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Benessere e adolescenza: spazi di cura e di libertà

L’adolescenza rappresenta una soglia potente, un periodo di trasformazione e ricerca di sé che richiede agli adulti capacità di presenza, ascolto e cura nella gestione della complessità. Ne parla in questo articolo Francesca Gennai, Vice Presidente del nostro Consorzio, Presidente La Coccinella e del Consorzio Con.Solida.

L’adolescenza è un’età predittiva del futuro di una persona e generativa, in cui si intrecciano la costruzione dell’identità, il bisogno di autonomia, la ricerca di relazioni e il desiderio di fiducia. A fronte di questa evidenza, sostenuta anche dall’OMS, stiamo registrando la crescita di adolescenti sempre più tristi e l’aumento della necessità da parte degli addetti ai lavori di rileggere le loro pratiche educative. Su questa sfida si è misurato il workshop “Definire il benessere degli adolescenti”, organizzato durante gli Stati Generali di CGM a Salerno che ha posto anche alcune piste di lavoro.

Più relazioni, meno performance. Partendo da una analisi della letteratura, Paolo Landi, psicoterapeuta e pedagogista del Consorzio La Rada, ci ha richiamati a vedere il benessere adolescenziale come il risultato di equilibrio dinamico tra diversi fattori: le relazioni familiari e sociali, le esperienze scolastiche, il tempo libero e il senso di appartenenza a una comunità educante. La felicità dei ragazzi è strettamente legata alla qualità dei legami e alla possibilità di sentirsi parte di un gruppo. Durante il lockdown, per esempio, molti adolescenti hanno vissuto noia, tristezza e paura, evidenziando quanto la mancanza di relazioni autentiche possa compromettere il benessere emotivo. La scuola in questa ricerca di equilibrio gioca un ruolo decisivo: chi si sente accolto e riconosciuto sviluppa maggiore fiducia nel futuro e ottiene risultati migliori, poiché un ambiente scolastico accogliente non favorisce solo l’apprendimento, ma anche la salute mentale. Lo psicoterapeuta ha sottolineato quanto il disagio degli adolescenti sia correlato dalla presenza di un contesto culturale che tende ad esaltare la competizione e la performance. Chi non raggiunge risultati eccellenti è spesso relegato all’isolamento. In questo senso, è evidente quindi che il benessere non può essere ritenuto un obiettivo privato, ma il risultato di un ecosistema relazionale in cui scuola, famiglia, servizi e comunità educante agiscono insieme. La sua argomentazione si è spostata poi sull’introdurre alcune parole chiave su cui dovrebbe essere rifondata una nuova alleanza fra giovani ed adulti. Le parole chiave proposte indicano un approccio educativo basato su relazioni autentiche, fiducia e partecipazione: prendersi tempo per sé, coltivare legami veri, riflettere sul senso della vita, integrare emozione e creatività, valorizzare esperienze apparentemente inutili e guardare oltre l’io per riscoprire il rapporto con gli altri e il mondo. Questo modello contrasta l’isolamento e la pressione da performance tipici della società contemporanea.

La tutela e la prevenzione come sguardo allargato. Il tema della tutela emerge come fondamento imprescindibile del benessere. Michela Brugali, della cooperativa Stripes, ha ricordato che i minori hanno diritto a contesti protetti in cui sentirsi riconosciuti e sicuri. Ed in questa direzioni, strumenti che apparentemente possono sembrare appartenere al mondo della compliance, come la Child Safeguarding Policy, possono diventare strumento culturale e operativo, consente a organizzazioni, operatori e famiglie di condividere principi, linguaggi e responsabilità nella protezione dei giovani. Una politica di tutela efficace richiede impegno istituzionale, coinvolgimento dei ragazzi e delle famiglie e formazione continua del personale educativo, trasformando la sicurezza da semplice obbligo formale a condizione essenziale per la crescita e la fiducia reciproca. L’esperienza trentina del Consorzio Con.Solida, rappresentato da Silvia Scaramuzza, e della Cooperativa La Coccinella, rappresentata da Barbara Faccinelli, mostra come la costruzione di una CSP di sistema possa diventare un modello condiviso di prevenzione dei rischi e promozione della cultura della tutela. Il progetto ha permesso di posizionare le cooperative sociali sul territorio come soggetti competenti, trasformando la protezione dei minori in una pratica strategica e generativa per l’intero network. Dal lavoro corale sono emersi concetti fondamentali: la responsabilità condivisa, l’importanza di prendersi cura di chi educa, e il linguaggio come strumento di consapevolezza, a dimostrazione che il benessere nasce dal riconoscere la vulnerabilità come dimensione umana universale.


Il protagonismo e il diritto alla parola. Il benessere dei ragazzi si promuove anche attraverso iniziative in cui i giovani sono veri protagonisti, non solo partecipanti, ma registi dei progetti. Troppo spesso, infatti, i progetti giovanili hanno un approccio bottom-up, in cui il coinvolgimento dei ragazzi è limitato o solo simbolico. Ecco una versione più breve e fluida. In questo contesto, la Ri-Costituente, presentata da Francesca Paini, rappresenta un esempio concreto di protagonismo giovanile, coinvolgendo i ragazzi nella stesura partecipata di una Costituzione del 2050. Attivo dal 2020, il progetto li trasforma in veri protagonisti, chiamati a riflettere su temi come sostenibilità, cittadinanza digitale e inclusione, attraverso festival, laboratori e attività di facilitazione. Rivolto principalmente a giovani tra i 15 e i 22 anni, ma aperto anche ad altre fasce e contesti, il progetto dà loro voce e responsabilità, valorizzando competenze e creatività e promuovendo benessere, senso di cittadinanza attiva e fiducia nel futuro.

Le diverse esperienze condivise fanno emergere una visione chiara: il benessere adolescenziale è un processo da costruire insieme, non un traguardo individuale. Integra tutela, prevenzione e partecipazione, offrendo spazi di libertà in cui i giovani possano sperimentare fiducia, scelta e responsabilità, e richiede agli adulti di continuare a formarsi e riflettere, imparando a “stare” accanto ai ragazzi senza invadere, ma senza abbandonare. In un tempo caratterizzato da frammentazione e accelerazione, parlare di benessere significa scegliere la lente della cura, costruire comunità educanti in cui protezione, accompagnamento e generazione di futuro siano strettamente connessi. Il benessere degli adolescenti non è solo un diritto individuale, ma un’esperienza collettiva di relazioni, fiducia e libertà condivisa. Investire in esso significa costruire contesti educativi accoglienti, promuovere alleanze tra scuola, famiglia e comunità, garantire protezione e accompagnamento e valorizzare la partecipazione dei giovani.

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Cultura in Movimento. Il report sulla cultura nelle Imprese Sociali

Il primo Report di Cultura in Movimento è finalmente disponibile e rappresenta un passo importante nel percorso che CGM sta costruendo attorno al fattore culturale come leva strategica per l’innovazione sociale.Il documento raccoglie e analizza i risultati emersi dalla formazione Pre-Texts, realizzata nel giugno 2025 con il supporto del Centro BACH dell’Università di Chieti-Pescara e di AICCON. Un’occasione preziosa per interrogarsi sul ruolo della cultura nelle imprese sociali e sulle sue potenzialità trasformative.

Il report mette in luce un elemento chiave: la cultura non è un elemento accessorio, ma un fattore intrinseco alla cooperativa sociale. La cultura si rivela così una vera e propria infrastruttura del cambiamento, capace di incidere in modo trasversale su tutte le aree di lavoro delle imprese del terzo settore.

Durante la formazione Pre-Texts, cooperatori e cooperatrici provenienti da diverse regioni italiane hanno sperimentato un approccio creativo e partecipativo basato su lettura, arte e co-
creazione. I questionari somministrati prima, durante e dopo il percorso hanno permesso di analizzare i cambiamenti percepiti dai partecipanti e di cogliere gli effetti del metodo sul benessere individuale e professionale.

  • Benessere che cresce e si rafforza
  • Riduzione dello stress
  • Potenziamento del pensiero collettivo
  • Aumento della capacità di pensiero critico

Questi risultati confermano la forza del protocollo Pre-Texts come dispositivo culturale in grado di incidere sul capitale umano, sul benessere organizzativo e sui processi di change management.