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5×1000. Con VITA l’appello per togliere il tetto che penalizza il welfare

A partire dall’ultimo numero del magazine VITA, con 58 organizzazioni fra le più rappresentative del Terzo settore italiano, abbiamo aderito all’appello indirizzato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Governo e al Parlamento per togliere il tetto al 5×1000. Sulla rivista, anche la storia della Cooperativa sociale Giuliano Accomazzi, nostra socia.

CGM ha aderito convintamente alla campagna promossa da Vita per chiedere l’abbattimento del tetto al 5 per mille, una misura che oggi penalizza proprio chi lavora ogni giorno per l’inclusione, il welfare comunitario, il benessere delle persone e dei territori.

Sono ormai 18 milioni i cittadini contribuenti che aderiscono al 5 per mille. Una soglia mai raggiunta prima. In tutto hanno destinato (5 per mille 2024, redditi 2023) 603,9 milioni di euro, 79 dei quali però non saranno a disposizione degli enti beneficiari a causa del tetto previsto del Governo. In base al tetto, infatti, i fondi effettivamente versati non possono superare i 525 milioni. Risultato? il 5 per mille si riduce a un 4,3 per mille.

Per questo, con 58 organizzazioni fra le più rappresentative del Terzo settore italiano abbiamo aderito alla campagna promossa da VITA per l’abbattimento del tetto al 5 per mille.

Scrive il direttore di VITA Stefano Arduini nel suo pezzo di lancio della mobilitazione: “Oggi nasce una mobilitazione collettiva che abbiamo chiamato “5 per mille, ma per davvero”. Una campagna che non è contro qualcuno, ma, come scriviamo nell’appello, “mira a costruire un’alleanza responsabile per il bene comune fra le istituzioni, la politica, il Terzo settore e i singoli cittadini. Il Parlamento e il Governo hanno oggi l’opportunità di rafforzare questa alleanza, facendo una scelta semplice, giusta e condivisa”. Liberiamo il 5 per mille dal tetto, facciamolo insieme”.

Nel numero di VITA anche i commenti a sostegno della campagna dell’economista Stefano Zamagni, del direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, del professore universitario Marco Allena, della portavoce del Forum del Terzo Settore Vanessa Pallucchi, dell’artista Renzo Arbore, dell’attrice Lella Costa

Sul tema è intervenuta la nostra presidente Giusi Biaggi: “Il 5 per mille è molto più di un contributo economico: è uno strumento di democrazia fiscale attraverso il quale ogni cittadino può scegliere di riconoscere il valore di un ente di Terzo Settore. È un gesto che genera legame, che dice: “Io mi riconosco in ciò che fate, vi affido una parte della mia fiducia”.

Proprio per questo è fondamentale che tale scelta sia rispettata e non limitata da tetti di spesa che ne compromettono l’efficacia. Il vincolo imposto oggi dal legislatore riduce il significato stesso del 5 per mille, trasformando un gesto libero in una promessa solo parzialmente mantenuta“.

In occasione del lancio della mobilitazione, il magazine VITA ha anche raccolto 30 storie per raccontare come sono stati utilizzati i soldi destinati dagli italiani. Tra queste, quella della nostra cooperativa socia Accomazzi di Torino. Ecco la loro iniziativa dedicata a giovani neomaggiorenni.

Nel 2023 è nata presso la Cooperativa Accomazzi “5×1000 modi di stare bene”, una campagna pensata per offrire ai giovani accolti nelle strutture della cooperativa non solo un aiuto, ma una vera possibilità. Per tanti ragazzi e ragazze senza una famiglia su cui contare, diventare maggiorenni significa affrontare da soli l’inizio di un cammino complesso verso l’autonomia, soprattutto economica e lavorativa. Con questo progetto la cooperativa ha scelto di esserci: di accompagnarli, sostenerli e credere insieme a loro in un futuro possibile.

Il fondo raccolto è servito a finanziare formazione, supporto psicologico, esperienze culturali e momenti di leggerezza: tutto ciò che serve per sentirsi bene a 360 gradi.

Quella che è partita come una campagna 5×1000 si è trasformata in qualcosa di più grande: un fondo permanente, tuttora attivo, che continua a sostenere ragazzi e ragazze nel costruire un futuro più libero, consapevole e ricco di possibilità, che intenda il benessere come un diritto, il diritto a “star bene”.

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