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Primo corso sull’AI al Css Forlì: “risparmiamo tempo da reinvestire nelle relazioni”

Al Consorzio solidarietà sociale di Forlì – Cesena è partito il primo corso sull’Intelligenza Artificiale dedicato alle nostre imprese sociali. In formula mista con il nostro Open Innovation consultant, Riccardo Naidi. Ecco come è andata. Con il commento di Raffaella Paganelli, Responsabile Area Risorse Umane e Lavoro del Consorzio.

“Come Consorzio Solidarietà Sociale – ha commentato Raffaella Paganelliabbiamo scelto di formare i responsabili e membri della direzione delle nostre cooperative socie sulle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per innovare i servizi, capendo come risparmiare tempo da reinvestire nelle relazioni che sono il cuore del nostro lavoro. Il corso condotto da Riccardo Naidi ci ha dato metodo, visione e strumenti pratici: grazie al docente per la chiarezza e la capacità di guidarci in un cambiamento già in atto”.

Il percorso ha introdotto i dirigenti e i responsabili di cooperative sociali ai concetti fondamentali dell’Intelligenza Artificiale (AI), con particolare attenzione alle sue potenzialità applicative nei contesti del terzo settore. Sono stati affrontati:

  • differenze tra AI tradizionale e AI generativa;
  • funzionamento dei modelli linguistici (LLM) e loro applicazioni operative;
  • uso dei sistemi di AI per ottimizzare i workflow interni (processi amministrativi, gestione dati, comunicazione, progettazione sociale);
  • principi di governance etica e riferimenti normativi (AI Act, GDPR);
  • introduzione al prompting e costruzione di prompt efficaci per scopi gestionali.

L’intervento ha combinato lezione partecipata, dimostrazioni pratiche in tempo reale e discussione guidata su casi concreti provenienti dalle cooperative dei partecipanti.

È stato adottato un approccio learning-by-doing, con esercitazioni sull’uso di chatbot e strumenti di AI generativa per attività quotidiane (stesura testi, analisi dati, brainstorming). La sessione finale è stata dedicata alla mappatura dei processi interni e alla loro priorizzazione in ottica AI-driven, con utilizzo del criterio
frequenza–impatto–sforzo. Il corso si è concluso con un test di valutazione delle competenze e restituzione dei risultati.

I partecipanti hanno acquisito:

  • una visione chiara del potenziale dell’AI per l’innovazione organizzativa;
  • competenze di base nell’uso consapevole e strategico degli strumenti di AI generativa;
  • maggiore consapevolezza dei limiti, dei rischi e delle opportunità in relazione a etica, privacy e qualità dei dati;
  • la capacità di individuare aree della propria cooperativa in cui l’AI può produrre valore concreto.

Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) si diffonde rapidamente, modificando il modo in cui conosciamo la realtà, gestiamo i servizi e ci relazioniamo con utenti, famiglie e partner. Per le cooperative sociali ciò comporta nuove opportunità – dall’automazione di attività ripetitive all’analisi dei dati per decisioni più informate –
ma impone anche riflessioni etiche su privacy, trasparenza e inclusione.

La formazione che proponiamo consiste in un modulo di 6 ore, pensato per fornire le basi per comprendere l’IA, valutarne i rischi e individuare i primi ambiti di applicazione concreta.

Se anche tu vuoi saperne di piu sul percorso di formazione AI e creare insieme il tuo percorso di formazione scrivi a simona.taraschi@cgm.coop oppure prenota una call con Riccardo Naidi.

A breve online il nuovo calendario corsi.

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News Project

CGM in Palestina: qui la cooperazione diventa resistenza e rinascita


Sabina Bellione, Project designer, responsabile Progettazione CGM, ci racconta il suo viaggio in Palestina, organizzato con la nostra cooperativa socia Il Giardinone (con la presidente Laura Gallo) e l’organizzazione Volontariato Internazionale per lo sviluppo per incontrare il mondo cooperativo locale.
“Queste cooperative ci mostrano che la resilienza non è solo resistere, ma creare valore dove gli altri vedono solo fragilità, trasformare la marginalità in progetto, la scarsità in innovazione”. Ecco le sue parole.

Tredici cooperative tra Ramallah, Betlemme, Hebron, Gerusalemme e Tulkarem. Tredici storie, tredici comunità, tredici esempi concreti di come la cooperazione possa diventare una forma viva di resistenza e di rinascita.

Molte delle cooperative incontrate sono composte e guidate da donne. Donne che lavorano nei campi, nelle cucine, nei laboratori artigianali. Donne che trasformano olive in olio, pomodori in conserve, stoffe in ricami. Donne che, con dignità e determinazione, non accettano di essere solo “beneficiarie”, ma diventano protagoniste economiche, sociali e culturali delle proprie comunità.

Quando si entra nei loro laboratori o nei piccoli centri di trasformazione si percepisce subito che la cooperativa non è solo un’impresa: è una forma collettiva di vita, di sostegno reciproco, di costruzione di futuro.

In Palestina, la cooperativa nasce spesso da un bisogno molto concreto: quello di produrre, di trasformare, di commercializzare, ma soprattutto di restare, di radicarsi, di resistere.

E proprio in questo si manifesta la sua forza imprenditoriale e umana: offrire ai soci, spesso con risorse minime, gli strumenti, i mezzi, a volte anche il credito, per poter lavorare, generare reddito e mantenere viva la comunità.

Sono imprese create dai soci, gestite democraticamente, basate sulla partecipazione economica, sulla trasparenza, sull’autonomia, sulla cooperazione tra cooperative e sull’impegno verso la comunità.

È un modello che unisce autogestione e solidarietà, imprenditorialità e giustizia sociale.

Le cooperative palestinesi ci ricordano che la cooperazione è un atto politico e umano allo stesso tempo. È un modo per dire: “Noi restiamo, lavoriamo, produciamo, costruiamo insieme.”

E ci mostrano che la resilienza non è solo resistere, ma creare valore dove gli altri vedono solo fragilità, trasformare la marginalità in progetto, la scarsità in innovazione.

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DCS: diventa early adopter della nuova piattaforma di gestione dei progetti sociali

Prosegue a pieno ritmo lo sviluppo della Piattaforma DCS – Data Management & Intelligence Platform, l’innovativo strumento digitale promosso nell’ambito del progetto DigiCompSoc (promosso da Repubblica Digitale e guidato da CEDEL) per rafforzare le competenze digitali e la sostenibilità dell’Economia Sociale. Nel 2026 il nuovo strumento verrà testato con il coinvolgimento di circa 40 imprese cooperative e 70 PM o coordinatori. Candidati per partecipare: diventa early adopter.

Il 22 ottobre, a Roma, è stato presentato il mock-up della piattaforma, frutto delle sessioni di co-design che hanno coinvolto direttamente gli operatori del settore. Oggi, siamo entrati nel vivo della fase di sviluppo tecnico, con un obiettivo chiaro: fornire uno strumento pronto all’uso che supporti le organizzazioni nelle attività di gestione, rendicontazione e misurazione dell’impatto dei progetti gestiti.

Lo sviluppo della Piattaforma DCS si concluderà a inizio 2026. Seguirà immediatamente una fase cruciale di formazione e test che vedrà il coinvolgimento di circa 40 imprese cooperative e 70 tra Project Manager, Coordinatori e Responsabili di Progetto/Servizio. Un’opportunità concreta per diventare early adopter e contribuire al perfezionamento finale dello strumento.

Alla fase di sviluppo

Se siete interessati a saperne di più o a partecipare attivamente alla fase di sviluppo della piattaforma potete scrivere a openlab@cgm.coop e richiedere una call di approfondimento.

Alla fase di test (Early adopter)

Per essere selezionati per la fase di test, che include formazione e accompagnamento gratuito, è necessario iscrivere i propri Project Manager, Coordinatori o Responsabili di Area al percorso propedeutico e gratuito sull’utilizzo di projects tools e gestione dei collaboratori.

La Piattaforma DCS nasce come alleato strategico per gli Uffici di Progettazione e i responsabili operativi. È pensata per supportare l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla rendicontazione, di
ogni tipo di iniziativa:

  • Progetti Complessi: Finanziati, con ampi partenariati e necessità di tracciabilità dettagliata.
  • Servizi a Contratto: Gestione e monitoraggio delle attività previste dai capitolati di servizio e dalle convenzioni.

La piattaforma agisce su due livelli complementari:

  • Livello Operativo (Gestionale): La Piattaforma DCS è un software specializzato che offre alle cooperative uno strumento avanzato per la gestione strutturata, collaborativa e tracciabile di progetti e servizi (avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura). Il suo valore si moltiplica quando il progetto coinvolge più partner operativi, garantendo un unico punto di controllo.
  • Livello Strategico (Intelligenza): Il vero focus della Piattaforma è la raccolta, la validazione e la valorizzazione dei dati di progetto. L’utilizzo delle sue funzionalità garantisce una raccolta strutturata che va oltre la rendicontazione: permette di valutare non solo l’impatto del singolo progetto, ma anche l’impatto complessivo dell’organizzazione nel proprio territorio, incrociando i risultati di tutti i servizi gestiti.

La struttura di DCS è pensata per superare le frammentazioni tipiche della gestione progettuale:

  • Gestione Integrata: Copre tutte le fasi del progetto, integrando funzionalità basate su metodologie di valutazione riconosciute, come la Teoria del Cambiamento e l’analisi del SROI (Social Return On Investment).
  • Standardizzazione dei Processi: Promuove l’uso di una metodologia condivisa (ispirata all’Italian Method for Integrated Project Management) che migliora la coerenza e la comparabilità dei dati, un fattore chiave per le cooperative che lavorano in rete.
  • Dati per la Valutazione: La piattaforma non sostituisce l’analisi di impatto, ma è l’ambiente strutturato che organizza sistematicamente la base dati necessaria per analisi valutative complesse e credibili.

Le funzionalità sono state progettate per garantire controllo e trasparenza a ogni livello:

  • Gestione Centralizzata dei Progetti: Permette la creazione di schede dettagliate, la mappatura degli stakeholder e il monitoraggio continuo di attività, budget e KPI.
    Risultato: maggiore Efficienza, Trasparenza e Controllo.
  • Costruzione di Survey e Raccolta Dati: Consente di creare e personalizzare moduli di raccolta dati (es. su beneficiari o metriche d’impatto) e collegarli direttamente a obiettivi, risultati o stakeholder.
    Fondamentale per la standardizzazione dei formati di raccolta.
  • Visualizzazione e Analisi dei Dati: Trasforma i dati raccolti in Insight Strategici attraverso dashboard interattive con visione sinottica dello stato di avanzamento e dei KPI (quantitativi e qualitativi).
    Permette l’analisi dei trend e l’esportazione di report in formati editabili (Word, Excel) per la rendicontazione.
  • Condivisione Sicura dei Dati: Permette la condivisione controllata di dati e report con partner o enti finanziatori, grazie a controlli di accesso granulari e configurazione del livello di tracciamento (anonimo o autenticato).
  • Gestione Ruoli e Utenti: Supporta ruoli differenziati (Amministratore, Editor, Visualizzatore) per garantire l’integrità dei dati, la sicurezza operativa e la piena conformità al GDPR.
  • Sistema di Archiviazione e Interoperabilità: la piattaforma sarà strutturata per consentire lo scambio bi-direzionale di dati con altri sistemi gestionali già in uso (es. CRM), eliminando il doppio lavoro e integrandosi con servizi di archiviazione (come Sharepoint e Google Drive).
  • Standard di Sicurezza: Piena conformità al GDPR e implementazione di rigorosi protocolli di crittografia per garantire la massima protezione dei dati sensibili.
  • Configurazione Flessibile: Prevede un alto livello di personalizzazione di campi, moduli e report, per adattarsi alle specifiche esigenze organizzative della cooperativa.

Tutte le funzionalità si basano sul Logical Framework, la “struttura logica” che organizza in modo coerente e verificabile le voci principali del progetto, favorendo la valutazione di impatto e la tracciabilità delle relazioni di causa-effetto (tra risorse, attività, risultati e obiettivi).