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Open Innovation. Il “terzo tempo” dell’innovazione armonica

L’innovazione aperta rappresenta un investimento storico per il Consorzio CGM. Recentemente, l’incontro a Catanzaro presso la sede di Entopan, partner con cui è stato costruito Human Tech, ha permesso di definire nuove direzioni di sviluppo. Abbiamo chiesto a Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager di CGM, di raccontarci quali sono le sfide che attendono la rete.

Finora, i dieci percorsi di Human Tech effettuati si sono concentrati su assessment e codesign, prototipando nuovi beni, servizi e unità organizzative dedicate al cambiamento. Lo stiamo facendo proprio in questi giorni con le imprese sociali Girasole a Lecco, Firenze e Città della Luna a Salerno. La fase successiva ci porta ora verso il vero investimento: un programma di supporti e incontri periodici (un capitolato progettuale aperto) per costruire crescita in un contesto di fiducia reciproca.

Fino ad oggi, le imprese sociali sono state beneficiarie dei percorsi grazie al contatto con startup e provider tecnologici. Ora però, quelle più rafforzate possono giocare un ruolo di “game changer”. Possono operare come fornitori di beni e servizi a “impatto nativo”, capaci di generare innovazione attraverso processi di social procurement verso le imprese for profit. A Catanzaro abbiamo raffinato questo nuovo programma che lanceremo a breve.

Sì, l’approccio dell’open innovation deve orientarsi sempre più sulla trasformazione di sistemi. Un esempio importante è “Girasole 5.0”, centrato sulla trasformazione digitale del sistema di welfare territoriale lecchese (con il consorzio Consolida e l’impresa sociale Il Girasole). L’obiettivo è replicare questo modello in altri territori, avviando cluster mutualistici di open innovation su sfide comuni come la gestione del capitale umano o l’integrazione dei sistemi rendicontativi.

Rimane la sfida legata alla dotazione di un capitale d’investimento per “dare gambe” all’innovazione e farne una leva trasformativa reale. In questo senso, il sostegno di CGM Finance e Sefea Impact sarà fondamentale ora che abbiamo raggiunto una maturità operativa e strategica elevata.

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Oltre l’Arte di Matera su Vita, Maino: “Cultura e sociale per far vivere la nostra terra”

L’ultimo numero della rivista VITA è dedicato alle “Aree interne: l’Italia da scoprire”, un viaggio tra le realtà che stanno ridisegnando il futuro dei territori del nostro Paese. È stata coinvolta anche la cooperativa Oltre l’Arte, chiamata a raccontare come la cultura possa diventare un motore di sviluppo per il territorio lucano. Abbiamo colto l’occasione per approfondire emozioni, sfide e cambiamenti di Oltre l’Arte e di Matera con Rosangela Maino, membro del CDA di CGM e Presidente della cooperativa.

Matera è una città che negli ultimi 20 anni ha preso consapevolezza del potenziale culturale e turistico che la caratterizza, delle opportunità di sviluppo che si sono generate grazie ai riconoscimenti, prima di Sito Unesco, poi di Capitale Europea della Cultura e ora di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026. In tutto questo fermento la comunità è stata protagonista di un cambiamento e si è resa parte di un processo che oggi è fatto di accoglienza, ospitalità, innovazione culturale e sviluppo economico e sociale. Lavorare in un contesto in costante crescita è di grande interesse ed è sfidante, ci impegna a custodire il passato e a costruire il futuro con rinnovata energia e creatività.

Il cambiamento si è percepito nella velocità con cui la città ha dovuto adeguarsi ad una crescente presenza di visitatori, di turisti, di cittadini temporanei che hanno determinato la necessità di potenziare alcuni servizi già presenti e la nascita di nuove attività. Ha stimolato la crescita dell’offerta culturale principalmente di operatori del settore turistico e delle imprese culturali e creative. Ha stimolato i giovani ad aprire nuove attività e a rendersi protagonisti del proprio futuro lavorativo.

I principali progetti che sviluppa Oltre l’Arte sono: la gestione del patrimonio culturale della città di Matera e dei paesi dell’area interna della Basilicata, la promozione dell’incoming in Basilicata con proposte di turismo cultuale, scolastico, accessibile, percorsi di visita esperienziale, laboratori di artigianato solidale, gestione dell’ospitalità etica e sociale, gestione di un lido inclusivo. In tutte le attività e i progetti la cooperativa Oltre l’Arte coniuga la dimensione culturale e quella sociale promuovendo attraverso l’arte e la cultura esperienze di welfare culturale.

Il principale impatto che Oltre l’Arte genera è quello occupazionale anche di persone con disabilità. L’offerta turistica e culturale resa con puntualità, regolarità ha permesso al sistema turistico locale di essere strutturato e affidabile. Il rispetto della legalità in materia fiscale e amministrativa ha indotto anche altre piccole realtà ad organizzarsi e regolarizzare la propria attività.

Il desiderio di Oltre l’Arte coincide con il desiderio di quei giovani che hanno scelto di rimanere a Matera e in Basilicata per continuare a far vivere la nostra terra. Questi sono i sogni che all’inizio hanno animato le scelte di 7 giovani che hanno fondato Oltre l’Arte e che oggi sono diventati circa 100. Ci auguriamo che questo impegno possa essere generativo e foriero di nuove opportunità occupazionali per altri giovani e di valorizzazione e sviluppo di altre comunità soprattutto quelle dei piccoli borghi della Basilicata.

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Viaggio nelle CERS #5. A Cantù: “Sostenere progetti ad impatto è importante anche per imprese e cittadini”

Dopo le CERS di Biella (leggi l’articolo), Cernusco (leggi l’articolo), Genova (leggi l’articolo) e Matera (leggi l’articolo), vi presentiamo la comunità energetica Fu.so di Cantù: 8 E.T.S. e una società profit che si sono unite per un futuro sostenibile. “La solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini“.

Il territorio canturino è ricco di cooperazione sociale e di realtà associative storicamente attive e radicate. Le CER rappresentano certamente un’opportunità di coniugare molti temi cari a queste organizzazioni: l’aggregazione e lo sviluppo territoriale, la sostenibilità ambientale e l’impatto sociale. Anche grazie al ruolo svolto da Consorzio CGM e Energie per la Comunità (EPC), da un piccolo gruppo di promotori (le cooperative Demo Energia, In Cammino e Mondovisione e la congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione) si è creato un interesse sempre crescente verso questa iniziativa che ha portato alla costituzione di una cooperativa la cui base sociale è quasi interamente composta da Enti del terzo settore con la sola eccezione di una società profit che si occupa dell’installazione di impianti fotovoltaici.

Certamente i soci fondatori vedono nella CERS la possibilità di aggregare diversi soggetti attorno ad un progetto comune in grado di promuovere una comunità che cresce attorno ai temi della sostenibilità. Inoltre, l’aspettativa è di generare un incentivo economico in grado di sostenere progetti ad impatto sul territorio delle cabine primarie in cui riusciremo ad attivare delle configurazioni. Inizialmente il territorio di riferimento sarà quello delle 4 cabine primarie toccate dal territorio comunale, che prende anche comuni limitrofi quali Mariano Comense, Carimate, Cermenate, Capiago Intimiano, Alzate e Tavernerio.

L’obiettivo è aggregare in 3 anni oltre 200 soci, cercando primariamente di coinvolgere le persone e le organizzazioni che già fanno parte, a diverso titolo, delle organizzazioni fondatrici, ma aggregando anche imprese, enti e privati cittadini che vorranno condividere la nostra idea di impresa sociale.

Intanto la “S” di CERS: è importante già nel nome affermare che la solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini.

Poi la scelta del nome. Fu.So. è prima di tutto una sigla che sta per Futuro Sostenibile. Ma il nome richiama anche al “fusello”, ossia lo strumento utilizzato con il tombolo per realizzare il famoso pizzo di Cantù. E quindi richiama la territorialità che, almeno in questa fase inziale, il progetto vuole avere per produrre un impatto sulla propria comunità di appartenenza.

Sicuramente la peculiarità è relativa alla sua base sociale: 9 soggetti giuridici di cui 8 E.T.S. che hanno deciso di intraprendere un percorso di lungo termine per promuovere e realizzare progetti ad impatto sul proprio territorio.

Il primo obiettivo è quello di cercare di sviluppare e ampliare il progetto, coinvolgendo imprese e cittadini al duplice scopo di generare aggregazione territoriale e avere una base sociale ampia in grado di condividere l’energia.

Ovviamente questo può avvenire se effettivamente saranno realizzati i primi impianti. L’obiettivo è installare circa 150 kWp entro la primavera del 2026, sperando che le complessità normative e la confusione relativamente gli incentivi PNRR alle CER non diventino ostacoli rilevanti e che quindi possano in qualche modo rallentare lo sviluppo del progetto.

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Metodo di impatto e innovazione con AICCON alla Coop. Vigna di Reggio Emilia

Dal progetto Community hub, un percorso di orientamento all’impatto per la cooperativa La Vigna di Reggio Emilia e il nostro Consorzio Nazionale CGM, grazie alla coollaborazione con AICCON. Sviluppiamo un “metodo di impatto” che, attraverso strumenti, pratiche e linee guida condivise, sia in grado di migliorare l’efficacia dell’azione e della strategia organizzativa. Il percorso ha già portato alla creazione di un framework comune e ora stiamo mettendo mano al Quaderno degli Apprendimenti, un toolkit pratico che aiuterà a rendere l’impatto una bussola per le scelte future. L’intervista alla Cooperativa La Vigna.

Il finanziamento della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione sociale ci ha permesso di potenziare l’autofficina e realizzare un nuovo digital lab, ma soprattutto ci ha dato l’opportunità di misurare l’impatto sociale delle nostre attività. Da sempre attenti alla sostenibilità, abbiamo colto questa occasione per avviare un percorso che non si limitasse a quantificare i cambiamenti dei singoli progetti, ma che facesse crescere la cultura della valutazione d’impatto in tutta la cooperativa e ci aiutasse a orientare le strategie aziendali in base ai risultati. La metodologia della Catena del Valore Ecologico dell’Impatto (CVEI) di AICCON e l’approccio partecipativo, insieme all’attenzione di Consorzio CGM per l’innovazione, hanno risposto pienamente a questa nostra visione.

Abbiamo creato un team interno dedicato alla valutazione d’impatto, coordinato dalla Referente Responsabilità Sociale d’Impresa e composto da Direttore, Responsabile Area Produzione e Lavoro, Responsabile Risorse Umane e Responsabile Servizi Generali. In una prima fase, AICCON (Serena Miccolis, Elena Barison, Stefano Malevolti) e Consorzio CGM (Flaviano Zandonai, Simona Taraschi) hanno trasferito al team competenze fondamentali su metodologia e approccio. Successivamente, abbiamo co-costruito il framework di valutazione e avviato la raccolta degli indicatori individuati. Tutti gli stakeholder di Vigna sono stati coinvolti attraverso sondaggi e focus group, rendendo il processo realmente partecipativo.

I punti di forza sono stati molteplici: la qualità e l’esperienza degli attori coinvolti, la solidità della metodologia adottata, la possibilità di affrontare il tema della valutazione d’impatto in modo trasversale e la valorizzazione di quanto la cooperativa già realizza con successo.

Inizialmente pensavamo di riuscire solo a introdurre la valutazione d’impatto nella cooperativa. In realtà, il percorso ha avuto un effetto “contaminante” anche su molti partner e stakeholder coinvolti. Per La Vigna, questo lavoro ha permesso di leggere in chiave strategica l’attività di inserimento lavorativo e di immaginare nuove evoluzioni
future, sempre più innovative.

Il valore più grande è stato riscoprire che le nostre attività non si limitano a migliorare la vita dei beneficiari diretti, ma contribuiscono a generare trasformazioni strutturali nei contesti e nei sistemi in cui operiamo. Abbiamo compreso che generare impatto positivo significa pensare alla sostenibilità in modo integrale, unendo dimensioni sociale, ambientale, economica e culturale-politica.

Vogliamo trasferire gli apprendimenti acquisiti ad altri ambiti della cooperativa e puntiamo a far validare gli strumenti costruiti internamente da un comitato scientifico esterno. Questo per valorizzare ancora di più il nostro lavoro quotidiano e garantirne la qualità.

La Vigna è una cooperativa sociale di tipo misto A e B, fondata nel 1985, che offre percorsi riabilitativi a persone in condizioni di fragilità o vulnerabilità, favorendone l’integrazione e l’inclusione sociale attraverso accoglienza, inserimento lavorativo ed educazione. La cooperativa opera senza scopo di lucro, perseguendo l’interesse generale della comunità con un approccio sostenibile e inclusivo.

Le attività svolte sono:

  • Inserimento lavorativo di persone fragili: servizi di igiene ambientale (pulizia aree pubbliche e private, raccolta foglie, gestione rifiuti), tutoraggio ambientale, servizi di back/front office, autofficina, multiservice, pulizie e disinfestazione.
  • Accoglienza: gestione di strutture per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.
  • Dipendenze patologiche e marginalità adulta: centro diurno semiresidenziale, servizi di supporto all’abitare, struttura a bassa soglia per persone in situazione di marginalità, counseling su riduzione del danno e sostegno alle famiglie.
  • Commercio equo e solidale: tramite Meridiano 361 Impresa Sociale srl (società controllata al 100%), con quattro negozi fisici, e-commerce, relazioni dirette con i produttori, adesione a Equo Garantito e Altromercato.
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CGM in Palestina: qui la cooperazione diventa resistenza e rinascita


Sabina Bellione, Project designer, responsabile Progettazione CGM, ci racconta il suo viaggio in Palestina, organizzato con la nostra cooperativa socia Il Giardinone (con la presidente Laura Gallo) e l’organizzazione Volontariato Internazionale per lo sviluppo per incontrare il mondo cooperativo locale.
“Queste cooperative ci mostrano che la resilienza non è solo resistere, ma creare valore dove gli altri vedono solo fragilità, trasformare la marginalità in progetto, la scarsità in innovazione”. Ecco le sue parole.

Tredici cooperative tra Ramallah, Betlemme, Hebron, Gerusalemme e Tulkarem. Tredici storie, tredici comunità, tredici esempi concreti di come la cooperazione possa diventare una forma viva di resistenza e di rinascita.

Molte delle cooperative incontrate sono composte e guidate da donne. Donne che lavorano nei campi, nelle cucine, nei laboratori artigianali. Donne che trasformano olive in olio, pomodori in conserve, stoffe in ricami. Donne che, con dignità e determinazione, non accettano di essere solo “beneficiarie”, ma diventano protagoniste economiche, sociali e culturali delle proprie comunità.

Quando si entra nei loro laboratori o nei piccoli centri di trasformazione si percepisce subito che la cooperativa non è solo un’impresa: è una forma collettiva di vita, di sostegno reciproco, di costruzione di futuro.

In Palestina, la cooperativa nasce spesso da un bisogno molto concreto: quello di produrre, di trasformare, di commercializzare, ma soprattutto di restare, di radicarsi, di resistere.

E proprio in questo si manifesta la sua forza imprenditoriale e umana: offrire ai soci, spesso con risorse minime, gli strumenti, i mezzi, a volte anche il credito, per poter lavorare, generare reddito e mantenere viva la comunità.

Sono imprese create dai soci, gestite democraticamente, basate sulla partecipazione economica, sulla trasparenza, sull’autonomia, sulla cooperazione tra cooperative e sull’impegno verso la comunità.

È un modello che unisce autogestione e solidarietà, imprenditorialità e giustizia sociale.

Le cooperative palestinesi ci ricordano che la cooperazione è un atto politico e umano allo stesso tempo. È un modo per dire: “Noi restiamo, lavoriamo, produciamo, costruiamo insieme.”

E ci mostrano che la resilienza non è solo resistere, ma creare valore dove gli altri vedono solo fragilità, trasformare la marginalità in progetto, la scarsità in innovazione.

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DCS: diventa early adopter della nuova piattaforma di gestione dei progetti sociali

Prosegue a pieno ritmo lo sviluppo della Piattaforma DCS – Data Management & Intelligence Platform, l’innovativo strumento digitale promosso nell’ambito del progetto DigiCompSoc (promosso da Repubblica Digitale e guidato da CEDEL) per rafforzare le competenze digitali e la sostenibilità dell’Economia Sociale. Nel 2026 il nuovo strumento verrà testato con il coinvolgimento di circa 40 imprese cooperative e 70 PM o coordinatori. Candidati per partecipare: diventa early adopter.

Il 22 ottobre, a Roma, è stato presentato il mock-up della piattaforma, frutto delle sessioni di co-design che hanno coinvolto direttamente gli operatori del settore. Oggi, siamo entrati nel vivo della fase di sviluppo tecnico, con un obiettivo chiaro: fornire uno strumento pronto all’uso che supporti le organizzazioni nelle attività di gestione, rendicontazione e misurazione dell’impatto dei progetti gestiti.

Lo sviluppo della Piattaforma DCS si concluderà a inizio 2026. Seguirà immediatamente una fase cruciale di formazione e test che vedrà il coinvolgimento di circa 40 imprese cooperative e 70 tra Project Manager, Coordinatori e Responsabili di Progetto/Servizio. Un’opportunità concreta per diventare early adopter e contribuire al perfezionamento finale dello strumento.

Alla fase di sviluppo

Se siete interessati a saperne di più o a partecipare attivamente alla fase di sviluppo della piattaforma potete scrivere a openlab@cgm.coop e richiedere una call di approfondimento.

Alla fase di test (Early adopter)

Per essere selezionati per la fase di test, che include formazione e accompagnamento gratuito, è necessario iscrivere i propri Project Manager, Coordinatori o Responsabili di Area al percorso propedeutico e gratuito sull’utilizzo di projects tools e gestione dei collaboratori.

La Piattaforma DCS nasce come alleato strategico per gli Uffici di Progettazione e i responsabili operativi. È pensata per supportare l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla rendicontazione, di
ogni tipo di iniziativa:

  • Progetti Complessi: Finanziati, con ampi partenariati e necessità di tracciabilità dettagliata.
  • Servizi a Contratto: Gestione e monitoraggio delle attività previste dai capitolati di servizio e dalle convenzioni.

La piattaforma agisce su due livelli complementari:

  • Livello Operativo (Gestionale): La Piattaforma DCS è un software specializzato che offre alle cooperative uno strumento avanzato per la gestione strutturata, collaborativa e tracciabile di progetti e servizi (avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura). Il suo valore si moltiplica quando il progetto coinvolge più partner operativi, garantendo un unico punto di controllo.
  • Livello Strategico (Intelligenza): Il vero focus della Piattaforma è la raccolta, la validazione e la valorizzazione dei dati di progetto. L’utilizzo delle sue funzionalità garantisce una raccolta strutturata che va oltre la rendicontazione: permette di valutare non solo l’impatto del singolo progetto, ma anche l’impatto complessivo dell’organizzazione nel proprio territorio, incrociando i risultati di tutti i servizi gestiti.

La struttura di DCS è pensata per superare le frammentazioni tipiche della gestione progettuale:

  • Gestione Integrata: Copre tutte le fasi del progetto, integrando funzionalità basate su metodologie di valutazione riconosciute, come la Teoria del Cambiamento e l’analisi del SROI (Social Return On Investment).
  • Standardizzazione dei Processi: Promuove l’uso di una metodologia condivisa (ispirata all’Italian Method for Integrated Project Management) che migliora la coerenza e la comparabilità dei dati, un fattore chiave per le cooperative che lavorano in rete.
  • Dati per la Valutazione: La piattaforma non sostituisce l’analisi di impatto, ma è l’ambiente strutturato che organizza sistematicamente la base dati necessaria per analisi valutative complesse e credibili.

Le funzionalità sono state progettate per garantire controllo e trasparenza a ogni livello:

  • Gestione Centralizzata dei Progetti: Permette la creazione di schede dettagliate, la mappatura degli stakeholder e il monitoraggio continuo di attività, budget e KPI.
    Risultato: maggiore Efficienza, Trasparenza e Controllo.
  • Costruzione di Survey e Raccolta Dati: Consente di creare e personalizzare moduli di raccolta dati (es. su beneficiari o metriche d’impatto) e collegarli direttamente a obiettivi, risultati o stakeholder.
    Fondamentale per la standardizzazione dei formati di raccolta.
  • Visualizzazione e Analisi dei Dati: Trasforma i dati raccolti in Insight Strategici attraverso dashboard interattive con visione sinottica dello stato di avanzamento e dei KPI (quantitativi e qualitativi).
    Permette l’analisi dei trend e l’esportazione di report in formati editabili (Word, Excel) per la rendicontazione.
  • Condivisione Sicura dei Dati: Permette la condivisione controllata di dati e report con partner o enti finanziatori, grazie a controlli di accesso granulari e configurazione del livello di tracciamento (anonimo o autenticato).
  • Gestione Ruoli e Utenti: Supporta ruoli differenziati (Amministratore, Editor, Visualizzatore) per garantire l’integrità dei dati, la sicurezza operativa e la piena conformità al GDPR.
  • Sistema di Archiviazione e Interoperabilità: la piattaforma sarà strutturata per consentire lo scambio bi-direzionale di dati con altri sistemi gestionali già in uso (es. CRM), eliminando il doppio lavoro e integrandosi con servizi di archiviazione (come Sharepoint e Google Drive).
  • Standard di Sicurezza: Piena conformità al GDPR e implementazione di rigorosi protocolli di crittografia per garantire la massima protezione dei dati sensibili.
  • Configurazione Flessibile: Prevede un alto livello di personalizzazione di campi, moduli e report, per adattarsi alle specifiche esigenze organizzative della cooperativa.

Tutte le funzionalità si basano sul Logical Framework, la “struttura logica” che organizza in modo coerente e verificabile le voci principali del progetto, favorendo la valutazione di impatto e la tracciabilità delle relazioni di causa-effetto (tra risorse, attività, risultati e obiettivi).

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Dalla Basilicata l’agricoltura che include: sviluppo sostenibile che mette al centro le persone


Dalla Basilicata, l’agricoltura che include. Vi raccontiamo i progetti del nostro consorzio socio La Città Essenziale che intrecciano il mondo agricolo e quello sociale. “Così trasformiamo la terra in opportunità di formazione, autonomia e inserimento lavorativo per persone con fragilità, e restituiamo alle comunità locali un nuovo modello di cooperazione e sviluppo sostenibile”.

L’agricoltura che include. In Basilicata, a Grassano e a Colobraro, sono stati presentati nei giorni scorsi i risultati di due progetti portati avanti dal nostro socio Consorzio La Città Essenziale e che hanno unito mondo agricolo e mondo sociale. Si tratta di “Coltiviamo l’Inclusione” e “Sempreverde”, entrambi i progetti finanziati dal PSR Basilicata 2014-2020 – Misura 19 LEADER (Sottomisura 19.2) – Azione “Agricoltura Sociale” del GAL START 2020 srl.
Due esperienze diverse ma complementari, che hanno trasformato la terra in opportunità di formazione, autonomia e inserimento lavorativo per persone con fragilità, e rrestituito alle comunità locali un nuovo modello di cooperazione e sviluppo sostenibile.

A Grassano, la Cooperativa Sociale Oltre l’Arte, in collaborazione con l’Azienda Agricole Vignola e l’AIPD di Matera, ha raccontato un percorso in cui il lavoro nei campi è diventato strumento di crescita personale e collettiva. La presentazione dei risultati del progetto “Coltiviamo l’Inclusione” è stata ospitata nella Sala Convegni di Palazzo Materi e moderato dal Presidente di Confcooperative Basilicata, Giuseppe Bruno. Presenti il Sindaco di Grassano, Filippo Luberto, la nostra consigliera Rosangela Maino, presidente di Oltre l’Arte, Angela Morrone, direttore del Consorzio La Città Essenziale, e Angelo Zizzamia, presidente del GAL Start 2020.
“L’agricoltura sociale restituisce dignità alle persone – ha dichiarato Rosangela Mainoperché consente di valorizzare le capacità di ciascuno e costruire percorsi di autonomia dentro una comunità accogliente.”
“È la rete a fare la differenza”, ha sottolineato Angela Morrone – Quando cooperazione sociale e mondo agricolo si incontrano, nascono opportunità concrete di lavoro e di vita per chi, troppo
spesso, è ai margini
“.

A Colobraro, la Cooperativa Sociale Collettivo Colobrarese, insieme alle aziende agricole Masseria Nivaldine e Masseria Viviano, ha presentato i risultati del progetto “Sempreverde“, che ha unito cura del verde, multifunzionalità agricola e inclusione sociale in un
percorso capace di generare presidio territoriale e nuove prospettive di sviluppo per le aree interne. All’incontro, tenutosi al Palazzo delle Esposizioni, sono intervenuti il Sindaco di Colobraro, Nicola Lista, la Presidente del Consiglio Comunale, Anna Bernardo, la Presidente della Cooperativa Collettivo Colobrarese, Roberta Picerno, e i rappresentanti delle aziende agricole coinvolte.
“Questi progetti mostrano che anche nei piccoli comuni del nostro entroterra – ha detto il Sindaco Nicola Listal’agricoltura può diventare un motore di comunità, creando lavoro e rafforzando il senso di appartenenza.”
“La nostra sfida – ha aggiunto Roberta Picerno – è quella di un’agricoltura che non produce solo beni, ma relazioni, fiducia e possibilità.”

“Queste esperienze – ha ricordato Giuseppe Bruno, presidente di Confcooperative Basilicata – dimostrano che la cooperazione può essere il motore di un nuovo modello di sviluppo rurale, capace di tenere insieme il valore della persona, la sostenibilità economica e la vitalità delle comunità locali.”
Un messaggio condiviso anche dal Presidente del GAL Start 2020, Angelo Zizzamia, che ha evidenziato come “l’agricoltura sociale rappresenti una leva concreta per rigenerare i territori e costruire futuro nelle aree rurali”.

Entrambe le giornate si sono concluse con una degustazione dei prodotti delle aziende agricole coinvolte, simbolo tangibile del legame profondo tra terra, lavoro e comunità: un racconto autentico di come, in Basilicata, l’agricoltura possa includere e generare futuro.

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Viaggio nelle CERS #4. A Matera energia pulita, risparmio e investimenti nel welfare locale

Dopo le CERS di Biella (leggi l’articolo), Cernusco (leggi l’articolo) e Genova (leggi l’articolo), vi presentiamo la Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale di Matera, promossa dal Consorzio La Città Essenziale. Un progetto che unisce produzione energetica, inclusione sociale e cittadinanza attiva. “Ogni centesimo guadagnato sarà un’azione concreta per la comunità e per chi è in difficoltà”.

A Matera, con la firma presso il notaio, qualche giorno fa, è stata costituita la prima Comunità Energetica Rinnovabile (CER), Luc.Energy, promossa dal Consorzio La Città Essenziale e dalle sue consorziate. L’iniziativa ha segnato un passo decisivo per l’innovazione sociale e lo sviluppo sostenibile nel territorio, confermando la vocazione del Consorzio per forme concrete di sostenibilità ambientale che generano benessere condiviso. Un percorso che si è completato grazie a un progetto candidato proprio dal nostro consorzio CGM con La Città Essenziale come partner e cofinanziato da Fondazione con il Sud.

La Comunità Energetica Rinnovabile Luc.Energy consentirà la produzione condivisa e l’utilizzo locale di energia da fonti rinnovabili, un modello che riduce l’impatto ambientale, migliora la sicurezza energetica, incentiva l’indipendenza dalle fonti fossili e costituisce un antidoto concreto alla povertà energetica.

La CER costituita raccoglie l’eredità e il modello virtuoso di “Energia Solidale”, iniziativa del Consorzio La Città Essenziale attiva da anni, che ha dimostrato come interventi di efficientamento energetico e produzione solare possano generare risparmi destinati al welfare territoriale.

Luc.Energy, cooperativa neocostituita nell’alveo delle aderenti a Confcooperative Basilicata, porterà avanti il percorso non solo per l’autoconsumo, ma destinando incentivi e ricavi al rafforzamento del welfare territoriale delle comunità di origine dei soci. Sarà così coinvolta un’area geocomunitaria che comprende Montalbano, Irsina, Marconia, Colobraro, Policoro, Pomarico, Grassano e Matera, dove operano le 9 cooperative costituenti.

“Oggi sanciamo non solo un atto legale, ma un patto con il territorio: produrremo energia pulita, risparmieremo, e ogni centesimo guadagnato sarà un’azione concreta per la comunità e per chi è in difficoltà – ha dichiarato il Presidente del Consorzio La Città Essenziale, Giuseppe Bruno –. La nostra comunità energetica nasce per dimostrare che il modello cooperativo può coniugare sviluppo sostenibile e inclusione sociale”.

Ciò che rende speciale questa nuova comunità energetica è che gli utili non saranno trattenuti, ma devoluti in servizi di welfare in modo strutturale, a beneficio della comunità locale. È il primo caso nella nostra area in cui una CER assume formalmente questo impegno.

A sottolinearlo è stata la Presidente della CER, Rosangela Maino:
“Assumo con orgoglio questo incarico. Il mio desiderio è che il progetto diventi un faro che illumina strade nuove, dove cooperazione, energia e comunità si intrecciano per dare forma a un futuro condiviso.

Coordineranno il lavoro della Presidente: Roberta Picerno (vicepresidente), Cosimo Ambrosecchia, Giuseppe Florio, Sabina Bellione (consiglieri).
La CER parte con una dotazione iniziale di kW provenienti da impianti già attivi e sarà ulteriormente potenziata con la realizzazione e la messa in funzione di nuovi impianti fotovoltaici.

Il progetto rappresenta un esempio tangibile di come il tema ambientale e il tema della giustizia sociale, oggi imprescindibili, possano combinarsi in modo operativo grazie alla cooperazione sociale. Non un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso che unisce produzione energetica, inclusione e cittadinanza attiva.

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Giornata Alzheimer: a Brindisi spazi di confronto, relazione e formazione per caregiver ‘mai più soli’

In occasione dalla Giornata Mondiale dell’Alzheimer, vi raccontiamo il progetto ‘Mai più soli’ con la cooperativa sociale Eridano che, a Brindisi, punta a migliorare la qualità della vita dei caregiver, offrendo loro spazi di confronto, formazione, socializzazione e supporto pratico nella gestione quotidiana della malattia. Il 18 e 19 ottobre, proprio a Brindisi ci sarà l’ultima tappa dell’Alzheimer Fest, un evento nazionale che celebra la vita, l’inclusione e la bellezza anche nella fragilità.

Il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, istituita nel 1994 dall’OMS e dall’Alzheimer’s Disease International. Una giornata per accendere i riflettori sulla malattia, promuovere la consapevolezza e combattere lo stigma che ancora oggi colpisce chi ne è affetto e chi se ne prende cura.

È anche l’occasione per ricordare quanto sia importante stare accanto alle persone fragili, non lasciarle sole, costruire reti di supporto che mettano al centro la dignità, l’ascolto e la cura.

È proprio da questa consapevolezza che nasce “Mai più soli”, il progetto che la cooperativa sociale Eridano, insieme a CGM e al Comune di Brindisi, con il sostegno di Fondazione CON IL SUD e tanti partner del territorio, porta avanti con passione e concretezza.

Il progetto ha un obiettivo chiaro: migliorare la qualità della vita dei caregiver, offrendo loro spazi di confronto, formazione, socializzazione e supporto pratico nella gestione quotidiana della malattia. Ma non solo. “Mai più soli” vuole anche promuovere un welfare comunitario, capace di riconoscere formalmente il ruolo dei caregiver e di attivare risorse per sostenerli.

“Mai più soli non è la soluzione al problema delle demenze – afferma il presidente di Eridano Francesco Parisima la sperimentazione di un processo di welfare in grado di restituire dignità all’ammalato e a chi se ne prende cura scardinando – attraverso la consapevolezza, la responsabilizzazione ed il coinvolgimento dell’intera comunità – quelle dinamiche che spesso portano le persone coinvolte alla depressione ed all’emarginazione sociale“.

Dal gennaio 2025 “Mai più soli” è presente sul territorio con percorsi di accompagnamento, attività formative e momenti di socializzazione. Tra le iniziative ci sono i gruppi di Auto Mutuo Aiuto, il coro dei Caregiver e l’Healing Garden: esperienze che aiutano ad alleggerire il carico dell’assistenza e a rafforzare i legami familiari e le relazioni personali. Con “Basta una Telefonata” è possibile ricevere un supporto concreto per affrontare le piccole incombenze di ogni giorno. Alcuni caregiver, insieme ai loro familiari, stanno inoltre partecipando a una sperimentazione che prevede l’uso di dispositivi indossabili (wearable) per monitorare e gestire meglio le attività di cura. E da ottobre 2025 partirà anche un percorso di formazione tecnico-specialistica di alto livello, pensato per rendere sempre più efficace e consapevole la gestione della persona assistita.

Inoltre, per dare una testimonianza attiva in merito alla cura e all’integrazione della persona con demenza e il pieno supporto della comunità alle famiglie, Brindisi ospiterà il 18 e 19 ottobre l’ultima tappa dell’Alzheimer Fest, un evento nazionale che celebra la vita, l’inclusione e la bellezza anche nella fragilità.

In questa giornata speciale, il nostro pensiero va a tutte le persone che convivono con l’Alzheimer e ai loro caregiver. A loro va il nostro impegno, la nostra vicinanza, la nostra voce.

Perché nessuno deve sentirsi solo. Mai più.

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DigiCompSoc, la piattaforma digitale che nasce dalle cooperative, per le cooperative

È entrato nel vivo il progetto DigiCompSoc – Competenze digitali per l’economia sociale selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale. Una delle azioni chiave? La co-progettazione della Data Management & Intelligence Platform (DCS), piattaforma di supporto alle organizzazioni nelle attività di gestione, rendicontazione e misurazione dell’impatto dei progetti gestiti.

L’11 luglio si è tenuto il primo workshop di co-progettazione della Data Management & Intelligence Platform (DCS), una delle azioni chiave del Progetto DigiCompSoc Competenze digitali per l’economia sociale; avviato il 19 giugno scorso, con le prime giornate di formazione per operatori sociali (OSS ed Educatori); un progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale.

Il progetto vede CEDEL come capofila, CGM partner e facilitatore di processo ed ELIS Innovation Hub fornitore tecnologico e ha come obiettivo strategico quello di accompagnare le organizzazioni della rete ad una transizione digitale consapevole e sostenibile, attraverso: la promozione di un linguaggio comune, il rafforzamento di competenze, la diffusione di una cultura organizzativa e l’introduzione di strumenti digitali per facilitare la gestione e i processi interni.

Il tutto partendo dalla consapevolezza che non c’è trasformazione digitale né innovazione senza un forte investimento sul Capitale Umano, a tutti i livelli dell’organizzazione. Perché il cambiamento necessita di coinvolgimento, consapevolezza e accompagnamento, a partire da chi opera in prima fila nei servizi a contatto con le persone (OSS, Educatori, operatori sociali, ecc.) fino a coloro che hanno ruoli di coordinamento e management.

Il Progetto DigiCompSoc vede due azioni strategiche: la formazione di 300 operatori sociali di cooperative A tra OSS, educatori, operatori, coordinatori, responsabili e dirigenti per promuovere la diffusione di una cultura digitale comune; e lo sviluppo di una piattaforma digitale (DCS – Data Management & Intelligence Platform), per supportare le organizzazioni nelle attività di gestione, rendicontazione e misurazione dell’impatto dei progetti gestiti.

Questa è la domanda centrale che il gruppo di lavoro CGM si è sentito rivolgere dalle cooperative che hanno partecipato ai primi webinar di presentazione del progetto DigiCompSoc a maggio 2025: “era proprio necessario un ulteriore strumento di gestione? Perché investire tempo ed energie nello sviluppo di questo strumento?”.

La risposta è sì, è uno strumento necessario, non solo per la singola organizzazione, ma anche per l’intera rete CGM per queste ragioni:

  • Quasi la totalità delle organizzazioni che appartengono alla rete CGM (sia A che B), gestiscono progetti finanziati, come capofila e/o come partner.
  • I progetti finanziati sono il principale canale attraverso cui sostenere processi di innovazione dei servizi, rafforzamento della propria presenza territoriale e consolidamento della propria reputazione istituzionale.

Ma, la gestione dei progetti presenta diverse complessità e spesso rischia di mettere in crisi l’organizzazione, indipendentemente dalla dimensione e dall’esperienza di progettazione: ogni ente finanziatore ha regole proprie, spesso i progetti si intersecano con le attività ordinarie e devono fare i conti con la quotidianità della gestione, non è sempre facile tenere il filo delle attività e delle scadenze, la comunicazione e il coordinamento interni spesso si scontrano con il “ma abbiamo sempre fatto così”, a volte le informazioni più importanti si perdono, la cultura dell’importanza del dato (dalla raccolta all’analisi) non è ancora così diffusa all’interno delle organizzazioni, si fa fatica a restituire il valore di quanto è stato sperimentato (impatto sociale dei progetti) e a raccoglierne i frutti nei territori anche in termini di immagine e reputazione istituzionale.

Ora proviamo a fare un esercizio di immaginazione, immaginiamo le 628 cooperative e imprese sociali che compongono la rete CGM, immaginiamo che ciascuna gestisca una media di 2 progetti del valore di 100.000€, parliamo di 1.256 progetti sull’intero territorio nazionale per un valore di oltre 125 mln di euro: qual è l’impatto e il valore sociale generato dai progetti gestiti dall’intera rete CGM e quale vantaggio possono ricavare i singoli territori dall’appartenere a questa rete?

L’11 luglio con il primo workshop di co-progettazione è stato dato il via allo sviluppo della piattaforma DCS che ha come primo obiettivo operativo lo sviluppo di funzioni user friendly che semplificheranno la gestione operativa dei progetti: gestione attività, scadenze, comunicazioni, ruoli e partner, raccolta dati, budget ecc.; mentre, nel lungo periodo si propone di costruire un’infrastruttura digitale condivisa che consolidi la rete, generi nuove sinergie e permetta a CGM di valorizzare e misurare in modo sistematico l’impatto sociale delle proprie cooperative e dei progetti gestiti a livello nazionale e internazionale.

Nell’attività di sviluppo della piattaforma DCS, CGM agisce da facilitatore mettendo in contatto il know-how tecnico di ELIS Innovation Hub, con l’esperienza delle organizzazioni cooperative e imprese sociali, in modo da co-progettare uno strumento che risponda in maniera semplice e funzionale alle esigenze di gestione degli Enti del Terzo Settore.

Infatti, uno degli elementi emersi dalla survey e dagli assessment iniziali, condotti con un gruppo di 41 realtà della rete è stato che il principale ostacolo all’adozione di nuove tecnologie gestionali, è dato proprio dalla rigidità delle stesse e alla difficoltà di applicarle all’interno delle organizzazioni.

La co-progettazione partecipata ha proprio lo scopo di superare il GAP esistente tra infrastruttura tecnologica e realtà operativa, attraverso: lo sviluppo di una tecnologia cooperative-friendly, la pianificazione di training formativi per accompagnare le organizzazioni all’adozione dello strumento e all’eventuale re-design dell’area progettazione interna.

Nel focus-group dell’11 luglio le cooperative hanno “smontato” il ciclo di vita dei loro progetti, dall’avvio alla chiusura, trasformando ogni criticità di gestione in funzionalità. In questo modo la piattaforma DCS sarà un prodotto digitale in linea con i bisogni reali delle organizzazioni della rete.

Dall’ultimo Censimento Istat delle Organizzazioni No Profit, emerge che le istituzioni non profit che hanno realizzato un progetto o un intervento di innovazione sociale sono 28.778 su 360.623 e che il settore no profit è un vero e proprio motore di sviluppo locale e innovazione sociale. Sabrina Stoppiello, Responsabile Censimento permanente delle istituzioni no profit – Istat, afferma che quello che è emerso dall’indagine è che le organizzazioni che fanno innovazione sono: “sicuramente più solide, soprattutto dal punto di vista organizzativo, in termini di risorse umane impiegate e di risorse economiche, anche rispetto ai settori di attività nei quali operano. Per fare innovazione sociale occorre avere una base solida e la capacità di costruire reti”. (Vita – 18.07.2025)

L’obiettivo di questa attività del Progetto DigiCompSoc, è anche quello di portare un numero sempre maggiore di cooperative dentro a quel segmento di non profit capace di: valorizzare il proprio capitale umano, fare innovazione e generare impatto grazie a strumenti condivisi e reti strutturate.

La Piattaforma DCS è pensata per essere uno strumento digitale basato su standard internazionali di project management, orientato a dare supporto in tutte le fasi principali della gestione di un progetto anche attraverso un supporto alla standardizzazione di processi, soprattutto in quei progetti in cui è prevista l’azione coordinata di più partner. Nei prossimi mesi, man mano che l’attività di co-design procederà, entreremo più nel dettaglio delle caratteristiche delle singole funzionalità.

Di seguito una breve panoramica di ciò che si potrà fare con la piattaforma:

  • Fase di Avvio: costruzione della scheda progetto, costituzione del team di lavoro e nomina del project manager, impostazione tempi e obiettivi, mappatura stakeholder, bisogni, attività e analisi preliminare dei rischi ecc.
  • Pianificazione: programmazione azioni di progetto (WPS), programmazione obiettivi e deliverable di progetto, pianificazione attività con stima di tempi e budget, pianificazione della comunicazione, degli “approvvigionamenti”, dell’assegnazione delle risorse ecc.
  • Esecuzione: attivazione e coordinamento del team di progetto, realizzazione dei deliverables, gestione della comunicazione verso gli stakeholders, monitoraggio operativo (attività, budget, criticità, ecc.), controllo qualità in itinere, ecc.
  • Controllo & Monitoraggio: dashboard con raggiungimento KPI real-time, alert su tempi, costi, qualità, registrazione dati e reporting su beneficiari ecc.
  • Chiusura: deliverable finali, report di chiusura, gestione delle formalità di chiusura progetto, registrazione delle “lezioni apprese” ad uso interno ed esterno, ecc.

In questo modo la DCS trasforma attività frammentate in un flusso integrato: meno tempo tra file e revisioni, più capacità di rendicontare in modo trasparente e integrato l’impatto che le cooperative generano nei loro territori.

Il valore aggiunto è duplice: semplificare la rendicontazione verso partner e finanziatori e, al contempo, restituire visibilità alla flessibilità con cui le cooperative rispondono ai bisogni dei territori.

Il cantiere DCS è partecipato e ancora aperto, per partecipare scrivete a openlab@cgm.coop.

Prossime tappe per lo sviluppo della Piattaforma:

  • luglio – agosto 2025 – Realizzazione di focus-group partecipati per: mettere a fuoco funzionalità e caratteristiche della User-Experience (UX).
  • settembre 2025 – Validazione del prototipo di piattaforma, sessioni di test guidato e raccolta degli ultimi miglioramenti.
  • 22 ottobre 2025 – Roma | SAVE THE DATE – Presentazione del mock-up della piattaforma e delle sue funzionalità.
    Sede: Elis Innovation Hub – Roma.
    Sarà una giornata dedicata a: networking, aggiornamento sul mondo digitale&sociale, e confronto sulla piattaforma.

    Programma:

Mattina 10.30-13.30Celebration Social Innovation Trail, programma promosso da ELIS in collaborazione con AICCON e supportato da Unicredit – saranno presentati i 7 progetti ad impatto sociale sviluppati da Enti del Terzo Settore e startup. Un’opportunità per conoscere nuove realtà, scoprire modelli innovativi e favorire momenti di networking tra cooperative, Fondazioni di Origine Bancaria e stakeholder del mondo dell’innovazione sociale. Posti riservati: 30.

Le iscrizioni all’evento sono già aperte: subito dopo la registrazione riceverete una mail di conferma da parte dell’organizzazione.

Pomeriggio 14.30-16.30 – Presentazione del MockUp della piattaforma DCS Data Management & Intelligence Platform per il Terzo Settore

Inizio 2026 – Avvio fase di adoption con la formazione e l’accompagnamento delle organizzazioni che adotteranno la piattaforma DCS nella propria Area Progetti.

Prosegue l’attivazione dei percorsi formativi:

  • CORSI OSS, EDUCATORI e OPERATORI – AVVIATI: ad oggi sono partire 8 edizioni del percorso OSS ed Educatori dove è possibile inserirsi anche in itinere e frequentare i webinar in calendario da settembre, qui potete vedere i calendari delle edizioni dalla 1 alla 8.

Se siete interessati potete compilare il FORM o scriverci alla mail openlab@cgm.coop.

  • CORSI OSS, EDUCATORI e OPERATORI – IN PROGRAMMAZIONE: le edizioni 9, 10, 11 del percorso OSS, EDU ed Operatori verranno programmate in autunno 2025, se interessati compilate l’apposito Form o scrivete a openlab@cgm.coop.
  • PERCORSO COORDINATORI E RESPONSABILI DI AREA – partirà a dicembre 2025, sono previste n° 8 edizioni del percorso con un massimo di 16 partecipanti ad edizione. Se volete prenotare già il vostro posto compilate l’apposito FORM.

Il percorso per Coordinatori e Responsabili si compone di 22 ore suddivise in 4 moduli formativi: digital mindset, gestione di progetti complessi attraverso tool digitali, gestione dei collaboratori, cybersecurity, privacy e archiviazione.

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Per domande generali e candidature: openlab@cgm.coop.