La nuova tappa di “Cultura in Movimento” con le interviste di Sofia D’Alessio, Cultural Project Manager di CGM, ci porta tra la provincia di Milano e il territorio di Monza e Brianza per incontrare STRIPES, un’impresa sociale che dal 1989 dimostra come la pedagogia, l’arte e la cultura possano ridisegnare il benessere delle comunità.
Il welfare culturale come codice genetico
Per STRIPES la cultura è una vera e propria leva di emancipazione e crescita. Una vocazione nata più di trent’anni fa con la rivista Pedagogika e consolidata sul campo attraverso progetti storici capaci di portare l’espressione artistica persino dentro gli ospedali psichiatrici. “Per noi la cultura è prima di tutto un modo di fare esperienza”, racconta Dafne Guida, presidente e direttrice della cooperativa. “I linguaggi dell’arte non sono solo strumenti di intervento nei servizi, ma anche modi per raccontarli e renderli vivi”. Questo approccio si traduce in équipe multidisciplinari, dove educatori e pedagogisti lavorano fianco a fianco con professionisti del mondo dell’arte per stimolare il pensiero critico e divergente dei più giovani.
Gli HUB socioculturali. Qui le persone diventano protagoniste
Un pilastro centrale del modello STRIPES è la rigenerazione degli spazi visti come luoghi vivi, capaci di influenzare l’energia e le relazioni di chi li abita. Attraverso la gestione di HUB territoriali come Spazio Ariosto, La Bolla e Paripasso, la cooperativa rifiuta l’idea di una cultura calata dall’alto. “Il nostro approccio mette al centro le persone, rendendole protagoniste dei luoghi” spiega Valentina Sala, project manager di STRIPES. “Anziani, giovani, famiglie: a loro affidiamo simbolicamente le chiavi degli spazi“. Il principio cardine è la co-creazione: ai cittadini non si chiede di essere spettatori passivi, ma di partecipare attivamente all’ideazione e alla realizzazione di mostre, eventi e attività, partendo dalle proprie passioni.
Arte e apprendimento emotivo: l’impatto contro la solitudine
L’efficacia del connubio tra arte e cura emerge con chiarezza in progetti come SOLIMAI, nato per contrastare l’isolamento sociale degli over 65. Attraverso la fruizione culturale condivisa (come visite ai musei, cinema, musica), gli anziani combattono la solitudine, riattivano canali emotivi e cognitivi che sembravano spenti. Dall’emozione nasce un apprendimento profondo che cambia le traiettorie di vita: grazie al progetto, i partecipanti hanno stretto nuove reti d’amicizia autonome e sono arrivati a realizzare vere e proprie mostre personali. La cultura diventa così un dispositivo di salute pubblica e comunitaria, capace di ricucire i legami tra le generazioni.
Uno sguardo al futuro, tra sfide e orizzonti globali
Nonostante le fatiche quotidiane legate alla burocrazia e alla ricerca di modelli di sostenibilità economica stabili nel lungo periodo, STRIPES continua a guardare avanti lavorando in stretta sinergia con la rete CGM. L’orizzonte della cooperativa punta ora a una dimensione internazionale, con l’obiettivo di esportare il proprio know-how pedagogico e le competenze costruite nell’ambito dell’innovazione digitale all’interno di contesti inclusivi globali.











