L’innovazione sociale non è solo una questione di numeri, ma di storie, volti e visioni che cambiano il modo di abitare i territori. Con il progetto “Cultura in Movimento”, la Rete CGM ha deciso di mappare questo cambiamento attraverso un racconto corale: una serie di interviste curate da Sofia D’Alessio, Cultural Project Manager, che ci accompagnerà in un viaggio tra le realtà capaci di trasformare la cultura in “codice sorgente” del proprio agire.
La prima tappa di questo diario di bordo ci porta a Matera, per incontrare Oltre L’Arte, una cooperativa sociale di tipo B che da oltre quindici anni dimostra come il turismo e la cultura possano essere i motori di una vera economia civile.
Turismo cooperativo e sociale
Oltre L’Arte non è un’impresa turistica qualunque. Gestisce i siti più iconici della Basilicata, dai Sassi di Matera al borgo fantasma di Craco, garantendo lavoro a oltre 80 persone. La loro forza risiede nel non separare mai l’efficienza del mercato dalla socialità. “Ci ispiriamo ai principi dell’economia civile. È un modo diverso di fare economia, che non separa l’efficienza dalla socialità, il mercato dalla comunità, la sostenibilità e la felicità pubblica”, spiega la Presidente Rosangela Maino. Questa visione permette a persone con fragilità di costruire un’autonomia reale all’interno di un’azienda che produce il 90% del proprio fatturato dal mercato privato.
Il Laboratorio di Artigianato Solidale: dove lo scarto diventa arte
Uno dei momenti centrali dell’intervista di Sofia è stato l’incontro con il Laboratorio di Artigianato Solidale. Qui il concetto di “scarto” viene completamente ribaltato: materiali come cartapesta e scarti tipografici diventano oggetti d’arte, mentre persone con sindrome di Down o in difficoltà trovano una nuova possibilità. “Non sono solo i materiali a tornare a vivere: da noi anche le persone possono tornare a fiorire diventando protagoniste. Il nostro è un lavoro creativo, ma la relazione è centrale”, è la riflessione di Eustachio Santochirico, direttore artistico del laboratorio. In questo contesto, i ragazzi non sono semplici esecutori: insegnano l’arte a scuole e turisti, trasformando la fragilità in una risorsa generativa di autostima e competenza.
Accessibilità: un diritto universale
Il racconto di Sofia evidenzia come per Oltre L’Arte l’accessibilità non sia un’etichetta, ma un principio portante. Dalle chiese storiche di Matera attrezzate con supporti audio-tattili fino a “Il sogno del capitano” — il primo lido inclusivo della Basilicata a Metaponto — ogni servizio è pensato per essere fruibile da tutti. Il messaggio è chiaro: la diversità è una risorsa e non esiste inclusione senza accessibilità reale.“Vogliamo rafforzare il senso di comunità e costruire una società che metta davvero al centro le persone. Una società in cui i luoghi siano accessibili, la cultura sia motore di cambiamento e la collaborazione un valore quotidiano. Il nostro focus resta l’inserimento lavorativo di persone con disabilità e oggi ci stiamo aprendo anche al mondo agricolo per favorire esperienze di agricoltura sociale. Le nostre scelte sono chiare: le coltiviamo da sempre, con competenza e passione”, conclude Rosangela Maino.



