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Ora dalla Bussola al nuovo Piano di sviluppo, insieme ai soci. Auguri di relazioni e prossimità

In occasione delle festività, pubblichiamo gli auguri della nostra presidente Giusi Biaggi. Un’opportunità per ripercorrere l’anno 2025 e lanciare la sfida per il 2026: passare dalla “Bussola” al nuovo piano di sviluppo CGM, anche attraverso il confronto con i soci.

Care cooperatrici e cari cooperatori, il Natale è alle porte e con grande piacere porto, a nome del Consiglio di Amministrazione e di tutto lo staff CGM, i migliori auguri per ciascuno di voi. Mi prendo un po’ di spazio per ripercorrere l’anno 2025 e la strada condivisa con la rete dei soci, le società partecipate e i tanti partner del nostro ecosistema.

Ci siamo ritrovati in tanti a Cremona e a Salerno per gli Stati Generali e, ancora una volta, abbiamo avuto soddisfazione nell’incontro tra noi, nello scambio, nell’approfondimento collettivo e nella condivisione di nuove piste di lavoro ed opportunità. Ci hanno accompagnato due temi decisivi per le nostre imprese sociali: la proposta di valore di CGM sul capitale umano e il benessere come sfida collettiva.

La riflessione sul capitale umano ha accompagnato l’intero anno con momenti di formazione rivolti alla rete nei quali sono state costruite strategie, politiche, prassi per far sì che l’impresa sociale continui ad essere un luogo desiderabile in cui lavorare. Il percorso proseguirà nel 2026 con l’obiettivo di dare nuovi strumenti per la gestione HR, senza perdere la cura delle componenti spirituali ed ideali che sono nutrimento essenziale per i cooperatori sociali.

Altrettanto importante è stata la costruzione del programma Cultura in Movimento, attraverso il quale desideriamo assumere la cultura come vettore di innovazione e trasformazione delle imprese sociali. La formazione e sperimentazione del protocollo Pre-Text ci hanno permesso di sentire la potenza delle pratiche culturali e l’effetto di benessere persistente che questo provoca nelle persone e nei gruppi. Una strada promettente che desideriamo proseguire, perché la cultura è da sempre generatrice di trasformazioni e perché geneticamente iscritta nel codice sorgente della cooperazione sociale. Cultura, innovazione, impatto sono le direzioni che ci permettono di opporci all’individualismo imperante e alla crescita insopportabile delle diseguaglianze. Pensiero laterale, progettazione-con (e non per), nuovi alleati che come noi desiderano un cambiamento sistemico; questi elementi, incontrati nel 2025, caratterizzeranno anche il lavoro del prossimo anno.

A maggio 2025 i soci hanno votato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 25-28, confermando i consiglieri del precedente mandato. Unico nuovo ingresso è quello di Laura Maida (per il socio sovventore Banca Intesa) che ha preso il posto di Elena Mosca, che ringraziamo nuovamente per la strada condivisa. Cogliamo da questa sostanziale rielezione un duplice messaggio: fiducia nei consiglieri e contestuale richiesta di rispondere agli impegni presi con la rete. E confermo che il consiglio sta lavorando proprio su questo, passando dalla “Bussola” al nuovo piano di sviluppo CGM. Per confrontarci sul nuovo piano e sulle necessità di cambiamento che desideriamo perseguire, torneremo ad incontrare tutti i soci attraverso riunioni territoriali nei primi mesi dell’anno. Per cui… a prestissimo!

Auguriamo a tutti i soci di CGM di trascorrere un Natale ricco di relazioni autentiche e di prossimità. E che questo calore arrivi anche a tutte le persone e le comunità con le quali condividiamo la vita.

Buone feste!

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Intelligenza artificiale al servizio dell’impresa sociale: i nostri corsi formativi sull’AI

L’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi un fattore strategico per la competitività e la sostenibilità delle imprese sociali. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un insieme di strumenti e processi che possono ottimizzare la gestione, migliorare la qualità dei servizi e generare maggiore impatto sociale. Ecco le nostre proposte formative online: pratiche con gli aperitivi AI, approfondite con il percorso Social Innovation AI e tailor made. Primo appuntamento 2026: l’aperitivo AI in partenza il 21 gennaio.

Il Consorzio CGM propone diverse attività e percorsi dedicati all’AI, progettati per accompagnare cooperative e organizzazioni verso un utilizzo consapevole e sicuro delle nuove tecnologie. I corsi sono strutturati per rispondere alle esigenze operative e strategiche del settore, con un approccio pratico e orientato ai risultati. 

Le nostre proposte: 

  • Aperitivo AI – sessioni introduttive per acquisire una visione d’insieme e sperimentare strumenti utili. 
  • Social Innovation AI – workshop tematici sull’integrazione dell’AI nei processi interni, nelle attività di progettazione, comunicazione, gestione del capitale umano, compliance e fundraising. 
  • Formazione tailor made – percorsi personalizzati per integrare l’AI nei processi della tua organizzazione. 

Aperitivo AI è un’occasione pratica per scoprire come l’AI sta cambiando il modo di lavorare all’interno delle nostre imprese sociali. Si tratta di un’esperienza guidata per sperimentare strumenti innovativi e nuove modalità di lavoro. Testeremo strumenti e app, ci confronteremo su come utilizzarli nelle nostre attività. 

Obiettivo: avere una panoramica di possibilità e di risorse, raccogliere spunti e consigli sull’utilizzo degli svariati strumenti AI disponibili. Una sorta di mappa per orientarsi nel panorama complesso e articolato delle innumerevoli possibilità. 

8 appuntamenti, il mercoledì, a partire dal 21 gennaio 2026 
On line. Dalle ore 12 alle 13  

Le date
Mercoledì 21 gennaio 2026 
Mercoledì 4 febbraio 2026
Mercoledì 25 febbraio 2026
Mercoledì 11 marzo 2026
Mercoledì 25 marzo 2026
Mercoledì 8 aprile 2026
Mercoledì 22 aprile 2026
Mercoledì 6 maggio 2026

Costo
180€+iva/ persona (per i soci rete CGM) 
216+iva/persona (per esterni)
Posti limitati

Il mondo del sociale sta attraversando una trasformazione profonda. 

L’Intelligenza Artificiale non è più una promessa futura, ma uno strumento concreto che oggi può aiutare cooperative e organizzazioni non-profit a ridurre il carico burocratico, usare meglio le risorse e aumentare l’impatto sociale sui territori. 

Questo percorso nasce per accompagnare chi opera nel Terzo Settore a integrare l’AI in modo consapevole, etico e strategico, senza perdere ciò che rende il lavoro sociale unico: la relazione umana, la cura, la responsabilità. 

Un programma formativo strutturato in 6 moduli intensivi da 2 ore, pensato per dirigenti, progettisti, responsabili di area e operatori che vogliono guidare il cambiamento — non subirlo. 

6 appuntamenti, 1 volta al mese per approfondire una tematica specifica, a partire dal 29 gennaio 2026. 
On line. Dalle ore 11 alle 13 

Le date e gli argomenti

  • 29 gennaio 2026 | Integrare l’AI nei processi interni
    Mappatura dei processi, analisi delle attività ripetitive, valutazione dei dati disponibili e degli strumenti più adatti. Un modulo strategico per capire dove l’AI genera davvero valore e dove invece non serve. 
  • 16 febbraio 2026 | AI e progettazione
    Utilizzare l’AI per analizzare bisogni territoriali, leggere dati sociali e supportare la scrittura di bandi complessi (PNRR, fondazioni, programmi europei), migliorando qualità formale e coerenza progettuale. 
  • 17 marzo 2026 | AI e comunicazione sociale
    Creare piani editoriali, contenuti e campagne di sensibilizzazione che parlino a stakeholder diversi, mantenendo un tono autentico, inclusivo ed eticamente responsabile. 
  • 23 aprile 2026 | AI e gestione del Capitale Umano
    Dall’ottimizzazione dei turni al benessere organizzativo, dall’onboarding allo sviluppo delle competenze: come usare l’AI per potenziare le persone, non per standardizzarle. 
  • 11 maggio 2026 | AI e compliance aziendale
    Supporto alla gestione di GDPR, sicurezza sul lavoro, modelli 231 e sistemi di controllo interno. L’AI come alleata per ridurre errori, rischi e sovraccarico burocratico. 
  • 28 maggio 2026 | AI e Fundraising
    Analisi dei dati, personalizzazione dei messaggi, previsione dei comportamenti dei donatori e ricerca bandi assistita: strumenti avanzati per rafforzare la raccolta fondi senza snaturare la relazione di fiducia. 

Costo:  
100€+iva/persona per ogni workshop (per i soci CGM). Per l’acquisto di tutti e 6 i workshop sconto 10% (tot. 540€+iva/persona).  
120€+iva/persona per ogni workshop (per esterni). Per l’acquisto di tutti e 6 i workshop sconto 10% (tot. 648€+iva/persona). 


Ogni organizzazione ha esigenze specifiche: per questo CGM offre la possibilità di costruire insieme un programma formativo su misura. Con il supporto dei nostri esperti, analizziamo le priorità della tua cooperativa e progettiamo un percorso che risponda alle sfide reali del tuo lavoro. 

Perchè scegliere la formazione tailor made?

  • Personalizzazione totale: contenuti e strumenti pensati per il tuo contesto operativo. 
  • Approccio pratico: applicazioni concrete per migliorare processi e servizi. 
  • Supporto strategico: consulenza dedicata per integrare l’AI in modo sicuro e sostenibile. 
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Viaggio nelle CERS #5. A Cantù: “Sostenere progetti ad impatto è importante anche per imprese e cittadini”

Dopo le CERS di Biella (leggi l’articolo), Cernusco (leggi l’articolo), Genova (leggi l’articolo) e Matera (leggi l’articolo), vi presentiamo la comunità energetica Fu.so di Cantù: 8 E.T.S. e una società profit che si sono unite per un futuro sostenibile. “La solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini“.

Il territorio canturino è ricco di cooperazione sociale e di realtà associative storicamente attive e radicate. Le CER rappresentano certamente un’opportunità di coniugare molti temi cari a queste organizzazioni: l’aggregazione e lo sviluppo territoriale, la sostenibilità ambientale e l’impatto sociale. Anche grazie al ruolo svolto da Consorzio CGM e Energie per la Comunità (EPC), da un piccolo gruppo di promotori (le cooperative Demo Energia, In Cammino e Mondovisione e la congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione) si è creato un interesse sempre crescente verso questa iniziativa che ha portato alla costituzione di una cooperativa la cui base sociale è quasi interamente composta da Enti del terzo settore con la sola eccezione di una società profit che si occupa dell’installazione di impianti fotovoltaici.

Certamente i soci fondatori vedono nella CERS la possibilità di aggregare diversi soggetti attorno ad un progetto comune in grado di promuovere una comunità che cresce attorno ai temi della sostenibilità. Inoltre, l’aspettativa è di generare un incentivo economico in grado di sostenere progetti ad impatto sul territorio delle cabine primarie in cui riusciremo ad attivare delle configurazioni. Inizialmente il territorio di riferimento sarà quello delle 4 cabine primarie toccate dal territorio comunale, che prende anche comuni limitrofi quali Mariano Comense, Carimate, Cermenate, Capiago Intimiano, Alzate e Tavernerio.

L’obiettivo è aggregare in 3 anni oltre 200 soci, cercando primariamente di coinvolgere le persone e le organizzazioni che già fanno parte, a diverso titolo, delle organizzazioni fondatrici, ma aggregando anche imprese, enti e privati cittadini che vorranno condividere la nostra idea di impresa sociale.

Intanto la “S” di CERS: è importante già nel nome affermare che la solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini.

Poi la scelta del nome. Fu.So. è prima di tutto una sigla che sta per Futuro Sostenibile. Ma il nome richiama anche al “fusello”, ossia lo strumento utilizzato con il tombolo per realizzare il famoso pizzo di Cantù. E quindi richiama la territorialità che, almeno in questa fase inziale, il progetto vuole avere per produrre un impatto sulla propria comunità di appartenenza.

Sicuramente la peculiarità è relativa alla sua base sociale: 9 soggetti giuridici di cui 8 E.T.S. che hanno deciso di intraprendere un percorso di lungo termine per promuovere e realizzare progetti ad impatto sul proprio territorio.

Il primo obiettivo è quello di cercare di sviluppare e ampliare il progetto, coinvolgendo imprese e cittadini al duplice scopo di generare aggregazione territoriale e avere una base sociale ampia in grado di condividere l’energia.

Ovviamente questo può avvenire se effettivamente saranno realizzati i primi impianti. L’obiettivo è installare circa 150 kWp entro la primavera del 2026, sperando che le complessità normative e la confusione relativamente gli incentivi PNRR alle CER non diventino ostacoli rilevanti e che quindi possano in qualche modo rallentare lo sviluppo del progetto.

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DigiCompSoc, 3 mosse per progettare e rendicontare in modo più semplice ed efficace

Negli ultimi anni la capacità di progettare, gestire e rendicontare interventi complessi è diventata sempre più centrale per la sostenibilità e lo sviluppo delle organizzazioni dell’economia sociale. Non si tratta solo di “vincere bandi”, ma di governare progetti, servizi e partenariati, leggere i dati, dimostrare risultati e impatto, costruire alleanze solide. All’interno del progetto DigiCompSoc – Competenze Digitali, finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale per l’economia sociale, vi proponiamo un percorso in 3 tappe.

Rispondi a 20 domande che ti aiutano a comprendere a che punto è la tua cooperativa o il tuo consorzio su: Organizzazione e Ruoli, Progettazione e Sviluppo, Gestione del progetto e dei partneriati, Valutazione e uso dei dati, Rendicontazione e gestione economica.

Ti restituiamo il profilo della tua realtà per l’area Progettazione (Emergente, In sviluppo, Strutturato, Avanzato) con punti di forza e di miglioramento su cui intervenire.

Iscrivi gratuitamente tramite il nuovo portale della formazione CGM, project manager, coordinatori e responsabili area della cooperativa o del consorzio al corso sulla Trasformazione digitale. 

Approfondiranno gli strumenti digitali per la gestione dei progetti e dei collaboratori, lo sviluppo delle competenze manageriali e la sicurezza informatica. Miglioreranno la capacità di gestione strategica, la pianificazione e l’analisi dei dati per ottimizzare i processi organizzativi.

Durata: 22 ore 
Modalità: incontri iniziali in presenza e successivi online + 2 incontri di mentorship

Diventa protagonista della nuova piattaforma DCS – Data Management & Intelligence Platform, lo strumento digitale pensato per accompagnare le organizzazioni lungo l’intero ciclo di vita di progetti e servizi, dalla progettazione alla valutazione dell’impatto. 

La piattaforma, attualmente in fase di sviluppo e puoi essere tra i primi ad accedere alla fase di test e ad assumere un ruolo attivo come early adopter, contribuendo a orientare lo sviluppo finale dello strumento.

Cosa fa la piattaforma:

  • Semplifica e struttura la gestione dei progetti;
  • Migliora la raccolta e l’analisi dei dati;
  • Supporta la rendicontazione e la comunicazione dei risultati;
  • Valorizza l’impatto complessivo dell’organizzazione sul territorio.

Per informazioni sul progetto e sul percorso, scrivi a: openlab@cgm.coop.

DigiCompSoc è una delle 24 iniziative innovative finanziate dal Fondo per la Repubblica Digitale, che con il Bando “Digitale sociale” mira a ottimizzare l’utilizzo degli strumenti digitali per la gestione dei dati e dei processi organizzativi, oltre a creare un linguaggio comune e una consapevolezza diffusa.

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Metodo di impatto e innovazione con AICCON alla Coop. Vigna di Reggio Emilia

Dal progetto Community hub, un percorso di orientamento all’impatto per la cooperativa La Vigna di Reggio Emilia e il nostro Consorzio Nazionale CGM, grazie alla coollaborazione con AICCON. Sviluppiamo un “metodo di impatto” che, attraverso strumenti, pratiche e linee guida condivise, sia in grado di migliorare l’efficacia dell’azione e della strategia organizzativa. Il percorso ha già portato alla creazione di un framework comune e ora stiamo mettendo mano al Quaderno degli Apprendimenti, un toolkit pratico che aiuterà a rendere l’impatto una bussola per le scelte future. L’intervista alla Cooperativa La Vigna.

Il finanziamento della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione sociale ci ha permesso di potenziare l’autofficina e realizzare un nuovo digital lab, ma soprattutto ci ha dato l’opportunità di misurare l’impatto sociale delle nostre attività. Da sempre attenti alla sostenibilità, abbiamo colto questa occasione per avviare un percorso che non si limitasse a quantificare i cambiamenti dei singoli progetti, ma che facesse crescere la cultura della valutazione d’impatto in tutta la cooperativa e ci aiutasse a orientare le strategie aziendali in base ai risultati. La metodologia della Catena del Valore Ecologico dell’Impatto (CVEI) di AICCON e l’approccio partecipativo, insieme all’attenzione di Consorzio CGM per l’innovazione, hanno risposto pienamente a questa nostra visione.

Abbiamo creato un team interno dedicato alla valutazione d’impatto, coordinato dalla Referente Responsabilità Sociale d’Impresa e composto da Direttore, Responsabile Area Produzione e Lavoro, Responsabile Risorse Umane e Responsabile Servizi Generali. In una prima fase, AICCON (Serena Miccolis, Elena Barison, Stefano Malevolti) e Consorzio CGM (Flaviano Zandonai, Simona Taraschi) hanno trasferito al team competenze fondamentali su metodologia e approccio. Successivamente, abbiamo co-costruito il framework di valutazione e avviato la raccolta degli indicatori individuati. Tutti gli stakeholder di Vigna sono stati coinvolti attraverso sondaggi e focus group, rendendo il processo realmente partecipativo.

I punti di forza sono stati molteplici: la qualità e l’esperienza degli attori coinvolti, la solidità della metodologia adottata, la possibilità di affrontare il tema della valutazione d’impatto in modo trasversale e la valorizzazione di quanto la cooperativa già realizza con successo.

Inizialmente pensavamo di riuscire solo a introdurre la valutazione d’impatto nella cooperativa. In realtà, il percorso ha avuto un effetto “contaminante” anche su molti partner e stakeholder coinvolti. Per La Vigna, questo lavoro ha permesso di leggere in chiave strategica l’attività di inserimento lavorativo e di immaginare nuove evoluzioni
future, sempre più innovative.

Il valore più grande è stato riscoprire che le nostre attività non si limitano a migliorare la vita dei beneficiari diretti, ma contribuiscono a generare trasformazioni strutturali nei contesti e nei sistemi in cui operiamo. Abbiamo compreso che generare impatto positivo significa pensare alla sostenibilità in modo integrale, unendo dimensioni sociale, ambientale, economica e culturale-politica.

Vogliamo trasferire gli apprendimenti acquisiti ad altri ambiti della cooperativa e puntiamo a far validare gli strumenti costruiti internamente da un comitato scientifico esterno. Questo per valorizzare ancora di più il nostro lavoro quotidiano e garantirne la qualità.

La Vigna è una cooperativa sociale di tipo misto A e B, fondata nel 1985, che offre percorsi riabilitativi a persone in condizioni di fragilità o vulnerabilità, favorendone l’integrazione e l’inclusione sociale attraverso accoglienza, inserimento lavorativo ed educazione. La cooperativa opera senza scopo di lucro, perseguendo l’interesse generale della comunità con un approccio sostenibile e inclusivo.

Le attività svolte sono:

  • Inserimento lavorativo di persone fragili: servizi di igiene ambientale (pulizia aree pubbliche e private, raccolta foglie, gestione rifiuti), tutoraggio ambientale, servizi di back/front office, autofficina, multiservice, pulizie e disinfestazione.
  • Accoglienza: gestione di strutture per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.
  • Dipendenze patologiche e marginalità adulta: centro diurno semiresidenziale, servizi di supporto all’abitare, struttura a bassa soglia per persone in situazione di marginalità, counseling su riduzione del danno e sostegno alle famiglie.
  • Commercio equo e solidale: tramite Meridiano 361 Impresa Sociale srl (società controllata al 100%), con quattro negozi fisici, e-commerce, relazioni dirette con i produttori, adesione a Equo Garantito e Altromercato.
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Finanza News

“Vogliamo essere partner strategici delle Fondazioni in Italia”

Dopo il panel dedicato all’ascolto delle Fondazioni durante gli Stati generali di Salerno, abbiamo redatto un documento sul posizionamento da parte di CGM nell’ecosistema filantropico. Lo mettiamo a disposizione, pubblicando qui l’introduzione della nostra presidente Giusi Biaggi. Con un ringraziamento particolare a Flaviano Zandonai, nostro Open Innovation Manager, che ha coordinato la stesura di questo paper.

“CGM ha sentito la necessità di creare ed aprire uno spazio di confronto sull’evoluzione del rapporto tra impresa sociale e fondazioni. Lo ha fatto realizzando un panel dedicato all’ascolto delle fondazioni all’interno degli Stati Generali di Salerno lo scorso 5 novembre 2025 e lo fa attraverso questo documento di posizionamento “L’impresa sociale nell’ecosistema filantropico”

Il desiderio prende le mosse dalla constatazione di quanto le fondazioni e il mondo dell’impresa sociale, nel loro intreccio, hanno apportato in termini di impatto sociale, crescita del benessere delle comunità, capacità di intervenire in situazioni emergenziali, infrastrutturazione sociale. Allo stesso tempo si rilevano nuove tendenze, ad esempio il lavoro per missioni, la partecipazione ad alleanze di scopo, l’investimento sul capitale umano, che consentono di aprire nuovi spazi di programmazione e lavoro.

In ottica contributiva ci sentiamo di mettere in evidenza che cosa la rete CGM in tutte le sue articolazioni (soci, reti territoriali, rete nazionale, società di scopo) è già in grado di mobilitare per proporre all’ecosistema delle fondazioni nuove alleanze basate su comuni direzioni di generazione di impatto; alleanze chiaramente aperte a tutti gli attori che si riconoscono in questo movimento.

Il position paper che vi trasmettiamo vuole inoltre essere uno strumento di lavoro per la rete CGM, un punto di approdo per soffermarsi, confrontarsi e rilanciare con nuovi contributi ed esperienze che i soci, anche a partire dagli ecosistemi territoriali, potranno apportare ancora all’interno del dibattito.

Auguriamo a tutti una buona lettura.

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Primo corso sull’AI al Css Forlì: “risparmiamo tempo da reinvestire nelle relazioni”

Al Consorzio solidarietà sociale di Forlì – Cesena è partito il primo corso sull’Intelligenza Artificiale dedicato alle nostre imprese sociali. In formula mista con il nostro Open Innovation consultant, Riccardo Naidi. Ecco come è andata. Con il commento di Raffaella Paganelli, Responsabile Area Risorse Umane e Lavoro del Consorzio.

“Come Consorzio Solidarietà Sociale – ha commentato Raffaella Paganelliabbiamo scelto di formare i responsabili e membri della direzione delle nostre cooperative socie sulle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per innovare i servizi, capendo come risparmiare tempo da reinvestire nelle relazioni che sono il cuore del nostro lavoro. Il corso condotto da Riccardo Naidi ci ha dato metodo, visione e strumenti pratici: grazie al docente per la chiarezza e la capacità di guidarci in un cambiamento già in atto”.

Il percorso ha introdotto i dirigenti e i responsabili di cooperative sociali ai concetti fondamentali dell’Intelligenza Artificiale (AI), con particolare attenzione alle sue potenzialità applicative nei contesti del terzo settore. Sono stati affrontati:

  • differenze tra AI tradizionale e AI generativa;
  • funzionamento dei modelli linguistici (LLM) e loro applicazioni operative;
  • uso dei sistemi di AI per ottimizzare i workflow interni (processi amministrativi, gestione dati, comunicazione, progettazione sociale);
  • principi di governance etica e riferimenti normativi (AI Act, GDPR);
  • introduzione al prompting e costruzione di prompt efficaci per scopi gestionali.

L’intervento ha combinato lezione partecipata, dimostrazioni pratiche in tempo reale e discussione guidata su casi concreti provenienti dalle cooperative dei partecipanti.

È stato adottato un approccio learning-by-doing, con esercitazioni sull’uso di chatbot e strumenti di AI generativa per attività quotidiane (stesura testi, analisi dati, brainstorming). La sessione finale è stata dedicata alla mappatura dei processi interni e alla loro priorizzazione in ottica AI-driven, con utilizzo del criterio
frequenza–impatto–sforzo. Il corso si è concluso con un test di valutazione delle competenze e restituzione dei risultati.

I partecipanti hanno acquisito:

  • una visione chiara del potenziale dell’AI per l’innovazione organizzativa;
  • competenze di base nell’uso consapevole e strategico degli strumenti di AI generativa;
  • maggiore consapevolezza dei limiti, dei rischi e delle opportunità in relazione a etica, privacy e qualità dei dati;
  • la capacità di individuare aree della propria cooperativa in cui l’AI può produrre valore concreto.

Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) si diffonde rapidamente, modificando il modo in cui conosciamo la realtà, gestiamo i servizi e ci relazioniamo con utenti, famiglie e partner. Per le cooperative sociali ciò comporta nuove opportunità – dall’automazione di attività ripetitive all’analisi dei dati per decisioni più informate –
ma impone anche riflessioni etiche su privacy, trasparenza e inclusione.

La formazione che proponiamo consiste in un modulo di 6 ore, pensato per fornire le basi per comprendere l’IA, valutarne i rischi e individuare i primi ambiti di applicazione concreta.

Se anche tu vuoi saperne di piu sul percorso di formazione AI e creare insieme il tuo percorso di formazione scrivi a simona.taraschi@cgm.coop oppure prenota una call con Riccardo Naidi.

A breve online il nuovo calendario corsi.

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News Project

CGM in Palestina: qui la cooperazione diventa resistenza e rinascita


Sabina Bellione, Project designer, responsabile Progettazione CGM, ci racconta il suo viaggio in Palestina, organizzato con la nostra cooperativa socia Il Giardinone (con la presidente Laura Gallo) e l’organizzazione Volontariato Internazionale per lo sviluppo per incontrare il mondo cooperativo locale.
“Queste cooperative ci mostrano che la resilienza non è solo resistere, ma creare valore dove gli altri vedono solo fragilità, trasformare la marginalità in progetto, la scarsità in innovazione”. Ecco le sue parole.

Tredici cooperative tra Ramallah, Betlemme, Hebron, Gerusalemme e Tulkarem. Tredici storie, tredici comunità, tredici esempi concreti di come la cooperazione possa diventare una forma viva di resistenza e di rinascita.

Molte delle cooperative incontrate sono composte e guidate da donne. Donne che lavorano nei campi, nelle cucine, nei laboratori artigianali. Donne che trasformano olive in olio, pomodori in conserve, stoffe in ricami. Donne che, con dignità e determinazione, non accettano di essere solo “beneficiarie”, ma diventano protagoniste economiche, sociali e culturali delle proprie comunità.

Quando si entra nei loro laboratori o nei piccoli centri di trasformazione si percepisce subito che la cooperativa non è solo un’impresa: è una forma collettiva di vita, di sostegno reciproco, di costruzione di futuro.

In Palestina, la cooperativa nasce spesso da un bisogno molto concreto: quello di produrre, di trasformare, di commercializzare, ma soprattutto di restare, di radicarsi, di resistere.

E proprio in questo si manifesta la sua forza imprenditoriale e umana: offrire ai soci, spesso con risorse minime, gli strumenti, i mezzi, a volte anche il credito, per poter lavorare, generare reddito e mantenere viva la comunità.

Sono imprese create dai soci, gestite democraticamente, basate sulla partecipazione economica, sulla trasparenza, sull’autonomia, sulla cooperazione tra cooperative e sull’impegno verso la comunità.

È un modello che unisce autogestione e solidarietà, imprenditorialità e giustizia sociale.

Le cooperative palestinesi ci ricordano che la cooperazione è un atto politico e umano allo stesso tempo. È un modo per dire: “Noi restiamo, lavoriamo, produciamo, costruiamo insieme.”

E ci mostrano che la resilienza non è solo resistere, ma creare valore dove gli altri vedono solo fragilità, trasformare la marginalità in progetto, la scarsità in innovazione.

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News Project

DCS: diventa early adopter della nuova piattaforma di gestione dei progetti sociali

Prosegue a pieno ritmo lo sviluppo della Piattaforma DCS – Data Management & Intelligence Platform, l’innovativo strumento digitale promosso nell’ambito del progetto DigiCompSoc (promosso da Repubblica Digitale e guidato da CEDEL) per rafforzare le competenze digitali e la sostenibilità dell’Economia Sociale. Nel 2026 il nuovo strumento verrà testato con il coinvolgimento di circa 40 imprese cooperative e 70 PM o coordinatori. Candidati per partecipare: diventa early adopter.

Il 22 ottobre, a Roma, è stato presentato il mock-up della piattaforma, frutto delle sessioni di co-design che hanno coinvolto direttamente gli operatori del settore. Oggi, siamo entrati nel vivo della fase di sviluppo tecnico, con un obiettivo chiaro: fornire uno strumento pronto all’uso che supporti le organizzazioni nelle attività di gestione, rendicontazione e misurazione dell’impatto dei progetti gestiti.

Lo sviluppo della Piattaforma DCS si concluderà a inizio 2026. Seguirà immediatamente una fase cruciale di formazione e test che vedrà il coinvolgimento di circa 40 imprese cooperative e 70 tra Project Manager, Coordinatori e Responsabili di Progetto/Servizio. Un’opportunità concreta per diventare early adopter e contribuire al perfezionamento finale dello strumento.

Alla fase di sviluppo

Se siete interessati a saperne di più o a partecipare attivamente alla fase di sviluppo della piattaforma potete scrivere a openlab@cgm.coop e richiedere una call di approfondimento.

Alla fase di test (Early adopter)

Per essere selezionati per la fase di test, che include formazione e accompagnamento gratuito, è necessario iscrivere i propri Project Manager, Coordinatori o Responsabili di Area al percorso propedeutico e gratuito sull’utilizzo di projects tools e gestione dei collaboratori.

La Piattaforma DCS nasce come alleato strategico per gli Uffici di Progettazione e i responsabili operativi. È pensata per supportare l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla rendicontazione, di
ogni tipo di iniziativa:

  • Progetti Complessi: Finanziati, con ampi partenariati e necessità di tracciabilità dettagliata.
  • Servizi a Contratto: Gestione e monitoraggio delle attività previste dai capitolati di servizio e dalle convenzioni.

La piattaforma agisce su due livelli complementari:

  • Livello Operativo (Gestionale): La Piattaforma DCS è un software specializzato che offre alle cooperative uno strumento avanzato per la gestione strutturata, collaborativa e tracciabile di progetti e servizi (avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura). Il suo valore si moltiplica quando il progetto coinvolge più partner operativi, garantendo un unico punto di controllo.
  • Livello Strategico (Intelligenza): Il vero focus della Piattaforma è la raccolta, la validazione e la valorizzazione dei dati di progetto. L’utilizzo delle sue funzionalità garantisce una raccolta strutturata che va oltre la rendicontazione: permette di valutare non solo l’impatto del singolo progetto, ma anche l’impatto complessivo dell’organizzazione nel proprio territorio, incrociando i risultati di tutti i servizi gestiti.

La struttura di DCS è pensata per superare le frammentazioni tipiche della gestione progettuale:

  • Gestione Integrata: Copre tutte le fasi del progetto, integrando funzionalità basate su metodologie di valutazione riconosciute, come la Teoria del Cambiamento e l’analisi del SROI (Social Return On Investment).
  • Standardizzazione dei Processi: Promuove l’uso di una metodologia condivisa (ispirata all’Italian Method for Integrated Project Management) che migliora la coerenza e la comparabilità dei dati, un fattore chiave per le cooperative che lavorano in rete.
  • Dati per la Valutazione: La piattaforma non sostituisce l’analisi di impatto, ma è l’ambiente strutturato che organizza sistematicamente la base dati necessaria per analisi valutative complesse e credibili.

Le funzionalità sono state progettate per garantire controllo e trasparenza a ogni livello:

  • Gestione Centralizzata dei Progetti: Permette la creazione di schede dettagliate, la mappatura degli stakeholder e il monitoraggio continuo di attività, budget e KPI.
    Risultato: maggiore Efficienza, Trasparenza e Controllo.
  • Costruzione di Survey e Raccolta Dati: Consente di creare e personalizzare moduli di raccolta dati (es. su beneficiari o metriche d’impatto) e collegarli direttamente a obiettivi, risultati o stakeholder.
    Fondamentale per la standardizzazione dei formati di raccolta.
  • Visualizzazione e Analisi dei Dati: Trasforma i dati raccolti in Insight Strategici attraverso dashboard interattive con visione sinottica dello stato di avanzamento e dei KPI (quantitativi e qualitativi).
    Permette l’analisi dei trend e l’esportazione di report in formati editabili (Word, Excel) per la rendicontazione.
  • Condivisione Sicura dei Dati: Permette la condivisione controllata di dati e report con partner o enti finanziatori, grazie a controlli di accesso granulari e configurazione del livello di tracciamento (anonimo o autenticato).
  • Gestione Ruoli e Utenti: Supporta ruoli differenziati (Amministratore, Editor, Visualizzatore) per garantire l’integrità dei dati, la sicurezza operativa e la piena conformità al GDPR.
  • Sistema di Archiviazione e Interoperabilità: la piattaforma sarà strutturata per consentire lo scambio bi-direzionale di dati con altri sistemi gestionali già in uso (es. CRM), eliminando il doppio lavoro e integrandosi con servizi di archiviazione (come Sharepoint e Google Drive).
  • Standard di Sicurezza: Piena conformità al GDPR e implementazione di rigorosi protocolli di crittografia per garantire la massima protezione dei dati sensibili.
  • Configurazione Flessibile: Prevede un alto livello di personalizzazione di campi, moduli e report, per adattarsi alle specifiche esigenze organizzative della cooperativa.

Tutte le funzionalità si basano sul Logical Framework, la “struttura logica” che organizza in modo coerente e verificabile le voci principali del progetto, favorendo la valutazione di impatto e la tracciabilità delle relazioni di causa-effetto (tra risorse, attività, risultati e obiettivi).

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Dalla Basilicata l’agricoltura che include: sviluppo sostenibile che mette al centro le persone


Dalla Basilicata, l’agricoltura che include. Vi raccontiamo i progetti del nostro consorzio socio La Città Essenziale che intrecciano il mondo agricolo e quello sociale. “Così trasformiamo la terra in opportunità di formazione, autonomia e inserimento lavorativo per persone con fragilità, e restituiamo alle comunità locali un nuovo modello di cooperazione e sviluppo sostenibile”.

L’agricoltura che include. In Basilicata, a Grassano e a Colobraro, sono stati presentati nei giorni scorsi i risultati di due progetti portati avanti dal nostro socio Consorzio La Città Essenziale e che hanno unito mondo agricolo e mondo sociale. Si tratta di “Coltiviamo l’Inclusione” e “Sempreverde”, entrambi i progetti finanziati dal PSR Basilicata 2014-2020 – Misura 19 LEADER (Sottomisura 19.2) – Azione “Agricoltura Sociale” del GAL START 2020 srl.
Due esperienze diverse ma complementari, che hanno trasformato la terra in opportunità di formazione, autonomia e inserimento lavorativo per persone con fragilità, e rrestituito alle comunità locali un nuovo modello di cooperazione e sviluppo sostenibile.

A Grassano, la Cooperativa Sociale Oltre l’Arte, in collaborazione con l’Azienda Agricole Vignola e l’AIPD di Matera, ha raccontato un percorso in cui il lavoro nei campi è diventato strumento di crescita personale e collettiva. La presentazione dei risultati del progetto “Coltiviamo l’Inclusione” è stata ospitata nella Sala Convegni di Palazzo Materi e moderato dal Presidente di Confcooperative Basilicata, Giuseppe Bruno. Presenti il Sindaco di Grassano, Filippo Luberto, la nostra consigliera Rosangela Maino, presidente di Oltre l’Arte, Angela Morrone, direttore del Consorzio La Città Essenziale, e Angelo Zizzamia, presidente del GAL Start 2020.
“L’agricoltura sociale restituisce dignità alle persone – ha dichiarato Rosangela Mainoperché consente di valorizzare le capacità di ciascuno e costruire percorsi di autonomia dentro una comunità accogliente.”
“È la rete a fare la differenza”, ha sottolineato Angela Morrone – Quando cooperazione sociale e mondo agricolo si incontrano, nascono opportunità concrete di lavoro e di vita per chi, troppo
spesso, è ai margini
“.

A Colobraro, la Cooperativa Sociale Collettivo Colobrarese, insieme alle aziende agricole Masseria Nivaldine e Masseria Viviano, ha presentato i risultati del progetto “Sempreverde“, che ha unito cura del verde, multifunzionalità agricola e inclusione sociale in un
percorso capace di generare presidio territoriale e nuove prospettive di sviluppo per le aree interne. All’incontro, tenutosi al Palazzo delle Esposizioni, sono intervenuti il Sindaco di Colobraro, Nicola Lista, la Presidente del Consiglio Comunale, Anna Bernardo, la Presidente della Cooperativa Collettivo Colobrarese, Roberta Picerno, e i rappresentanti delle aziende agricole coinvolte.
“Questi progetti mostrano che anche nei piccoli comuni del nostro entroterra – ha detto il Sindaco Nicola Listal’agricoltura può diventare un motore di comunità, creando lavoro e rafforzando il senso di appartenenza.”
“La nostra sfida – ha aggiunto Roberta Picerno – è quella di un’agricoltura che non produce solo beni, ma relazioni, fiducia e possibilità.”

“Queste esperienze – ha ricordato Giuseppe Bruno, presidente di Confcooperative Basilicata – dimostrano che la cooperazione può essere il motore di un nuovo modello di sviluppo rurale, capace di tenere insieme il valore della persona, la sostenibilità economica e la vitalità delle comunità locali.”
Un messaggio condiviso anche dal Presidente del GAL Start 2020, Angelo Zizzamia, che ha evidenziato come “l’agricoltura sociale rappresenti una leva concreta per rigenerare i territori e costruire futuro nelle aree rurali”.

Entrambe le giornate si sono concluse con una degustazione dei prodotti delle aziende agricole coinvolte, simbolo tangibile del legame profondo tra terra, lavoro e comunità: un racconto autentico di come, in Basilicata, l’agricoltura possa includere e generare futuro.