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Giovani e lavoro al centro dell’intervento di UniCredit Foundation

Giovani e lavoro al centro dell’intervento di UniCredit Foundation500mila Euro a sostegno alle organizzazioni non profit che promuovono l’occupazione giovanile in Italia.

UniCredit Foundation lancia la nuova edizione del Bando UniCredit Carta E per sostenere le organizzazioni non profit che promuovono l’occupazione giovanile in Italia attraverso attività di imprenditorialità sociale. Come nella precedente edizione, torna la collaborazione con l’incubatore Make a Cube3 dedicando ai team selezionati un periodo di accompagnamento per valorizzarsi sul mercato.

L’investimento previsto dal bando è di 500mila euro che saranno erogati sotto forma di grant, mentoring e incubazione. I fondi sono messi a disposizione grazie a UniCreditCard Flexia Classic Etica, la carta di credito che, senza alcun costo aggiuntivo per il titolare, accantona il 2 per mille di ogni spesa effettuata per sostenere progetti di solidarietà.

Le candidature possono essere presentate, attraverso la piattaforma IdeaTRE60 promossa dalla Fondazione Accenture Italia partner tecnico del Bando, dall’11 ottobre al 20 dicembre 2017 compilando il form e raccontando la propria idea di cambiamento sociale per combattere la disoccupazione che riguarda soprattutto i giovani italiani.

Saranno selezionate le 20 realtà capaci di interpretare il contesto territoriale in cui il progetto imprenditoriale deve nascere e crescere. In pole position si troveranno le proposte che avranno come priorità la realizzazione di un programma duraturo, sostenibile e affidabile sia per i lavoratori assunti che per l’impresa stessa. I 20 finalisti avranno accesso a una fase di pre-incubazione.

L’incubazione e l’erogazione dei contributi, pari a 42.500 Euro ciascuno, è destinata invece ai 10 vincitori: 7 di questi progetti dovranno dimostrare di avere un impatto diretto, cioè creare occupazione nell’ambito del programma imprenditoriale sostenuto nelle 7 aree territoriali di intervento di UniCredit in Italia; gli altri 3, invece, dovranno essere capaci di generare un impatto indiretto, in grado di sviluppare azioni, infrastrutture e reti che possano rafforzare la capacità, di una o più realtà imprenditoriali sociali, a raggiungere risultati su scala nazionale: si tratta, ad esempio, di attività di assistenza e incubazione dell’impresa sociale, di formazione/sviluppo di network di imprese sociali, di franchising sociale.

Per maggiori informazioni e per iscriversi al bando, visitare la pagina www.unicreditfoundation.org/bando2017

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Professione: Welfare Manager

Professione: Welfare ManagerCGM investe nel welfare aziendale: migliorare il benessere dei lavoratori fa bene a tutti. 

Si è da poco concluso il primo corso nazionale per welfare manager. 20 professionisti delle cooperative e consorzi della rete Cgm sono ora pronti per creare soluzioni tailor-made per il benessere dei lavori sui territori.

Abbiamo deciso di intraprendere una sfida: non limitarci a offrire i nostri servizi alle imprese, da sempre  core delle nostre attività, ma anche attivarci per diventare  professionisti del welfare per le aziende. Vogliamo aiutare i datori di lavoro nell’offrire soluzioni di benessere ai loro dipendenti grazie alla professionalità che contraddistingue i servizi che da oltre trent’anni eroghiamo sui nostri territori con un’attenzione speciale alla persona e alla sua famiglia e una qualità che sempre hanno caratterizzato le nostre offerte. Il welfare aziendale è una sfida. Per noi e per i nuovi welfare manager. Questa sfida però non la giochiamo da soli.  Alla qualità e alla nostra esperienza di welfare, si unisce la professionalità di Jointly (www.jointly.pro) rete di progettazione e condivisione di servizi di welfare aziendale che, come tratto distintivo della sua proposta, ha scelto la qualità dei partner selezionando i servizi attraverso criteri di accreditamento stringenti che puntano alla competenza, esperienza e solidità economica a garanzia del fruitore finale.

 

Cosa è il welfare aziendale? 

Termine una volta poco conosciuto, oggi il welfare aziendale è entrato nel vocabolario delle aziende, di qualsiasi dimensione, che vogliano prendersi cura dei propri lavoratori e pensare al loro benessere dentro e fuori gli uffici. Con “welfare aziendale” si intendono, infatti, tutte quelle iniziative organizzate dal datore di lavoro che hanno come obiettivo principale quello di far lavorare i propri dipendenti nel miglior modo possibile. La soddisfazione  e felicità sul lavoro è, infatti, uno dei fattori che influenza profondamente la produttività. Per questo è molto importante offrire dei servizi che possano essere utili a migliorare il loro benessere portando vantaggi, non solo alla persona ma anche all’azienda che migliora il clima dell’ambiente di lavoro.

Il welfare aziendale non solo rappresenta una leva fiscale interessante per le aziende che lo attivano visto che sono previste numerose agevolazioni in materia, ma può rappresentare anche uno strumento di fidelizzazione dei lavoratori. Nell’ultimo anno le imprese italiane che hanno deciso di investire nel welfare aziendale sono quasi raddoppiate.  A dirlo sono i dati emersi dal rapporto 2017 “Welfare Index Pmi”, promosso da Generali Italia per analizzare la crescita del welfare aziendale nei principali settori produttivi. Delle 12 aree prese in considerazione dal rapporto, quelle più cresciute riguardano la sanità integrativa (circa il 47%); la conciliazione vita-lavoro (31%), con orari flessibili ed estensione dei congedi di maternità e paternità; il welfare allargato al territorio  (23%) e infine cultura, ricreazione e tempo libero (5%). La previdenza integrativa rimane stabile con il 40% delle imprese che ha attuato iniziative per integrare le pensioni dei loro dipendenti.

 

Perché formare dei welfare manager?

Il welfare aziendale è per noi strategico sotto diversi punti di vista. Prima di tutto per cambiare la logica di offerta dei nostri servizi e per valorizzare la nostra qualità. Inoltre, grazie alle nostre competenze possiamo aiutare davvero le aziende nella costruzione di un piano di welfare su misura che possa soddisfare a pieno le loro esigenze creando un ambiente di lavoro migliore.

“Il mondo del lavoro oggi è in continua evoluzione e così lo sono le figure professionali.” –  Così il Presidente di CGM, Stefano Granata. –  “Con le innovazioni in atto nell’impresa sociale di oggi e con i cambiamenti che stiamo vivendo, siamo alla ricerca di nuove competenze con cui affrontare le nuove sfide e lavorare in nuovi settori. La figura del welfare manager è oggi strategica per offrire dei servizi di qualità direttamente alle imprese e allontanarsi dalle logiche del mercato pubblico che ci hanno contraddistinto fino ad oggi.”

Il percorso formativo intrapreso e il futuro lavoro dei welfare manager sono una sfida per tutti.

“Un bellissimo viaggio di 4 mesi e un percorso umano, prima ancora che professionale, che credo abbia lasciato una grande eredità a tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di farne parte. Sicuramente è stato un banco di prova importante per tutti, docenti e partecipanti. Ci siamo misurati su un terreno completamente nuovo, di confronto tra culture, provenienze geografiche, professionali e umane molto diverse.”  Così descrive il percorso formativo scrive Francesca Rizzi – CEO di Jointly – nel suo blog  “Il Welfare Condiviso” su Vita Non Profit.

Ogni territorio sta lavorando sul versante del welfare aziendale in modo unico a seconda della domanda che nasce a livello locale.

“Il nostro mercato di riferimento sta oggi cambiando progressivamente. Stiamo passando ora da una logica pubblica a una logica di mercato in cui dobbiamo essere in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini e dobbiamo proporre offerte appetibili e vendibili per rispondere alla domanda crescente. Per questo motivo abbiamo deciso di investire nella formazione di questa nuova figura: il welfare manager.” –  Così Gilberta Masotti, direttore generale del consorzio Solidarietà Sociale di Forlì – “ Si tratta di una scelta strategica condivisa con le cooperative della nostra rete consortile al fine di lavorare in maniera compatta sul mercato privato. Stiamo studiando e cercando di capire quali siano gli spazi e le opportunità su cui investire in quanto il futuro delle nostre realtà si giocherà proprio nell’offrire servizi ai privati.”

A Milano, il consorzio SIS sta già lavorando al tema del welfare aziendale da diversi anni come ci racconta Cecilia Storti, welfare manager del consorzio: “Abbiamo approfondito il tema del welfare aziendale in un ambiente come il nostro in cui c’è già molta attenzione alla persona e ci siamo accorti che i nostri servizi potevano essere appetibili anche per altre realtà. C’era una nuova domanda proveniente da persone lavoratrici e abbiamo cercato di dare delle risposte a questi nuovi bisogni dando quindi un senso maggiore al ruolo del welfare manager nel creare azioni di welfare aziendale sinergiche all’interno della nostra rete consortile con convenzioni e benefit di rete”.

“Il welfare aziendale è per noi una nuova attività di impresa.” – afferma Raffaella Ruocco, welfare manager di Mestieri Campania, la società campana di cui fanno parte i consorzi partenopei Proodos e Core e La Rada di Salerno. – “Stiamo cambiando il nostro modo di lavorare per dare una risposta più adeguata ai bisogni dei territori: ci siamo messi in rete con altri soggetti per ampliare la gamma di servizi offerti. Anche il nostro interlocutore sta cambiando. Non lavoriamo più, infatti, solo con la pubblica amministrazione ma con le imprese profit sul territorio avendo a che fare con soggetti per noi nuovi come il responsabile HR. Questo cambiamento è molto stimolante a livello professionale in quanto cambiano i modi e i tempi di lavoro. Con il welfare aziendale cambierà il nostro modo di vederci e di comunicarci come impresa; ci farà leggere come ‘impresa sociale’, ovvero come un soggetto che dà risposte sociali ai bisogni delle comunità.”

Dopo la formazione, i welfare manager sono già al lavoro per aiutare le imprese locali. Da poco, infatti, abbiamo inaugurato la nostra piattaforma dove i servizi delle cooperative territoriali, integrati con altri e con convenzioni e scontistiche dedicate, sono messi a disposizione dei dipendenti delle organizzazioni della nostra rete o di aziende esterne che decidessero di attivare strumenti di welfare interno per migliorare la loro qualità della vita e il loro lavoro.

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Milano: Ofo affida a Spazio Aperto la sua nuova avventura

Milano: Ofo affida a Spazio Aperto la sua nuova avventuraDalla Cina a Milano, le biciclette Ofo sbarcano ufficialmente nella metropoli grazie anche al supporto della cooperativa locale Spazio Aperto.

Dopo una prima fase sperimentale di grande successo con 320.000 tragitti percorsi e 325.000 chilometri effettuati, l’app cinese Ofo, fondata nel 2014, ha ufficializzato il suo sbarco a Milano. Ad aiutarla nella sua impresa ci sarà la cooperativa sociale Spazio Aperto che si occuperà della manutenzione delle 4.000 biciclette gialle che compongono l’intera flotta di Ofo.

Dopo la collaborazione con Daimler – Benz per la manutenzione delle macchine a noleggio Car2Go sulle città di Milano, Roma, Torino e Firenze, ecco un altro importante traguardo per Spazio Aperto che va a dimostrare come le cooperative sociali stiano davvero investendo in nuovi settori ad alto tasso di innovazione emancipandosi così dalla dipendenza del solo mercato pubblico. La collaborazione con Ofo segna l’avvio di un nuovo business ma con una mission che resta invariata: il reinserimento di disabili nel mondo del lavoro.  Oggi i dipendenti di Spazio Aperto sono circa 600 e il 35 per cento è rappresentato, appunto, da persone disabili. Tutti insieme hanno raggiunto un fatturato di 15 milioni di euro che è destinato ancora ad aumentare con le ultime commesse.

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Hackability@Barilla: cucina e disabilità si incontrano

Hackability@Barilla: cucina e disabilità si incontranoUna gara tra team di progettazione con l’obiettivo di far lavorare insieme maker e persone con esigenze particolari. Questo è Hackablity@Barilla. Un progetto in cui cucina e disabilità si incontrano.

Hackability è un format nato a Torino nel 2015 per fare conoscere, incontrare, progettare, persone con disabilità, insieme a designer e maker, fare crescere una community che realizzi inclusione sociale e presidi personalizzati a basso costo. E’ dall’incontro tra Hackability Italia e Barilla che nasce Hackability@Barilla un evento dedicato a progettare strumenti per la cucina e un packaging nuovo o migliorato adatto alle esigenze delle persone con disabilità, degli anziani e delle persone con bisogni speciali. I risultati di questi progetti sono, secondo lo spirito di Hackability, messi in rete, a disposizione tutti, sotto licenza Creative Commons-BY-SA-NC e i diritti commerciali rimangono al team che li ha realizzati.

Barilla ospiterà nella propria sede centrale di Parma le fasi cruciali dell’iniziativa a partire da questo inverno, invitando i propri dipendenti a prendervi parte e mettendo a disposizione mentor con competenze specifiche. Hackability Italia si farà carico delle spese di viaggio vitto e alloggio dei partecipanti secondo le modalità indicate nel regolamento.

Hackability è considerata tra le più interessanti esperienze di co-progettazione italiane, selezionata nel giugno 2017 dalla Commissione Europea come una delle 30 esperienze in grado di diffondere i vantaggi del cambiamento tecnologico in Europa.

Hackability@Barilla si inserisce nel quadro delle numerose iniziative di Barilla che, in linea con la mission aziendale “Buono per Te, Buono per il Pianeta, Buono per le Comunità” promuovono uguaglianza, inclusione e diversità, da tempo parte integrante della cultura, dei valori e del codice etico dell’azienda, costituendo un fattore determinate per il suo modello di crescita e il modo di fare business.

Se hai una sfida per l’autonomia in cucina da proporre, credi di essere bravo e creativo nel trovare soluzioni originali, partecipa ad Hackability@Barilla.

La call per candidarsi è on-line fino al 15 dicembre all’indirizzo http://www.hackability.it/hackabilitybarilla/

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D4NP: i trend positivi della prima edizione

D4NP: i trend positivi della prima edizioneSi è tenuta lo scorso sabato 16 settembre la prima edizione di D4PN – Digital For Non Profit, il primo evento italiano che ha fatto il punto sullo stato digitale del non profit. Ideata da Search On Media Group e realizzata in collaborazione con la Comunità di San Patrignano con il supporto di Accenture e IGPDecaux, la giornata organizzata al Palasanpa ha visto la partecipazione di più di 600 persone.

Sono stati vari gli aspetti affrontati sul tema del digitale, cercando di fare una panoramica della situazione attuale. In questo contesto è stata presentata la ricerca condotta da Search On Media Group, che ha analizzato il rapporto delle non profit con il mondo social: tra i dati più salienti tratti da uno studio sui primi 500 enti beneficiari del 5 per mille, il fatto che il 77% ha un account social, l’80% rispetta gli standard di accessibilità richiesti e il 62% ha un sito responsive per le visualizzazioni da mobile (che nel 2016 hanno sorpassato quelle da desktop). Facebook è prevedibilmente il social network più usato e oltre il 70% degli enti ha i collegamenti social nell’home page del proprio sito.

Questo dimostra che i trend di digitalizzazione sono positivi e secondo Cosmano Lombardo, CEO di Search On Media Group, sono un buon punto di partenza per innovare concretamente le organizzazioni, anche se c’è ancora molto da fare.

Tra gli speaker dell’evento anche Stefano Granata, che ha rappresentato CGM alla tavola rotonda “Digital Onlus” con realtà particolarmente innovative come Oxfam, Dynamo Camp e Comunità di San Patrignano. Insieme hanno parlato di innovazione tecnologica, del cambiamento della comunicazione e del rapporto con gli utenti digitali; uno spazio è stato dedicato anche ai nuovi progetti in ambito digital, tra i quali Granata ha menzionato anche il progetto europeo INNO-WISEs sulle cooperative di tipo B.

La giornata è stata un’occasione per fare networking, condividere conoscenze e comprendere la situazione attuale del Terzo Settore in relazione al digitale, con uno sguardo al futuro e alle potenzialità delle non profit in questo ambito a così alto tasso di innovazione.

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Da oggi in edicola “Le Buone Notizie – L’impresa del bene”

Da oggi in edicola “Le Buone Notizie – L’impresa del bene”Esce oggi il primo numero di “Buone Notizie – L’impresa del bene”, il nuovo inserto (gratuito) dedicato al Terzo Settore in edicola ogni martedì con il Corriere della Sera.

Promuovere la conoscenza del ruolo che gioca il Terzo settore nella società italiana, il suo impatto sulla vita delle persone e della comunità, il suo patrimonio di esperienze e l’impegno che questo rappresenta per il Paese. Questo l’obiettivo del fresco inserto del Corriere della Sera dedicato proprio alle Buone Notizie.

“Il nostro mondo viene messo al centro di un’operazione culturale pensata per arrivare al pubblico più vasto.” Così Stefano Granata commenta il neo-nato inserto. “CGM ha deciso di sostenere questo progetto, entrando a far parte del Comitato scientifico e proponendosi come uno tra i principali stakeholder dell’iniziativa. In linea con la nostra strategia di comunicazione, infatti, pensiamo che oggi l’impresa sociale possa uscire dai confini del settore e debba avere la capacità di farsi conoscere da tutti, di trovare canali e linguaggi per dialogare con tutti.”

Buone Notizie è curato da Elisabetta Soglio, caporedattrice del Corriere della Sera.

www.corriere.it/buone-notizie/

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Filanda Domani: l’Open Day per conoscere l’Ex Filanda di Sulbiate

Filanda Domani: l’Open Day per conoscere l’Ex Filanda di SulbiateIn occasione di Ville Aperte in Brianza 2017 e all’interno della Festa di Sulbiate (Settembre Sulbiatese), per presentare la programmazione per la stagione ottobre-dicembre 2017 l’Ex Filanda di Sulbiate (MB) ha organizzato un Open Day che si terrà la prossima domenica 24 settembre, durante il quale verranno inaugurati due nuovi interessanti progetti inerenti il mondo del lavoro.

Il Punto Lavoro realizzato da Mestieri Lombardia si rivolge a tutti i tipi di imprese e offre servizi di reclutamento e selezione, accesso a contributi e incentivi, somministrazione, welfare aziendale, business & social communication, innovazione e fundraising. Anche per chi cerca lavoro sono molti i servizi proposti: informazione, orientamento, bilancio delle competenze, stage e tirocini, stesura e promozione di CV, e soprattutto accesso al sistema regionale dei servizi per il lavoro, che mette a disposizione le Doti Lavoro per essere accompagnati nella ricerca di un’occupazione.
In occasione dell’inaugurazione alle ore 16 verrà organizzato il primo seminario gratuito, condotto da Gianluigi Bonanomi, dal titolo “Trovare lavoro con internet: Risorse, opportunità e rischi per trovare lavoro attraverso la rete”.
Il Punto lavoro è aperto dalle 14 alle 16 del giovedì, ma si può accedere ogni giorno su appuntamento. Per informazioni: lavoro@exfilanda.it o 342 7717098.

Il Coworking Oplà – lavoriamo insieme, invece, è il nuovo spazio di lavoro con postazioni e attrezzature dove poter sviluppare idee innovative e relazioni con altri professionisti e imprese. L’organizzazione estremamente flessibile permette di utilizzare gli spazi per il tempo necessario a ognuno su prenotazione e di accedere ai servizi educativi Oplà per i più piccoli.
Per informazioni: lavoriamoinsieme@exfilanda.it o 342 7717098.

L’appuntamento è domenica 24 settembre all’Ex Filanda, via Manzoni 9/a, Sulbiate (MB) dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

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Matrici 2.0: il piano di vita a regola d’Anffas

Matrici 2.0: il piano di vita a regola d’AnffasÈ organizzato da Anffas Nazionale in collaborazione con Anffas Onlus Lombardia il terzo incontro di presentazione di Matrici 2.0, che questa volta si svolgerà a Milano giovedì 26 settembre. Lo strumento che verrà illustrato è “Matrici ecologiche e dei sostegni“, un sistema informatico integrato in grado di realizzare il progetto di vita individuale ai sensi dell’art. 14 della legge 328/00 secondo un modello in linea con i più avanzati paradigmi scientifici e culturali in materia.

Grazie a un software online, Matrici 2.0 è una vera e propria guida interattiva alla progettazione individualizzata, uno strumento per migliorare la qualità della vita che possono utilizzare tutti gli attori coinvolti nella presa in carico delle persone con disabilità: dai case manager alle équipe, dai singoli operatori alle famiglie.

La presentazione di giovedì 26 settembre inizierà alle ore 10 all’Auditorium Giorgio Gaber presso il Palazzo della Regione Lombardia a Milano. Per partecipare è necessario compilare questo modulo di iscrizione entro martedì 19 settembre. Per maggiori informazioni consulta il programma dell’incontro o la scheda di presentazione del progetto.

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In Bicocca torna il corso di perfezionamento in Economia Civile

In Bicocca torna il corso di perfezionamento in Economia CivileDura 196 ore il corso di perfezionamento “Management per l’innovazione sociale nel Non profit: la prospettiva dell’Economia Civile”, che si terrà a partire dal prossimo mese di novembre fino all’autunno 2018 presso l’Università Bicocca di Milano.

Favorire la formazione di dirigenti che abbiano le competenze per lavorare nel mondo delle organizzazioni non profit, delle aziende a movente ideale, delle società benefit. Favorire la formazione per gestire processi innovativi, per sviluppare aree d’innovazione sociale, per costruire nuovi strumenti d’incubazione d’idee imprenditoriali. Questi sono gli obiettivi del corso nato nel 2003, che ha visto negli anni continui cambiamenti alla sua natura, passando da Master di I livello a Master di II livello e che oggi, con la forma del Corso di Perfezionamento, vuole dare un’opportunità a tutti i laureati e diplomati universitari in qualsiasi disciplina di specializzarsi nel Terzo Settore.

Il percorso formativo si compone di lezioni frontali ed esercitazioni e si conclude con uno stage lavorativo, mentre la didattica si divide in quattro macro-aree:

  • Economia civile;
  • Gestione di impresa;
  • Fondamenti giuridici;
  • Innovazione sociale e strategica.

Si inizia con i principi base dell’Economia Civile e i fondamenti giuridici di riferimento del Terzo settore, per poi approfondire il tema dell’innovazione sociale e i nuovi modelli di intervento nelle aree strategiche. A completamento delle competenze, seguono gli ultimi due moduli sulla gestione, l’organizzazione e la direzione delle realtà del terzo settore e sui modelli di progettazione sociale e le metodologie di fundraising.

C’è tempo fino al 9 ottobre per iscriversi.

Per maggiori informazioni visita:

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Social Enterprise Boat Camp 2017: in nave per l’impresa sociale

Social Enterprise Boat Camp 2017: in nave per l’impresa sociale

Il 1 luglio siamo partiti per un viaggio che sapevamo ci avrebbe cambiato, in un modo o nell’altro: siamo saliti a bordo della M/n Cruise Roma di Grimaldi Lines per quattro giorni di formazione intensa in nave sui temi dell’impresa sociale lungo la rotta Civitavecchia-Barcellona. Ma il Social Enterprise Boat Camp 2017 è stato molto di più.

Per la sua seconda edizione, questo evento – che abbiamo organizzato ancora una volta insieme a Fondazione ACRA con il supporto di molti partner  si è focalizzato sulla dimensione economica della migrazione, intesa come opportunità per creare modelli di business inclusivi.

Boat Camp 2017: i Casi Studio Selezionati

Per affrontare l’importante tema della migrazione, una selezione di iniziative imprenditoriali ad alto impatto sociale provenienti da Paesi diversia dimostrazione del fatto che ci sono delle reali opportunità per alimentare la sostenibilità finanziaria e soprattutto la dignità, l’uguaglianza e la giustizia.

Mitt Liv (SVEZIA) è un programma che integra giovani migranti nella società svedese. Grazie a molti corsi e a una grande rete di aziende, aiuta i migranti a trovare lavoro e permette alle aziende di aumentare la propria diversità. 

Cucula (GERMANIA), programma berlinese pensato con e per i migranti, è una combinazione diformazione e lavoro: permette di ottenere qualifiche tecniche e di produrre al tempo stesso oggetti di artigianato e design. 

Il Laboratorio Triciclo (ITALIA) è un progetto della Cooperativa Ruah di Bergamo in cui comunità locale e migranti lavorano insieme: oltre a imparare un lavoro, si crea valore grazie alla produzione di usato di qualità

Progetto QUID (ITALIA) è un marchio di moda che recupera tessuti di alta qualità e reinserisce donne svantaggiate nel mercato del lavoro. Grazie a una grande rete di brand, riesce a realizzare prodotti unici e, al tempo stesso, a combattere la disuguaglianza sociale. 

Africa Experience Orient Experience I e II (ITALIA – AFGHANISTANsono tre società di ristorazione etnica fuori dal comune. Sono nate a Venezia da rifugiati politici e richiedenti asilo e, attraverso una proposta culinaria che ripercorre le strade della migrazione, esaltano l’incontro culturale puntando all’integrazione dei migranti.

Refugeeswork.at (AUSTRIA) è una piattaforma che connette rifugiati e datori di lavoro. Oltre a facilitare l’incontro tra domanda e offerta, questo servizio offre ai migranti preziose informazioni per orientarsi nel mondo del lavoro.

Mobilearn (REGNO UNITO – SVEZIA) è un servizio di telefonia mobile che fornisce in diverse lingue informazioni utili ai migranti per potersi inserire nelle società di arrivo. Sviluppato con agenzie governative e uffici pubblici, ha dimostrato di essere fondamentale per favorire l’integrazione ed è in continua espansione. 

SPEAK (PORTOGALLO) è una start-up sociale tecnologica che, grazie a un programma di scambio linguistico e culturale, organizza corsi di lingue ed eventi per migranti e non solo. Un’opportunità per tutti, mossi da necessità o passione, per imparare una lingua e conoscere un pezzo di mondo diverso dal proprio.

Boat Camp 2017: Lavorare Insieme per Imparare Meglio

Gli otto casi studio selezionati sono stati associati a dei business tool, ovvero strumenti che si sono rivelati fondamentali per lo sviluppo di queste imprese:

• storytelling e branding;

• accesso a capitali e finanziamenti;

• tecnologia e innovazione;

• partnership;

• impatto sociale.

Era questo a costituire il cuore del Boat Camp: un workshop tematico per ogni caso, da svolgere in navigazione, tutti condotti da personalità di spicco ed esperti di materia e con testimonianze d’eccellenza. Il coinvolgimento attivo dei partecipanti è stato tanto alto da superare la forza del mare, che a intervalli regolari minacciava di rovesciare qualche proiettore. 

Per non farci mancare niente, abbiamo deciso di sfruttare le occasioni per imparare anche sulla terraferma. Due bellissime conferenze, a Civitavecchia e all’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, ci hanno dato l’opportunità di allargare il nostro angolo di visuale, ascoltando grandi e piccole testimonianze di come il mondo possa cambiare in meglio, e di come lo stia già facendo.

Boat Camp 2017: Tante Voci dal Mondo

A condividere i propri insegnamenti, molti ospiti provenienti da tutto il mondo. Tantissimi gli interventi dall’Africa, tra cui il discorso di Kumi Naidoo sull’importante ruolo delle nuove generazioni, che ha chiuso la conferenza di Barcellona dopo un interessante panel di giovani innovatori africani. Non sono mancati gli ospiti europei e italiani, a testimoniare le tante realtà innovative del nostro continente, come Mauro Berruto di Scuola Holden, che ha incantato la sala conferenze di prua con le sue “storie oltre i confini”.

Cosa ci portiamo a casa da questa esperienza? Un bagaglio di nuove conoscenze, di confronti con scenari inaspettati, di importanti lezioni di business per provare a fare dell’impresa sociale un mondo veramente inclusivo. Un bagaglio piccolo, però: vogliamo averlo sempre con noi.

Scopri qui i video, le foto e la rassegna stampa del Social Enterprise Boat Camp 2017:http://www.boatcamp2017.org/edizione-2017/mediafoto/

#BoatCamp2017

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