettanto “smart”, in modo da agevolare sia il lavoratore che l’azienda

Il Gruppo CGM ha avviato da tempo un uso di valore degli strumenti digitali e delle piattaforme di connessione, con la creazione prima di cgmwelfare, sistema accessibile e diffuso di welfare aziendale, poi di un’infrastruttura virtuale di welfare territoriale che, in tempi di pandemia, ha potuto fornire risposte tempestive e “sartoriali” ai bisogni essenziali inevasi a causa del lockdown. Non abbiamo fatto altro che mettere a disposizione i servizi attraverso la piattaforma digitale, ponendo al centro la relazione tra le cooperative, già identificata e riconosciuta nei territori, e i cittadini. Si valorizza così anche il lavoro di affiancamento e dialogo con l’ente pubblico che le nostre associate praticano nel quotidiano, oggi con ancora maggiore trasparenza e affidabilità.

Sono nate così sperimentazioni innovative di governance dei servizi a Biella, Matera, Napoli, Salerno, Milano, Torino, Bari, con circa 10 milioni di cittadini che oggi possono accedere direttamente ai servizi disponibili nel loro Comune.

Soluzioni e strumenti per la coesione e la crescita sociale in grado di tradurre le richieste in attività e che, attraverso la tecnologia, migliorano la fruibilità dei servizi erogati. Sollecitate dall’emergenza, le politiche di settore hanno ora iniziato a percorrere.

Il welfare si rivolge sia ai cittadini in modo diretto che alle Amministrazioni locali. Abbiamo potuto saggiare quindi anche l’interesse dell’Ente Pubblico all’erogazione di servizi di pubblica utilità attraverso la nostra piattaforma. Un caso, il primo, è il Comune di Tradate (in provincia di Varese), che ha da subito aderito al progetto con la piattaforma digitale “Tradate welfare”: il cittadino in questo modo accede al cruscotto di servizi censiti e di fruirne attraverso un borsellino individuale abbinato alla piattaforma.

E’ una evoluzione che valorizza la dimensione dinamica tra territoriale e sociale, tra la cooperativa che eroga i servizi, la comunità che fruisce e l’Amministrazione Pubblica che promuove e mette a disposizione gli strumenti. Quella che noi definiamo tridimensionalità relazionale, ormai inderogabile in sistemi di sviluppo e di governance che vogliano avere un impatto durevole e sostenibile.

C’è poi un’ultima considerazione personale. A mio avviso la crisi sanitaria ha fatto emergere un valore ulteriore dell’interazione mediata dalla tecnologia, nella misura in cui ci ha aiutato ad ascoltarci di più. Comunicare a distanza, affidarsi agli strumenti virtuali, impone il rispetto dei tempi, l’attenzione reciproca e una maggiore concentrazione sul volto e sulla mimica, facendoci stare nell’ascolto attivo e nei contenuti più del confronto vis a vis che, pure irrinunciabile, spesso crea distorsioni di senso e sovrapposizioni dovute alla sbrigatività.

Quali sono le opportunità che la crisi sta offrendo?

Mi auguro innanzitutto che si faccia tesoro dei cambiamenti positivi imposti dalla crisi e che le azioni di rilancio siano improntate a principi di sostenibilità e inclusione, conciliando la primaria necessità di contrastare l’epidemia ed eventuali ricadute, che potrebbero essere ben più gravi per il sistema Paese.

Va detto che in questa fase abbiamo una serie di elementi da prendere in considerazione: uno, lo dicevamo prima, legato all’utilizzo della tecnologia e alla digitalizzazione come veicolo di sviluppo ma anche viatico per la sburocratizzazione dei processi di governance; l’altro riguarda la necessità di cambiare passo, di intraprendere reali strategie di svolta.

Se ne fa un gran parlare, ma puntualmente accade l’esatto contrario. Persino nella definizione delle linee guida per il riavvio dei servizi all’infanzia, già colpevolmente trascurati durante tutto il lockdown e anche nella successiva ripresa, piuttosto che andare verso uno snellimento procedurale, i protocolli si sono rivelati oltremodo complessi, come nel caso dei centri estivi.

Non necessariamente si deve pensare ad azioni forti o dirompenti, trovo più efficace puntare su una maggiore, effettiva sussidiarietà orizzontale e cooperativistica, soprattutto se si persegue l’impatto sociale degli obiettivi di sviluppo. Una maggiore possibilità di ascolto ed una maggiore condivisione di tali obiettivi, con i soggetti che attivamente vi lavorano, consentirebbe di programmare bene e per tempo l’utilizzo delle risorse ampiamente disponibili.

Quale ruolo hanno oggi le associazioni datoriali per il rilancio del sistema Italia?

Il ruolo è centrale. I corpi intermedi sono i soggetti che possono fare sintesi in un rinnovato spirito di collaborazione da un lato con le comunità e gli attori economici, dall’altro con i policy maker.

Le associazioni sono avvezze a raccogliere le istanze direttamente sul campo, il che equivale a concertare e mediare i bisogni, per poi tradurli in proposte di soluzioni tailor made. Lo dico nella mia doppia veste di imprenditore e di rappresentante regionale di Confcooperative Basilicata. Ciò deriva dall’assunzione di responsabilità degli imprenditori che le vivono dall’interno e che devono rappresentare le istanze di tutti, portarle a sintesi, invece che sovrapporre voci e opinioni facendo solo confusione.

Oggi più che mai, quindi, ritengo che il valore delle organizzazioni datoriali sia fondamentale nel dialogo con le istituzioni, fra le stesse organizzazioni datoriali e sindacali e nella ricerca di strategie programmatiche di senso per il bene del Paese.

L’intervista è tratta dal libro di Giovanni Volpe “Nuovo Rinascimento – Imprese e società nell’era post covid-19”, edito da Edizioni ESTE, pagina 117. Il libro in versione integrale qui https://www.este.it/editoria/libri/view/95:nuovo-rinascimento.html

Categorie
Formazione News

In partenza il corso su requisiti e applicazione della norma UNI EN ISO 9001:2015 nel settore sociale.

UNI EN ISO 9001:2015

Requisiti e applicazione della norma nel settore sociale.

Un corso dedicato ai futuri professionisti dei sistemi di gestione.

Insieme a Francesca Besco, formatrice e consulente sistemi di gestione, un percorso online di 9 ore diviso in 3 tappe:
13 gennaio, 21 gennaio e 10 febbraio 2021.

Il programma

13 gennaio 2021 –  9:30/12:30

  • I riferimenti: le norme della serie 9000 e la struttura di alto livello.
  • Alla base: i principi di gestione per la qualità
  • L’approccio: i processi ed il risk based thinking
  • I requisiti della norma: il ruolo della leadership e la comprensione del contesto dell’organizzazione.
  • Confronto su esempi applicativi

 

21 gennaio 2021 – 9:30/12:30

  • I requisiti della norma sulla pianificazione: azioni per affrontare rischi e opportunità e pianificazione degli obiettivi per la qualità
  • I requisiti della norma a supporto dell’erogazione del servizio: persone e competenze, conoscenza organizzativa e consapevolezza. Infrastrutture e ambiente di lavoro. Risorse per il monitoraggio e la misurazione. Comunicazione. Gestione delle informazioni documentate.
  • Confronto su esempi applicativi

 

10 febbraio 2021 – 9:30/12:30

  • I requisiti della norma per l’erogazione del servizio: pianificazione, requisiti contrattuali, progettazione, acquisti, erogazione.
  • I requisiti della norma per la valutazione delle prestazioni: monitoraggio, soddisfazione del cliente, analisi dei dati, audit interno, riesame di direzione.
  • I requisiti della norma per il miglioramento: non conformità, azioni correttive e azioni di miglioramento.
  • Confronto su esempi applicativi
  • Test di apprendimento e questionario di gradimento

Costi e iscrizione

€100+ IVA

Iscrizioni a questo link (il pagamento avviene a corso confermato)

Per informazioni
simona.taraschi@cgm.coop

Scarica il programma

Photo by Mitchell Gaiser on Unsplash

Categorie
News

Coesione sociale e Sud: il binomio per il rilancio

Coesione sociale e Sud: il binomio per il rilancio

di Giuseppe Bruno, Presidente Gruppo Cooperativo CGM

Quando lo scorso anno, nella nostra Convention d’autunno, parlavamo del futuro delle nostre cooperative sociali a partire dalla capacità di valorizzare l’esistente e le connessioni costruite nei territori, ma anche il portato trasformativo dei sistemi digitali, non potevamo immaginare quanto imminente fosse quel futuro.

Il nostro Gruppo cooperativo CGM ha avviato da tempo un lavoro di riprogrammazione strategica fondata sul consolidamento della dimensione territoriale, trainato com’è dalla vocazione alla prossimità delle sue organizzazioni non profit, una corrente continua che percorre le nostre comunità, le illumina, le alimenta, le riscalda, le anima.

Oggi il Ministro Provenzano parla di «ecosistemi per l’innovazione» ben sintetizzando l’obiettivo, da noi condiviso, di puntare ad uno sviluppo tailor made, radicato e illuminato allo stesso tempo, dove l’intersettorialità dei linguaggi e dei valori è essa stessa prerequisito di sostenibilità. Questo è particolarmente vero per il nostro Mezzogiorno dove, per invertire la rotta dello svantaggio storico, si deve stimolare il rilancio degli investimenti, anche grazie alle nuove possibilità offerte dall’Europa. Sud e coesione sociale, binomio significativo per leggere gli slanci evolutivi dell’attuale agenda politica.

Lo scorso 1 ottobre il Presidente del Consiglio affermava che lo sforzo di ridare al Paese lo status di potenza economica e industriale non può che partire dal Sud. Come negli anni della ricostruzione, quando la questione meridionale fu affrontata come priorità e la crescita del Paese raggiunse livelli mai più eguagliati. Il Mezzogiorno ha una grande opportunità e al contempo una grande responsabilità: contribuire a che le risorse che si stanno canalizzando verso una possibile ricucitura del Paese vengano effettivamente utilizzate con consapevolezza di obiettivi e con efficacia di strumenti, prevenendo gli effetti alluvionali delle devoluzioni massive.

Come un contadino cura la terra, la prepara ad assorbire nutrimento, alla crescita e al raccolto, le comunità devono curare i luoghi, predisporre il terreno a far penetrare l’acqua in profondità, per avere una crescita vigorosa e diffusa. Una crescita che si innerva dal basso come una vite che, mentre alle sue radici consolida il terreno, si proietta verso l’alto intrecciandosi con la struttura che la sostengono e armonizzando la sua crescita con il contesto che incontra. Ogni obiettivo di ripresa economica e ogni dibattito politico deve innestarsi su questo fertile terreno di coltura (e cultura).

La nostra vite è l’infrastruttura sociale: dobbiamo creare tutte le condizioni di sviluppo perché continui a restituire solidità nel tempo, ad essere radicata nei territori ma anche veicolo di protagonismo diffuso, opportunità di raccolta e nuova generatività per i giovani, mediana tra ente pubblico e mercato.

La crescita del Terzo Settore in tutto il Paese è ben visibile, in particolare al Sud con punte molto avanzate, registrando una netta ascesa in termini di volumi di sviluppo e di occupazione. Il censimento Istat sulle Istituzioni Non Profit fotografa un incremento costante della presenza degli ETS in Italia ed in particolare al Sud, con un trend che riguarda sia la diffusione territoriale,  che in sette anni registra oltre 10 punti percentuali in più al Centro-Sud rispetto alle altre aree in cui è del 5%, sia le dinamiche occupazionali, che fanno rilevare un aumento del 40% di posti di lavoro nel settore non profit del meridione, soprattutto nella cooperazione sociale.

Mantenere questo ruolo pro-attivo e costruttivo è quindi una priorità per noi, rinforzarlo dev’essere l’obiettivo condiviso con il Governo, ben lontani dall’atteggiamento delegante di chi, nel torpore dell’assistenzialismo, confida solo nella pioggia di risorse dall’alto senza agire da buon contadino.

Ciò che ancor meno serve oggi al Mezzogiorno. “Occorre disegnare il rilancio del nostro Paese con il Sud, e non per il sud”. Bene il Piano del ministro Provenzano, bene gli aiuti dell’UE e il programma di investimenti Next Generation, ma l’attenzione è anche al modo in cui queste risorse saranno utilizzate, perché non rimangano misure isolate, sconnesse fra loro. Diventa fondamentale percorrere quel dialogo tra pubblico e privato che tutti riconoscono fruttuoso, farlo diventare strutturale, con le imprese sociali attive e protagoniste di coprogettazioni estese e partnership multidisciplinari.

È questa la nostra ricetta di resilienza non adattiva e di innovazione, e l’impatto positivo di questo impegno nei territori già oggi è sotto gli occhi di tutti. Le cooperative e le imprese sociali della rete CGM lavorano in convenzione con il pubblico, utilizzano le risorse pubbliche misurandone gli impatti. E quando si rivolgono alla domanda privata, le imprese sociali assumono consapevolmente il rischio d’impresa, ricercando comunque il giusto equilibrio tra natura sociale e slancio imprenditoriale, in una continua tensione evolutiva che è ciò che intendiamo per capacità trasformativa. E questo avviene, seppur in maniera diversa, in tutto il territorio nazionale, da nord a sud, come rilevato anche dalla nostra Consigliera CGM con delega al Mezzogiorno Elena Silvestri.

Vero è che nei prossimi anni i dati raccolti ci daranno conto degli effetti dell’emergenza sanitaria, in particolare sull’occupazione, e non saranno certo confortanti. Ma non staremo a guardare l’inclinazione delle curve statistiche senza cogliere i buoni spunti che raccogliamo nel presente, e che ci dicono quanto questione meridionale, giustizia sociale e coesione siano strettamente correlati.

In più occasioni abbiamo suggerito spunti di investimento “impact oriented”: dall’istruzione accessibile a tutto il segmento dedicato alla Prima Infanzia, dalla tecnologia come viatico per la sburocratizzazione dei processi di governance alle piattaforme digitali per il welfare in cui garantire prossimità e continuità, dalle filiere territoriali agli ecosistemi circolari e sostenibili.

L’integrazione delle misure e delle azioni, in una visione complessiva di sviluppo economico e sociale per il futuro prossimo, implica un’assunzione reciproca di responsabilità.

Il Terzo Settore, l’impresa sociale ha in sé questa visione, sostenuta dalla capacità di leggere i bisogni reali, di dialogare con le comunità, di intraprendere e investire per una crescita dei territori collocata, di creare reti di collaborazione virtuosa tra PA e mercati, di “stare dentro” i mercati.

Non pecchiamo di presunzione se diciamo che la cooperazione e l’imprenditoria sociale sono, per definizione e per sostanza, modello economico per un Paese che sta costruendo il suo rilancio.

*articolo pubblicato su Vita

Categorie
Eventi News Welfare

xave the date: presentiamo welfareX®

XAVE THE DATE

presentiamo welfareX®

Giovedì 10 settembre 2020 ore 10.00 si terrà l’evento di presentazione di welfareX®, il progetto di welfare supportato dalla piattaforma welfareX e nato dall’esperienza sul territorio nazionale di Gruppo Cooperativo CGM e Moving.

La piattaforma aggrega un’offerta di servizi capace di rispondere ai bisogni di tutti con attenzione alla qualità e alla valorizzazione territoriale, abbattendo i confini tra welfare pubblico, territoriale e aziendale.

Interverranno

Martina Tombari, Direttrice CGMoving

Giuseppe Bruno, Presidente Gruppo Cooperativo CGM

Luca Faustini, Amministratore Delegato Moving e Amministratore delegato CGMoving

Stefano Granata, Presidente CGMoving

Franca Maino, Professoressa presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche Università degli Studi di Milano

Paolo Venturi, Direttore Centro Studi AICCON

Mariella Luciani, Responsabile Servizi Sociali e Ufficio di Piano di Tradate (VA)

Monica Villa, Vice Direttore dell’Area Servizi alla Persona di Fondazione Cariplo

Quando

Giovedì 10 settembre 2020
Ore 10.00 – 12.00

Dove

c/o Altavia
Alzaia Naviglio Pavese 78/3 – Milano

Iscrizioni

L’ingresso all’evento sarà solo su iscrizione, riserva il tuo posto direttamente dal sito welfarex.it, il numero dei posti è limitato

Altrimenti puoi seguire la presentazione via streaming, iscrivendoti sempre da welfarex.it e scegliendo l’opzione streaming.
MilanoIscriviti

Categorie
News Welfare

welfareX®

welfareX®

Pubblico, privato, locale, territoriale, comunale, aziendale sono tutti tentativi di etichettare il welfare.
Negli ultimi mesi abbiamo compreso il carattere essenziale del welfare come bene di prima necessità in termini protezione, cura, inclusione.
Per questo, oggi, al nostro welfare serve una nuova declinazione.

Abbiamo pensato a welfareX® , la piattaforma che aggrega l’offerta di servizi per poter rispondere ai bisogni di tutti: servizi alla persona, servizi educativi, servizi di utilità, servizi ricreativi e tempo libero,  servizi informativi sulle agevolazioni pubbliche e buoni spesa. Il tutto declinato con attenzione alla qualità e alla valorizzazione territoriale.

Su welfareX® hanno accesso tutti: dai cittadini e famiglie che vogliono personalizzare il proprio welfare, ai dipendenti delle aziende di piccole e grandi dimensioni, da partner pubblici e privati di progetti territoriali a destinatari di donazioni o erogazioni liberali.

welfareX® aggrega tutte le risorse pubbliche e private consentendo alle persone che accedono in piattaforma:
– di essere ascoltati e orientati dai nostri welfare manager
– di individuare la risposta al proprio bisogno
– di usufruire delle possibilità offerte in caso siano beneficiari di azioni specifiche
– di acquistare con pagamento diretto in qualunque caso.

Un canale per ogni esigenza

La piattaforma welfareX® nasce multicanale per permettere personalizzazioni grafiche e funzionali che consentono di rispondere alle esigenze dei soggetti promotori promuovendo così nel modo migliore il welfare sul proprio territorio.

Non troverai quindi una piattaforma che si chiamerà welfareX®.

Troverai una piattaforma promossa da un ambito comunale che si chiama tradatewelfare.it, una piattaforma finanziata da un progetto del Fondo Sociale Europeo regionale che si chiama abruzzowelfare.it, una piattaforma che raccoglie i servizi di tutte le cooperative di un territorio che si chiama biellawelfare.it, una piattaforma di welfare aziendale pura cgmwelfare.it, e così via.

Potrai trovare la parola welfare nel nome della piattaforma, con il nome del territorio (sondriowelfare.it) o senza il nome del territorio (welfarebenecomune.it) oppure potrai non trovarla (weforli.it). Ma la cosa certa è che dietro tutti questi nomi c’è solo una piattaforma: welfareX®.

A chi si rivolge?

welfareX® nasce per rispondere ai bisogni della cittadinanza nel suo insieme, non limitandosi a veicolare servizi e prestazioni solo a coloro che avanzano domande esplicite.
Per questo abbatte i confini tra welfare pubblico, territoriale e aziendale.

Cittadini

I cittadini sulle piattaforme dell’ecosistema welfareX® trovano le risposte di qualità per i propri bisogni, in particolare per i carichi di cura, direttamente sul territorio.

 

Comuni

I Comuni possono selezionare servizi di qualità e metterli a disposizione di tutta la cittadinanza. Per i più bisognosi i Servizi Sociali mettono a disposizione voucher comunali con vincolo di utilizzo. La gestione delle domande per bandi o sussidi e la cartella sociale sono totalmente digitalizzate.

 

Aziende

Oltre ai servizi alla persona rispondenti alle linee guida della prassi UNI/PdR 58:2019, welfareX® offre tutti i servizi tipici del welfare aziendale: rimborsi, voucher servizi, voucher viaggi, fringe benefit, ecc.

 

Fondazioni

Per mettere a disposizione fondi per progettualità rivolte a determinate categorie di persone, monitorare e rendicontare in totale trasparenza.

 

Imprese sociali

Con welfareX® le Imprese Sociali diventano promotrici delle piattaforme territoriali che consentono di convogliare le risorse per i cittadini provenienti dalle varie fonti.

 

Realtà territoriali

Ogni ambito territoriale può realizzare il proprio canale della piattaforma, con un nome rappresentativo e un’immagine dedicata.

 

Enti bilaterali

Gli Enti Bilaterali possono veicolare beni e servizi destinati ai propri beneficiari attraverso la piattaforma.

 

Associazioni di categoria

Le associazioni di categoria possono avere la propria versione dedicata della piattaforma per offrire servizi dedicati alla categoria.

Categorie
Educazione Eventi News

Fuori è dentro: concepire e gestire servizi educativi outdoor

Fuori è dentro

Concepire e gestire servizi educativi outdoor

La pandemia è una “grande acceleratrice” di processi trasformativi anche nel campo dei servizi educativi. Ne ha evidenziato i limiti e compromesso la funzionalità, ma ha anche potenziato opportunità che fin qui si erano solo intraviste. Tra queste la dimensione outdoor assume un ruolo importante non solo come adeguamento ai nuovi standard di sicurezza ma come ingrediente chiave del design dei servizi. Ciò che ieri era spesso visto come un “fuori” marginale e opzionale oggi e nel prossimo futuro sarà sempre più “dentro” la progettazione educativa.

La rilevanza dei contesti ambientali e degli spazi aperti nell’educazione e nei servizi è sostenuta oggi anche da evidenze sperimentali sulla centralità del movimento e del sistema sensorimotorio nell’apprendimento e nella conoscenza. Il paradigma corporeo giustifica la possibilità di riconoscere l’embodied cognition come essenziale per apprendere e conoscere e la mente estesa come risorsa da valorizzare nell’educazione.

Il workshop intende approfondire elementi di senso, tecnicalità gestionali ed esperienziali e fondamenti scientifici dell’educazione outdoor in particolare nei servizi all’infanzia in un contesto ricco d’ispirazione come Artsella. Un luogo “dove arte, musica, danza e altre espressioni della creatività umana si fondono, dando vita ad un dialogo unico tra l’ingegno dell’uomo e il mondo naturale”. Arte Sella è, tra l’altro, luogo di ricerca e sperimentazione di un programma pluriennale, Arte Sella Education, che contiene un progetto di particolare coerenza con i temi del workshop: Handling with Care, che mira alla verifica della rilevanza educativa e curativa dell’arte in natura e dei contesti in grado di favorire l’estensione di sé e delle possibilità individuali.

Interverranno

Bianca Elzembauer | Esperta di commons, economie di comunità e metodi partecipativi. Lavora come ricercatrice all’Istituto di Sviluppo Regionale di Eurac Research (Bolzano) e come designer eco-sociale all’interno dell’associazione culturale Brave New Alps con sede in Vallagarina

Anna Lia Galardini | Formatrice e consulente pedagogica per numerose istituzioni italiane. Relatrice in congressi nazionali e internazionali, in contatto con università ed enti di numerosi paesi, ha una conoscenza diretta dei diversi sistemi educativi. Docente nel Master per Coordinatore pedagogico dell’Università degli Studi di Firenze e autrice di testi pedagogici di pratica educativa. Ha diretto i Servizi per l’infanzia e l’Area Servizi alla Persona del Comune di Pistoia.

Ugo Morelli | Psicologo, studioso di scienze cognitive e scrittore. Oggi insegna Scienze Cognitive applicate al paesaggio e alla vivibilità al DIARC, Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli. È inoltre Direttore Scientifico del Corso Executive di alta formazione, Modelli di Business per la Sostenibilità Ambientale, presso CUOA Business School, Altavilla Vicentina.Scopri il programma completo

Quando

Il 25 e 26 settembre 2020

Dove

Borgo Valsugana, Trento

Costo

€180+IVA

• Per ulteriori informazioni, scrivi a simona.taraschi@cgm.coop

• L’evento è aperto e riservato a tutti i lavoratori dipendenti o collaboratori della rete CGM.

• Per garantire lo svolgimento del workshop nel rispetto delle normative igienico-sanitarie vigenti in tema Coronavirus, il numero massimo di partecipanti è di 35 persone.

Categorie
News Project Welfare

Partecipa al progetto MASP

Avviso pubblico per imprese da coinvolgere in attività formative e consulenza

MASP- Master parenting in Work and Life un progetto focalizzato sulla necessità di cambiare la prospettiva della divisione tra lavoro e vita personale.

Se sei un’azienda trentina o con sede in Trentino e vuoi incrementare la tua produttività mettendo al centro i dipendenti nella crescita aziendale, scopri l’avviso pubblico di Trentino Lavoro

Un percorso di formazione e consulenza sui temi del benessere organizzativo e conciliazione vita-lavoro nell’ambito del progetto Master parenting in Work and Life (MASP), di cui Gruppo Cooperativo CGM è partner.

Per maggiori informazioni clicca di seguito e consulta la pagina www.agenzialavoro.tn.it/TESTI-AVVISI/

La presente pubblicazione ha ricevuto un sostegno finanziario dal programma dell’Unione europea per l’occupazione e l’innovazione sociale “EaSI” (2014-2020).

Esclusione di responsabilità

Le informazioni, la documentazione e i dati contenuti in questo documento sono di esclusiva responsabilità dell’autore e non riflettono necessariamente il parere della Commissione europea. La Commissione europea non è responsabile per l’uso che può essere fatto delle informazioni qui contenute.

Photo by Andrea Piacquadio from Pexels