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DigiCompSoc. Dalla co-progettazione al Go-Live della piattaforma DCS

Il percorso di trasformazione digitale della Rete CGM segna una tappa fondamentale. Dopo mesi di lavoro partecipato, workshop di co-design e sessioni di test, la piattaforma DCS (Data Management & Intelligence Platform) è pronta al debutto ufficiale.

Nata all’interno del progetto DigiCompSoc, sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale e realizzato in collaborazione con Cedel ed Elis Innovation Hub, la piattaforma non è un semplice software gestionale, ma uno strumento strategico “di rete” pensato dalle cooperative per le cooperative.

Come avevamo raccontato all’inizio di questo percorso, la gestione dei progetti finanziati rappresenta una sfida complessa per le organizzazioni del Terzo Settore. Ogni finanziatore ha regole proprie, le scadenze si accavallano e spesso il valore sociale generato fatica a essere misurato e comunicato in modo sistematico.

La piattaforma DCS risponde a queste criticità trasformando attività frammentate in un flusso integrato:

  • Centralizzazione. Si monitorano in tempo reale scadenze, budget e rendicontazione
  • Collaborazione. Si crea uno spazio condiviso per i team, anche di organizzazioni diverse
  • Raccolta. Si organizzano i dati in maniera intelligente per raccontare i risultati raggiunti, ma anche per costruire un dataset ordinato a supporto di strategie condivise
  • Sicurezza e Trasparenza. Massima protezione dei dati e tracciabilità di ogni operazione

Il cambiamento non si ferma al rilascio tecnico. Per accompagnare le organizzazioni nell’adozione dello strumento, abbiamo programmato due appuntamenti:

  • il 28 aprile 2026 alle ore 11.00 il GO-LIVE: webinar di presentazione delle funzionalità della piattaforma
  • il 5 o il 6 maggio dalle ore 11.00 alle ore 13.00 le sessioni di User Experience Lab dove ricevere le credenziali di accesso e testare il funzionamento della piattaforma
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Viaggio nelle CERS #6. A Genova l’energia è “green & social”

Dopo le CERS di Biella (leggi l’articolo), Cernusco (leggi l’articolo), Genova (leggi l’articolo) e Matera (leggi l’articolo) e Cantù (leggi l’articolo), vi presentiamo la comunità energetica Tigullio Energie Condivise. È promossa dal Gruppo Territoriale del Tigullio di Confindustria Genova e ha come soci fondatori imprese, enti religiosi e soggetti del terzo settore. In particolare, la Diocesi di Chiavari, Confindustria Genova, la coop. Tassano, il Sentiero di Arianna Cooperativa Sociale e le aziende COSME, CSolutions, DLS, Enaltec, Frigorgelo, Virtual.

Nata il 2 aprile 2026, questa nuova CERS non è solo un progetto tecnico, ma il frutto di una collaborazione coraggiosa tra mondi diversi. Tra i soci fondatori figurano infatti imprese (tramite Confindustria Genova), enti religiosi come la Diocesi di Chiavari e pilastri del terzo settore locale come le cooperative Sentiero di Arianna e Tassano. L’iniziativa ha radici profonde: attua infatti una delle azioni chiave del piano industriale del Tigullio presentato nel 2024, con l’obiettivo di creare un modello di sviluppo sostenibile e partecipato.

  • Impianti propri. A differenza di molti altri modelli, sarà la stessa CER a realizzare e gestire direttamente gli impianti fotovoltaici.
  • Incentivi solidali. Gli incentivi riconosciuti dal GSE nei prossimi 20 anni non saranno redistribuiti tra i soci, ma interamente destinati al sostegno di iniziative a beneficio del territorio.
  • Veste giuridica. Per blindare questa missione, è stata scelta la forma di Cooperativa di consumo Impresa Sociale.
  • Oltre 1,5 MW di potenza complessiva installata.
  • 500 tonnellate di CO2 abbattute ogni anno.
  • 3 milioni di euro in risorse dirette per progetti sociali, generati dai 7 milioni di ricavi previsti nel ventennio.

Come sottolineato da Anna Manca, Presidente di Confcooperative Liguria, questa realtà è una vera “generatrice di energia buona: quella fotovoltaica e quella sociale”. Anche per il Vescovo di Chiavari, Giampio Devasini, l’adesione della Diocesi risponde a una visione di «ecologia integrale», dove la tutela dell’ambiente cammina di pari passo con la giustizia sociale e la cura delle persone.

Questa sinergia tra attori diversi è l’elemento distintivo del modello delle CERS Enernoi, come spiega Sabina Bellione, Presidente di EpC – Energie per la Comunità: “Tigullio Energie Condivise è una CERS Enernoi che riunisce mondi diversi — imprese, realtà del terzo settore e organizzazioni religiose — verso un obiettivo comune. Con grande spirito di collaborazione e attenzione alla sostenibilità, attori diversi si sono messi insieme per dare corso ad una vera transizione giusta dove la tutela dell’ambiente si unisce alla cura delle persone e della comunità”.

Con il supporto tecnico di Duferco Energia e la consulenza strategica di EpC – Energie per la Comunità (la società benefit nata in casa CGM), il Tigullio traccia una rotta replicabile: quella di un’energia che non si limita a illuminare le case, ma accende nuove possibilità per l’intero sistema sociale.

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Un nuovo ingresso nella Rete CGM. Si tratta di Polo9

Nata dall’esperienza di professionisti del sociale, Polo9 opera su tutto il territorio delle Marche con un obiettivo chiaro: promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone più vulnerabili. Dalla cura delle dipendenze patologiche ai servizi educativi, fino all’inserimento lavorativo e all’innovazione sociale, Polo9 mette sempre al centro la persona e le sue potenzialità. L’ingresso in CGM rappresenta per Polo9 un’opportunità di confronto e crescita per rafforzare la capacità di risposta ai bisogni sociali attraverso lo scambio di buone pratiche.

Polo9 società cooperativa sociale-impresa sociale nasce ad Ancona con l’obiettivo di promuovere inclusione sociale e benessere delle persone e delle comunità. La cooperativa si sviluppa dall’esperienza di professionisti e professioniste del sociale che, negli anni, hanno costruito servizi e progetti rivolti a persone in situazione di fragilità. Polo9 opera su tutto il territorio marchigiano con un approccio integrato, collaborando con enti pubblici, realtà del Terzo Settore e comunità locali per sviluppare risposte innovative ai bisogni sociali.

La mission di Polo9 è promuovere l’autonomia, l’inclusione e la qualità della vita delle persone, in particolare di chi vive situazioni di vulnerabilità. Lavoriamo per generare opportunità di crescita personale e sociale, sostenendo percorsi di cura, educazione, inserimento lavorativo e partecipazione attiva alla vita della comunità.

I principali ambiti di intervento della cooperativa riguardano:

  • i servizi per le dipendenze patologiche;
  • i servizi educativi e socio-assistenziali;
  • i servizi dedicati alla formazione;
  • i percorsi di inclusione sociale e lavorativa;
  • i progetti di sviluppo di comunità e innovazione sociale.

In tutti questi ambiti lavoriamo con un approccio multidisciplinare, mettendo al centro la persona e le sue potenzialità.

Polo9 si impegna a generare un impatto sociale positivo favorendo inclusione, coesione sociale e sviluppo delle comunità. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di territori più solidali, capaci di accogliere le fragilità e valorizzare le risorse delle persone, creando reti tra istituzioni, cittadini, realtà del Terzo Settore e imprese del territorio.

L’ingresso nella rete CGM rappresenta per Polo9 un’importante opportunità di confronto e crescita. Ci aspettiamo uno scambio di competenze, esperienze e buone pratiche che possa rafforzare la nostra capacità di innovazione e di risposta ai bisogni sociali. La collaborazione con una rete nazionale come CGM permette inoltre di ampliare le prospettive di sviluppo e di costruire progettualità condivise a beneficio dei territori.

“Entrare nella rete CGM rappresenta per Polo9 un passo significativo nel nostro percorso di crescita. Crediamo profondamente nel valore della cooperazione tra cooperative sociali e nella capacità delle reti di generare innovazione e impatto sociale. Questa adesione ci permette di condividere esperienze, rafforzare competenze e contribuire insieme alla costruzione di comunità più inclusive e solidali”.

Novella Pesaresi, Presidente Polo9

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Open Innovation. Il “terzo tempo” dell’innovazione armonica

L’innovazione aperta rappresenta un investimento storico per il Consorzio CGM. Recentemente, l’incontro a Catanzaro presso la sede di Entopan, partner con cui è stato costruito Human Tech, ha permesso di definire nuove direzioni di sviluppo. Abbiamo chiesto a Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager di CGM, di raccontarci quali sono le sfide che attendono la rete.

Finora, i dieci percorsi di Human Tech effettuati si sono concentrati su assessment e codesign, prototipando nuovi beni, servizi e unità organizzative dedicate al cambiamento. Lo stiamo facendo proprio in questi giorni con le imprese sociali Girasole a Lecco, Firenze e Città della Luna a Salerno. La fase successiva ci porta ora verso il vero investimento: un programma di supporti e incontri periodici (un capitolato progettuale aperto) per costruire crescita in un contesto di fiducia reciproca.

Fino ad oggi, le imprese sociali sono state beneficiarie dei percorsi grazie al contatto con startup e provider tecnologici. Ora però, quelle più rafforzate possono giocare un ruolo di “game changer”. Possono operare come fornitori di beni e servizi a “impatto nativo”, capaci di generare innovazione attraverso processi di social procurement verso le imprese for profit. A Catanzaro abbiamo raffinato questo nuovo programma che lanceremo a breve.

Sì, l’approccio dell’open innovation deve orientarsi sempre più sulla trasformazione di sistemi. Un esempio importante è “Girasole 5.0”, centrato sulla trasformazione digitale del sistema di welfare territoriale lecchese (con il consorzio Consolida e l’impresa sociale Il Girasole). L’obiettivo è replicare questo modello in altri territori, avviando cluster mutualistici di open innovation su sfide comuni come la gestione del capitale umano o l’integrazione dei sistemi rendicontativi.

Rimane la sfida legata alla dotazione di un capitale d’investimento per “dare gambe” all’innovazione e farne una leva trasformativa reale. In questo senso, il sostegno di CGM Finance e Sefea Impact sarà fondamentale ora che abbiamo raggiunto una maturità operativa e strategica elevata.

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Educazione News

Benessere e adolescenza: spazi di cura e di libertà

L’adolescenza rappresenta una soglia potente, un periodo di trasformazione e ricerca di sé che richiede agli adulti capacità di presenza, ascolto e cura nella gestione della complessità. Ne parla in questo articolo Francesca Gennai, Vice Presidente del nostro Consorzio, Presidente La Coccinella e del Consorzio Con.Solida.

L’adolescenza è un’età predittiva del futuro di una persona e generativa, in cui si intrecciano la costruzione dell’identità, il bisogno di autonomia, la ricerca di relazioni e il desiderio di fiducia. A fronte di questa evidenza, sostenuta anche dall’OMS, stiamo registrando la crescita di adolescenti sempre più tristi e l’aumento della necessità da parte degli addetti ai lavori di rileggere le loro pratiche educative. Su questa sfida si è misurato il workshop “Definire il benessere degli adolescenti”, organizzato durante gli Stati Generali di CGM a Salerno che ha posto anche alcune piste di lavoro.

Più relazioni, meno performance. Partendo da una analisi della letteratura, Paolo Landi, psicoterapeuta e pedagogista del Consorzio La Rada, ci ha richiamati a vedere il benessere adolescenziale come il risultato di equilibrio dinamico tra diversi fattori: le relazioni familiari e sociali, le esperienze scolastiche, il tempo libero e il senso di appartenenza a una comunità educante. La felicità dei ragazzi è strettamente legata alla qualità dei legami e alla possibilità di sentirsi parte di un gruppo. Durante il lockdown, per esempio, molti adolescenti hanno vissuto noia, tristezza e paura, evidenziando quanto la mancanza di relazioni autentiche possa compromettere il benessere emotivo. La scuola in questa ricerca di equilibrio gioca un ruolo decisivo: chi si sente accolto e riconosciuto sviluppa maggiore fiducia nel futuro e ottiene risultati migliori, poiché un ambiente scolastico accogliente non favorisce solo l’apprendimento, ma anche la salute mentale. Lo psicoterapeuta ha sottolineato quanto il disagio degli adolescenti sia correlato dalla presenza di un contesto culturale che tende ad esaltare la competizione e la performance. Chi non raggiunge risultati eccellenti è spesso relegato all’isolamento. In questo senso, è evidente quindi che il benessere non può essere ritenuto un obiettivo privato, ma il risultato di un ecosistema relazionale in cui scuola, famiglia, servizi e comunità educante agiscono insieme. La sua argomentazione si è spostata poi sull’introdurre alcune parole chiave su cui dovrebbe essere rifondata una nuova alleanza fra giovani ed adulti. Le parole chiave proposte indicano un approccio educativo basato su relazioni autentiche, fiducia e partecipazione: prendersi tempo per sé, coltivare legami veri, riflettere sul senso della vita, integrare emozione e creatività, valorizzare esperienze apparentemente inutili e guardare oltre l’io per riscoprire il rapporto con gli altri e il mondo. Questo modello contrasta l’isolamento e la pressione da performance tipici della società contemporanea.

La tutela e la prevenzione come sguardo allargato. Il tema della tutela emerge come fondamento imprescindibile del benessere. Michela Brugali, della cooperativa Stripes, ha ricordato che i minori hanno diritto a contesti protetti in cui sentirsi riconosciuti e sicuri. Ed in questa direzioni, strumenti che apparentemente possono sembrare appartenere al mondo della compliance, come la Child Safeguarding Policy, possono diventare strumento culturale e operativo, consente a organizzazioni, operatori e famiglie di condividere principi, linguaggi e responsabilità nella protezione dei giovani. Una politica di tutela efficace richiede impegno istituzionale, coinvolgimento dei ragazzi e delle famiglie e formazione continua del personale educativo, trasformando la sicurezza da semplice obbligo formale a condizione essenziale per la crescita e la fiducia reciproca. L’esperienza trentina del Consorzio Con.Solida, rappresentato da Silvia Scaramuzza, e della Cooperativa La Coccinella, rappresentata da Barbara Faccinelli, mostra come la costruzione di una CSP di sistema possa diventare un modello condiviso di prevenzione dei rischi e promozione della cultura della tutela. Il progetto ha permesso di posizionare le cooperative sociali sul territorio come soggetti competenti, trasformando la protezione dei minori in una pratica strategica e generativa per l’intero network. Dal lavoro corale sono emersi concetti fondamentali: la responsabilità condivisa, l’importanza di prendersi cura di chi educa, e il linguaggio come strumento di consapevolezza, a dimostrazione che il benessere nasce dal riconoscere la vulnerabilità come dimensione umana universale.


Il protagonismo e il diritto alla parola. Il benessere dei ragazzi si promuove anche attraverso iniziative in cui i giovani sono veri protagonisti, non solo partecipanti, ma registi dei progetti. Troppo spesso, infatti, i progetti giovanili hanno un approccio bottom-up, in cui il coinvolgimento dei ragazzi è limitato o solo simbolico. Ecco una versione più breve e fluida. In questo contesto, la Ri-Costituente, presentata da Francesca Paini, rappresenta un esempio concreto di protagonismo giovanile, coinvolgendo i ragazzi nella stesura partecipata di una Costituzione del 2050. Attivo dal 2020, il progetto li trasforma in veri protagonisti, chiamati a riflettere su temi come sostenibilità, cittadinanza digitale e inclusione, attraverso festival, laboratori e attività di facilitazione. Rivolto principalmente a giovani tra i 15 e i 22 anni, ma aperto anche ad altre fasce e contesti, il progetto dà loro voce e responsabilità, valorizzando competenze e creatività e promuovendo benessere, senso di cittadinanza attiva e fiducia nel futuro.

Le diverse esperienze condivise fanno emergere una visione chiara: il benessere adolescenziale è un processo da costruire insieme, non un traguardo individuale. Integra tutela, prevenzione e partecipazione, offrendo spazi di libertà in cui i giovani possano sperimentare fiducia, scelta e responsabilità, e richiede agli adulti di continuare a formarsi e riflettere, imparando a “stare” accanto ai ragazzi senza invadere, ma senza abbandonare. In un tempo caratterizzato da frammentazione e accelerazione, parlare di benessere significa scegliere la lente della cura, costruire comunità educanti in cui protezione, accompagnamento e generazione di futuro siano strettamente connessi. Il benessere degli adolescenti non è solo un diritto individuale, ma un’esperienza collettiva di relazioni, fiducia e libertà condivisa. Investire in esso significa costruire contesti educativi accoglienti, promuovere alleanze tra scuola, famiglia e comunità, garantire protezione e accompagnamento e valorizzare la partecipazione dei giovani.

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Cultura in Movimento. Il report sulla cultura nelle Imprese Sociali

Il primo Report di Cultura in Movimento è finalmente disponibile e rappresenta un passo importante nel percorso che CGM sta costruendo attorno al fattore culturale come leva strategica per l’innovazione sociale.Il documento raccoglie e analizza i risultati emersi dalla formazione Pre-Texts, realizzata nel giugno 2025 con il supporto del Centro BACH dell’Università di Chieti-Pescara e di AICCON. Un’occasione preziosa per interrogarsi sul ruolo della cultura nelle imprese sociali e sulle sue potenzialità trasformative.

Il report mette in luce un elemento chiave: la cultura non è un elemento accessorio, ma un fattore intrinseco alla cooperativa sociale. La cultura si rivela così una vera e propria infrastruttura del cambiamento, capace di incidere in modo trasversale su tutte le aree di lavoro delle imprese del terzo settore.

Durante la formazione Pre-Texts, cooperatori e cooperatrici provenienti da diverse regioni italiane hanno sperimentato un approccio creativo e partecipativo basato su lettura, arte e co-
creazione. I questionari somministrati prima, durante e dopo il percorso hanno permesso di analizzare i cambiamenti percepiti dai partecipanti e di cogliere gli effetti del metodo sul benessere individuale e professionale.

  • Benessere che cresce e si rafforza
  • Riduzione dello stress
  • Potenziamento del pensiero collettivo
  • Aumento della capacità di pensiero critico

Questi risultati confermano la forza del protocollo Pre-Texts come dispositivo culturale in grado di incidere sul capitale umano, sul benessere organizzativo e sui processi di change management.

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Oltre l’Arte di Matera su Vita, Maino: “Cultura e sociale per far vivere la nostra terra”

L’ultimo numero della rivista VITA è dedicato alle “Aree interne: l’Italia da scoprire”, un viaggio tra le realtà che stanno ridisegnando il futuro dei territori del nostro Paese. È stata coinvolta anche la cooperativa Oltre l’Arte, chiamata a raccontare come la cultura possa diventare un motore di sviluppo per il territorio lucano. Abbiamo colto l’occasione per approfondire emozioni, sfide e cambiamenti di Oltre l’Arte e di Matera con Rosangela Maino, membro del CDA di CGM e Presidente della cooperativa.

Matera è una città che negli ultimi 20 anni ha preso consapevolezza del potenziale culturale e turistico che la caratterizza, delle opportunità di sviluppo che si sono generate grazie ai riconoscimenti, prima di Sito Unesco, poi di Capitale Europea della Cultura e ora di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026. In tutto questo fermento la comunità è stata protagonista di un cambiamento e si è resa parte di un processo che oggi è fatto di accoglienza, ospitalità, innovazione culturale e sviluppo economico e sociale. Lavorare in un contesto in costante crescita è di grande interesse ed è sfidante, ci impegna a custodire il passato e a costruire il futuro con rinnovata energia e creatività.

Il cambiamento si è percepito nella velocità con cui la città ha dovuto adeguarsi ad una crescente presenza di visitatori, di turisti, di cittadini temporanei che hanno determinato la necessità di potenziare alcuni servizi già presenti e la nascita di nuove attività. Ha stimolato la crescita dell’offerta culturale principalmente di operatori del settore turistico e delle imprese culturali e creative. Ha stimolato i giovani ad aprire nuove attività e a rendersi protagonisti del proprio futuro lavorativo.

I principali progetti che sviluppa Oltre l’Arte sono: la gestione del patrimonio culturale della città di Matera e dei paesi dell’area interna della Basilicata, la promozione dell’incoming in Basilicata con proposte di turismo cultuale, scolastico, accessibile, percorsi di visita esperienziale, laboratori di artigianato solidale, gestione dell’ospitalità etica e sociale, gestione di un lido inclusivo. In tutte le attività e i progetti la cooperativa Oltre l’Arte coniuga la dimensione culturale e quella sociale promuovendo attraverso l’arte e la cultura esperienze di welfare culturale.

Il principale impatto che Oltre l’Arte genera è quello occupazionale anche di persone con disabilità. L’offerta turistica e culturale resa con puntualità, regolarità ha permesso al sistema turistico locale di essere strutturato e affidabile. Il rispetto della legalità in materia fiscale e amministrativa ha indotto anche altre piccole realtà ad organizzarsi e regolarizzare la propria attività.

Il desiderio di Oltre l’Arte coincide con il desiderio di quei giovani che hanno scelto di rimanere a Matera e in Basilicata per continuare a far vivere la nostra terra. Questi sono i sogni che all’inizio hanno animato le scelte di 7 giovani che hanno fondato Oltre l’Arte e che oggi sono diventati circa 100. Ci auguriamo che questo impegno possa essere generativo e foriero di nuove opportunità occupazionali per altri giovani e di valorizzazione e sviluppo di altre comunità soprattutto quelle dei piccoli borghi della Basilicata.

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Finanza News

Ora dalla Bussola al nuovo Piano di sviluppo, insieme ai soci. Auguri di relazioni e prossimità

In occasione delle festività, pubblichiamo gli auguri della nostra presidente Giusi Biaggi. Un’opportunità per ripercorrere l’anno 2025 e lanciare la sfida per il 2026: passare dalla “Bussola” al nuovo piano di sviluppo CGM, anche attraverso il confronto con i soci.

Care cooperatrici e cari cooperatori, il Natale è alle porte e con grande piacere porto, a nome del Consiglio di Amministrazione e di tutto lo staff CGM, i migliori auguri per ciascuno di voi. Mi prendo un po’ di spazio per ripercorrere l’anno 2025 e la strada condivisa con la rete dei soci, le società partecipate e i tanti partner del nostro ecosistema.

Ci siamo ritrovati in tanti a Cremona e a Salerno per gli Stati Generali e, ancora una volta, abbiamo avuto soddisfazione nell’incontro tra noi, nello scambio, nell’approfondimento collettivo e nella condivisione di nuove piste di lavoro ed opportunità. Ci hanno accompagnato due temi decisivi per le nostre imprese sociali: la proposta di valore di CGM sul capitale umano e il benessere come sfida collettiva.

La riflessione sul capitale umano ha accompagnato l’intero anno con momenti di formazione rivolti alla rete nei quali sono state costruite strategie, politiche, prassi per far sì che l’impresa sociale continui ad essere un luogo desiderabile in cui lavorare. Il percorso proseguirà nel 2026 con l’obiettivo di dare nuovi strumenti per la gestione HR, senza perdere la cura delle componenti spirituali ed ideali che sono nutrimento essenziale per i cooperatori sociali.

Altrettanto importante è stata la costruzione del programma Cultura in Movimento, attraverso il quale desideriamo assumere la cultura come vettore di innovazione e trasformazione delle imprese sociali. La formazione e sperimentazione del protocollo Pre-Text ci hanno permesso di sentire la potenza delle pratiche culturali e l’effetto di benessere persistente che questo provoca nelle persone e nei gruppi. Una strada promettente che desideriamo proseguire, perché la cultura è da sempre generatrice di trasformazioni e perché geneticamente iscritta nel codice sorgente della cooperazione sociale. Cultura, innovazione, impatto sono le direzioni che ci permettono di opporci all’individualismo imperante e alla crescita insopportabile delle diseguaglianze. Pensiero laterale, progettazione-con (e non per), nuovi alleati che come noi desiderano un cambiamento sistemico; questi elementi, incontrati nel 2025, caratterizzeranno anche il lavoro del prossimo anno.

A maggio 2025 i soci hanno votato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 25-28, confermando i consiglieri del precedente mandato. Unico nuovo ingresso è quello di Laura Maida (per il socio sovventore Banca Intesa) che ha preso il posto di Elena Mosca, che ringraziamo nuovamente per la strada condivisa. Cogliamo da questa sostanziale rielezione un duplice messaggio: fiducia nei consiglieri e contestuale richiesta di rispondere agli impegni presi con la rete. E confermo che il consiglio sta lavorando proprio su questo, passando dalla “Bussola” al nuovo piano di sviluppo CGM. Per confrontarci sul nuovo piano e sulle necessità di cambiamento che desideriamo perseguire, torneremo ad incontrare tutti i soci attraverso riunioni territoriali nei primi mesi dell’anno. Per cui… a prestissimo!

Auguriamo a tutti i soci di CGM di trascorrere un Natale ricco di relazioni autentiche e di prossimità. E che questo calore arrivi anche a tutte le persone e le comunità con le quali condividiamo la vita.

Buone feste!

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Finanza News

Intelligenza artificiale al servizio dell’impresa sociale: i nostri corsi formativi sull’AI

L’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi un fattore strategico per la competitività e la sostenibilità delle imprese sociali. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un insieme di strumenti e processi che possono ottimizzare la gestione, migliorare la qualità dei servizi e generare maggiore impatto sociale. Ecco le nostre proposte formative online: pratiche con gli aperitivi AI, approfondite con il percorso Social Innovation AI e tailor made. Primo appuntamento 2026: l’aperitivo AI in partenza il 21 gennaio.

Il Consorzio CGM propone diverse attività e percorsi dedicati all’AI, progettati per accompagnare cooperative e organizzazioni verso un utilizzo consapevole e sicuro delle nuove tecnologie. I corsi sono strutturati per rispondere alle esigenze operative e strategiche del settore, con un approccio pratico e orientato ai risultati. 

Le nostre proposte: 

  • Aperitivo AI – sessioni introduttive per acquisire una visione d’insieme e sperimentare strumenti utili. 
  • Social Innovation AI – workshop tematici sull’integrazione dell’AI nei processi interni, nelle attività di progettazione, comunicazione, gestione del capitale umano, compliance e fundraising. 
  • Formazione tailor made – percorsi personalizzati per integrare l’AI nei processi della tua organizzazione. 

Aperitivo AI è un’occasione pratica per scoprire come l’AI sta cambiando il modo di lavorare all’interno delle nostre imprese sociali. Si tratta di un’esperienza guidata per sperimentare strumenti innovativi e nuove modalità di lavoro. Testeremo strumenti e app, ci confronteremo su come utilizzarli nelle nostre attività. 

Obiettivo: avere una panoramica di possibilità e di risorse, raccogliere spunti e consigli sull’utilizzo degli svariati strumenti AI disponibili. Una sorta di mappa per orientarsi nel panorama complesso e articolato delle innumerevoli possibilità. 

8 appuntamenti, il mercoledì, a partire dal 21 gennaio 2026 
On line. Dalle ore 12 alle 13  

Le date
Mercoledì 21 gennaio 2026 
Mercoledì 4 febbraio 2026
Mercoledì 25 febbraio 2026
Mercoledì 11 marzo 2026
Mercoledì 25 marzo 2026
Mercoledì 8 aprile 2026
Mercoledì 22 aprile 2026
Mercoledì 6 maggio 2026

Costo
180€+iva/ persona (per i soci rete CGM) 
216+iva/persona (per esterni)
Posti limitati

Il mondo del sociale sta attraversando una trasformazione profonda. 

L’Intelligenza Artificiale non è più una promessa futura, ma uno strumento concreto che oggi può aiutare cooperative e organizzazioni non-profit a ridurre il carico burocratico, usare meglio le risorse e aumentare l’impatto sociale sui territori. 

Questo percorso nasce per accompagnare chi opera nel Terzo Settore a integrare l’AI in modo consapevole, etico e strategico, senza perdere ciò che rende il lavoro sociale unico: la relazione umana, la cura, la responsabilità. 

Un programma formativo strutturato in 6 moduli intensivi da 2 ore, pensato per dirigenti, progettisti, responsabili di area e operatori che vogliono guidare il cambiamento — non subirlo. 

6 appuntamenti, 1 volta al mese per approfondire una tematica specifica, a partire dal 29 gennaio 2026. 
On line. Dalle ore 11 alle 13 

Le date e gli argomenti

  • 29 gennaio 2026 | Integrare l’AI nei processi interni
    Mappatura dei processi, analisi delle attività ripetitive, valutazione dei dati disponibili e degli strumenti più adatti. Un modulo strategico per capire dove l’AI genera davvero valore e dove invece non serve. 
  • 16 febbraio 2026 | AI e progettazione
    Utilizzare l’AI per analizzare bisogni territoriali, leggere dati sociali e supportare la scrittura di bandi complessi (PNRR, fondazioni, programmi europei), migliorando qualità formale e coerenza progettuale. 
  • 17 marzo 2026 | AI e comunicazione sociale
    Creare piani editoriali, contenuti e campagne di sensibilizzazione che parlino a stakeholder diversi, mantenendo un tono autentico, inclusivo ed eticamente responsabile. 
  • 23 aprile 2026 | AI e gestione del Capitale Umano
    Dall’ottimizzazione dei turni al benessere organizzativo, dall’onboarding allo sviluppo delle competenze: come usare l’AI per potenziare le persone, non per standardizzarle. 
  • 11 maggio 2026 | AI e compliance aziendale
    Supporto alla gestione di GDPR, sicurezza sul lavoro, modelli 231 e sistemi di controllo interno. L’AI come alleata per ridurre errori, rischi e sovraccarico burocratico. 
  • 28 maggio 2026 | AI e Fundraising
    Analisi dei dati, personalizzazione dei messaggi, previsione dei comportamenti dei donatori e ricerca bandi assistita: strumenti avanzati per rafforzare la raccolta fondi senza snaturare la relazione di fiducia. 

Costo:  
100€+iva/persona per ogni workshop (per i soci CGM). Per l’acquisto di tutti e 6 i workshop sconto 10% (tot. 540€+iva/persona).  
120€+iva/persona per ogni workshop (per esterni). Per l’acquisto di tutti e 6 i workshop sconto 10% (tot. 648€+iva/persona). 


Ogni organizzazione ha esigenze specifiche: per questo CGM offre la possibilità di costruire insieme un programma formativo su misura. Con il supporto dei nostri esperti, analizziamo le priorità della tua cooperativa e progettiamo un percorso che risponda alle sfide reali del tuo lavoro. 

Perchè scegliere la formazione tailor made?

  • Personalizzazione totale: contenuti e strumenti pensati per il tuo contesto operativo. 
  • Approccio pratico: applicazioni concrete per migliorare processi e servizi. 
  • Supporto strategico: consulenza dedicata per integrare l’AI in modo sicuro e sostenibile. 
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Viaggio nelle CERS #5. A Cantù: “Sostenere progetti ad impatto è importante anche per imprese e cittadini”

Dopo le CERS di Biella (leggi l’articolo), Cernusco (leggi l’articolo), Genova (leggi l’articolo) e Matera (leggi l’articolo), vi presentiamo la comunità energetica Fu.so di Cantù: 8 E.T.S. e una società profit che si sono unite per un futuro sostenibile. “La solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini“.

Il territorio canturino è ricco di cooperazione sociale e di realtà associative storicamente attive e radicate. Le CER rappresentano certamente un’opportunità di coniugare molti temi cari a queste organizzazioni: l’aggregazione e lo sviluppo territoriale, la sostenibilità ambientale e l’impatto sociale. Anche grazie al ruolo svolto da Consorzio CGM e Energie per la Comunità (EPC), da un piccolo gruppo di promotori (le cooperative Demo Energia, In Cammino e Mondovisione e la congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione) si è creato un interesse sempre crescente verso questa iniziativa che ha portato alla costituzione di una cooperativa la cui base sociale è quasi interamente composta da Enti del terzo settore con la sola eccezione di una società profit che si occupa dell’installazione di impianti fotovoltaici.

Certamente i soci fondatori vedono nella CERS la possibilità di aggregare diversi soggetti attorno ad un progetto comune in grado di promuovere una comunità che cresce attorno ai temi della sostenibilità. Inoltre, l’aspettativa è di generare un incentivo economico in grado di sostenere progetti ad impatto sul territorio delle cabine primarie in cui riusciremo ad attivare delle configurazioni. Inizialmente il territorio di riferimento sarà quello delle 4 cabine primarie toccate dal territorio comunale, che prende anche comuni limitrofi quali Mariano Comense, Carimate, Cermenate, Capiago Intimiano, Alzate e Tavernerio.

L’obiettivo è aggregare in 3 anni oltre 200 soci, cercando primariamente di coinvolgere le persone e le organizzazioni che già fanno parte, a diverso titolo, delle organizzazioni fondatrici, ma aggregando anche imprese, enti e privati cittadini che vorranno condividere la nostra idea di impresa sociale.

Intanto la “S” di CERS: è importante già nel nome affermare che la solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini.

Poi la scelta del nome. Fu.So. è prima di tutto una sigla che sta per Futuro Sostenibile. Ma il nome richiama anche al “fusello”, ossia lo strumento utilizzato con il tombolo per realizzare il famoso pizzo di Cantù. E quindi richiama la territorialità che, almeno in questa fase inziale, il progetto vuole avere per produrre un impatto sulla propria comunità di appartenenza.

Sicuramente la peculiarità è relativa alla sua base sociale: 9 soggetti giuridici di cui 8 E.T.S. che hanno deciso di intraprendere un percorso di lungo termine per promuovere e realizzare progetti ad impatto sul proprio territorio.

Il primo obiettivo è quello di cercare di sviluppare e ampliare il progetto, coinvolgendo imprese e cittadini al duplice scopo di generare aggregazione territoriale e avere una base sociale ampia in grado di condividere l’energia.

Ovviamente questo può avvenire se effettivamente saranno realizzati i primi impianti. L’obiettivo è installare circa 150 kWp entro la primavera del 2026, sperando che le complessità normative e la confusione relativamente gli incentivi PNRR alle CER non diventino ostacoli rilevanti e che quindi possano in qualche modo rallentare lo sviluppo del progetto.