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Get it! x CGM: aperta la CALL

Get it! x CGM nuove frontiere di collaborazione, ibridazione e trasformazione digitale tra il no profit e altri settori produttivi.

L’iniziativa di Open Innovation promossa da #CGM in collaborazione con Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e Cariplo Factory nasce in virtù dell’impatto sociale che il Gruppo Cooperativo CGM mira quotidianamente a generare.

Sei una startup, un’azienda o conduci progetti di ricerca con idee utili e attuabili nel mondo delle imprese sociali? Allora sei nel posto giusto!

L’obiettivo della call Get it! x CGM è sostenere la crescita di progetti innovativi e costruire percorsi di collaborazione imprenditoriale tra le imprese della rete CGM e le imprese innovative e startup tecnologiche.

Il programma di open innovation intende:

  • supportare la crescita del tessuto economico imprenditoriale
  • creare nuove occasioni di ibridazione tra il non profit e altri settori produttivi
  • favorire lo sviluppo di sinergie commerciali e industriali per accelerare il percorso di trasformazione digitale a sostegno delle realtà appartenenti alla rete del Gruppo Cooperativo CGM

Cooperazione e collaborazione sono i due asset principali dell’iniziativa, alla ricerca di proposte innovative nei settori core di Get it e del Gruppo CGM che rivolgono una maggiore attenzione allo sviluppo del Welfare, dei servizi per la cura e al sostegno delle persone e dei cittadini appartenenti anche alle fasce più deboli, al potenziamento in ottica green e sostenibile dei territori e delle città, con un focus rivolto anche all’housing & agricoltura sociale.

A chi si rivolge il bando Get it x CGM?

Startup, progetti di ricerca (spin-off, gruppo di ricercatori) e aziende operanti nel settore profit e no profit che abbiano già un prototipo o un MVP (minimum viable product) o abbiamo già testato il loro prodotto sul mercato.

Puoi presentare la tua candidatura sulla piattaforma dedicata  entro e non oltre il 13 maggio, proponendo il proprio progetto a una delle aree di interesse dell’iniziativa::

  • Welfare, Training/Education and HealthCare
  • Green and Enviromental Action
  • Smart technologies and collaboration

Fino a un massimo di 18 imprenditori avranno l’opportunità di partecipare al Selection Workshop il giorno 18 luglio e presentare la soluzione ad un comitato tecnico, composto professioni ed esperti del settore che selezioneranno le realtà che avranno accesso alla fase di co-sviluppo.

Partecipa all’iniziativa Get it! x CGM entro il 13 maggio! Per maggiori informazioni consulta il Bando della Call Get it! x CGM

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Spazio Aperto Servizi: Primo Premio per il Welfare

Welfare Index PMI: Spazio Aperto Servizi il primo classificatoE’ la Spazio Aperto Servizi, cooperativa milanese di tipo A, ad aggiudicarsi il primo premio WelFare lndex PMI 2018 per il Terzo Settore.

Il 10 aprile si è tenuto a Roma #WelfareIndexPMI l’evento dedicato al welfare aziendale. Per il terzo anno consecutivo Generali Italia, con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato Imprese e Confprofessioni,  ha analizzato il livello di welfare in 4.014 PMI italiane e presenta i risultati del Rapporto 2018. 18 PMI premiate per iniziative di welfare aziendale a favore dei propri dipendenti in 6 principali settori produttivi del nostro Paese: Industria, Commercio e Servizi, Agricoltura, Artigianato, Studi e Servizi Professionali e Terzo Settore.

A vincere il primo premio nella sezione Terzo Settore è stata la cooperativa sociale Spazio Aperto Servizi che dal 1993 promuove e porta benessere e cura alle persone attraverso la gestione di servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi a famiglie, anziani, adulti e minori, persone con disabilità sul territorio di Milano e hinterland.  Tra i principali obiettivi delle iniziative di welfare, il sostegno economico al reddito dei dipendenti. L’ 8o% dei dipendenti sono donne e perlopiù in part time. Molto spazio dunque alla flessibilità lavorativa e all’integrazione salariale durante la maternità per il raggiungimento del 100% dello stipendio. Per le operatrici che svolgono i vari servizi sul territorio è prevista inoltre l’interruzione lavorativa appena scoprono di essere incinte. Al rientro dalla maternità è previsto il ricollocamento lavorativo presso strutture differenti qualora venisse richiesto.

“Nei servizi alla persona e per Spazio Aperto Servizi i lavoratori sono la risorsa più importante; è su di loro che puntiamo e vogliamo creare sempre più condizioni di benessere e di valorizzazione dei talenti.” così Maria Grazia Campese, presidente della Cooperativa.

In ambito formativo, un programma articolato di corsi di tipo trasversale e specialistico. La copertura sanitaria e assistenziale è polivalente: oltre al fondo di categoria anche una mutua integrativa a rimborso/scontistica. Attiva anche una convenzione con un poliambulatorio al fine di arricchire la gamma di prestazioni offerte ai dipendenti dando loro degli sconti rilevanti. Molto importante è l’iniziativa che prevede di poter usufruire per i propri familiari (minori o non autosufficienti) dei servizi offerti dalla cooperativa con sconti che vanno dal 15 al 30%. Attivo anche un rimborso integrale dell’abbonamento ai mezzi pubblici di Milano e convenzioni di vario tipo con sconti vantaggiosi per servizi ludico/ricreativi, negozi, assicurazione auto e casa.

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Al via Familyhub mondi per crescere: un progetto per la famiglia

Al via “Familyhub: mondi per crescere”: il progetto che grazie alla figura del case-manager offre alle famiglie in difficoltà servizi educativi personalizzati.Al via “Familyhub: mondi per crescere”, il progetto multi-regionale di imprenditorialità sociale dedicato ai servizi educativi personalizzati per bambini  selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Capofila dell’iniziativa è il consorzio Co&So che opererà assieme ad una cordata di 33 partner, sia territoriali che nazionali, tra cui CGM, Oxfam, Dynamo Academy, Università degli Studi di Firenze (Dipartimento di Scienze dell’Educazione e Psicologia) e l’Istituto degli Innocenti. I territori su cui impatterà il progetto sono Firenze, Roma, Forlì, Potenza, Milano, Torino e Matera.

“Familyhub: Mondi per crescere” vuole ampliare l’accesso all’ educazione dei bambini grazie a un’innovativa personalizzazione dei servizi offerti alle famiglie unita ad azioni di sostegno economico.

In ogni territorio saranno aperti degli sportelli che, da una parte svolgeranno una funzione d’ascolto delle famiglie, e dall’ altra, forniranno risposte specifiche e concrete sul modello dei Family Hub già attivi e operanti nelle città di Firenze e Scandicci. Gli sportelli faranno perno sulla figura del case-manager che faciliterà l’accesso ai servizi e sarà l’elemento di raccordo tra l’utenza vulnerabile e i servizi messi a disposizione dal territorio come centri per l’impiego, servizi sociali, biblioteche, anagrafe, centri interculturali etc…

I servizi educativi saranno protagonisti di un autentico cambiamento di paradigma per offrire alle famiglie, in situazioni di fragilità, maggiore flessibilità oraria, attraverso aperture prolungate e attività di out reach come laboratori in piazza, nonché sviluppare progetti innovativi che prevedano l’uso del digitale. La famiglia sarà sostenuta e accompagnata anche attraverso il coinvolgimento di esperti nell’ambito sanitario (ad esempio alimentazione e vaccinazioni pediatriche), sostegno pedagogico (sonno, regole e gioco).

I soggetti promotori del progetto vogliono favorire un modus vivendi sostenibile per quelle famiglie che vivono in un contesto di fragilità reso ancora più difficile dalla crisi economica e occupazionale. Per questo i destinatari saranno minori nella fascia 0-6 anni e nuclei familiari con bambini (0-6 anni) che saranno individuati tramite i partner territoriali del progetto.

La priorità sarà data alle famiglie con bassa intensità di lavoro, famiglie a rischio povertà con un reddito disponibile (nell’anno precedente) inferiore alla soglia di rischio, famiglie che sperimentano gravi deprivazioni materiali (ritardo/morosità bollette, mutui, affitto), non adeguato riscaldamento in casa, impossibilità di sostenere spese impreviste, difficoltà a permettersi un pasto adeguatamente proteico per almeno 2 giorni, irrealizzabilità vacanze e indisponibilità economica per l’acquisto di tv a colori, lavatrice, macchina e telefono (Fonte: indicatori standardizzati a livello europeo da Eurostat). Attraverso queste specifiche azioni si intende intercettare le famiglie più vulnerabili per favorire così una maggiore conoscenza e consapevolezza della relazione con i servizi operanti sul territorio. Tutto questo sarà possibile grazie soprattutto alla realizzazione di 6 nuovi presidi territoriali di comunità volti a diminuire la percentuale di persone a rischio povertà. Non si tratta di interventi palliativi, ma di un progetto che vuole far nascere comunità educanti solidali sul territorio.

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Consiglio Nazionale del Terzo Settore: sarà un vero partner nell’attuazione della riforma

Insediato il Consiglio Nazionale del Terzo Settore: sarà un vero partner nell’ attuazione della riforma

(Fonte: http://www.lavoro.gov.it)  

Si è insediato oggi, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sotto la Presidenza del Ministro Giuliano Poletti e alla presenza del Sottosegretario di Stato onorevole Luigi Bobba, il Consiglio Nazionale del Terzo Settore, organismo di consultazione a livello nazionale.

Il Consiglio Nazionale è stato istituito dal Codice del Terzo Settore, in attuazione della Riforma avviata dalla legge delega n. 106 del 2016, ed è composto da 33 membri effettivi e altrettanti supplenti, espressione delle associazioni e delle reti associative più rappresentative sul territorio nazionale, delle Regioni ed Enti locali, di altre Istituzioni pubbliche, nonché da esperti qualificati in materia.

Il Consiglio ha funzione prevalentemente consultiva ed esprime pareri sugli schemi degli atti normativi e sull’utilizzo delle risorse del Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo Settore; sulle linee guida in materia di bilancio sociale e di valutazione di impatto sociale dell’attività degli enti del Terzo Settore; sulle operazioni di trasformazione, fusione, scissione e cessione d’azienda effettuate dalle imprese sociali.

Inoltre, il Consiglio, è coinvolto anche nelle attività di vigilanza, monitoraggio e controllo nel Terzo Settore.

Nel corso della riunione:

  • la portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, è stata nominata Vice Presidente del Consiglio Nazionale del Terzo settore;
  • è stata presentata la bozza delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo Settore, ai sensi dell’articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 117/2017 e, con riferimento alle imprese sociali, dell’art. 9, comma 2 del decreto legislativo 112/2017, elaborata dal Tavolo tecnico, coordinato dal professor Stefano Zamagni; 
  • è stata proposta una bozza di Regolamento interno relativo al funzionamento del Consiglio Nazionale.

“Con l’avvio del Consiglio Nazionale – ha sottolineato il Ministro Poletti – facciamo un passo ulteriore nel percorso di attuazione della riforma del Terzo Settore, confermandone i principi ispiratori di coinvolgimento e di partecipazione attiva dei rappresentanti di una realtà indispensabile per il Paese. Il loro contributo è stato infatti molto importante per definire, attraverso un lavoro complesso ed approfondito, un quadro di interventi che hanno l’obiettivo di aiutare le realtà del Terzo Settore a sviluppare la propria azione nell’interesse di tutti i cittadini italiani e, in particolare, di quelli più deboli e bisognosi di sostegno”.

Il Sottosegretario Bobba, che ha seguito direttamente la Riforma del Terzo Settore, ha dichiarato: “Sono particolarmente soddisfatto della istituzione del Consiglio Nazionale, che si inserisce all’interno dell’opera più ampia di razionalizzazione e armonizzazione della materia e delle strutture”.

“Il Consiglio, infatti – ha aggiunto il Sottosegretario – sostituisce in un unico organismo l’Osservatorio per il Volontariato e quello dell’Associazionismo, previsti dalla precedente normativa, e partecipa in modo significativo ai processi decisionali e procedimentali delle Amministrazioni sulle principali tematiche connesse al Terzo Settore. Si tratta, quindi, di una vera partnership per una migliore e più efficace attuazione della riforma”.

“Nella sua composizione – ha precisato l’onorevole Bobba – il Consiglio garantisce la più ampia partecipazione dei soggetti rappresentativi sul territorio nazionale, favorendo così pieno e corretto equilibrio tra tutti gli interessi del settore”.

“Ringrazio tutti i componenti – ha concluso il Sottosegretario – per la disponibilità manifestata, ricordando che si tratta di attività svolta a titolo gratuito e che non comporta alcun onere a carico dello Stato”.

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Il Paese Ritrovato: l’inaugurazione il 24 febbraio a Monza

IL PAESE RITROVATO inaugura sabato 24 febbraio a MonzaSi inaugura sabato 24 febbraio “Il Paese Ritrovato”, il primo villaggio di cura  per persone con Alzheimer e con demenza in Italia. 

L’appuntamento è a Monza presso la sede del Centro San Pietro Sala San Gerardo (Viale Cesare Battisti, 86) alle ore 10:30.

“Il Paese Ritrovato”, progetto della Cooperativa La Meridiana di Monza, è una vera e propria cittadina con vie, piazze, giardinetti, negozi, il teatro, la chiesa, la pro loco, l’orto e gli appartamenti. Un progetto unico in Italia che rivoluziona il modo di intendere la cura e l’assistenza e che offre alle persone malate di Alzheimer e di demenza  la possibilità di vivere la propria autonomia residua in libertà e al tempo stesso di usufruire della necessaria assistenza e protezione.

Per info: http://www.cooplameridiana.it/

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“YOUTH IN ACTION FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALS”: al via la seconda edizione

Al via la seconda edizione “Youth in action dor sustainable development goals”

Al via la seconda edizione di “Youth in Action for Sustainable Development Goals“, il concorso rivolto ai giovani under 30 che premierà le migliori idee progettuali in grado di favorire il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) in Italia. In linea con il carattere fortemente innovativo dell’Agenda 2030, che intende la sostenibilità come visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo, i ragazzi dovranno ideare progetti che sappiano coniugare la crescita economica, con la tutela dell’ambiente e il rispetto dei principi di equità sociale.

Lo scenario

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in un grande programma d’azione. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.
Tutti i Paesi sono dunque chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo. L’attuazione dell’Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle università, ai centri di ricerca e agli operatori dell’informazione. L’Agenda è un vero e proprio programma in cui soprattutto i giovani hanno l’opportunità di svolgere un ruolo da protagonisti: sono loro, che in qualità di decisori e leader del domani, devono mobilitarsi per contribuire a rendere la nostra società, ma soprattutto la loro vita futura, veramente sostenibili.

“Youth in action”: il bando

Il concorso, promosso da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Eni Enrico Mattei e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, sulla piattaforma digitale ideaTRE60, in collaborazione con ASviS e con il supporto di AIESEC, RUS e SDSN Youth, è dedicato ai giovani under 30 iscritti a un corso universitario/post-universitario o già in possesso di un titolo di laurea/post laurea e premierà fino a un massimo di 24 idee progettuali al servizio dello sviluppo sostenibile. A ciascuno dei vincitori sarà offerto uno stage retribuito dai promotori e dai partner dell’iniziativa: Accenture, Assicurazioni Generali, A2A, Gruppo Cooperativo CGM, Fondazione Allianz UMANAMENTE, Fondazione Bracco, Fondazione Sodalitas, Iberdrola, Italia non profit, Jobiri, Leonardo group, Microsoft, Nestlè Waters, Reale Foundation (stage presso Società Reale Mutua di Assicurazioni e Italiana Assicurazioni S.p.a), Snam, Techsoup, UBI Banca, Unicredit, Unipol, WWF, Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Eni Enrico Mattei e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

Le novità di quest’anno:
• Cresce, rispetto alla scorsa edizione il numero dei partner, che premieranno con uno stage fino a 24 idee progettuali.
• Il concorso diventa internazionale grazie ad un’azienda partner spagnola la Iberdrola che offrirà la possibilità ad un vincitore del concorso di svolgere uno stage in Spagna.
• Grazie al contributo di ASviS, aumentano i moduli formativi della parte e-learning per un maggiore approfondimento delle tematiche relative all’Agenda 2030.
• Almeno due extra premi per i migliori progetti: la partecipazione a un evento internazionale focalizzato sui temi degli SDGs, la partecipazione all’evento di chiusura del Festival della Sostenibilità e altro ancora…

“Youth in action”: il percorso di formazione

Obiettivo del concorso è quello di offrire ai giovani un’opportunità per confrontarsi con grandi aziende e organizzazioni nazionali e internazionali acquisendo così nuove competenze nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Per rendere ancora più concreta questa opportunità arrivano a 7, in aumento rispetto alla passata edizione, i moduli formativi in modalità e-learning sui temi: “Getting to Know the Sustainable Development Goals”, “Business & the SDGs”, “Agenda 2030: la nuova frontiera per lo sviluppo sostenibile”, “Come raggiungere gli obiettivi 2030”, “Tracciamento e misurazione degli obiettivi”, “Come costruire un Elevator Pitch efficace”, “Come costruire un Business Plan efficace” più altri 17 moduli dedicati ciascuno a uno dei Sustainable Development Goals. Inoltre per i finalisti è previsto un workshop formativo di una giornata finalizzato all’acquisizione di skills utili al perfezionamento della propria idea progettuale.

Per inviare la propria idea progettuale c’è tempo fino al 20 aprile 2018.
Leggi il bando completo: youthinactionforsdgs.ideatre60.it

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Welfare Together 2017: la call for ideas per la sicurezza personale

Welfare Together 2017: la call for ideas per la sicurezza personaleIscrivi la tua idea alla call Welfare Together promossa da Reale Mutua in partnership con Wired, Make a Cube3, Vita Spa e Manager Italia e vinci il supporto per costruire la tua startup. Hai tempo fino al 31 gennaio 2018. 

Innovare nel Welfare vuol dire anche ascoltare le persone per trovare insieme soluzioni per proteggere il benessere attuale e futuro. Il concorso Welfare Together è una call for ideas per i progetti che hanno una ricaduta positiva per la collettività e nasce per promuovere, con un approccio Open Innovation, quelle idee imprenditoriali che possono fornire una risposta attuale e innovativa ai bisogni delle persone.

Il tema: la sicurezza. Si cercano idee imprenditoriali in grado di rendere accessibile il welfare personale e rispondere in maniera puntuale a quelli che sono i principali bisogni delle persone sul tema della sicurezza.

Destinatari: Imprenditori e start-up sociali con progetti di impresa.

In palio: ai 5 progetti finalisti del concorso verrà garantito un percorso di tutorship per la realizzazione di un vero e proprio business plan e servizi di pre-incubazione in un workshop della durata di 3 giorni in collaborazione con Make a Cube, primo incubatore e acceleratore in Italia specializzato in imprese ad alto valore sociale, ambientale e culturale. Il Progetto vincitore riceverà 20.000€ a fondo perduto e servizi di incubazione del valore di 10.000€ finalizzati alla costituzione della propria startup. Inoltre, la possibile partecipazione in equity di Reale Mutua, fino ad un investimento di 1 milione di Euro.

Informazioni e il regolamento completo: https://www.realemutua.it/welfaretogether

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Giovani e lavoro al centro dell’intervento di UniCredit Foundation

Giovani e lavoro al centro dell’intervento di UniCredit Foundation500mila Euro a sostegno alle organizzazioni non profit che promuovono l’occupazione giovanile in Italia.

UniCredit Foundation lancia la nuova edizione del Bando UniCredit Carta E per sostenere le organizzazioni non profit che promuovono l’occupazione giovanile in Italia attraverso attività di imprenditorialità sociale. Come nella precedente edizione, torna la collaborazione con l’incubatore Make a Cube3 dedicando ai team selezionati un periodo di accompagnamento per valorizzarsi sul mercato.

L’investimento previsto dal bando è di 500mila euro che saranno erogati sotto forma di grant, mentoring e incubazione. I fondi sono messi a disposizione grazie a UniCreditCard Flexia Classic Etica, la carta di credito che, senza alcun costo aggiuntivo per il titolare, accantona il 2 per mille di ogni spesa effettuata per sostenere progetti di solidarietà.

Le candidature possono essere presentate, attraverso la piattaforma IdeaTRE60 promossa dalla Fondazione Accenture Italia partner tecnico del Bando, dall’11 ottobre al 20 dicembre 2017 compilando il form e raccontando la propria idea di cambiamento sociale per combattere la disoccupazione che riguarda soprattutto i giovani italiani.

Saranno selezionate le 20 realtà capaci di interpretare il contesto territoriale in cui il progetto imprenditoriale deve nascere e crescere. In pole position si troveranno le proposte che avranno come priorità la realizzazione di un programma duraturo, sostenibile e affidabile sia per i lavoratori assunti che per l’impresa stessa. I 20 finalisti avranno accesso a una fase di pre-incubazione.

L’incubazione e l’erogazione dei contributi, pari a 42.500 Euro ciascuno, è destinata invece ai 10 vincitori: 7 di questi progetti dovranno dimostrare di avere un impatto diretto, cioè creare occupazione nell’ambito del programma imprenditoriale sostenuto nelle 7 aree territoriali di intervento di UniCredit in Italia; gli altri 3, invece, dovranno essere capaci di generare un impatto indiretto, in grado di sviluppare azioni, infrastrutture e reti che possano rafforzare la capacità, di una o più realtà imprenditoriali sociali, a raggiungere risultati su scala nazionale: si tratta, ad esempio, di attività di assistenza e incubazione dell’impresa sociale, di formazione/sviluppo di network di imprese sociali, di franchising sociale.

Per maggiori informazioni e per iscriversi al bando, visitare la pagina www.unicreditfoundation.org/bando2017

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Professione: Welfare Manager

Professione: Welfare ManagerCGM investe nel welfare aziendale: migliorare il benessere dei lavoratori fa bene a tutti. 

Si è da poco concluso il primo corso nazionale per welfare manager. 20 professionisti delle cooperative e consorzi della rete Cgm sono ora pronti per creare soluzioni tailor-made per il benessere dei lavori sui territori.

Abbiamo deciso di intraprendere una sfida: non limitarci a offrire i nostri servizi alle imprese, da sempre  core delle nostre attività, ma anche attivarci per diventare  professionisti del welfare per le aziende. Vogliamo aiutare i datori di lavoro nell’offrire soluzioni di benessere ai loro dipendenti grazie alla professionalità che contraddistingue i servizi che da oltre trent’anni eroghiamo sui nostri territori con un’attenzione speciale alla persona e alla sua famiglia e una qualità che sempre hanno caratterizzato le nostre offerte. Il welfare aziendale è una sfida. Per noi e per i nuovi welfare manager. Questa sfida però non la giochiamo da soli.  Alla qualità e alla nostra esperienza di welfare, si unisce la professionalità di Jointly (www.jointly.pro) rete di progettazione e condivisione di servizi di welfare aziendale che, come tratto distintivo della sua proposta, ha scelto la qualità dei partner selezionando i servizi attraverso criteri di accreditamento stringenti che puntano alla competenza, esperienza e solidità economica a garanzia del fruitore finale.

 

Cosa è il welfare aziendale? 

Termine una volta poco conosciuto, oggi il welfare aziendale è entrato nel vocabolario delle aziende, di qualsiasi dimensione, che vogliano prendersi cura dei propri lavoratori e pensare al loro benessere dentro e fuori gli uffici. Con “welfare aziendale” si intendono, infatti, tutte quelle iniziative organizzate dal datore di lavoro che hanno come obiettivo principale quello di far lavorare i propri dipendenti nel miglior modo possibile. La soddisfazione  e felicità sul lavoro è, infatti, uno dei fattori che influenza profondamente la produttività. Per questo è molto importante offrire dei servizi che possano essere utili a migliorare il loro benessere portando vantaggi, non solo alla persona ma anche all’azienda che migliora il clima dell’ambiente di lavoro.

Il welfare aziendale non solo rappresenta una leva fiscale interessante per le aziende che lo attivano visto che sono previste numerose agevolazioni in materia, ma può rappresentare anche uno strumento di fidelizzazione dei lavoratori. Nell’ultimo anno le imprese italiane che hanno deciso di investire nel welfare aziendale sono quasi raddoppiate.  A dirlo sono i dati emersi dal rapporto 2017 “Welfare Index Pmi”, promosso da Generali Italia per analizzare la crescita del welfare aziendale nei principali settori produttivi. Delle 12 aree prese in considerazione dal rapporto, quelle più cresciute riguardano la sanità integrativa (circa il 47%); la conciliazione vita-lavoro (31%), con orari flessibili ed estensione dei congedi di maternità e paternità; il welfare allargato al territorio  (23%) e infine cultura, ricreazione e tempo libero (5%). La previdenza integrativa rimane stabile con il 40% delle imprese che ha attuato iniziative per integrare le pensioni dei loro dipendenti.

 

Perché formare dei welfare manager?

Il welfare aziendale è per noi strategico sotto diversi punti di vista. Prima di tutto per cambiare la logica di offerta dei nostri servizi e per valorizzare la nostra qualità. Inoltre, grazie alle nostre competenze possiamo aiutare davvero le aziende nella costruzione di un piano di welfare su misura che possa soddisfare a pieno le loro esigenze creando un ambiente di lavoro migliore.

“Il mondo del lavoro oggi è in continua evoluzione e così lo sono le figure professionali.” –  Così il Presidente di CGM, Stefano Granata. –  “Con le innovazioni in atto nell’impresa sociale di oggi e con i cambiamenti che stiamo vivendo, siamo alla ricerca di nuove competenze con cui affrontare le nuove sfide e lavorare in nuovi settori. La figura del welfare manager è oggi strategica per offrire dei servizi di qualità direttamente alle imprese e allontanarsi dalle logiche del mercato pubblico che ci hanno contraddistinto fino ad oggi.”

Il percorso formativo intrapreso e il futuro lavoro dei welfare manager sono una sfida per tutti.

“Un bellissimo viaggio di 4 mesi e un percorso umano, prima ancora che professionale, che credo abbia lasciato una grande eredità a tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di farne parte. Sicuramente è stato un banco di prova importante per tutti, docenti e partecipanti. Ci siamo misurati su un terreno completamente nuovo, di confronto tra culture, provenienze geografiche, professionali e umane molto diverse.”  Così descrive il percorso formativo scrive Francesca Rizzi – CEO di Jointly – nel suo blog  “Il Welfare Condiviso” su Vita Non Profit.

Ogni territorio sta lavorando sul versante del welfare aziendale in modo unico a seconda della domanda che nasce a livello locale.

“Il nostro mercato di riferimento sta oggi cambiando progressivamente. Stiamo passando ora da una logica pubblica a una logica di mercato in cui dobbiamo essere in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini e dobbiamo proporre offerte appetibili e vendibili per rispondere alla domanda crescente. Per questo motivo abbiamo deciso di investire nella formazione di questa nuova figura: il welfare manager.” –  Così Gilberta Masotti, direttore generale del consorzio Solidarietà Sociale di Forlì – “ Si tratta di una scelta strategica condivisa con le cooperative della nostra rete consortile al fine di lavorare in maniera compatta sul mercato privato. Stiamo studiando e cercando di capire quali siano gli spazi e le opportunità su cui investire in quanto il futuro delle nostre realtà si giocherà proprio nell’offrire servizi ai privati.”

A Milano, il consorzio SIS sta già lavorando al tema del welfare aziendale da diversi anni come ci racconta Cecilia Storti, welfare manager del consorzio: “Abbiamo approfondito il tema del welfare aziendale in un ambiente come il nostro in cui c’è già molta attenzione alla persona e ci siamo accorti che i nostri servizi potevano essere appetibili anche per altre realtà. C’era una nuova domanda proveniente da persone lavoratrici e abbiamo cercato di dare delle risposte a questi nuovi bisogni dando quindi un senso maggiore al ruolo del welfare manager nel creare azioni di welfare aziendale sinergiche all’interno della nostra rete consortile con convenzioni e benefit di rete”.

“Il welfare aziendale è per noi una nuova attività di impresa.” – afferma Raffaella Ruocco, welfare manager di Mestieri Campania, la società campana di cui fanno parte i consorzi partenopei Proodos e Core e La Rada di Salerno. – “Stiamo cambiando il nostro modo di lavorare per dare una risposta più adeguata ai bisogni dei territori: ci siamo messi in rete con altri soggetti per ampliare la gamma di servizi offerti. Anche il nostro interlocutore sta cambiando. Non lavoriamo più, infatti, solo con la pubblica amministrazione ma con le imprese profit sul territorio avendo a che fare con soggetti per noi nuovi come il responsabile HR. Questo cambiamento è molto stimolante a livello professionale in quanto cambiano i modi e i tempi di lavoro. Con il welfare aziendale cambierà il nostro modo di vederci e di comunicarci come impresa; ci farà leggere come ‘impresa sociale’, ovvero come un soggetto che dà risposte sociali ai bisogni delle comunità.”

Dopo la formazione, i welfare manager sono già al lavoro per aiutare le imprese locali. Da poco, infatti, abbiamo inaugurato la nostra piattaforma dove i servizi delle cooperative territoriali, integrati con altri e con convenzioni e scontistiche dedicate, sono messi a disposizione dei dipendenti delle organizzazioni della nostra rete o di aziende esterne che decidessero di attivare strumenti di welfare interno per migliorare la loro qualità della vita e il loro lavoro.

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Milano: Ofo affida a Spazio Aperto la sua nuova avventura

Milano: Ofo affida a Spazio Aperto la sua nuova avventuraDalla Cina a Milano, le biciclette Ofo sbarcano ufficialmente nella metropoli grazie anche al supporto della cooperativa locale Spazio Aperto.

Dopo una prima fase sperimentale di grande successo con 320.000 tragitti percorsi e 325.000 chilometri effettuati, l’app cinese Ofo, fondata nel 2014, ha ufficializzato il suo sbarco a Milano. Ad aiutarla nella sua impresa ci sarà la cooperativa sociale Spazio Aperto che si occuperà della manutenzione delle 4.000 biciclette gialle che compongono l’intera flotta di Ofo.

Dopo la collaborazione con Daimler – Benz per la manutenzione delle macchine a noleggio Car2Go sulle città di Milano, Roma, Torino e Firenze, ecco un altro importante traguardo per Spazio Aperto che va a dimostrare come le cooperative sociali stiano davvero investendo in nuovi settori ad alto tasso di innovazione emancipandosi così dalla dipendenza del solo mercato pubblico. La collaborazione con Ofo segna l’avvio di un nuovo business ma con una mission che resta invariata: il reinserimento di disabili nel mondo del lavoro.  Oggi i dipendenti di Spazio Aperto sono circa 600 e il 35 per cento è rappresentato, appunto, da persone disabili. Tutti insieme hanno raggiunto un fatturato di 15 milioni di euro che è destinato ancora ad aumentare con le ultime commesse.