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DigiCompSoc, la piattaforma digitale che nasce dalle cooperative, per le cooperative

È entrato nel vivo il progetto DigiCompSoc – Competenze digitali per l’economia sociale selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale. Una delle azioni chiave? La co-progettazione della Data Management & Intelligence Platform (DCS), piattaforma di supporto alle organizzazioni nelle attività di gestione, rendicontazione e misurazione dell’impatto dei progetti gestiti.

L’11 luglio si è tenuto il primo workshop di co-progettazione della Data Management & Intelligence Platform (DCS), una delle azioni chiave del Progetto DigiCompSoc Competenze digitali per l’economia sociale; avviato il 19 giugno scorso, con le prime giornate di formazione per operatori sociali (OSS ed Educatori); un progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale.

Il progetto vede CEDEL come capofila, CGM partner e facilitatore di processo ed ELIS Innovation Hub fornitore tecnologico e ha come obiettivo strategico quello di accompagnare le organizzazioni della rete ad una transizione digitale consapevole e sostenibile, attraverso: la promozione di un linguaggio comune, il rafforzamento di competenze, la diffusione di una cultura organizzativa e l’introduzione di strumenti digitali per facilitare la gestione e i processi interni.

Il tutto partendo dalla consapevolezza che non c’è trasformazione digitale né innovazione senza un forte investimento sul Capitale Umano, a tutti i livelli dell’organizzazione. Perché il cambiamento necessita di coinvolgimento, consapevolezza e accompagnamento, a partire da chi opera in prima fila nei servizi a contatto con le persone (OSS, Educatori, operatori sociali, ecc.) fino a coloro che hanno ruoli di coordinamento e management.

Il Progetto DigiCompSoc vede due azioni strategiche: la formazione di 300 operatori sociali di cooperative A tra OSS, educatori, operatori, coordinatori, responsabili e dirigenti per promuovere la diffusione di una cultura digitale comune; e lo sviluppo di una piattaforma digitale (DCS – Data Management & Intelligence Platform), per supportare le organizzazioni nelle attività di gestione, rendicontazione e misurazione dell’impatto dei progetti gestiti.

Questa è la domanda centrale che il gruppo di lavoro CGM si è sentito rivolgere dalle cooperative che hanno partecipato ai primi webinar di presentazione del progetto DigiCompSoc a maggio 2025: “era proprio necessario un ulteriore strumento di gestione? Perché investire tempo ed energie nello sviluppo di questo strumento?”.

La risposta è sì, è uno strumento necessario, non solo per la singola organizzazione, ma anche per l’intera rete CGM per queste ragioni:

  • Quasi la totalità delle organizzazioni che appartengono alla rete CGM (sia A che B), gestiscono progetti finanziati, come capofila e/o come partner.
  • I progetti finanziati sono il principale canale attraverso cui sostenere processi di innovazione dei servizi, rafforzamento della propria presenza territoriale e consolidamento della propria reputazione istituzionale.

Ma, la gestione dei progetti presenta diverse complessità e spesso rischia di mettere in crisi l’organizzazione, indipendentemente dalla dimensione e dall’esperienza di progettazione: ogni ente finanziatore ha regole proprie, spesso i progetti si intersecano con le attività ordinarie e devono fare i conti con la quotidianità della gestione, non è sempre facile tenere il filo delle attività e delle scadenze, la comunicazione e il coordinamento interni spesso si scontrano con il “ma abbiamo sempre fatto così”, a volte le informazioni più importanti si perdono, la cultura dell’importanza del dato (dalla raccolta all’analisi) non è ancora così diffusa all’interno delle organizzazioni, si fa fatica a restituire il valore di quanto è stato sperimentato (impatto sociale dei progetti) e a raccoglierne i frutti nei territori anche in termini di immagine e reputazione istituzionale.

Ora proviamo a fare un esercizio di immaginazione, immaginiamo le 628 cooperative e imprese sociali che compongono la rete CGM, immaginiamo che ciascuna gestisca una media di 2 progetti del valore di 100.000€, parliamo di 1.256 progetti sull’intero territorio nazionale per un valore di oltre 125 mln di euro: qual è l’impatto e il valore sociale generato dai progetti gestiti dall’intera rete CGM e quale vantaggio possono ricavare i singoli territori dall’appartenere a questa rete?

L’11 luglio con il primo workshop di co-progettazione è stato dato il via allo sviluppo della piattaforma DCS che ha come primo obiettivo operativo lo sviluppo di funzioni user friendly che semplificheranno la gestione operativa dei progetti: gestione attività, scadenze, comunicazioni, ruoli e partner, raccolta dati, budget ecc.; mentre, nel lungo periodo si propone di costruire un’infrastruttura digitale condivisa che consolidi la rete, generi nuove sinergie e permetta a CGM di valorizzare e misurare in modo sistematico l’impatto sociale delle proprie cooperative e dei progetti gestiti a livello nazionale e internazionale.

Nell’attività di sviluppo della piattaforma DCS, CGM agisce da facilitatore mettendo in contatto il know-how tecnico di ELIS Innovation Hub, con l’esperienza delle organizzazioni cooperative e imprese sociali, in modo da co-progettare uno strumento che risponda in maniera semplice e funzionale alle esigenze di gestione degli Enti del Terzo Settore.

Infatti, uno degli elementi emersi dalla survey e dagli assessment iniziali, condotti con un gruppo di 41 realtà della rete è stato che il principale ostacolo all’adozione di nuove tecnologie gestionali, è dato proprio dalla rigidità delle stesse e alla difficoltà di applicarle all’interno delle organizzazioni.

La co-progettazione partecipata ha proprio lo scopo di superare il GAP esistente tra infrastruttura tecnologica e realtà operativa, attraverso: lo sviluppo di una tecnologia cooperative-friendly, la pianificazione di training formativi per accompagnare le organizzazioni all’adozione dello strumento e all’eventuale re-design dell’area progettazione interna.

Nel focus-group dell’11 luglio le cooperative hanno “smontato” il ciclo di vita dei loro progetti, dall’avvio alla chiusura, trasformando ogni criticità di gestione in funzionalità. In questo modo la piattaforma DCS sarà un prodotto digitale in linea con i bisogni reali delle organizzazioni della rete.

Dall’ultimo Censimento Istat delle Organizzazioni No Profit, emerge che le istituzioni non profit che hanno realizzato un progetto o un intervento di innovazione sociale sono 28.778 su 360.623 e che il settore no profit è un vero e proprio motore di sviluppo locale e innovazione sociale. Sabrina Stoppiello, Responsabile Censimento permanente delle istituzioni no profit – Istat, afferma che quello che è emerso dall’indagine è che le organizzazioni che fanno innovazione sono: “sicuramente più solide, soprattutto dal punto di vista organizzativo, in termini di risorse umane impiegate e di risorse economiche, anche rispetto ai settori di attività nei quali operano. Per fare innovazione sociale occorre avere una base solida e la capacità di costruire reti”. (Vita – 18.07.2025)

L’obiettivo di questa attività del Progetto DigiCompSoc, è anche quello di portare un numero sempre maggiore di cooperative dentro a quel segmento di non profit capace di: valorizzare il proprio capitale umano, fare innovazione e generare impatto grazie a strumenti condivisi e reti strutturate.

La Piattaforma DCS è pensata per essere uno strumento digitale basato su standard internazionali di project management, orientato a dare supporto in tutte le fasi principali della gestione di un progetto anche attraverso un supporto alla standardizzazione di processi, soprattutto in quei progetti in cui è prevista l’azione coordinata di più partner. Nei prossimi mesi, man mano che l’attività di co-design procederà, entreremo più nel dettaglio delle caratteristiche delle singole funzionalità.

Di seguito una breve panoramica di ciò che si potrà fare con la piattaforma:

  • Fase di Avvio: costruzione della scheda progetto, costituzione del team di lavoro e nomina del project manager, impostazione tempi e obiettivi, mappatura stakeholder, bisogni, attività e analisi preliminare dei rischi ecc.
  • Pianificazione: programmazione azioni di progetto (WPS), programmazione obiettivi e deliverable di progetto, pianificazione attività con stima di tempi e budget, pianificazione della comunicazione, degli “approvvigionamenti”, dell’assegnazione delle risorse ecc.
  • Esecuzione: attivazione e coordinamento del team di progetto, realizzazione dei deliverables, gestione della comunicazione verso gli stakeholders, monitoraggio operativo (attività, budget, criticità, ecc.), controllo qualità in itinere, ecc.
  • Controllo & Monitoraggio: dashboard con raggiungimento KPI real-time, alert su tempi, costi, qualità, registrazione dati e reporting su beneficiari ecc.
  • Chiusura: deliverable finali, report di chiusura, gestione delle formalità di chiusura progetto, registrazione delle “lezioni apprese” ad uso interno ed esterno, ecc.

In questo modo la DCS trasforma attività frammentate in un flusso integrato: meno tempo tra file e revisioni, più capacità di rendicontare in modo trasparente e integrato l’impatto che le cooperative generano nei loro territori.

Il valore aggiunto è duplice: semplificare la rendicontazione verso partner e finanziatori e, al contempo, restituire visibilità alla flessibilità con cui le cooperative rispondono ai bisogni dei territori.

Il cantiere DCS è partecipato e ancora aperto, per partecipare scrivete a openlab@cgm.coop.

Prossime tappe per lo sviluppo della Piattaforma:

  • luglio – agosto 2025 – Realizzazione di focus-group partecipati per: mettere a fuoco funzionalità e caratteristiche della User-Experience (UX).
  • settembre 2025 – Validazione del prototipo di piattaforma, sessioni di test guidato e raccolta degli ultimi miglioramenti.
  • 22 ottobre 2025 – Roma | SAVE THE DATE – Presentazione del mock-up della piattaforma e delle sue funzionalità.
    Sede: Elis Innovation Hub – Roma.
    Sarà una giornata dedicata a: networking, aggiornamento sul mondo digitale&sociale, e confronto sulla piattaforma.

    Programma:

– Mattina 10.30-13.30 – Celebration Social Innovation Trail, programma promosso da ELIS in collaborazione con AICCON e supportato da Unicredit – saranno presentati i 7 progetti ad impatto sociale sviluppati da Enti del Terzo Settore e startup. Un’opportunità per conoscere nuove realtà, scoprire modelli innovativi e favorire momenti di networking tra cooperative, Fondazioni di Origine Bancaria e stakeholder del mondo dell’innovazione sociale. Posti riservati: 30.

Le iscrizioni all’evento sono già aperte: subito dopo la registrazione riceverete una mail di conferma da parte dell’organizzazione.

– Pomeriggio 14.30-16.30 – Presentazione del MockUp della piattaforma DCS Data Management & Intelligence Platform per il Terzo Settore

● Inizio 2026 – Avvio fase di adoption con la formazione e l’accompagnamento delle organizzazioni che adotteranno la piattaforma DCS nella propria Area Progetti.

Prosegue l’attivazione dei percorsi formativi:

  • CORSI OSS, EDUCATORI e OPERATORI – AVVIATI: ad oggi sono partire 8 edizioni del percorso OSS ed Educatori dove è possibile inserirsi anche in itinere e frequentare i webinar in calendario da settembre, qui potete vedere i calendari delle edizioni dalla 1 alla 8.

Se siete interessati potete compilare il FORM o scriverci alla mail openlab@cgm.coop.

  • CORSI OSS, EDUCATORI e OPERATORI – IN PROGRAMMAZIONE: le edizioni 9, 10, 11 del percorso OSS, EDU ed Operatori verranno programmate in autunno 2025, se interessati compilate l’apposito Form o scrivete a openlab@cgm.coop.
  • PERCORSO COORDINATORI E RESPONSABILI DI AREA – partirà a dicembre 2025, sono previste n° 8 edizioni del percorso con un massimo di 16 partecipanti ad edizione. Se volete prenotare già il vostro posto compilate l’apposito FORM.

Il percorso per Coordinatori e Responsabili si compone di 22 ore suddivise in 4 moduli formativi: digital mindset, gestione di progetti complessi attraverso tool digitali, gestione dei collaboratori, cybersecurity, privacy e archiviazione.

Registrati qui: sarai aggiunto alla mailing list e riceverai tutti gli aggiornamenti.

Per domande generali e candidature: openlab@cgm.coop.

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5×1000. Con VITA l’appello per togliere il tetto che penalizza il welfare

A partire dall’ultimo numero del magazine VITA, con 58 organizzazioni fra le più rappresentative del Terzo settore italiano, abbiamo aderito all’appello indirizzato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Governo e al Parlamento per togliere il tetto al 5×1000. Sulla rivista, anche la storia della Cooperativa sociale Giuliano Accomazzi, nostra socia.

CGM ha aderito convintamente alla campagna promossa da Vita per chiedere l’abbattimento del tetto al 5 per mille, una misura che oggi penalizza proprio chi lavora ogni giorno per l’inclusione, il welfare comunitario, il benessere delle persone e dei territori.

Sono ormai 18 milioni i cittadini contribuenti che aderiscono al 5 per mille. Una soglia mai raggiunta prima. In tutto hanno destinato (5 per mille 2024, redditi 2023) 603,9 milioni di euro, 79 dei quali però non saranno a disposizione degli enti beneficiari a causa del tetto previsto del Governo. In base al tetto, infatti, i fondi effettivamente versati non possono superare i 525 milioni. Risultato? il 5 per mille si riduce a un 4,3 per mille.

Per questo, con 58 organizzazioni fra le più rappresentative del Terzo settore italiano abbiamo aderito alla campagna promossa da VITA per l’abbattimento del tetto al 5 per mille.

Scrive il direttore di VITA Stefano Arduini nel suo pezzo di lancio della mobilitazione: “Oggi nasce una mobilitazione collettiva che abbiamo chiamato “5 per mille, ma per davvero”. Una campagna che non è contro qualcuno, ma, come scriviamo nell’appello, “mira a costruire un’alleanza responsabile per il bene comune fra le istituzioni, la politica, il Terzo settore e i singoli cittadini. Il Parlamento e il Governo hanno oggi l’opportunità di rafforzare questa alleanza, facendo una scelta semplice, giusta e condivisa”. Liberiamo il 5 per mille dal tetto, facciamolo insieme”.

Nel numero di VITA anche i commenti a sostegno della campagna dell’economista Stefano Zamagni, del direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, del professore universitario Marco Allena, della portavoce del Forum del Terzo Settore Vanessa Pallucchi, dell’artista Renzo Arbore, dell’attrice Lella Costa. 

Sul tema è intervenuta la nostra presidente Giusi Biaggi: “Il 5 per mille è molto più di un contributo economico: è uno strumento di democrazia fiscale attraverso il quale ogni cittadino può scegliere di riconoscere il valore di un ente di Terzo Settore. È un gesto che genera legame, che dice: “Io mi riconosco in ciò che fate, vi affido una parte della mia fiducia”.

Proprio per questo è fondamentale che tale scelta sia rispettata e non limitata da tetti di spesa che ne compromettono l’efficacia. Il vincolo imposto oggi dal legislatore riduce il significato stesso del 5 per mille, trasformando un gesto libero in una promessa solo parzialmente mantenuta“.

In occasione del lancio della mobilitazione, il magazine VITA ha anche raccolto 30 storie per raccontare come sono stati utilizzati i soldi destinati dagli italiani. Tra queste, quella della nostra cooperativa socia Accomazzi di Torino. Ecco la loro iniziativa dedicata a giovani neomaggiorenni.

Nel 2023 è nata presso la Cooperativa Accomazzi “5×1000 modi di stare bene”, una campagna pensata per offrire ai giovani accolti nelle strutture della cooperativa non solo un aiuto, ma una vera possibilità. Per tanti ragazzi e ragazze senza una famiglia su cui contare, diventare maggiorenni significa affrontare da soli l’inizio di un cammino complesso verso l’autonomia, soprattutto economica e lavorativa. Con questo progetto la cooperativa ha scelto di esserci: di accompagnarli, sostenerli e credere insieme a loro in un futuro possibile.

Il fondo raccolto è servito a finanziare formazione, supporto psicologico, esperienze culturali e momenti di leggerezza: tutto ciò che serve per sentirsi bene a 360 gradi.

Quella che è partita come una campagna 5×1000 si è trasformata in qualcosa di più grande: un fondo permanente, tuttora attivo, che continua a sostenere ragazzi e ragazze nel costruire un futuro più libero, consapevole e ricco di possibilità, che intenda il benessere come un diritto, il diritto a “star bene”.

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Soluzioni innovative a impatto sociale e tec: imprese profit e terzo settore per FOF

Approfondiamo con Riccarco Naidi, nostro Open Innovation consultant, Foundation Open Factory (FOF), il programma di innovazione sociale promosso da Fondazione Caritro, Fondazione Cariparo, Fondazione Cariverona e Fondazione VRT insieme al Consorzio ELIS. Come CGM abbiamo voluto contribuire attivamente alla sua realizzazione. 

Il progetto mette in connessione imprese for profit e organizzazioni del terzo settore per sviluppare insieme soluzioni innovative ad impatto sociale e tecnologico. 

Io mi sono occupato di seguire due progetti: 

  • Il progetto “Gruppo HR”, guidato da un cluster di cooperative sociali (Consolida, Rete CCS, Zico),che insieme a Saidea s.r.l. ha sviluppato una piattaforma digitale per l’onboarding e la crescita professionale dei lavoratori.
  • Il progetto “Lungo Le Mura”, invece, ha avuto come focus la valorizzazione partecipata del patrimonio storico delle Mura di Verona. Insieme a StartSmart e Legambiente Verona è stata co-progettata un’app con mappa interattiva, notifiche, forum e strumenti informativi per rafforzare la comunicazione tra associazioni, cittadini e istituzioni, e migliorare l’accessibilità e la fruizione culturale del territorio.

Avevo un obiettivo preciso: accompagnare il gruppo di lavoro  in un processo strutturato di creazione e test del prototipo entro le 12 settimane previste. 

Ho coordinato i flussi operativi tra le parti, facilitato l’allineamento sugli obiettivi e monitorato l’aderenza alle tempistiche e ai deliverable. 

Siamo riusciti a stare nei tempi anche grazie all’impegno costante di tutti i partecipanti che ringrazio. 

In entrambi i progetti siamo riusciti a realizzare prototipi funzionanti e testati dai primi gruppi tester. 

Questo è un risultato significativo, perché dimostra che anche in un arco temporale limitato è possibile generare valore tangibile se si lavora con metodo e con un team coeso.

Ciò che mi aspetto ora è che queste soluzioni vengano adottate da altre realtà del terzo settore al fine di rendere scalabile l’impatto sociale ed economico di entrambi i progetti.

Credo che il terzo settore debba adottare un approccio orientato alla sperimentazione continua. L’errore più comune è aspettarsi da subito un prodotto finito e perfettamente funzionante. In realtà, serve lavorare per cicli iterativi, partendo da versioni minime (MVP) che possano essere testate, modificate e migliorate nel tempo.

Questo richiede una cultura organizzativa flessibile, disposta ad apprendere in corso d’opera, valorizzando l’interdisciplinarietà e la collaborazione con attori esterni, come le startup e i provider tecnologici.

Mi auspico che nei prossimi anni la cooperazione sociale possa avvicinarsi sempre di più al mondo delle startup, assumendo un ruolo centrale nella transizione verso processi di digitalizzazione più inclusivi e accessibili.

In quest’ottica, le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale possono rappresentare un terreno fertile per generare innovazione a impatto sociale, se affrontate con senso critico e visione etica. 

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Dal borgo ritrovato ai tablet a domicilio: la rete dei servizi per la terza età di Meridiana

Conosciamo da vicino la cooperativa La Meridiana di Monza, nostra socia, che – in quasi 50 anni di lavoro – ha costruito un rete complessa e integrata di servizi per la terza età, perfettamente radicata nel territorio monzese. Con uno sguardo sempre attento alle persone, al territorio e alla prevenzione anche tramite l’ausilio della tecnologia. Abbiamo intervistato il presidente della Cooperativa Roberto Mauri.

La cooperativa nasce negli anni 70 con 49 anni di attività alle spalle ed in questo periodo ha costruito una rete completa di servizi per la terza età radicata nel territorio monzese. Alcuni servizi hanno rappresentato una novità nel panorama del welfare italiano, come ad esempio Costa Bassa, il primo Il Centro Diurno Integrato per anziani in Italia. 

Siamo molto fieri di essere stati la prima cooperativa di centro diurno integrato in Italia ma da li non ci siamo fermati e abbiamo sempre cercato di sperimentare e innovare.  

Territorio, persona e prevenzione. Crediamo fortemente nel valore che si crea con il territorio. I risultati che abbiamo ottenuto in questi anni sono stati raggiunti grazie ad un lavoro costante e sinergico con il territorio, un lavoro fatto di relazione, di fiducia reciproca e di cura dei rapporti umani.

Proprio per questo motivo la Persona è al centro di qualsiasi progetto che viene sviluppato all’interno della nostra cooperativa. Tutti i nostri ospiti, con qualsiasi patologia più o meno grave, vengono prima di tutto coinvolti come persone, mettendo al centro i loro bisogni e cercando di trovare sempre la soluzione più adatta alle loro esigenze. 

Infine ma non per importanza, la prevenzione come strumento per migliorare la qualità di vita non solo dei nostri anziani ma anche degli operatori, familiari e caregiver. Grazie alla prevenzione riusciamo a garantire uno stile di vita qualitativamente migliore per tutti i nostri pazienti. Quello che noi cerchiamo di fare tutti i giorni è sperimentare nuove pratiche preventive per le diverse patologie che ci troviamo ad affrontare nelle nostre strutture diurne e residenziali. 

Come sottolineavo La Meridiana ha una reta completa di servizi per la terza età che spaziano dalle attività domiciliari, ai centri diurni ed alle residenze gestire per rispondere nel migliore dei modi ai diversi bisogni della persona.

Tra le esperienze più significative possiamo citare:

Il paese ritrovato, un piccolo borgo nel quale le persone, in tutta sicurezza, vivono in appartamenti protetti ma possono muoversi in modo autonomo nella piazza, al caffè, nei negozi ed al cinema, così da condurre una vita normale, compatibilmente con la malattia, sentirsi a casa e ricevere nello stesso tempo le necessarie attenzioni. Un luogo dove le persone con demenza sono libere di scegliere cosa fare del proprio tempo e ritrovano una dimensione di socialità che restituisce valore alla loro vita.


Residenza 20, un supporto temporaneo per anziani e famiglie. Un luogo dove le persone possono soggiornare per periodi limitati a seguito di dimissioni ospedaliere, di problematiche familiari o riacutizzarsi di problemi clinici che non necessitano di cure ospedaliere.

Lo sviluppo di assistenza domiciliare con progetti che mirano a rafforzare il legame tra le Rsa e i malati che oggi si trovano ancora in casa. L’efficacia di questo progetto passa attraverso la formazione di caregiver e badanti e lo sviluppo integrato delle tecnologie. 

Questo progetto nasce durante il periodo del covid per supportare i malati a domicilio. Il progetto consiste nel dotare i malati di un tablet con il quale i pazienti riescono ad interagire con gli operatori evitando di recarsi negli ospedali. Il tablet è collegato ad una piattaforma che monitora i parametri vitali del malato e in caso di anomalie avverte tramite una notifica gli operatori.
Questo progetto permette un controllo immediato e costante dei nostri pazienti che possono vivere nelle loro case evitando di modificare le proprie abitudini e di continuare a vivere tra i loro affetti. 

Il programma prevede anche una formazione per tutti i familiari e i caregiver in modo da poter rendere il piu efficiente possibile lo strumento. 

Siamo molto soddisfatti di come siamo riusciti a utilizzare la tecnologia per migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti. Tramite questo strumento abbiamo creato un ponte tra malato- caregiver e strutture sanitarie con un beneficio per tutti. 

All’interno della nostra cooperativa oggi lavorano 400 operatori e 150 volontari che assistono le quasi 500 persone che al giorno transitano all’interno delle nostre strutture. Tuttavia, anche noi abbiamo avuto e continuiamo ad avere difficoltà nel selezionare personale qualificato, ma cerchiamo di dare una risposta positiva a questo problema attraverso la valorizzazione delle persone con progetti di crescita e attraverso l’autonomia nella gestione del proprio lavoro. In questo modo rendiamo tutti i nostri operatori parte integrante e attiva della cooperativa. Non solo dipendenti, ma membri attivi per la creazione della Cooperativa del futuro.

Stiamo portando avanti progetti di ricerca nazionali e internazionali per lo sviluppo di terapie non farmacologiche per la cura dell’Alzheimer. Il nostro obiettivo è quello di rendere una qualità della vita migliore per i nostri pazienti. 

Inoltre continuiamo costantemente a mantenere alto il livello dei nostri servizi e a dialogare con il  territorio. Questo territorio che continua a darci fiducia permettendoci di investire nelle nostre RSA. Ad oggi la cooperativa Meridiana ha raccolto 35 milioni di euro tramite donazioni di enti e famiglie del territorio. Una fiducia che noi tutti i giorni vogliamo ripagare investendo al meglio le risorse. 

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Cultura in movimento: nuovo modello di innovazione e cambiamento per le imprese sociali 

La cultura è codice sorgente dell’impresa sociale. Per questo diamo il via al nuovo progetto Cultura in movimento con l’obiettivo di riattivare il valore culturale delle nostre imprese nel rapporto con le comunità territoriali. Primo appuntamento: una formazione sul Pre Texts realizzata con il professor Pierluigi Sacco dell’Università di Chieti-Pescara, in collaborazione con AICCON.

Si chiama Cultura in movimento ed è il nuovo progetto di CGM, nato dall’idea che la cultura ricopre un valore fortemente trasformativo all’interno delle nostre imprese. La cultura è codice sorgente dell’impresa sociale. Il mutualismo nasce come cultura di rottura rispetto all’esistente: è tempo di riappropriarsi di questa dimensione, di riattivare il valore culturale delle nostre imprese nella relazione con le comunità che abitano.

Ci siamo interrogati, abbiamo fatto dei focus group di lavoro e abbiamo stilato 10 punti/10 parole che hanno l’obiettivo di definire un vedemecum che identifichi una visione dell’idea di cultura condivisa dalla Rete. 

La cultura è: 

In questo nuovo percorso CGM vuole conservare e rinnovare il carattere distintivo dell’impresa sociale che punta alla trasformazione di un sistema maggiormente democratico, equo, coeso, per tutti. La cultura è l’ingrediente pervasivo, capace di nutrire e connotare ogni oggetto di lavoro e direzione assunta. Oggi in primis la valorizzazione del capitale umano. Un cultura che rigenera, connette e trasforma.

Con il supporto dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, che curerà le diverse fasi di applicazione del protocollo grazie al team del Professor Pierluigi Sacco, di AICCON e con il coordinamento di CGM, prende avvio tra giugno e luglio la prima formazione sul Protocollo Pre-Texts: un approccio innovativo e ludico che rimette al centro l’apprendimento come esperienza collettiva e trasformativa.

Un metodo, il Pre Texts, elaborato dalla professoressa Doris Sommer della Harvard University, che si basa sulla promozione di un’educazione olistica e inclusiva attraverso le arti, applicato alle cooperative e alle imprese sociali. Con l’obiettivo di portare benessere e trasformazione nella nostra Rete. 

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Viaggio nelle CERS #3. A Genova la comunità solidale, libera ed ecologica

Il viaggio nelle “nostre CERS”, Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali prosegue. Abbiamo conosciuto le realtà di Biella (leggi l’articolo) e nel milanese (leggi l’articolo), ora ci spostiamo a Genova. Qui è nata CER Sole, la prima comunità energetica e solidale della Liguria. Abbiamo intervistato Elena Putti (presidente) e Federico Martinoli (vicepresidente).

Nasce da un gruppo di amici e attivisti che si appassionano allo studio delle comunità energetiche. Approfondendo questo tema ci siamo accorti delle potenzialità delle CER associate allo sviluppo solidale e alla produzione di energia pulita per tutti. Abbiamo deciso fin da subito di costituire la nostra Associazione di promozione sociale. 

La nostra associazione ha iniziato lo studio di fattibilità per la prima CER sperimentale partendo dalla riqualificazione di una palazzina, dove abbiamo potuto istallare i nostri primi pannelli. Oggi all’interno di questa palazzina si trova una pizzeria che autoproduce e autoconsuma. Nasce cosi la prima CER solidale della Liguria!

La parola “sole” è un acronimo di  SOlidale, Libera, Ecologica. Per la prima CER Ligure volevamo un nome che potesse essere da stimolo per la nascita di queste strutture partecipative che leghino i valori a cui noi crediamo.

Obiettivo principale è quello della divulgazione e del sostegno ad altri gruppi di cittadini per lo sviluppo e l’implementazione di questo modello. Il modello celle comunità energetiche e solidali è applicabile a tantissime realtà e il nostro secondo obiettivo è quello di supportare lo studio di fattibilità, la progettazione e l’attivazione di nuove comunità energetiche sul territorio ligure. 

Il nostro è un modello solidale al 100% . Un progetto che parte dal basso, dai cittadini che si organizzano in modo autonomo. Un ciclo virtuoso che tutti possono mettere in atto. Le comunità producono, consumano e reinvestono.  Un progetto che reinveste le risorse generate nel tessuto locale a sostegno dell’ambiente, del contrasto alla povertà energetica e per progetti sociali. 

Il nostro obiettivo nei prossimi anni sarà quello di divulgare e comunicare le buone pratiche del nostro progetto. Cercare di sviluppare e ampliare il progetto CER Sole in altri territori. Promuovere una cultura delle buone pratiche e diffondere l’impatto positivo che generano nella comunità.

Ti sei perso la prima tappa del viaggio nelle CERS? Leggi l’articolo su Enernoi Oremo Energia Solidale di Biella.

Vuoi sapere di più della CERS costituita nel milanese? Leggi l’articolo su CERcoop di Cernusco sul Naviglio.

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Banca Etica: appoggio ad Aldo Soldi e alla sua squadra. “Il voto è partecipazione e condivisione”

Il 17 maggio 2025 c’è l’assemblea e l’elezione del nuovo Cda di Banca Etica, istituzione finanziaria che CGM ha contribuito a fondare 25 anni fa e che rappresenta un unicum nel panorama italiano, in quanto dedicata interamente alla finanza etica. Con un netto e motivato rifiuto dei finanziamenti anche indiretti all’industria delle armi e dei combustibili fossili. E con circa 48mila soci che usufruiscono dei suoi servizi. Ecco il nostro appello alla partecipazione all’Assemblea e il nostro appoggio alla Lista Partecipativa di Aldo Soldi.


“Si avvicina la data dell’assemblea di Banca Etica durante la quale verrà rinnovato il Consiglio di amministrazione – sono le parole della nostra presidente Giusi Biaggi – Cgm, da socio fondatore della banca, rivolge anzitutto un invito alla partecipazione e al voto: è il modo più bello per onorare il nostro essere banca popolare, cooperativa, democratica. Cgm ha contribuito alla costruzione collegiale del nuovo Piano Strategico che il prossimo consiglio avrà il compito di attuare. Esprimiamo il nostro appoggio e la nostra fiducia alla Lista Partecipativa, certi della visione che porta, del programma di lavoro e dello stile di governance proposto, che mette al centro il ruolo decisivo delle organizzazioni socie e ne sostiene finanziariamente lo sviluppo. Pieno sostegno, dunque, da parte di Cgm al candidato Presidente Aldo Soldi e alla squadra che ha costruito!”

La partecipazione all’assemblea potrà avvenire:

  • in presenza a Bologna alle ore 10:00 presso il Teatro delle Celebrazioni in via Saragozza 234, mentre a Madrid, in Spagna, presso l’espacio Pablo VI in P.º de Juan XXIII, 3. 
  • Online previo accertamento dell’identità dei soggetti cui spetta il diritto di intervento e di voto

Tutte le indicazioni sulle liste e sui programmi sono disponibili alla pagina dedicata sul sito di Banca Etica: https://www.bancaetica.it/meeting/assemblea-dei-soci-2025/ .

Auguriamo a tutti un buon voto!! 

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Dalla Romania nelle WISEs italiane. E il 93% dei NEET poi trova lavoro o riprende a studiare

“Dopo la mobilità transnazionale, il 93,75% dei giovani ha trovato lavoro, si è iscritto all’università o ha seguito una formazione professionale”. Questo il principale risultato del progetto JobDirect for NEET Youth Within the ALMA Initiative, iniziativa promossa da ADV Romania in collaborazione con partner locali rumeni e internazionali italiani, il nostro Consorzio CGM e INFOR ELEA, e finanziata dall’Unione Europea nell’ambito della Social Innovation Initiative +.

Il progetto JobDirect, che si è recentemente concluso, aveva l’obiettivo di sostenere i NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono una formazione) in Romania, facilitando la loro transizione verso il mercato del lavoro o la formazione continua attraverso stage strutturati, tutoraggio personalizzato e sviluppo professionale. In partnership con il nostro Consorzio, sono state promosse esperienze di mobilità su misura in Italia, sia in aziende tradizionali sia in imprese sociali (WISEs), offrendo ai partecipanti competenze pratiche, esperienze lavorative e opportunità di crescita professionale.

Questi i principali numeri a conclusione del progetto. Dei 32 giovani partecipanti, 18 si sono assicurati un impiego in settori diversi come le relazioni pubbliche, l’ospitalità e l’amministrazione; 3 hanno ripreso gli studi in programmi universitari e 3 dei giovani si sono iscritti a un nuovo programma universitario in vari settori come la pubblica amministrazione, la psicologia, le scienze umane; 6 hanno seguito una formazione professionale con il fine di migliorare le loro per le opportunità di carriera a lungo termine.

“JobDirect ha affrontato con successo le sfide occupazionali e formative dei giovani NEET. I risultati del programma evidenziano l’importanza di un orientamento continuo, dell’impegno dei datori di lavoro e del tutoraggio tra pari per raggiungere un’integrazione professionale a lungo termine. In futuro, l’ampliamento del modello, la garanzia di ulteriori finanziamenti e l’istituzionalizzazione del sostegno politico saranno fondamentali per espandere la portata del programma e garantire un impatto duraturo per le future generazioni di giovani NEET”.

Pubblichiamo il rapporto di ricerca in merito ai risultati ottenuti dal progetto (il rapporto è stato compilato da ENSIE, il Network Europeo delle Imprese Sociali di Inserimento -European Network of Social Integration Enterprises).

Guarda il video in versione integrale.

I NEET sono giovani svantaggiati di età compresa tra i 15 e i 29 anni, un gruppo altamente vulnerabile, con un basso livello di istruzione, scarse competenze professionali, grandi difficoltà ad accedere al lavoro, vittime di delinquenza o sfruttamento. Molti di questi giovani hanno risultati scolastici limitati e dislineamento delle competenze, mancanza di accesso alla formazione personale e alle opportunità di lavoro, discriminazione e barriere sistemiche, il che porta ad alti tassi di disoccupazione e insicurezza del lavoro con ripercussioni sulle traiettorie professionali ed educative.

In tutta l’Unione Europea, il tasso medio di NEET tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni è pari al 13,1% (Eurostat, 2023); la situazione è ancora più allarmante in Romania, soprattutto tra i giovani con un basso livello di istruzione, dove quasi un giovane su tre (31,5%) non lavora né è iscritto a corsi di istruzione o formazione.

Il progetto mirava a coinvolgere 32 giovani NEET svantaggiati della Romania, suddivisi in quattro gruppi di otto partecipanti ciascuno. I partecipanti selezionati provenivano per almeno il 55% da contesti vulnerabili, come giovani con disabilità, individui della comunità Rom e provenienti dal sistema di protezione dell’infanzia.

Il progetto ha perseguito l’obiettivo di dotare i partecipanti di competenze essenziali, conoscenze ed esperienze lavorative reali, preparandoli a un impiego a lungo termine. Una componente innovativa è stato il suo programma di mobilità transnazionale, che ha consentito ai giovani NEET di acquisire esperienza pratica sia in aziende tradizionali sia in imprese sociali (WISEs) in Italia.

Con la fase di implementazione del progetto, i giovani NEET hanno potuto ampliare i loro sguardi verso una prospettiva di vita migliore rispetto a quella a cui sono abituati. 

Questa fase ha compreso la preparazione alla mobilità internazionale e non, in cui partecipanti hanno svolto una selezione in base ai propri bisogni, una stesura del piano di attività e azioni preparatorie, la preparazione delle organizzazioni riceventi con stage, attività sociali, culturali, attività di tutoraggio, di follow-up con consulenza/orientamento professionale, job-coaching e molto altro. 

Tra il 28 maggio e il 26 luglio 2024, 32 giovani NEET hanno partecipato a un’esperienza di mobilità transnazionale professionale di 60 giorni in Italia, suddivisi in due gruppi in base al tipo di datore di lavoro: 16 giovani hanno svolto la loro esperienza in WISE presso il Consorzio CGM; 16 altri hanno svolto la loro esperienza presso aziende tradizionali nel consorzio INFOR ELEA.

CGM, con la collaborazione di Spazio Aperto Servizi Cooperativa Sociale, Consorzio SIR- Solidarietà in rete, Cooperativa Cascina Biblioteca e E.P.C., è stato uno dei partner italiani che dopo la formazione pre-mobilità svolta dal Capofila ADV Romania, ha accolto 16 ragazzi e ragazze vulnerabili e li ha inseriti in percorsi di formazione e tirocinio.

Nelle cooperative del Consorzio CGM, i partecipanti sono stati impegnati principalmente in attività manuali e comunitarie, lavorando in settori come i servizi di cucina, l’agricoltura, l’educazione negli asili e amministrazione e segreteria. La fase di mobilità ha fornito ai partecipanti un’esperienza lavorativa strutturata e pratica, combinando compiti pratici, tutoraggio e integrazione culturale e socio-professionale.

ADV Romania un’organizzazione con oltre 20 anni di esperienza nell’offerta di pacchetti integrati di servizi di inserimento socio-professionale secondo il principio dello sportello unico (servizi sociali, psicologici, educativi, orientamento professionale, occupazione e assistenza) ai giovani NEET.

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OSS, ASA ed educatori sempre più digitali: formazione gratuita per l’uso delle tecnologie in ambito socio-sanitario

Rivoluzione digitale: DigiCompSoc è il nuovo progetto per ottimizzare l’uso degli strumenti digitali in ambito socio-sanitario educativo. Organizziamo tre webinar di presentazione della nuova iniziativa formativa gratuita che ha l’obiettivo di sviluppare le competenze digitali per l’economia sociale, a favore di personale più competente e consapevole.  

Accrescere le competenze digitali degli operatori in ambito socio-sanitario educativo per creare nuove opportunità e migliorare i processi organizzativi. Questo è l’obiettivo del progetto DigiCompSoc – competenze digitali per l’economia sociale, che abbiamo realizzato con la cooperativa CEDEL come capofila.

Il progetto DigiCompSoc, ha una durata di 15 mesi, e prevede l’erogazione di oltre 990 ore di formazione organizzate in percorsi diversificati e mirati per tutti i dipendenti, collaboratori stabili e volontari delle cooperative sociali che operano nei servizi socio-sanitari educativi: OSS, ASA, educatori, coordinatori e responsabili di cooperative.

DigiCompSoc è una delle 24 iniziative innovative finanziate dal Fondo per la Repubblica Digitale, che con il Bando “Digitale sociale” mira a ottimizzare l’utilizzo degli strumenti digitali per la gestione dei dati e dei processi organizzativi, oltre a creare un linguaggio comune e una consapevolezza diffusa.

La rivoluzione digitale, anche in ambito cooperativo e del terzo settore, è già iniziata da tempo e spesso le cooperative si trovano ad affrontare il tema della carenza di conoscenze e competenze digitali da parte dei propri lavoratori. C’è la necessità di migliorarle per esplorare nuove opportunità imprenditoriali e accelerare i processi organizzativi.

Occorre creare un linguaggio comune e una consapevolezza diffusa all’interno delle organizzazioni sul tema della trasformazione digitale e sul suo impatto sulla struttura e cultura organizzativa delle realtà non profit. Un cambiamento che è possibile grazie ad maggiore consapevolezza sull’importanza del digitale nella vita lavorativa, fondamentale per lo sviluppo delle competenze tecniche (hard skills) e comportamentali (soft skills).

Il rischio per le cooperative sociali è di rimanere indietro nella rivoluzione digitale.

  • 175 Operatori socio-sanitari (OSS e ASA) ed Educatori professionali dei servizi educativi
  • 125 Coordinatori e responsabili delle Cooperative Sociali di tipo A

Percorso OSS, ASA ed Educatori

  • 48 ore di workshop formativi:
    • 4 ore in presenza – Trasformazione digitale opportunità e cambiamenti
    • 44 ore di formazione on-line sincrona – 6 Moduli: utilizzo dei principali applicativi (word, excell, ecc.), cyber security, archiviazione dati e privacy, sistemi di collaborazione e comunicazione digitale.
  • 8 ore di formazione specialista on-line su approcci e strumenti digitali per OSS e ASA e per Educatori: le informazioni nell’ambito socio-sanitario e l’utilizzo dei digitale nei processi educativi.
  • 4 ore di meentoring on-line dedicate a supportare i partecipanti durante il percorso.

Percorso Coordinatori e Responsabili

  • 22 ore di workshop formativi:
    • 4 ore in presenza – Trasformazione digitale opportunità e cambiamenti
    • 18 ore di formazione on-line sincrona: la gestione di progetti complessi, la gestione dei collaboratori, cyber security, privacy e archiviazione.
  • 4 ore di meentoring on-line dedicate a supportare i partecipanti durante il percorso.

Le prime attività formative si svilupperanno a partire dal mese di luglio con dei calendari dedicati ai singoli moduli formativi e le attività gratuite in presenza verranno organizzate in diversi territori per facilitare la partecipazione degli operatori.

A maggio organizziamo tre webinar di presentazione del progetto, rivolti a tutti i lavoratori in ambito socio-sanitario educativo e ai referenti delle cooperative che si occupano di servizi in questo ambito. Durante questi webinar, dedicati a specifiche aree territoriali per poter fornire tutte le informazioni necessarie, verranno descritti obiettivi, metodologie formative e modalità di partecipazione e di iscrizione dei partecipanti. 

Date, orari e territori

  • Martedì 13 maggio – dalle 11.00 alle 12.30 – NORD
  • Mercoledì 14 maggio – dalle 14.30 alle 16.00 – CENTRO
  • Giovedì 15 maggio – dalle 15.00 alle 16.30 – SUD

CEDEL è una cooperativa sociale fondata nel 1985 con l’obiettivo di “realizzare attività e iniziative educative, sociali e di formazione professionale a favore di tutte le persone e principalmente dei
giovani, delle donne, dei lavoratori”. La Mission è “formare persone al lavoro”. Attua programmi di formazione in assetto lavorativo, per trasmettere competenze adeguate all’evolversi delle professioni.

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“La nostra risposta alla fast fashion”: borse e zaini di design, sostenibili e inclusivi

Moda e sostenibilità. La cooperazione può creare una alterativa alla fast fashion? Da Trento, arriva una risposta assolutamente affermativa: un nuovo modello industriale e di consumo nel settore tessile basato su qualità, cooperazione e responsabilità sociale non solo è percorribile, ma può essere un successo. Ce lo racconta Elisa Poletti, presidente della Cooperativa A.L.P.I. che dal 2014, con il marchio REDO upcycling, realizza accessori moda e componenti d’arredo di design utilizzando materiali di recupero. L’occasione? Lo Slow Fashion Spring, evento organizzato a marzo, a Trento, proprio da Cooperativa A.L.P.I., con esperti del settore, sulla possibilità di rispondere ai bisogni sociali emergenti attraverso pratiche industriali sostenibili nel campo della moda. 

Elisa Poletti, presidente Cooperativa A.L.P.I.

Slow Fashion Spring è nato come momento di confronto e approfondimento sul tema della moda sostenibile, ma soprattutto come occasione per intrecciare mondi e visioni diverse su alcune tematiche: responsabilità sociale, impresa, cooperazione e sostenibilità. L’iniziativa è stata pensata per celebrare i 10 anni + 1 del marchio Redo, ma anche per aprire una riflessione pubblica su alcune questioni che ci stanno a cuore. Abbiamo voluto creare uno spazio di dialogo, quasi divulgativo, per coinvolgere la comunità e riflettere su come integrare sostenibilità e innovazione in modo concreto e duraturo.


Il marchio REDO upcycling si è sviluppato all’interno di Cooperativa A.L.P.I., un’organizzazione che dal 1990 offre percorsi di inserimento lavorativo. Nasce dal desiderio di unire inclusione sociale e creatività, generando lavoro attraverso il recupero di materiali tessili e la produzione di accessori moda sostenibili. Il laboratorio non è solo un luogo produttivo, ma uno spazio di crescita professionale, relazionale e personale. In dieci anni, REDO è diventato un modello che mette insieme artigianato, design, sostenibilità e responsabilità sociale.


REDO è nato anche grazie alla spinta data dal contest “A new social wave” promosso dal Workshop sull’impresa sociale che qualche anno fa era un appuntamento fisso per il mondo del Terzo Settore. Un’intuizione, la possibilità di sperimentare dentro un contesto imprenditoriale pronto ad accogliere innovazione e la tenacia di chi ha portato avanti l’idea. All’epoca non immaginavamo certo che REDO sarebbe diventato un punto di riferimento nel panorama della moda sostenibile. Questo risultato è frutto di un lavoro collettivo, di tante persone che hanno investito tempo, risorse, idee, e che hanno creduto nella nostra visione. Soci, collaboratori, volontari, imprese e enti pubblici hanno contribuito a costruire una realtà che oggi genera impatto reale sul territorio.

Guardando al futuro, sentiamo con forza la responsabilità di custodire e valorizzare l’equilibrio tra le tre anime che da sempre definiscono la nostra organizzazione: quella sociale, che mette al centro la persona; quella produttiva, che ci chiede efficienza e qualità; e quella cooperativa, fondata sulla partecipazione e sulla visione collettiva. Vogliamo crescere, sì, ma senza perdere di vista il senso di quello che facciamo.


Uno dei nostri principali punti di forza è l’approccio sistemico, che tiene insieme attenzione alla persona, sostenibilità economica e intelligenza collettiva. I percorsi individualizzati che proponiamo permettono a chi vive situazioni di fragilità di sperimentarsi in contesti produttivi reali e molto vari favorendo l’acquisizione di competenze e l’autonomia. Nel tempo, abbiamo costruito alleanze diversificate con soggetti del mondo privato, pubblico e del terzo settore, che hanno arricchito le nostre pratiche e ampliato la capacità di rispondere a bisogni complessi. La dimensione cooperativa non si riflette solo nel nostro modello organizzativo interno, ma anche nel modo in cui ci relazioniamo con l’esterno. È uno stile che privilegia il dialogo, la corresponsabilità e la costruzione di legami di fiducia con interlocutori diversi. Questo approccio ci permette di attivare alleanze solide e durature, capaci di generare valore condiviso e risposte capaci di adattarsi a contesti complessi.


Essere sostenibili oggi è una responsabilità collettiva. Significa rivedere i nostri stili di vita, interrogarsi sul modo in cui produciamo e consumiamo, e costruire un’economia più giusta. Per noi, sostenibilità è anche inclusione: dare valore alle persone, alle relazioni, e generare impatto sociale attraverso il lavoro. È un mindset che richiede coerenza, visione a lungo termine e la capacità di mettersi in discussione.


Le sfide che abbiamo di fronte sono diverse: rafforzare la nostra capacità di risposta ai bisogni emergenti, sperimentare nuove forme di collaborazione, integrare strumenti e processi innovativi senza snaturare la centralità della relazione umana. Accanto a queste dimensioni, sentiamo forte anche una sfida culturale: continuare a essere un contesto aperto, capace di interrogarsi, accogliere il cambiamento e proporre modi nuovi di pensare e praticare l’impresa sociale.

Foto di Michele Liotti