Il primo Report di Cultura in Movimento è finalmente disponibile e rappresenta un passo importante nel percorso che CGM sta costruendo attorno al fattore culturale come leva strategica per l’innovazione sociale.Il documento raccoglie e analizza i risultati emersi dalla formazione Pre-Texts, realizzata nel giugno 2025 con il supporto del Centro BACH dell’Università di Chieti-Pescara e di AICCON. Un’occasione preziosa per interrogarsi sul ruolo della cultura nelle imprese sociali e sulle sue potenzialità trasformative.
Il report mette in luce un elemento chiave: la cultura non è un elemento accessorio, ma un fattore intrinseco alla cooperativa sociale. La cultura si rivela così una vera e propria infrastruttura del cambiamento, capace di incidere in modo trasversale su tutte le aree di lavoro delle imprese del terzo settore.
Il percorso Pre-Texts: dati, impatti e consapevolezze
Durante la formazione Pre-Texts, cooperatori e cooperatrici provenienti da diverse regioni italiane hanno sperimentato un approccio creativo e partecipativo basato su lettura, arte e co- creazione. I questionari somministrati prima, durante e dopo il percorso hanno permesso di analizzare i cambiamenti percepiti dai partecipanti e di cogliere gli effetti del metodo sul benessere individuale e professionale.
Dal report emergono alcuni trend significativi:
Benessere che cresce e si rafforza
Riduzione dello stress
Potenziamento del pensiero collettivo
Aumento della capacità di pensiero critico
Questi risultati confermano la forza del protocollo Pre-Texts come dispositivo culturale in grado di incidere sul capitale umano, sul benessere organizzativo e sui processi di change management.
Panoramic view to the town of Matera in Italy with historic buildings. Unesco heritage site
L’ultimo numero della rivista VITA è dedicato alle “Aree interne: l’Italia da scoprire”, un viaggio tra le realtà che stanno ridisegnando il futuro dei territori del nostro Paese. È stata coinvolta anche la cooperativa Oltre l’Arte, chiamata a raccontare come la cultura possa diventare un motore di sviluppo per il territorio lucano. Abbiamo colto l’occasione per approfondire emozioni, sfide e cambiamenti di Oltre l’Arte e di Matera con Rosangela Maino, membro del CDA di CGM ePresidente della cooperativa.
L’ultimo numero della rivista VITA è dedicato alle aere interne e in questa ricerca siete stati contattati anche voi, ma cosa significa operare in un territorio come Matera?
Matera è una città che negli ultimi 20 anni ha preso consapevolezza del potenziale culturale e turistico che la caratterizza, delle opportunità di sviluppo che si sono generate grazie ai riconoscimenti, prima di Sito Unesco, poi di Capitale Europea della Cultura e ora di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026. In tutto questo fermento la comunità è stata protagonista di un cambiamento e si è resa parte di un processo che oggi è fatto di accoglienza, ospitalità, innovazione culturale e sviluppo economico e sociale. Lavorare in un contesto in costante crescita è di grande interesse ed è sfidante, ci impegna a custodire il passato e a costruire il futuro con rinnovata energia e creatività.
Come è cambiato il modo di operare prima e dopo li riconoscimento di Matera come Capitale della Cultura 2019?
Il cambiamento si è percepito nella velocità con cui la città ha dovuto adeguarsi ad una crescente presenza di visitatori, di turisti, di cittadini temporanei che hanno determinato la necessità di potenziare alcuni servizi già presenti e la nascita di nuove attività. Ha stimolato la crescita dell’offerta culturale principalmente di operatori del settore turistico e delle imprese culturali e creative. Ha stimolato i giovani ad aprire nuove attività e a rendersi protagonisti del proprio futuro lavorativo.
Quali sono i progetti principali che sviluppa Oltre l’Arte?
I principali progetti che sviluppa Oltre l’Arte sono: la gestione del patrimonio culturale della città di Matera e dei paesi dell’area interna della Basilicata, la promozione dell’incoming in Basilicata con proposte di turismo cultuale, scolastico, accessibile, percorsi di visita esperienziale, laboratori di artigianato solidale, gestione dell’ospitalità etica e sociale, gestione di un lido inclusivo. In tutte le attività e i progetti la cooperativa Oltre l’Arte coniuga la dimensione culturale e quella sociale promuovendo attraverso l’arte e la cultura esperienze di welfare culturale.
Quale impatto genera il vostro lavoro sul territorio?
Il principale impatto che Oltre l’Arte genera è quello occupazionale anche di persone con disabilità. L’offerta turistica e culturale resa con puntualità, regolarità ha permesso al sistema turistico locale di essere strutturato e affidabile. Il rispetto della legalità in materia fiscale e amministrativa ha indotto anche altre piccole realtà ad organizzarsi e regolarizzare la propria attività.
Che futuro vi immaginate per i vostri ragazzi e lo sviluppo del territorio?
Il desiderio di Oltre l’Arte coincide con il desiderio di quei giovani che hanno scelto di rimanere a Matera e in Basilicata per continuare a far vivere la nostra terra. Questi sono i sogni che all’inizio hanno animato le scelte di 7 giovani che hanno fondato Oltre l’Arte e che oggi sono diventati circa 100. Ci auguriamo che questo impegno possa essere generativo e foriero di nuove opportunità occupazionali per altri giovani e di valorizzazione e sviluppo di altre comunità soprattutto quelle dei piccoli borghi della Basilicata.
In occasione delle festività, pubblichiamo gli auguri della nostra presidente Giusi Biaggi. Un’opportunità per ripercorrere l’anno 2025 e lanciare la sfida per il 2026: passare dalla “Bussola” al nuovo piano di sviluppo CGM, anche attraverso il confronto con i soci.
Care cooperatrici e cari cooperatori, il Natale è alle porte e con grande piacere porto, a nome del Consiglio di Amministrazione e di tutto lo staff CGM, i migliori auguri per ciascuno di voi. Mi prendo un po’ di spazio per ripercorrere l’anno 2025 e la strada condivisa con la rete dei soci, le società partecipate e i tanti partner del nostro ecosistema.
Ci siamo ritrovati in tanti a Cremona e a Salerno per gli Stati Generali e, ancora una volta, abbiamo avuto soddisfazione nell’incontro tra noi, nello scambio, nell’approfondimento collettivo e nella condivisione di nuove piste di lavoro ed opportunità. Ci hanno accompagnato due temi decisivi per le nostre imprese sociali: la proposta di valore di CGM sul capitale umano e il benessere come sfida collettiva.
La riflessione sul capitale umano ha accompagnato l’intero anno con momenti di formazione rivolti alla rete nei quali sono state costruite strategie, politiche, prassi per far sì che l’impresa sociale continui ad essere un luogo desiderabile in cui lavorare. Il percorso proseguirà nel 2026 con l’obiettivo di dare nuovi strumenti per la gestione HR, senza perdere la cura delle componenti spirituali ed ideali che sono nutrimento essenziale per i cooperatori sociali.
Altrettanto importante è stata la costruzione del programma Cultura in Movimento, attraverso il quale desideriamo assumere la cultura come vettore di innovazione e trasformazione delle imprese sociali. La formazione e sperimentazione del protocollo Pre-Text ci hanno permesso di sentire la potenza delle pratiche culturali e l’effetto di benessere persistente che questo provoca nelle persone e nei gruppi. Una strada promettente che desideriamo proseguire, perché la cultura è da sempre generatrice di trasformazioni e perché geneticamente iscritta nel codice sorgente della cooperazione sociale. Cultura, innovazione, impatto sono le direzioni che ci permettono di opporci all’individualismo imperante e alla crescita insopportabile delle diseguaglianze. Pensiero laterale, progettazione-con (e non per), nuovi alleati che come noi desiderano un cambiamento sistemico; questi elementi, incontrati nel 2025, caratterizzeranno anche il lavoro del prossimo anno.
A maggio 2025 i soci hanno votato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 25-28, confermando i consiglieri del precedente mandato. Unico nuovo ingresso è quello di Laura Maida (per il socio sovventore Banca Intesa) che ha preso il posto di Elena Mosca, che ringraziamo nuovamente per la strada condivisa. Cogliamo da questa sostanziale rielezione un duplice messaggio: fiducia nei consiglieri e contestuale richiesta di rispondere agli impegni presi con la rete. E confermo che il consiglio sta lavorando proprio su questo, passando dalla “Bussola” al nuovo piano di sviluppo CGM. Per confrontarci sul nuovo piano e sulle necessità di cambiamento che desideriamo perseguire, torneremo ad incontrare tutti i soci attraverso riunioni territoriali nei primi mesi dell’anno. Per cui… a prestissimo!
Auguriamo a tutti i soci di CGM di trascorrere un Natale ricco di relazioni autentiche e di prossimità. E che questo calore arrivi anche a tutte le persone e le comunità con le quali condividiamo la vita.
Buone feste!
Gli uffici di CGM sono chiusi dal 24 dicembre 2025 al 1 gennaio 2026. A presto e buone feste!
L’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi un fattore strategico per la competitività e la sostenibilità delle imprese sociali. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un insieme di strumenti e processi che possono ottimizzare la gestione, migliorare la qualità dei servizi e generare maggiore impatto sociale. Ecco le nostre proposte formative online: pratiche con gli aperitivi AI, approfondite con il percorso Social Innovation AI e tailor made. Primo appuntamento 2026: l’aperitivo AI in partenza il 21 gennaio.
Il Consorzio CGM propone diverse attività e percorsi dedicati all’AI, progettati per accompagnare cooperative e organizzazioni verso un utilizzo consapevole e sicuro delle nuove tecnologie. I corsi sono strutturati per rispondere alle esigenze operative e strategiche del settore, con un approccio pratico e orientato ai risultati.
Le nostre proposte:
Aperitivo AI – sessioni introduttive per acquisire una visione d’insieme e sperimentare strumenti utili.
Social Innovation AI – workshop tematici sull’integrazione dell’AI nei processi interni, nelle attività di progettazione, comunicazione, gestione del capitale umano, compliance e fundraising.
Formazione tailor made – percorsi personalizzati per integrare l’AI nei processi della tua organizzazione.
Aperitivo AIon line
Aperitivo AI è un’occasione pratica per scoprire come l’AI sta cambiando il modo di lavorare all’interno delle nostre imprese sociali. Si tratta di un’esperienza guidata per sperimentare strumenti innovativi e nuove modalità di lavoro. Testeremo strumenti e app, ci confronteremo su come utilizzarli nelle nostre attività.
Obiettivo: avere una panoramica di possibilità e di risorse, raccogliere spunti e consigli sull’utilizzo degli svariati strumenti AI disponibili. Una sorta di mappa per orientarsi nel panorama complesso e articolato delle innumerevoli possibilità.
8 appuntamenti, il mercoledì, a partire dal 21 gennaio 2026 On line. Dalle ore 12 alle 13
Le date Mercoledì 21 gennaio 2026 Mercoledì 4 febbraio 2026 Mercoledì 25 febbraio 2026 Mercoledì 11 marzo 2026 Mercoledì 25 marzo 2026 Mercoledì 8 aprile 2026 Mercoledì 22 aprile 2026 Mercoledì 6 maggio 2026
Costo: 180€+iva/ persona (per i soci rete CGM) 216+iva/persona (per esterni) Posti limitati
Sociali Innovation AI – Percorso di Trasformazione Digitale per il Terzo Settore
Il mondo del sociale sta attraversando una trasformazione profonda.
L’Intelligenza Artificiale non è più una promessa futura, ma uno strumento concreto che oggi può aiutare cooperative e organizzazioni non-profit a ridurre il carico burocratico, usare meglio le risorse e aumentare l’impatto sociale sui territori.
Questo percorso nasce per accompagnare chi opera nel Terzo Settore a integrare l’AI in modo consapevole, etico e strategico, senza perdere ciò che rende il lavoro sociale unico: la relazione umana, la cura, la responsabilità.
Un programma formativo strutturato in 6 moduli intensivi da 2 ore, pensato per dirigenti, progettisti, responsabili di area e operatori che vogliono guidare il cambiamento — non subirlo.
6 appuntamenti, 1 volta al mese per approfondire una tematica specifica, a partire dal 29 gennaio 2026. On line. Dalle ore 11 alle 13
Le date e gli argomenti
29 gennaio 2026 | Integrare l’AI nei processi interni Mappatura dei processi, analisi delle attività ripetitive, valutazione dei dati disponibili e degli strumenti più adatti. Un modulo strategico per capire dove l’AI genera davvero valore e dove invece non serve.
16 febbraio 2026 | AI e progettazione Utilizzare l’AI per analizzare bisogni territoriali, leggere dati sociali e supportare la scrittura di bandi complessi (PNRR, fondazioni, programmi europei), migliorando qualità formale e coerenza progettuale.
17 marzo 2026 | AI e comunicazione sociale Creare piani editoriali, contenuti e campagne di sensibilizzazione che parlino a stakeholder diversi, mantenendo un tono autentico, inclusivo ed eticamente responsabile.
23 aprile 2026 | AI e gestione del Capitale Umano Dall’ottimizzazione dei turni al benessere organizzativo, dall’onboarding allo sviluppo delle competenze: come usare l’AI per potenziare le persone, non per standardizzarle.
11 maggio 2026 | AI e compliance aziendale Supporto alla gestione di GDPR, sicurezza sul lavoro, modelli 231 e sistemi di controllo interno. L’AI come alleata per ridurre errori, rischi e sovraccarico burocratico.
28 maggio 2026 | AI e Fundraising Analisi dei dati, personalizzazione dei messaggi, previsione dei comportamenti dei donatori e ricerca bandi assistita: strumenti avanzati per rafforzare la raccolta fondi senza snaturare la relazione di fiducia.
Costo: 100€+iva/persona per ogni workshop (per i soci CGM). Per l’acquisto di tutti e 6 i workshop sconto 10% (tot. 540€+iva/persona). 120€+iva/persona per ogni workshop (per esterni). Per l’acquisto di tutti e 6 i workshop sconto 10% (tot. 648€+iva/persona).
Formazione AI tailor made: il tuo percorso personalizzato per integrare l’Intelligenza Artificiale
Ogni organizzazione ha esigenze specifiche: per questo CGM offre la possibilità di costruire insieme un programma formativo su misura. Con il supporto dei nostri esperti, analizziamo le priorità della tua cooperativa e progettiamo un percorso che risponda alle sfide reali del tuo lavoro.
Perchè scegliere la formazione tailor made?
Personalizzazione totale: contenuti e strumenti pensati per il tuo contesto operativo.
Approccio pratico: applicazioni concrete per migliorare processi e servizi.
Supporto strategico: consulenza dedicata per integrare l’AI in modo sicuro e sostenibile.
Dopole CERS di Biella (leggi l’articolo), Cernusco (leggi l’articolo), Genova (leggi l’articolo) e Matera (leggi l’articolo), vi presentiamo la comunità energetica Fu.so di Cantù: 8 E.T.S.e una società profit che si sono unite per un futuro sostenibile.“La solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini“.
Da dove nasce l’idea di fondare una CER a Cantù?
Il territorio canturino è ricco di cooperazione sociale e di realtà associative storicamente attive e radicate. Le CER rappresentano certamente un’opportunità di coniugare molti temi cari a queste organizzazioni: l’aggregazione e lo sviluppo territoriale, la sostenibilità ambientale e l’impatto sociale. Anche grazie al ruolo svolto da Consorzio CGM e Energie per la Comunità (EPC), da un piccolo gruppo di promotori (le cooperative Demo Energia, In Cammino e Mondovisione e la congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione) si è creato un interesse sempre crescente verso questa iniziativa che ha portato alla costituzione di una cooperativa la cui base sociale è quasi interamente composta da Enti del terzo settore con la sola eccezione di una società profit che si occupa dell’installazione di impianti fotovoltaici.
Quali obiettivi della Fu.So. CERS?
Certamente i soci fondatori vedono nella CERS la possibilità di aggregare diversi soggetti attorno ad un progetto comune in grado di promuovere una comunità che cresce attorno ai temi della sostenibilità. Inoltre, l’aspettativa è di generare un incentivo economico in grado di sostenere progetti ad impatto sul territorio delle cabine primarie in cui riusciremo ad attivare delle configurazioni. Inizialmente il territorio di riferimento sarà quello delle 4 cabine primarie toccate dal territorio comunale, che prende anche comuni limitrofi quali Mariano Comense, Carimate, Cermenate, Capiago Intimiano, Alzate e Tavernerio.
L’obiettivo è aggregare in 3 anni oltre 200 soci, cercando primariamente di coinvolgere le persone e le organizzazioni che già fanno parte, a diverso titolo, delle organizzazioni fondatrici, ma aggregando anche imprese, enti e privati cittadini che vorranno condividere la nostra idea di impresa sociale.
Come mai il nome Fu.So. CERS?
Intanto la “S” di CERS: è importante già nel nome affermare che la solidarietà per noi è senso e obiettivo. Siamo anche convinti che la prospettiva di entrare a fare parte di una CER Solidale, contribuendo con i propri consumi e le proprie scelte di investimento a sostenere progetti ad impatto, possa essere interessante sia per le imprese del territorio sia per i privati cittadini.
Poi la scelta del nome. Fu.So. è prima di tutto una sigla che sta per Futuro Sostenibile. Ma il nome richiama anche al “fusello”, ossia lo strumento utilizzato con il tombolo per realizzare il famoso pizzo di Cantù. E quindi richiama la territorialità che, almeno in questa fase inziale, il progetto vuole avere per produrre un impatto sulla propria comunità di appartenenza.
Quali sono le peculiarità di Fu.So. CERS?
Sicuramente la peculiarità è relativa alla sua base sociale: 9 soggetti giuridici di cui 8 E.T.S. che hanno deciso di intraprendere un percorso di lungo termine per promuovere e realizzare progetti ad impatto sul proprio territorio.
Che futuro per Fu.So. CERS?
Il primo obiettivo è quello di cercare di sviluppare e ampliare il progetto, coinvolgendo imprese e cittadini al duplice scopo di generare aggregazione territoriale e avere una base sociale ampia in grado di condividere l’energia.
Ovviamente questo può avvenire se effettivamente saranno realizzati i primi impianti. L’obiettivo è installare circa 150 kWp entro la primavera del 2026, sperando che le complessità normative e la confusione relativamente gli incentivi PNRR alle CER non diventino ostacoli rilevanti e che quindi possano in qualche modo rallentare lo sviluppo del progetto.
Ti sei perso le tappe precedenti del nostro viaggio nelle CERS? Rileggi gli articoli.
Negli ultimi anni la capacità di progettare, gestire e rendicontare interventi complessi è diventata sempre più centrale per la sostenibilità e lo sviluppo delle organizzazioni dell’economia sociale. Non si tratta solo di “vincere bandi”, ma di governare progetti, servizi e partenariati, leggere i dati, dimostrare risultati e impatto, costruire alleanze solide. All’interno del progetto DigiCompSoc – Competenze Digitali, finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale per l’economia sociale, vi proponiamo un percorso in 3 tappe.
Tappa 1. Auto-assessment
Rispondi a 20 domande che ti aiutano a comprendere a che punto è la tua cooperativa o il tuo consorzio su: Organizzazione e Ruoli, Progettazione e Sviluppo, Gestione del progetto e dei partneriati, Valutazione e uso dei dati, Rendicontazione e gestione economica.
Ti restituiamo il profilo della tua realtà per l’area Progettazione (Emergente, In sviluppo, Strutturato, Avanzato) con punti di forza e di miglioramento su cui intervenire.
Tappa 2. Formazione gratuita per PM e coordinatori
Iscrivi gratuitamente tramite il nuovo portale della formazione CGM, project manager, coordinatori e responsabili area della cooperativa o del consorzio al corso sulla Trasformazione digitale.
Approfondiranno gli strumenti digitali per la gestione dei progetti e dei collaboratori, lo sviluppo delle competenze manageriali e la sicurezza informatica. Miglioreranno la capacità di gestione strategica, la pianificazione e l’analisi dei dati per ottimizzare i processi organizzativi.
Durata: 22 ore Modalità: incontri iniziali in presenza e successivi online + 2 incontri di mentorship.
Tappa 3. Test della piattaforma
Diventa protagonista della nuova piattaforma DCS – Data Management & Intelligence Platform, lo strumento digitale pensato per accompagnare le organizzazioni lungo l’intero ciclo di vita di progetti e servizi, dalla progettazione alla valutazione dell’impatto.
La piattaforma, attualmente in fase di sviluppo e puoi essere tra i primi ad accedere alla fase di test e ad assumere un ruolo attivo come early adopter, contribuendo a orientare lo sviluppo finale dello strumento.
Cosa fa la piattaforma:
Semplifica e struttura la gestione dei progetti;
Migliora la raccolta e l’analisi dei dati;
Supporta la rendicontazione e la comunicazione dei risultati;
Valorizza l’impatto complessivo dell’organizzazione sul territorio.
Per informazioni sul progetto e sul percorso, scrivi a: openlab@cgm.coop.
Rafforza la progettazione oggi per essere pronto alle sfide di domani.
DigiCompSoc è una delle 24 iniziative innovative finanziate dal Fondo per la Repubblica Digitale, che con il Bando “Digitale sociale” mira a ottimizzare l’utilizzo degli strumenti digitali per la gestione dei dati e dei processi organizzativi, oltre a creare un linguaggio comune e una consapevolezza diffusa.
Dal progetto Community hub, un percorso di orientamento all’impatto per la cooperativa La Vigna di Reggio Emilia e il nostro Consorzio Nazionale CGM, grazie alla coollaborazione con AICCON. Sviluppiamo un “metodo di impatto” che, attraverso strumenti, pratiche e linee guida condivise, sia in grado di migliorare l’efficacia dell’azione e della strategia organizzativa.Il percorso ha già portato alla creazione di un framework comune e ora stiamo mettendo mano al Quaderno degli Apprendimenti, un toolkit pratico che aiuterà a rendere l’impatto una bussola per le scelte future.L’intervista alla Cooperativa La Vigna.
Da dove nasce questo progetto?
Il finanziamento della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione sociale ci ha permesso di potenziare l’autofficina e realizzare un nuovo digital lab, ma soprattutto ci ha dato l’opportunità di misurare l’impatto sociale delle nostre attività. Da sempre attenti alla sostenibilità, abbiamo colto questa occasione per avviare un percorso che non si limitasse a quantificare i cambiamenti dei singoli progetti, ma che facesse crescere la cultura della valutazione d’impatto in tutta la cooperativa e ci aiutasse a orientare le strategie aziendali in base ai risultati. La metodologia della Catena del Valore Ecologico dell’Impatto (CVEI) di AICCON e l’approccio partecipativo, insieme all’attenzione di Consorzio CGM per l’innovazione, hanno risposto pienamente a questa nostra visione.
Ci raccontate il percorso svolto e chi è stato coinvolto?
Abbiamo creato un team interno dedicato alla valutazione d’impatto, coordinato dalla Referente Responsabilità Sociale d’Impresa e composto da Direttore, Responsabile Area Produzione e Lavoro, Responsabile Risorse Umane e Responsabile Servizi Generali. In una prima fase, AICCON (Serena Miccolis, Elena Barison, Stefano Malevolti) e Consorzio CGM (Flaviano Zandonai, Simona Taraschi) hanno trasferito al team competenze fondamentali su metodologia e approccio. Successivamente, abbiamo co-costruito il framework di valutazione e avviato la raccolta degli indicatori individuati. Tutti gli stakeholder di Vigna sono stati coinvolti attraverso sondaggi e focus group, rendendo il processo realmente partecipativo.
Quali sono stati i punti di forza di questo lavoro?
I punti di forza sono stati molteplici: la qualità e l’esperienza degli attori coinvolti, la solidità della metodologia adottata, la possibilità di affrontare il tema della valutazione d’impatto in modo trasversale e la valorizzazione di quanto la cooperativa già realizza con successo.
Vi immaginavate questi risultati?
Inizialmente pensavamo di riuscire solo a introdurre la valutazione d’impatto nella cooperativa. In realtà, il percorso ha avuto un effetto “contaminante” anche su molti partner e stakeholder coinvolti. Per La Vigna, questo lavoro ha permesso di leggere in chiave strategica l’attività di inserimento lavorativo e di immaginare nuove evoluzioni future, sempre più innovative.
Quale valore vi portate da questo lavoro fatto insieme ad AICCON e CGM?
Il valore più grande è stato riscoprire che le nostre attività non si limitano a migliorare la vita dei beneficiari diretti, ma contribuiscono a generare trasformazioni strutturali nei contesti e nei sistemi in cui operiamo. Abbiamo compreso che generare impatto positivo significa pensare alla sostenibilità in modo integrale, unendo dimensioni sociale, ambientale, economica e culturale-politica.
Come pensate di portare avanti e sviluppare questo lavoro?
Vogliamo trasferire gli apprendimenti acquisiti ad altri ambiti della cooperativa e puntiamo a far validare gli strumenti costruiti internamente da un comitato scientifico esterno. Questo per valorizzare ancora di più il nostro lavoro quotidiano e garantirne la qualità.
Ci raccontate meglio la cooperativa la Vigna?
La Vigna è una cooperativa sociale di tipo misto A e B, fondata nel 1985, che offre percorsi riabilitativi a persone in condizioni di fragilità o vulnerabilità, favorendone l’integrazione e l’inclusione sociale attraverso accoglienza, inserimento lavorativo ed educazione. La cooperativa opera senza scopo di lucro, perseguendo l’interesse generale della comunità con un approccio sostenibile e inclusivo.
Le attività svolte sono:
Inserimento lavorativo di persone fragili: servizi di igiene ambientale (pulizia aree pubbliche e private, raccolta foglie, gestione rifiuti), tutoraggio ambientale, servizi di back/front office, autofficina, multiservice, pulizie e disinfestazione.
Accoglienza: gestione di strutture per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.
Dipendenze patologiche e marginalità adulta: centro diurno semiresidenziale, servizi di supporto all’abitare, struttura a bassa soglia per persone in situazione di marginalità, counseling su riduzione del danno e sostegno alle famiglie.
Commercio equo e solidale: tramite Meridiano 361 Impresa Sociale srl (società controllata al 100%), con quattro negozi fisici, e-commerce, relazioni dirette con i produttori, adesione a Equo Garantito e Altromercato.
Dopo il panel dedicato all’ascolto delle Fondazioni durante gli Stati generali di Salerno, abbiamo redatto un documento sul posizionamento da parte di CGM nell’ecosistema filantropico. Lo mettiamo a disposizione, pubblicando qui l’introduzione della nostra presidente Giusi Biaggi. Con un ringraziamento particolare a Flaviano Zandonai, nostro Open Innovation Manager, che ha coordinato la stesura di questo paper.
“CGM ha sentito la necessità di creare ed aprire uno spazio di confronto sull’evoluzione del rapporto tra impresa sociale e fondazioni. Lo ha fatto realizzando un panel dedicato all’ascolto delle fondazioni all’interno degli Stati Generali di Salerno lo scorso 5 novembre 2025 e lo fa attraverso questo documento di posizionamento “L’impresa sociale nell’ecosistema filantropico”
Il desiderio prende le mosse dalla constatazione di quanto le fondazioni e il mondo dell’impresa sociale, nel loro intreccio, hanno apportato in termini di impatto sociale, crescita del benessere delle comunità, capacità di intervenire in situazioni emergenziali, infrastrutturazione sociale. Allo stesso tempo si rilevano nuove tendenze, ad esempio il lavoro per missioni, la partecipazione ad alleanze di scopo, l’investimento sul capitale umano, che consentono di aprire nuovi spazi di programmazione e lavoro.
In ottica contributiva ci sentiamo di mettere in evidenza che cosa la rete CGM in tutte le sue articolazioni (soci, reti territoriali, rete nazionale, società di scopo) è già in grado di mobilitare per proporre all’ecosistema delle fondazioni nuove alleanze basate su comuni direzioni di generazione di impatto; alleanze chiaramente aperte a tutti gli attori che si riconoscono in questo movimento.
Il position paper che vi trasmettiamo vuole inoltre essere uno strumento di lavoro per la rete CGM, un punto di approdo per soffermarsi, confrontarsi e rilanciare con nuovi contributi ed esperienze che i soci, anche a partire dagli ecosistemi territoriali, potranno apportare ancora all’interno del dibattito.
Al Consorzio solidarietà sociale di Forlì – Cesena è partito il primo corso sull’Intelligenza Artificiale dedicato alle nostre imprese sociali. In formula mista con il nostro Open Innovation consultant, Riccardo Naidi. Ecco come è andata. Con il commento di Raffaella Paganelli, Responsabile Area Risorse Umane e Lavoro del Consorzio.
“Come Consorzio Solidarietà Sociale – ha commentato Raffaella Paganelli – abbiamo scelto di formare i responsabili e membri della direzione delle nostre cooperative socie sulle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per innovare i servizi, capendo come risparmiare tempo da reinvestire nelle relazioni che sono il cuore del nostro lavoro. Il corso condotto da Riccardo Naidi ci ha dato metodo, visione e strumenti pratici: grazie al docente per la chiarezza e la capacità di guidarci in un cambiamento già in atto”.
Il percorso ha introdotto i dirigenti e i responsabili di cooperative sociali ai concetti fondamentali dell’Intelligenza Artificiale (AI), con particolare attenzione alle sue potenzialità applicative nei contesti del terzo settore. Sono stati affrontati:
differenze tra AI tradizionale e AI generativa;
funzionamento dei modelli linguistici (LLM) e loro applicazioni operative;
uso dei sistemi di AI per ottimizzare i workflow interni (processi amministrativi, gestione dati, comunicazione, progettazione sociale);
principi di governance etica e riferimenti normativi (AI Act, GDPR);
introduzione al prompting e costruzione di prompt efficaci per scopi gestionali.
L’intervento ha combinato lezione partecipata, dimostrazioni pratiche in tempo reale e discussione guidata su casi concreti provenienti dalle cooperative dei partecipanti.
È stato adottato un approccio learning-by-doing, con esercitazioni sull’uso di chatbot e strumenti di AI generativa per attività quotidiane (stesura testi, analisi dati, brainstorming). La sessione finale è stata dedicata alla mappatura dei processi interni e alla loro priorizzazione in ottica AI-driven, con utilizzo del criterio frequenza–impatto–sforzo. Il corso si è concluso con un test di valutazione delle competenze e restituzione dei risultati.
I partecipanti hanno acquisito:
una visione chiara del potenziale dell’AI per l’innovazione organizzativa;
competenze di base nell’uso consapevole e strategico degli strumenti di AI generativa;
maggiore consapevolezza dei limiti, dei rischi e delle opportunità in relazione a etica, privacy e qualità dei dati;
la capacità di individuare aree della propria cooperativa in cui l’AI può produrre valore concreto.
Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) si diffonde rapidamente, modificando il modo in cui conosciamo la realtà, gestiamo i servizi e ci relazioniamo con utenti, famiglie e partner. Per le cooperative sociali ciò comporta nuove opportunità – dall’automazione di attività ripetitive all’analisi dei dati per decisioni più informate – ma impone anche riflessioni etiche su privacy, trasparenza e inclusione.
La formazione che proponiamo consiste in un modulo di 6 ore, pensato per fornire le basi per comprendere l’IA, valutarne i rischi e individuare i primi ambiti di applicazione concreta.
Se anche tu vuoi saperne di piu sul percorso di formazione AI e creare insieme il tuo percorso di formazione scrivi a simona.taraschi@cgm.coop oppure prenota una call con Riccardo Naidi.
Sabina Bellione, Project designer, responsabile Progettazione CGM, ci racconta il suo viaggio in Palestina, organizzato con la nostra cooperativa socia Il Giardinone (con la presidente Laura Gallo) e l’organizzazione Volontariato Internazionale per lo sviluppo per incontrare il mondo cooperativo locale. “Queste cooperative ci mostrano che la resilienza non è solo resistere, ma creare valore dove gli altri vedono solo fragilità, trasformare la marginalità in progetto, la scarsità in innovazione”.Ecco le sue parole.
Tredici cooperative tra Ramallah, Betlemme, Hebron, Gerusalemme e Tulkarem. Tredici storie, tredici comunità, tredici esempi concreti di come la cooperazione possa diventare una forma viva di resistenza e di rinascita.
Molte delle cooperative incontrate sono composte e guidate da donne. Donne che lavorano nei campi, nelle cucine, nei laboratori artigianali. Donne che trasformano olive in olio, pomodori in conserve, stoffe in ricami. Donne che, con dignità e determinazione, non accettano di essere solo “beneficiarie”, ma diventano protagoniste economiche, sociali e culturali delle proprie comunità.
Quando si entra nei loro laboratori o nei piccoli centri di trasformazione si percepisce subito che la cooperativa non è solo un’impresa: è una forma collettiva di vita, di sostegno reciproco, di costruzione di futuro.
In Palestina, la cooperativa nasce spesso da un bisogno molto concreto: quello di produrre, di trasformare, di commercializzare, ma soprattutto di restare, di radicarsi, di resistere.
E proprio in questo si manifesta la sua forza imprenditoriale e umana: offrire ai soci, spesso con risorse minime, gli strumenti, i mezzi, a volte anche il credito, per poter lavorare, generare reddito e mantenere viva la comunità.
Sono imprese create dai soci, gestite democraticamente, basate sulla partecipazione economica, sulla trasparenza, sull’autonomia, sulla cooperazione tra cooperative e sull’impegno verso la comunità.
È un modello che unisce autogestione e solidarietà, imprenditorialità e giustizia sociale.
Le cooperative palestinesi ci ricordano che la cooperazione è un atto politico e umano allo stesso tempo. È un modo per dire: “Noi restiamo, lavoriamo, produciamo, costruiamo insieme.”
E ci mostrano che la resilienza non è solo resistere, ma creare valore dove gli altri vedono solo fragilità, trasformare la marginalità in progetto, la scarsità in innovazione.