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Benessere e adolescenza: spazi di cura e di libertà

L’adolescenza rappresenta una soglia potente, un periodo di trasformazione e ricerca di sé che richiede agli adulti capacità di presenza, ascolto e cura nella gestione della complessità. Ne parla in questo articolo Francesca Gennai, Vice Presidente del nostro Consorzio, Presidente La Coccinella e del Consorzio Con.Solida.

L’adolescenza è un’età predittiva del futuro di una persona e generativa, in cui si intrecciano la costruzione dell’identità, il bisogno di autonomia, la ricerca di relazioni e il desiderio di fiducia. A fronte di questa evidenza, sostenuta anche dall’OMS, stiamo registrando la crescita di adolescenti sempre più tristi e l’aumento della necessità da parte degli addetti ai lavori di rileggere le loro pratiche educative. Su questa sfida si è misurato il workshop “Definire il benessere degli adolescenti”, organizzato durante gli Stati Generali di CGM a Salerno che ha posto anche alcune piste di lavoro.

Più relazioni, meno performance. Partendo da una analisi della letteratura, Paolo Landi, psicoterapeuta e pedagogista del Consorzio La Rada, ci ha richiamati a vedere il benessere adolescenziale come il risultato di equilibrio dinamico tra diversi fattori: le relazioni familiari e sociali, le esperienze scolastiche, il tempo libero e il senso di appartenenza a una comunità educante. La felicità dei ragazzi è strettamente legata alla qualità dei legami e alla possibilità di sentirsi parte di un gruppo. Durante il lockdown, per esempio, molti adolescenti hanno vissuto noia, tristezza e paura, evidenziando quanto la mancanza di relazioni autentiche possa compromettere il benessere emotivo. La scuola in questa ricerca di equilibrio gioca un ruolo decisivo: chi si sente accolto e riconosciuto sviluppa maggiore fiducia nel futuro e ottiene risultati migliori, poiché un ambiente scolastico accogliente non favorisce solo l’apprendimento, ma anche la salute mentale. Lo psicoterapeuta ha sottolineato quanto il disagio degli adolescenti sia correlato dalla presenza di un contesto culturale che tende ad esaltare la competizione e la performance. Chi non raggiunge risultati eccellenti è spesso relegato all’isolamento. In questo senso, è evidente quindi che il benessere non può essere ritenuto un obiettivo privato, ma il risultato di un ecosistema relazionale in cui scuola, famiglia, servizi e comunità educante agiscono insieme. La sua argomentazione si è spostata poi sull’introdurre alcune parole chiave su cui dovrebbe essere rifondata una nuova alleanza fra giovani ed adulti. Le parole chiave proposte indicano un approccio educativo basato su relazioni autentiche, fiducia e partecipazione: prendersi tempo per sé, coltivare legami veri, riflettere sul senso della vita, integrare emozione e creatività, valorizzare esperienze apparentemente inutili e guardare oltre l’io per riscoprire il rapporto con gli altri e il mondo. Questo modello contrasta l’isolamento e la pressione da performance tipici della società contemporanea.

La tutela e la prevenzione come sguardo allargato. Il tema della tutela emerge come fondamento imprescindibile del benessere. Michela Brugali, della cooperativa Stripes, ha ricordato che i minori hanno diritto a contesti protetti in cui sentirsi riconosciuti e sicuri. Ed in questa direzioni, strumenti che apparentemente possono sembrare appartenere al mondo della compliance, come la Child Safeguarding Policy, possono diventare strumento culturale e operativo, consente a organizzazioni, operatori e famiglie di condividere principi, linguaggi e responsabilità nella protezione dei giovani. Una politica di tutela efficace richiede impegno istituzionale, coinvolgimento dei ragazzi e delle famiglie e formazione continua del personale educativo, trasformando la sicurezza da semplice obbligo formale a condizione essenziale per la crescita e la fiducia reciproca. L’esperienza trentina del Consorzio Con.Solida, rappresentato da Silvia Scaramuzza, e della Cooperativa La Coccinella, rappresentata da Barbara Faccinelli, mostra come la costruzione di una CSP di sistema possa diventare un modello condiviso di prevenzione dei rischi e promozione della cultura della tutela. Il progetto ha permesso di posizionare le cooperative sociali sul territorio come soggetti competenti, trasformando la protezione dei minori in una pratica strategica e generativa per l’intero network. Dal lavoro corale sono emersi concetti fondamentali: la responsabilità condivisa, l’importanza di prendersi cura di chi educa, e il linguaggio come strumento di consapevolezza, a dimostrazione che il benessere nasce dal riconoscere la vulnerabilità come dimensione umana universale.


Il protagonismo e il diritto alla parola. Il benessere dei ragazzi si promuove anche attraverso iniziative in cui i giovani sono veri protagonisti, non solo partecipanti, ma registi dei progetti. Troppo spesso, infatti, i progetti giovanili hanno un approccio bottom-up, in cui il coinvolgimento dei ragazzi è limitato o solo simbolico. Ecco una versione più breve e fluida. In questo contesto, la Ri-Costituente, presentata da Francesca Paini, rappresenta un esempio concreto di protagonismo giovanile, coinvolgendo i ragazzi nella stesura partecipata di una Costituzione del 2050. Attivo dal 2020, il progetto li trasforma in veri protagonisti, chiamati a riflettere su temi come sostenibilità, cittadinanza digitale e inclusione, attraverso festival, laboratori e attività di facilitazione. Rivolto principalmente a giovani tra i 15 e i 22 anni, ma aperto anche ad altre fasce e contesti, il progetto dà loro voce e responsabilità, valorizzando competenze e creatività e promuovendo benessere, senso di cittadinanza attiva e fiducia nel futuro.

Le diverse esperienze condivise fanno emergere una visione chiara: il benessere adolescenziale è un processo da costruire insieme, non un traguardo individuale. Integra tutela, prevenzione e partecipazione, offrendo spazi di libertà in cui i giovani possano sperimentare fiducia, scelta e responsabilità, e richiede agli adulti di continuare a formarsi e riflettere, imparando a “stare” accanto ai ragazzi senza invadere, ma senza abbandonare. In un tempo caratterizzato da frammentazione e accelerazione, parlare di benessere significa scegliere la lente della cura, costruire comunità educanti in cui protezione, accompagnamento e generazione di futuro siano strettamente connessi. Il benessere degli adolescenti non è solo un diritto individuale, ma un’esperienza collettiva di relazioni, fiducia e libertà condivisa. Investire in esso significa costruire contesti educativi accoglienti, promuovere alleanze tra scuola, famiglia e comunità, garantire protezione e accompagnamento e valorizzare la partecipazione dei giovani.

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Cultura in Movimento. Il report sulla cultura nelle Imprese Sociali

Il primo Report di Cultura in Movimento è finalmente disponibile e rappresenta un passo importante nel percorso che CGM sta costruendo attorno al fattore culturale come leva strategica per l’innovazione sociale.Il documento raccoglie e analizza i risultati emersi dalla formazione Pre-Texts, realizzata nel giugno 2025 con il supporto del Centro BACH dell’Università di Chieti-Pescara e di AICCON. Un’occasione preziosa per interrogarsi sul ruolo della cultura nelle imprese sociali e sulle sue potenzialità trasformative.

Il report mette in luce un elemento chiave: la cultura non è un elemento accessorio, ma un fattore intrinseco alla cooperativa sociale. La cultura si rivela così una vera e propria infrastruttura del cambiamento, capace di incidere in modo trasversale su tutte le aree di lavoro delle imprese del terzo settore.

Durante la formazione Pre-Texts, cooperatori e cooperatrici provenienti da diverse regioni italiane hanno sperimentato un approccio creativo e partecipativo basato su lettura, arte e co-
creazione. I questionari somministrati prima, durante e dopo il percorso hanno permesso di analizzare i cambiamenti percepiti dai partecipanti e di cogliere gli effetti del metodo sul benessere individuale e professionale.

  • Benessere che cresce e si rafforza
  • Riduzione dello stress
  • Potenziamento del pensiero collettivo
  • Aumento della capacità di pensiero critico

Questi risultati confermano la forza del protocollo Pre-Texts come dispositivo culturale in grado di incidere sul capitale umano, sul benessere organizzativo e sui processi di change management.

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News Project

Oltre l’Arte di Matera su Vita, Maino: “Cultura e sociale per far vivere la nostra terra”

L’ultimo numero della rivista VITA è dedicato alle “Aree interne: l’Italia da scoprire”, un viaggio tra le realtà che stanno ridisegnando il futuro dei territori del nostro Paese. È stata coinvolta anche la cooperativa Oltre l’Arte, chiamata a raccontare come la cultura possa diventare un motore di sviluppo per il territorio lucano. Abbiamo colto l’occasione per approfondire emozioni, sfide e cambiamenti di Oltre l’Arte e di Matera con Rosangela Maino, membro del CDA di CGM e Presidente della cooperativa.

Matera è una città che negli ultimi 20 anni ha preso consapevolezza del potenziale culturale e turistico che la caratterizza, delle opportunità di sviluppo che si sono generate grazie ai riconoscimenti, prima di Sito Unesco, poi di Capitale Europea della Cultura e ora di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026. In tutto questo fermento la comunità è stata protagonista di un cambiamento e si è resa parte di un processo che oggi è fatto di accoglienza, ospitalità, innovazione culturale e sviluppo economico e sociale. Lavorare in un contesto in costante crescita è di grande interesse ed è sfidante, ci impegna a custodire il passato e a costruire il futuro con rinnovata energia e creatività.

Il cambiamento si è percepito nella velocità con cui la città ha dovuto adeguarsi ad una crescente presenza di visitatori, di turisti, di cittadini temporanei che hanno determinato la necessità di potenziare alcuni servizi già presenti e la nascita di nuove attività. Ha stimolato la crescita dell’offerta culturale principalmente di operatori del settore turistico e delle imprese culturali e creative. Ha stimolato i giovani ad aprire nuove attività e a rendersi protagonisti del proprio futuro lavorativo.

I principali progetti che sviluppa Oltre l’Arte sono: la gestione del patrimonio culturale della città di Matera e dei paesi dell’area interna della Basilicata, la promozione dell’incoming in Basilicata con proposte di turismo cultuale, scolastico, accessibile, percorsi di visita esperienziale, laboratori di artigianato solidale, gestione dell’ospitalità etica e sociale, gestione di un lido inclusivo. In tutte le attività e i progetti la cooperativa Oltre l’Arte coniuga la dimensione culturale e quella sociale promuovendo attraverso l’arte e la cultura esperienze di welfare culturale.

Il principale impatto che Oltre l’Arte genera è quello occupazionale anche di persone con disabilità. L’offerta turistica e culturale resa con puntualità, regolarità ha permesso al sistema turistico locale di essere strutturato e affidabile. Il rispetto della legalità in materia fiscale e amministrativa ha indotto anche altre piccole realtà ad organizzarsi e regolarizzare la propria attività.

Il desiderio di Oltre l’Arte coincide con il desiderio di quei giovani che hanno scelto di rimanere a Matera e in Basilicata per continuare a far vivere la nostra terra. Questi sono i sogni che all’inizio hanno animato le scelte di 7 giovani che hanno fondato Oltre l’Arte e che oggi sono diventati circa 100. Ci auguriamo che questo impegno possa essere generativo e foriero di nuove opportunità occupazionali per altri giovani e di valorizzazione e sviluppo di altre comunità soprattutto quelle dei piccoli borghi della Basilicata.

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Finanza News

Ora dalla Bussola al nuovo Piano di sviluppo, insieme ai soci. Auguri di relazioni e prossimità

In occasione delle festività, pubblichiamo gli auguri della nostra presidente Giusi Biaggi. Un’opportunità per ripercorrere l’anno 2025 e lanciare la sfida per il 2026: passare dalla “Bussola” al nuovo piano di sviluppo CGM, anche attraverso il confronto con i soci.

Care cooperatrici e cari cooperatori, il Natale è alle porte e con grande piacere porto, a nome del Consiglio di Amministrazione e di tutto lo staff CGM, i migliori auguri per ciascuno di voi. Mi prendo un po’ di spazio per ripercorrere l’anno 2025 e la strada condivisa con la rete dei soci, le società partecipate e i tanti partner del nostro ecosistema.

Ci siamo ritrovati in tanti a Cremona e a Salerno per gli Stati Generali e, ancora una volta, abbiamo avuto soddisfazione nell’incontro tra noi, nello scambio, nell’approfondimento collettivo e nella condivisione di nuove piste di lavoro ed opportunità. Ci hanno accompagnato due temi decisivi per le nostre imprese sociali: la proposta di valore di CGM sul capitale umano e il benessere come sfida collettiva.

La riflessione sul capitale umano ha accompagnato l’intero anno con momenti di formazione rivolti alla rete nei quali sono state costruite strategie, politiche, prassi per far sì che l’impresa sociale continui ad essere un luogo desiderabile in cui lavorare. Il percorso proseguirà nel 2026 con l’obiettivo di dare nuovi strumenti per la gestione HR, senza perdere la cura delle componenti spirituali ed ideali che sono nutrimento essenziale per i cooperatori sociali.

Altrettanto importante è stata la costruzione del programma Cultura in Movimento, attraverso il quale desideriamo assumere la cultura come vettore di innovazione e trasformazione delle imprese sociali. La formazione e sperimentazione del protocollo Pre-Text ci hanno permesso di sentire la potenza delle pratiche culturali e l’effetto di benessere persistente che questo provoca nelle persone e nei gruppi. Una strada promettente che desideriamo proseguire, perché la cultura è da sempre generatrice di trasformazioni e perché geneticamente iscritta nel codice sorgente della cooperazione sociale. Cultura, innovazione, impatto sono le direzioni che ci permettono di opporci all’individualismo imperante e alla crescita insopportabile delle diseguaglianze. Pensiero laterale, progettazione-con (e non per), nuovi alleati che come noi desiderano un cambiamento sistemico; questi elementi, incontrati nel 2025, caratterizzeranno anche il lavoro del prossimo anno.

A maggio 2025 i soci hanno votato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 25-28, confermando i consiglieri del precedente mandato. Unico nuovo ingresso è quello di Laura Maida (per il socio sovventore Banca Intesa) che ha preso il posto di Elena Mosca, che ringraziamo nuovamente per la strada condivisa. Cogliamo da questa sostanziale rielezione un duplice messaggio: fiducia nei consiglieri e contestuale richiesta di rispondere agli impegni presi con la rete. E confermo che il consiglio sta lavorando proprio su questo, passando dalla “Bussola” al nuovo piano di sviluppo CGM. Per confrontarci sul nuovo piano e sulle necessità di cambiamento che desideriamo perseguire, torneremo ad incontrare tutti i soci attraverso riunioni territoriali nei primi mesi dell’anno. Per cui… a prestissimo!

Auguriamo a tutti i soci di CGM di trascorrere un Natale ricco di relazioni autentiche e di prossimità. E che questo calore arrivi anche a tutte le persone e le comunità con le quali condividiamo la vita.

Buone feste!

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Finanza News

Intelligenza artificiale al servizio dell’impresa sociale: i nostri corsi formativi sull’AI

L’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi un fattore strategico per la competitività e la sostenibilità delle imprese sociali. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un insieme di strumenti e processi che possono ottimizzare la gestione, migliorare la qualità dei servizi e generare maggiore impatto sociale. Ecco le nostre proposte formative online: pratiche con gli aperitivi AI, approfondite con il percorso Social Innovation AI e tailor made. Primo appuntamento 2026: l’aperitivo AI in partenza il 21 gennaio.

Il Consorzio CGM propone diverse attività e percorsi dedicati all’AI, progettati per accompagnare cooperative e organizzazioni verso un utilizzo consapevole e sicuro delle nuove tecnologie. I corsi sono strutturati per rispondere alle esigenze operative e strategiche del settore, con un approccio pratico e orientato ai risultati. 

Le nostre proposte: 

  • Aperitivo AI – sessioni introduttive per acquisire una visione d’insieme e sperimentare strumenti utili. 
  • Social Innovation AI – workshop tematici sull’integrazione dell’AI nei processi interni, nelle attività di progettazione, comunicazione, gestione del capitale umano, compliance e fundraising. 
  • Formazione tailor made – percorsi personalizzati per integrare l’AI nei processi della tua organizzazione. 

Aperitivo AI è un’occasione pratica per scoprire come l’AI sta cambiando il modo di lavorare all’interno delle nostre imprese sociali. Si tratta di un’esperienza guidata per sperimentare strumenti innovativi e nuove modalità di lavoro. Testeremo strumenti e app, ci confronteremo su come utilizzarli nelle nostre attività. 

Obiettivo: avere una panoramica di possibilità e di risorse, raccogliere spunti e consigli sull’utilizzo degli svariati strumenti AI disponibili. Una sorta di mappa per orientarsi nel panorama complesso e articolato delle innumerevoli possibilità. 

8 appuntamenti, il mercoledì, a partire dal 21 gennaio 2026 
On line. Dalle ore 12 alle 13  

Le date
Mercoledì 21 gennaio 2026 
Mercoledì 4 febbraio 2026
Mercoledì 25 febbraio 2026
Mercoledì 11 marzo 2026
Mercoledì 25 marzo 2026
Mercoledì 8 aprile 2026
Mercoledì 22 aprile 2026
Mercoledì 6 maggio 2026

Costo
180€+iva/ persona (per i soci rete CGM) 
216+iva/persona (per esterni)
Posti limitati

Il mondo del sociale sta attraversando una trasformazione profonda. 

L’Intelligenza Artificiale non è più una promessa futura, ma uno strumento concreto che oggi può aiutare cooperative e organizzazioni non-profit a ridurre il carico burocratico, usare meglio le risorse e aumentare l’impatto sociale sui territori. 

Questo percorso nasce per accompagnare chi opera nel Terzo Settore a integrare l’AI in modo consapevole, etico e strategico, senza perdere ciò che rende il lavoro sociale unico: la relazione umana, la cura, la responsabilità. 

Un programma formativo strutturato in 6 moduli intensivi da 2 ore, pensato per dirigenti, progettisti, responsabili di area e operatori che vogliono guidare il cambiamento — non subirlo. 

6 appuntamenti, 1 volta al mese per approfondire una tematica specifica, a partire dal 29 gennaio 2026. 
On line. Dalle ore 11 alle 13 

Le date e gli argomenti

  • 29 gennaio 2026 | Integrare l’AI nei processi interni
    Mappatura dei processi, analisi delle attività ripetitive, valutazione dei dati disponibili e degli strumenti più adatti. Un modulo strategico per capire dove l’AI genera davvero valore e dove invece non serve. 
  • 16 febbraio 2026 | AI e progettazione
    Utilizzare l’AI per analizzare bisogni territoriali, leggere dati sociali e supportare la scrittura di bandi complessi (PNRR, fondazioni, programmi europei), migliorando qualità formale e coerenza progettuale. 
  • 17 marzo 2026 | AI e comunicazione sociale
    Creare piani editoriali, contenuti e campagne di sensibilizzazione che parlino a stakeholder diversi, mantenendo un tono autentico, inclusivo ed eticamente responsabile. 
  • 23 aprile 2026 | AI e gestione del Capitale Umano
    Dall’ottimizzazione dei turni al benessere organizzativo, dall’onboarding allo sviluppo delle competenze: come usare l’AI per potenziare le persone, non per standardizzarle. 
  • 11 maggio 2026 | AI e compliance aziendale
    Supporto alla gestione di GDPR, sicurezza sul lavoro, modelli 231 e sistemi di controllo interno. L’AI come alleata per ridurre errori, rischi e sovraccarico burocratico. 
  • 28 maggio 2026 | AI e Fundraising
    Analisi dei dati, personalizzazione dei messaggi, previsione dei comportamenti dei donatori e ricerca bandi assistita: strumenti avanzati per rafforzare la raccolta fondi senza snaturare la relazione di fiducia. 

Costo:  
100€+iva/persona per ogni workshop (per i soci CGM). Per l’acquisto di tutti e 6 i workshop sconto 10% (tot. 540€+iva/persona).  
120€+iva/persona per ogni workshop (per esterni). Per l’acquisto di tutti e 6 i workshop sconto 10% (tot. 648€+iva/persona). 


Ogni organizzazione ha esigenze specifiche: per questo CGM offre la possibilità di costruire insieme un programma formativo su misura. Con il supporto dei nostri esperti, analizziamo le priorità della tua cooperativa e progettiamo un percorso che risponda alle sfide reali del tuo lavoro. 

Perchè scegliere la formazione tailor made?

  • Personalizzazione totale: contenuti e strumenti pensati per il tuo contesto operativo. 
  • Approccio pratico: applicazioni concrete per migliorare processi e servizi. 
  • Supporto strategico: consulenza dedicata per integrare l’AI in modo sicuro e sostenibile. 
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Viaggio nelle CERS #5. A Cantù: “Sostenere progetti ad impatto è importante anche per imprese e cittadini”

Dopo le CERS di Biella (leggi l’articolo), Cernusco (leggi l’articolo), Genova (leggi l’articolo) e Matera (leggi l’articolo), vi presentiamo la comunità energetica Fu.so di Cantù: 8 E.T.S. e una società profit che si sono unite per un futuro sostenibile. “La solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini“.

Il territorio canturino è ricco di cooperazione sociale e di realtà associative storicamente attive e radicate. Le CER rappresentano certamente un’opportunità di coniugare molti temi cari a queste organizzazioni: l’aggregazione e lo sviluppo territoriale, la sostenibilità ambientale e l’impatto sociale. Anche grazie al ruolo svolto da Consorzio CGM e Energie per la Comunità (EPC), da un piccolo gruppo di promotori (le cooperative Demo Energia, In Cammino e Mondovisione e la congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione) si è creato un interesse sempre crescente verso questa iniziativa che ha portato alla costituzione di una cooperativa la cui base sociale è quasi interamente composta da Enti del terzo settore con la sola eccezione di una società profit che si occupa dell’installazione di impianti fotovoltaici.

Certamente i soci fondatori vedono nella CERS la possibilità di aggregare diversi soggetti attorno ad un progetto comune in grado di promuovere una comunità che cresce attorno ai temi della sostenibilità. Inoltre, l’aspettativa è di generare un incentivo economico in grado di sostenere progetti ad impatto sul territorio delle cabine primarie in cui riusciremo ad attivare delle configurazioni. Inizialmente il territorio di riferimento sarà quello delle 4 cabine primarie toccate dal territorio comunale, che prende anche comuni limitrofi quali Mariano Comense, Carimate, Cermenate, Capiago Intimiano, Alzate e Tavernerio.

L’obiettivo è aggregare in 3 anni oltre 200 soci, cercando primariamente di coinvolgere le persone e le organizzazioni che già fanno parte, a diverso titolo, delle organizzazioni fondatrici, ma aggregando anche imprese, enti e privati cittadini che vorranno condividere la nostra idea di impresa sociale.

Intanto la “S” di CERS: è importante già nel nome affermare che la solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini.

Poi la scelta del nome. Fu.So. è prima di tutto una sigla che sta per Futuro Sostenibile. Ma il nome richiama anche al “fusello”, ossia lo strumento utilizzato con il tombolo per realizzare il famoso pizzo di Cantù. E quindi richiama la territorialità che, almeno in questa fase inziale, il progetto vuole avere per produrre un impatto sulla propria comunità di appartenenza.

Sicuramente la peculiarità è relativa alla sua base sociale: 9 soggetti giuridici di cui 8 E.T.S. che hanno deciso di intraprendere un percorso di lungo termine per promuovere e realizzare progetti ad impatto sul proprio territorio.

Il primo obiettivo è quello di cercare di sviluppare e ampliare il progetto, coinvolgendo imprese e cittadini al duplice scopo di generare aggregazione territoriale e avere una base sociale ampia in grado di condividere l’energia.

Ovviamente questo può avvenire se effettivamente saranno realizzati i primi impianti. L’obiettivo è installare circa 150 kWp entro la primavera del 2026, sperando che le complessità normative e la confusione relativamente gli incentivi PNRR alle CER non diventino ostacoli rilevanti e che quindi possano in qualche modo rallentare lo sviluppo del progetto.

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DigiCompSoc, 3 mosse per progettare e rendicontare in modo più semplice ed efficace

Negli ultimi anni la capacità di progettare, gestire e rendicontare interventi complessi è diventata sempre più centrale per la sostenibilità e lo sviluppo delle organizzazioni dell’economia sociale. Non si tratta solo di “vincere bandi”, ma di governare progetti, servizi e partenariati, leggere i dati, dimostrare risultati e impatto, costruire alleanze solide. All’interno del progetto DigiCompSoc – Competenze Digitali, finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale per l’economia sociale, vi proponiamo un percorso in 3 tappe.

Rispondi a 20 domande che ti aiutano a comprendere a che punto è la tua cooperativa o il tuo consorzio su: Organizzazione e Ruoli, Progettazione e Sviluppo, Gestione del progetto e dei partneriati, Valutazione e uso dei dati, Rendicontazione e gestione economica.

Ti restituiamo il profilo della tua realtà per l’area Progettazione (Emergente, In sviluppo, Strutturato, Avanzato) con punti di forza e di miglioramento su cui intervenire.

Iscrivi gratuitamente tramite il nuovo portale della formazione CGM, project manager, coordinatori e responsabili area della cooperativa o del consorzio al corso sulla Trasformazione digitale. 

Approfondiranno gli strumenti digitali per la gestione dei progetti e dei collaboratori, lo sviluppo delle competenze manageriali e la sicurezza informatica. Miglioreranno la capacità di gestione strategica, la pianificazione e l’analisi dei dati per ottimizzare i processi organizzativi.

Durata: 22 ore 
Modalità: incontri iniziali in presenza e successivi online + 2 incontri di mentorship.

Diventa protagonista della nuova piattaforma DCS – Data Management & Intelligence Platform, lo strumento digitale pensato per accompagnare le organizzazioni lungo l’intero ciclo di vita di progetti e servizi, dalla progettazione alla valutazione dell’impatto. 

La piattaforma, attualmente in fase di sviluppo e puoi essere tra i primi ad accedere alla fase di test e ad assumere un ruolo attivo come early adopter, contribuendo a orientare lo sviluppo finale dello strumento.

Cosa fa la piattaforma:

  • Semplifica e struttura la gestione dei progetti;
  • Migliora la raccolta e l’analisi dei dati;
  • Supporta la rendicontazione e la comunicazione dei risultati;
  • Valorizza l’impatto complessivo dell’organizzazione sul territorio.

Per informazioni sul progetto e sul percorso, scrivi a: openlab@cgm.coop.

DigiCompSoc è una delle 24 iniziative innovative finanziate dal Fondo per la Repubblica Digitale, che con il Bando “Digitale sociale” mira a ottimizzare l’utilizzo degli strumenti digitali per la gestione dei dati e dei processi organizzativi, oltre a creare un linguaggio comune e una consapevolezza diffusa.

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Metodo di impatto e innovazione con AICCON alla Coop. Vigna di Reggio Emilia

Dal progetto Community hub, un percorso di orientamento all’impatto per la cooperativa La Vigna di Reggio Emilia e il nostro Consorzio Nazionale CGM, grazie alla coollaborazione con AICCON. Sviluppiamo un “metodo di impatto” che, attraverso strumenti, pratiche e linee guida condivise, sia in grado di migliorare l’efficacia dell’azione e della strategia organizzativa. Il percorso ha già portato alla creazione di un framework comune e ora stiamo mettendo mano al Quaderno degli Apprendimenti, un toolkit pratico che aiuterà a rendere l’impatto una bussola per le scelte future. L’intervista alla Cooperativa La Vigna.

Il finanziamento della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione sociale ci ha permesso di potenziare l’autofficina e realizzare un nuovo digital lab, ma soprattutto ci ha dato l’opportunità di misurare l’impatto sociale delle nostre attività. Da sempre attenti alla sostenibilità, abbiamo colto questa occasione per avviare un percorso che non si limitasse a quantificare i cambiamenti dei singoli progetti, ma che facesse crescere la cultura della valutazione d’impatto in tutta la cooperativa e ci aiutasse a orientare le strategie aziendali in base ai risultati. La metodologia della Catena del Valore Ecologico dell’Impatto (CVEI) di AICCON e l’approccio partecipativo, insieme all’attenzione di Consorzio CGM per l’innovazione, hanno risposto pienamente a questa nostra visione.

Abbiamo creato un team interno dedicato alla valutazione d’impatto, coordinato dalla Referente Responsabilità Sociale d’Impresa e composto da Direttore, Responsabile Area Produzione e Lavoro, Responsabile Risorse Umane e Responsabile Servizi Generali. In una prima fase, AICCON (Serena Miccolis, Elena Barison, Stefano Malevolti) e Consorzio CGM (Flaviano Zandonai, Simona Taraschi) hanno trasferito al team competenze fondamentali su metodologia e approccio. Successivamente, abbiamo co-costruito il framework di valutazione e avviato la raccolta degli indicatori individuati. Tutti gli stakeholder di Vigna sono stati coinvolti attraverso sondaggi e focus group, rendendo il processo realmente partecipativo.

I punti di forza sono stati molteplici: la qualità e l’esperienza degli attori coinvolti, la solidità della metodologia adottata, la possibilità di affrontare il tema della valutazione d’impatto in modo trasversale e la valorizzazione di quanto la cooperativa già realizza con successo.

Inizialmente pensavamo di riuscire solo a introdurre la valutazione d’impatto nella cooperativa. In realtà, il percorso ha avuto un effetto “contaminante” anche su molti partner e stakeholder coinvolti. Per La Vigna, questo lavoro ha permesso di leggere in chiave strategica l’attività di inserimento lavorativo e di immaginare nuove evoluzioni
future, sempre più innovative.

Il valore più grande è stato riscoprire che le nostre attività non si limitano a migliorare la vita dei beneficiari diretti, ma contribuiscono a generare trasformazioni strutturali nei contesti e nei sistemi in cui operiamo. Abbiamo compreso che generare impatto positivo significa pensare alla sostenibilità in modo integrale, unendo dimensioni sociale, ambientale, economica e culturale-politica.

Vogliamo trasferire gli apprendimenti acquisiti ad altri ambiti della cooperativa e puntiamo a far validare gli strumenti costruiti internamente da un comitato scientifico esterno. Questo per valorizzare ancora di più il nostro lavoro quotidiano e garantirne la qualità.

La Vigna è una cooperativa sociale di tipo misto A e B, fondata nel 1985, che offre percorsi riabilitativi a persone in condizioni di fragilità o vulnerabilità, favorendone l’integrazione e l’inclusione sociale attraverso accoglienza, inserimento lavorativo ed educazione. La cooperativa opera senza scopo di lucro, perseguendo l’interesse generale della comunità con un approccio sostenibile e inclusivo.

Le attività svolte sono:

  • Inserimento lavorativo di persone fragili: servizi di igiene ambientale (pulizia aree pubbliche e private, raccolta foglie, gestione rifiuti), tutoraggio ambientale, servizi di back/front office, autofficina, multiservice, pulizie e disinfestazione.
  • Accoglienza: gestione di strutture per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.
  • Dipendenze patologiche e marginalità adulta: centro diurno semiresidenziale, servizi di supporto all’abitare, struttura a bassa soglia per persone in situazione di marginalità, counseling su riduzione del danno e sostegno alle famiglie.
  • Commercio equo e solidale: tramite Meridiano 361 Impresa Sociale srl (società controllata al 100%), con quattro negozi fisici, e-commerce, relazioni dirette con i produttori, adesione a Equo Garantito e Altromercato.
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Finanza News

“Vogliamo essere partner strategici delle Fondazioni in Italia”

Dopo il panel dedicato all’ascolto delle Fondazioni durante gli Stati generali di Salerno, abbiamo redatto un documento sul posizionamento da parte di CGM nell’ecosistema filantropico. Lo mettiamo a disposizione, pubblicando qui l’introduzione della nostra presidente Giusi Biaggi. Con un ringraziamento particolare a Flaviano Zandonai, nostro Open Innovation Manager, che ha coordinato la stesura di questo paper.

“CGM ha sentito la necessità di creare ed aprire uno spazio di confronto sull’evoluzione del rapporto tra impresa sociale e fondazioni. Lo ha fatto realizzando un panel dedicato all’ascolto delle fondazioni all’interno degli Stati Generali di Salerno lo scorso 5 novembre 2025 e lo fa attraverso questo documento di posizionamento “L’impresa sociale nell’ecosistema filantropico”

Il desiderio prende le mosse dalla constatazione di quanto le fondazioni e il mondo dell’impresa sociale, nel loro intreccio, hanno apportato in termini di impatto sociale, crescita del benessere delle comunità, capacità di intervenire in situazioni emergenziali, infrastrutturazione sociale. Allo stesso tempo si rilevano nuove tendenze, ad esempio il lavoro per missioni, la partecipazione ad alleanze di scopo, l’investimento sul capitale umano, che consentono di aprire nuovi spazi di programmazione e lavoro.

In ottica contributiva ci sentiamo di mettere in evidenza che cosa la rete CGM in tutte le sue articolazioni (soci, reti territoriali, rete nazionale, società di scopo) è già in grado di mobilitare per proporre all’ecosistema delle fondazioni nuove alleanze basate su comuni direzioni di generazione di impatto; alleanze chiaramente aperte a tutti gli attori che si riconoscono in questo movimento.

Il position paper che vi trasmettiamo vuole inoltre essere uno strumento di lavoro per la rete CGM, un punto di approdo per soffermarsi, confrontarsi e rilanciare con nuovi contributi ed esperienze che i soci, anche a partire dagli ecosistemi territoriali, potranno apportare ancora all’interno del dibattito.

Auguriamo a tutti una buona lettura.

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Primo corso sull’AI al Css Forlì: “risparmiamo tempo da reinvestire nelle relazioni”

Al Consorzio solidarietà sociale di Forlì – Cesena è partito il primo corso sull’Intelligenza Artificiale dedicato alle nostre imprese sociali. In formula mista con il nostro Open Innovation consultant, Riccardo Naidi. Ecco come è andata. Con il commento di Raffaella Paganelli, Responsabile Area Risorse Umane e Lavoro del Consorzio.

“Come Consorzio Solidarietà Sociale – ha commentato Raffaella Paganelliabbiamo scelto di formare i responsabili e membri della direzione delle nostre cooperative socie sulle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per innovare i servizi, capendo come risparmiare tempo da reinvestire nelle relazioni che sono il cuore del nostro lavoro. Il corso condotto da Riccardo Naidi ci ha dato metodo, visione e strumenti pratici: grazie al docente per la chiarezza e la capacità di guidarci in un cambiamento già in atto”.

Il percorso ha introdotto i dirigenti e i responsabili di cooperative sociali ai concetti fondamentali dell’Intelligenza Artificiale (AI), con particolare attenzione alle sue potenzialità applicative nei contesti del terzo settore. Sono stati affrontati:

  • differenze tra AI tradizionale e AI generativa;
  • funzionamento dei modelli linguistici (LLM) e loro applicazioni operative;
  • uso dei sistemi di AI per ottimizzare i workflow interni (processi amministrativi, gestione dati, comunicazione, progettazione sociale);
  • principi di governance etica e riferimenti normativi (AI Act, GDPR);
  • introduzione al prompting e costruzione di prompt efficaci per scopi gestionali.

L’intervento ha combinato lezione partecipata, dimostrazioni pratiche in tempo reale e discussione guidata su casi concreti provenienti dalle cooperative dei partecipanti.

È stato adottato un approccio learning-by-doing, con esercitazioni sull’uso di chatbot e strumenti di AI generativa per attività quotidiane (stesura testi, analisi dati, brainstorming). La sessione finale è stata dedicata alla mappatura dei processi interni e alla loro priorizzazione in ottica AI-driven, con utilizzo del criterio
frequenza–impatto–sforzo. Il corso si è concluso con un test di valutazione delle competenze e restituzione dei risultati.

I partecipanti hanno acquisito:

  • una visione chiara del potenziale dell’AI per l’innovazione organizzativa;
  • competenze di base nell’uso consapevole e strategico degli strumenti di AI generativa;
  • maggiore consapevolezza dei limiti, dei rischi e delle opportunità in relazione a etica, privacy e qualità dei dati;
  • la capacità di individuare aree della propria cooperativa in cui l’AI può produrre valore concreto.

Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) si diffonde rapidamente, modificando il modo in cui conosciamo la realtà, gestiamo i servizi e ci relazioniamo con utenti, famiglie e partner. Per le cooperative sociali ciò comporta nuove opportunità – dall’automazione di attività ripetitive all’analisi dei dati per decisioni più informate –
ma impone anche riflessioni etiche su privacy, trasparenza e inclusione.

La formazione che proponiamo consiste in un modulo di 6 ore, pensato per fornire le basi per comprendere l’IA, valutarne i rischi e individuare i primi ambiti di applicazione concreta.

Se anche tu vuoi saperne di piu sul percorso di formazione AI e creare insieme il tuo percorso di formazione scrivi a simona.taraschi@cgm.coop oppure prenota una call con Riccardo Naidi.

A breve online il nuovo calendario corsi.