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Un nuovo ingresso nella Rete CGM. Si tratta di Polo9

Nata dall’esperienza di professionisti del sociale, Polo9 opera su tutto il territorio delle Marche con un obiettivo chiaro: promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone più vulnerabili. Dalla cura delle dipendenze patologiche ai servizi educativi, fino all’inserimento lavorativo e all’innovazione sociale, Polo9 mette sempre al centro la persona e le sue potenzialità. L’ingresso in CGM rappresenta per Polo9 un’opportunità di confronto e crescita per rafforzare la capacità di risposta ai bisogni sociali attraverso lo scambio di buone pratiche.

Polo9 società cooperativa sociale-impresa sociale nasce ad Ancona con l’obiettivo di promuovere inclusione sociale e benessere delle persone e delle comunità. La cooperativa si sviluppa dall’esperienza di professionisti e professioniste del sociale che, negli anni, hanno costruito servizi e progetti rivolti a persone in situazione di fragilità. Polo9 opera su tutto il territorio marchigiano con un approccio integrato, collaborando con enti pubblici, realtà del Terzo Settore e comunità locali per sviluppare risposte innovative ai bisogni sociali.

La mission di Polo9 è promuovere l’autonomia, l’inclusione e la qualità della vita delle persone, in particolare di chi vive situazioni di vulnerabilità. Lavoriamo per generare opportunità di crescita personale e sociale, sostenendo percorsi di cura, educazione, inserimento lavorativo e partecipazione attiva alla vita della comunità.

I principali ambiti di intervento della cooperativa riguardano:

  • i servizi per le dipendenze patologiche;
  • i servizi educativi e socio-assistenziali;
  • i servizi dedicati alla formazione;
  • i percorsi di inclusione sociale e lavorativa;
  • i progetti di sviluppo di comunità e innovazione sociale.

In tutti questi ambiti lavoriamo con un approccio multidisciplinare, mettendo al centro la persona e le sue potenzialità.

Polo9 si impegna a generare un impatto sociale positivo favorendo inclusione, coesione sociale e sviluppo delle comunità. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di territori più solidali, capaci di accogliere le fragilità e valorizzare le risorse delle persone, creando reti tra istituzioni, cittadini, realtà del Terzo Settore e imprese del territorio.

L’ingresso nella rete CGM rappresenta per Polo9 un’importante opportunità di confronto e crescita. Ci aspettiamo uno scambio di competenze, esperienze e buone pratiche che possa rafforzare la nostra capacità di innovazione e di risposta ai bisogni sociali. La collaborazione con una rete nazionale come CGM permette inoltre di ampliare le prospettive di sviluppo e di costruire progettualità condivise a beneficio dei territori.

“Entrare nella rete CGM rappresenta per Polo9 un passo significativo nel nostro percorso di crescita. Crediamo profondamente nel valore della cooperazione tra cooperative sociali e nella capacità delle reti di generare innovazione e impatto sociale. Questa adesione ci permette di condividere esperienze, rafforzare competenze e contribuire insieme alla costruzione di comunità più inclusive e solidali”.

Novella Pesaresi, Presidente Polo9

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Open Innovation. Il “terzo tempo” dell’innovazione armonica

L’innovazione aperta rappresenta un investimento storico per il Consorzio CGM. Recentemente, l’incontro a Catanzaro presso la sede di Entopan, partner con cui è stato costruito Human Tech, ha permesso di definire nuove direzioni di sviluppo. Abbiamo chiesto a Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager di CGM, di raccontarci quali sono le sfide che attendono la rete.

Finora, i dieci percorsi di Human Tech effettuati si sono concentrati su assessment e codesign, prototipando nuovi beni, servizi e unità organizzative dedicate al cambiamento. Lo stiamo facendo proprio in questi giorni con le imprese sociali Girasole a Lecco, Firenze e Città della Luna a Salerno. La fase successiva ci porta ora verso il vero investimento: un programma di supporti e incontri periodici (un capitolato progettuale aperto) per costruire crescita in un contesto di fiducia reciproca.

Fino ad oggi, le imprese sociali sono state beneficiarie dei percorsi grazie al contatto con startup e provider tecnologici. Ora però, quelle più rafforzate possono giocare un ruolo di “game changer”. Possono operare come fornitori di beni e servizi a “impatto nativo”, capaci di generare innovazione attraverso processi di social procurement verso le imprese for profit. A Catanzaro abbiamo raffinato questo nuovo programma che lanceremo a breve.

Sì, l’approccio dell’open innovation deve orientarsi sempre più sulla trasformazione di sistemi. Un esempio importante è “Girasole 5.0”, centrato sulla trasformazione digitale del sistema di welfare territoriale lecchese (con il consorzio Consolida e l’impresa sociale Il Girasole). L’obiettivo è replicare questo modello in altri territori, avviando cluster mutualistici di open innovation su sfide comuni come la gestione del capitale umano o l’integrazione dei sistemi rendicontativi.

Rimane la sfida legata alla dotazione di un capitale d’investimento per “dare gambe” all’innovazione e farne una leva trasformativa reale. In questo senso, il sostegno di CGM Finance e Sefea Impact sarà fondamentale ora che abbiamo raggiunto una maturità operativa e strategica elevata.