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Storie di inclusione delle cooperative di tipo B: il lavoro che genera valore. Storia #1: SET

Centinaia di cooperative sociali di tipo B portano avanti una missione semplice e rivoluzionaria: assumere persone che il mercato del lavoro tradizionale tende a scartare. Ma se tutta la cooperazione di tipo B si fermasse?

Nell’attuale panorama sociale, economico e politico, da nord a sud sono 159 le imprese sociali della rete nazionale di CGM ad occuparsi dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Così, abbiamo deciso di raccogliere alcune storie proprio da loro.

“Le cooperative sociali di tipo B rappresentano l’espressione più antica e concreta della cooperazione italiana, nata per mettere al centro la persona come motore dell’infrastruttura economica del paese, creare opportunità di lavoro per chi rischia di restare ai margini e generare valore reale per il territorio. Come rete CGM, sostenere le imprese lungo tutto lo Stivale significa garantire autonomia, dignità e futuro a migliaia di persone, stimolando il virtuoso connubio tra inclusione e produzione, solidarietà e competitività. La vera sfida che oggi ci troviamo a dover affrontare, tanto come rete nazionale quanto a livello dei singoli operatori coinvolti, consiste nel dare maggiore visibilità e riconoscimento al nostro modello e all’impegno professionale, silenzioso ma fondamentale, delle imprese sociali aderenti a CGM al fianco delle comunità”, spiega Giusi Biaggi, Presidente del Consorzio.

  • Cooperativa: Servizio e Territorio (SET)
  • Settore di riferimento: Manutenzione del verde, Pulizie professionali, Logistica e Servizi cimiteriali
  • Territorio: Provincia di Siena (con particolare attenzione alla Val d’Elsa)

Nata a Siena nel 1993 lungo la Via Francigena, la cooperativa SET accompagna da 33 anni persone fragili verso nuove possibilità. Con una forza lavoro di 34 dipendenti, la cooperativa mette al centro la dignità e la ripartenza, offrendo percorsi di inserimento modellati sulle esigenze, i limiti e le aspirazioni di ogni singola persona. L’obiettivo non è semplicemente occupare una posizione lavorativa, ma sostenere un cammino di crescita che porti l’individuo a sentirsi utile, capace e parte integrante di un contesto sociale e professionale.

In oltre tre decenni di attività, SET ha offerto opportunità occupazionali a più di mille persone, generando un impatto profondo su più livelli:

  • Economico: attraverso la creazione di valore tramite servizi qualificati messi in campo sul territorio.
  • Sociale: prevenendo l’isolamento e la regressione di persone che affrontano momenti di grave difficoltà.
  • Relazionale: costruendo ponti e reti di collaborazione stabili con servizi sociali, Caritas, centri per l’impiego e amministrazione penitenziaria.

Questo impegno costante contribuisce a mantenere unito il tessuto territoriale, promuovendo una cultura della responsabilità condivisa e della cura della comunità.

L’identità più autentica di SET è definita dalla pluralità dei volti che l’hanno attraversata in questi trent’anni: un mosaico di storie segnate da fragilità familiari, dipendenze, disabilità, malattie o percorsi giudiziari. Per la cooperativa, non importa da dove si arrivi, ma il percorso che si decide di costruire insieme.

Poiché “nessuna vita si somiglia davvero”, SET rifiuta la replica di percorsi standardizzati. Ogni inserimento è un cammino unico che richiede tempi diversi, ascolto e una rimodulazione costante dei contesti. In questo spazio, persone che sembravano destinate alla solitudine trovano il luogo in cui fermarsi, riprendere fiato e ricominciare a progettare il proprio futuro.

“SET nasce dall’affiancarsi alle persone in stato di bisogno, dal promuovere percorsi di aiuto e di emancipazione insieme con tutti i partner che compongono la storia delle nostre comunità. Lavorare gomito a gomito, condividere fatiche, cadute, sogni e speranze: è questo il modo di cooperare che rende possibile un’impresa dal sapore sociale”.

Piero Morini, Presidente SET

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