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Dalla Basilicata l’agricoltura che include: sviluppo sostenibile che mette al centro le persone


Dalla Basilicata, l’agricoltura che include. Vi raccontiamo i progetti del nostro consorzio socio La Città Essenziale che intrecciano il mondo agricolo e quello sociale. “Così trasformiamo la terra in opportunità di formazione, autonomia e inserimento lavorativo per persone con fragilità, e restituiamo alle comunità locali un nuovo modello di cooperazione e sviluppo sostenibile”.

L’agricoltura che include. In Basilicata, a Grassano e a Colobraro, sono stati presentati nei giorni scorsi i risultati di due progetti portati avanti dal nostro socio Consorzio La Città Essenziale e che hanno unito mondo agricolo e mondo sociale. Si tratta di “Coltiviamo l’Inclusione” e “Sempreverde”, entrambi i progetti finanziati dal PSR Basilicata 2014-2020 – Misura 19 LEADER (Sottomisura 19.2) – Azione “Agricoltura Sociale” del GAL START 2020 srl.
Due esperienze diverse ma complementari, che hanno trasformato la terra in opportunità di formazione, autonomia e inserimento lavorativo per persone con fragilità, e rrestituito alle comunità locali un nuovo modello di cooperazione e sviluppo sostenibile.

A Grassano, la Cooperativa Sociale Oltre l’Arte, in collaborazione con l’Azienda Agricole Vignola e l’AIPD di Matera, ha raccontato un percorso in cui il lavoro nei campi è diventato strumento di crescita personale e collettiva. La presentazione dei risultati del progetto “Coltiviamo l’Inclusione” è stata ospitata nella Sala Convegni di Palazzo Materi e moderato dal Presidente di Confcooperative Basilicata, Giuseppe Bruno. Presenti il Sindaco di Grassano, Filippo Luberto, la nostra consigliera Rosangela Maino, presidente di Oltre l’Arte, Angela Morrone, direttore del Consorzio La Città Essenziale, e Angelo Zizzamia, presidente del GAL Start 2020.
“L’agricoltura sociale restituisce dignità alle persone – ha dichiarato Rosangela Mainoperché consente di valorizzare le capacità di ciascuno e costruire percorsi di autonomia dentro una comunità accogliente.”
“È la rete a fare la differenza”, ha sottolineato Angela Morrone – Quando cooperazione sociale e mondo agricolo si incontrano, nascono opportunità concrete di lavoro e di vita per chi, troppo
spesso, è ai margini
“.

A Colobraro, la Cooperativa Sociale Collettivo Colobrarese, insieme alle aziende agricole Masseria Nivaldine e Masseria Viviano, ha presentato i risultati del progetto “Sempreverde“, che ha unito cura del verde, multifunzionalità agricola e inclusione sociale in un
percorso capace di generare presidio territoriale e nuove prospettive di sviluppo per le aree interne. All’incontro, tenutosi al Palazzo delle Esposizioni, sono intervenuti il Sindaco di Colobraro, Nicola Lista, la Presidente del Consiglio Comunale, Anna Bernardo, la Presidente della Cooperativa Collettivo Colobrarese, Roberta Picerno, e i rappresentanti delle aziende agricole coinvolte.
“Questi progetti mostrano che anche nei piccoli comuni del nostro entroterra – ha detto il Sindaco Nicola Listal’agricoltura può diventare un motore di comunità, creando lavoro e rafforzando il senso di appartenenza.”
“La nostra sfida – ha aggiunto Roberta Picerno – è quella di un’agricoltura che non produce solo beni, ma relazioni, fiducia e possibilità.”

“Queste esperienze – ha ricordato Giuseppe Bruno, presidente di Confcooperative Basilicata – dimostrano che la cooperazione può essere il motore di un nuovo modello di sviluppo rurale, capace di tenere insieme il valore della persona, la sostenibilità economica e la vitalità delle comunità locali.”
Un messaggio condiviso anche dal Presidente del GAL Start 2020, Angelo Zizzamia, che ha evidenziato come “l’agricoltura sociale rappresenti una leva concreta per rigenerare i territori e costruire futuro nelle aree rurali”.

Entrambe le giornate si sono concluse con una degustazione dei prodotti delle aziende agricole coinvolte, simbolo tangibile del legame profondo tra terra, lavoro e comunità: un racconto autentico di come, in Basilicata, l’agricoltura possa includere e generare futuro.

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Girasole 5.0: a Lecco un progetto collettivo per un welfare etico, digitale e inclusivo


Nasce a Lecco “Girasole 5.0”, la prima Digital Welfare Community territoriale che unisce tecnologia, innovazione sociale e valori umanistici per un futuro più equo e condiviso. Un percorso pluriennale promosso da Consorzio Consolida e Impresa Sociale Girasole, in partnership con noi di CGM insieme a Entopan e Harmonic Innovation Group

«Quello avviato è un progetto collettivo che mira a ridisegnare il futuro del welfare nel Lecchese. Un futuro che vogliamo costruire insieme, passo dopo passo, come comunità.»

Nasce a Lecco “Girasole 5.0”, la prima Digital Welfare Community territoriale che unisce tecnologia, innovazione sociale e valori umanistici per un futuro più equo e condiviso. Il 7 ottobre, presso l’Auditorium Officina Badoni, abbiamo inaugurato un percorso pluriennale, promosso da Consorzio Consolida e Impresa Sociale Girasole, con la partnership strategica di CGM – Consorzio Nazionale Gino Mattarelli, Entopan e Harmonic Innovation Group. 

Sostenuto dai principi dell’Innovazione Armonica, Girasole 5.0 punta a ridefinire i servizi sociali, educativi e assistenziali attraverso un approccio etico, digitale e inclusivo.

I pilastri del percorso:

  • Cultura: diffondere un digital mindset inclusivo e promuovere l’empowerment delle comunità locali.
  • Sperimentazione: sviluppare servizi digitali innovativi: teleassistenza, piattaforme collaborative, intelligenza artificiale per la cura e l’inclusione.
  • Alleanza: costruire partenariati pubblico-privati per generare impatto condiviso e diffondere buone pratiche.

Un confronto ricco di visioni e prospettive
L’iniziativa si è aperta con i saluti istituzionali di Emanuele Manzoni (Assessore al Welfare, Comune di Lecco) e Gennaro Di Cello (Vicepresidente Esecutivo Entopan).

Le sfide della transizione digitale nel welfare e il valore del foresight strategico per interpretare i megatrend sociali sono stati approfonditi da Lorenzo Guerra (Presidente Consorzio Consolida), Giorgio Scarpelli (Direttore Operativo Harmonic Innovation Group) e Antonio Viscomi (Ordinario dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Vicepresidente Istituzionale Entopan). 

Insieme a Fabio Viola (Founder TuoMuseo), Nicola Lamberti (Founder e CEO Alimentiamoci) e Luigi Galimberti (Presidente ToSeed & Partners) abbiamo esplorato esperienze di contaminazione virtuosa tra innovazione tecnologica e impatto sociale.

A seguire un interessante dialogo tra Flaviano Zandonai (Open Innovation Manager CGM) e Luca De Biase (Giornalista, fondatore di Nova e Il Sole 24 Ore) sul valore degli ecosistemi di innovazione basati su reciprocità, etica e impatto sociale.

Infine, Elena Nuozzi (Project Manager Transizione Digitale Consorzio Consolida) ha raccolto gli spunti del dibattito per definire i prossimi passi, in linea con il position paper “Transizione digitale e innovazione armonica per il welfare territoriale”.

Girasole 5.0 è in linea con il Piano di Zona 2025–2027 e punta a creare un laboratorio nazionale per il welfare digitale 5.0, dove digitalizzazione e co-progettazione guidano la crescita verso un welfare più umano, efficiente e partecipato.

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L’Ue chiama e Cgm risponde. I nostri impegni per l’economia sociale

A settembre, con il contributo del nostro Open Innovation Manager Flaviano Zandonai, e della nostra Project Manager Sabina Bellione, abbiamo risposto ad una call europea che chiedeva di prendersi impegni concreti per l’attuazione del piano d’azione sull’economia sociale. I nostri “pledges” sono stati accolti e pubblicati. Scopri quali sono.

Di solito quando si partecipa a una call lo si fa per vincere un premio che riconosca il valore della propria proposta, in particolare se innovativa.

Invece questa volta abbiamo deciso di partecipare a un bando particolare che chiedeva ai partecipanti di prendersi degli impegni. Questa originale “call for pledges” è stata lanciata dalla Commissione Europa per una finalità anch’essa piuttosto originale ovvero accompagnare il percorso verso un ecosistema di economia sociale e di prossimità che sia in grado di affrontare la cosiddetta doppia transizione digitale e green. Tutto questo come parte del percorso di attuazione del Piano europeo sull’economia sociale approvato nel 2021 e che sta trovando applicazione anche a livello locale (Bologna e Torino) oltre che nazionale (ormai in dirittura d’arrivo).

Quali impegni ci siamo presi come CGM?

Il primo è di insistere nel processo di “messa in piattaforma” del welfare non solo in senso tecnologico ma anche organizzativo contribuendo così ad allargare e differenziare i nostri sistemi di offerta locale. Una delle principali estensioni in tal senso riguarda la sostenibilità ambientale attraverso le CER che, nei fatti, sono organizzazioni piattaforma promosse peraltro da soggetti ibridi come i prosumer: un po’ produttori e un po’ consumatori. Il secondo impegno riguarda l’open innovation orientata a obiettivi sociali a impatto positivo e duraturo che perseguiamo principalmente attraverso il programma Human Tech cogestito con Entopan innovation.

Crediamo che questi due impegni siano al contempo realistici ed efficaci per fare in modo che l’economia sociale non sia solo una sommatoria di forme giuridiche ma un attore di cambiamento che riguarda le principali “industrie” europee. Un auspicio che alla luce della fase storica attuale diventa sempre più un imperativo per chi, come il nostro Consorzio, vuole contribuire a cambiare le regole del gioco.

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Viaggio nelle CERS #4. A Matera energia pulita, risparmio e investimenti nel welfare locale

Dopo le CERS di Biella (leggi l’articolo), Cernusco (leggi l’articolo) e Genova (leggi l’articolo), vi presentiamo la Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale di Matera, promossa dal Consorzio La Città Essenziale. Un progetto che unisce produzione energetica, inclusione sociale e cittadinanza attiva. “Ogni centesimo guadagnato sarà un’azione concreta per la comunità e per chi è in difficoltà”.

A Matera, con la firma presso il notaio, qualche giorno fa, è stata costituita la prima Comunità Energetica Rinnovabile (CER), Luc.Energy, promossa dal Consorzio La Città Essenziale e dalle sue consorziate. L’iniziativa ha segnato un passo decisivo per l’innovazione sociale e lo sviluppo sostenibile nel territorio, confermando la vocazione del Consorzio per forme concrete di sostenibilità ambientale che generano benessere condiviso. Un percorso che si è completato grazie a un progetto candidato proprio dal nostro consorzio CGM con La Città Essenziale come partner e cofinanziato da Fondazione con il Sud.

La Comunità Energetica Rinnovabile Luc.Energy consentirà la produzione condivisa e l’utilizzo locale di energia da fonti rinnovabili, un modello che riduce l’impatto ambientale, migliora la sicurezza energetica, incentiva l’indipendenza dalle fonti fossili e costituisce un antidoto concreto alla povertà energetica.

La CER costituita raccoglie l’eredità e il modello virtuoso di “Energia Solidale”, iniziativa del Consorzio La Città Essenziale attiva da anni, che ha dimostrato come interventi di efficientamento energetico e produzione solare possano generare risparmi destinati al welfare territoriale.

Luc.Energy, cooperativa neocostituita nell’alveo delle aderenti a Confcooperative Basilicata, porterà avanti il percorso non solo per l’autoconsumo, ma destinando incentivi e ricavi al rafforzamento del welfare territoriale delle comunità di origine dei soci. Sarà così coinvolta un’area geocomunitaria che comprende Montalbano, Irsina, Marconia, Colobraro, Policoro, Pomarico, Grassano e Matera, dove operano le 9 cooperative costituenti.

“Oggi sanciamo non solo un atto legale, ma un patto con il territorio: produrremo energia pulita, risparmieremo, e ogni centesimo guadagnato sarà un’azione concreta per la comunità e per chi è in difficoltà – ha dichiarato il Presidente del Consorzio La Città Essenziale, Giuseppe Bruno –. La nostra comunità energetica nasce per dimostrare che il modello cooperativo può coniugare sviluppo sostenibile e inclusione sociale”.

Ciò che rende speciale questa nuova comunità energetica è che gli utili non saranno trattenuti, ma devoluti in servizi di welfare in modo strutturale, a beneficio della comunità locale. È il primo caso nella nostra area in cui una CER assume formalmente questo impegno.

A sottolinearlo è stata la Presidente della CER, Rosangela Maino:
“Assumo con orgoglio questo incarico. Il mio desiderio è che il progetto diventi un faro che illumina strade nuove, dove cooperazione, energia e comunità si intrecciano per dare forma a un futuro condiviso.

Coordineranno il lavoro della Presidente: Roberta Picerno (vicepresidente), Cosimo Ambrosecchia, Giuseppe Florio, Sabina Bellione (consiglieri).
La CER parte con una dotazione iniziale di kW provenienti da impianti già attivi e sarà ulteriormente potenziata con la realizzazione e la messa in funzione di nuovi impianti fotovoltaici.

Il progetto rappresenta un esempio tangibile di come il tema ambientale e il tema della giustizia sociale, oggi imprescindibili, possano combinarsi in modo operativo grazie alla cooperazione sociale. Non un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso che unisce produzione energetica, inclusione e cittadinanza attiva.