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Formazione

L’audit da remoto e la Biosafety trust certification: in dialogo con RINA

L’audit da remoto e la certificazione in tempo di emergenza sanitaria

Rosaura Morelli, RINA

L’emergenza sanitaria diffusasi su scala globale, a causa del virus COVID-19, ha provocato un blocco, per oltre due mesi, di una parte delle attività produttive e degli spostamenti delle persone fisiche.

Nel campo delle certificazioni, in Italia, gli Organismi di Certificazione e Ispezione hanno continuato ad operare poiché svolgono attività funzionali e di indifferibile necessità. Le disposizioni emesse dall’International Accreditation Forum ed assunte in Italia da ACCREDIA, hanno permesso agli Organismi di Certificazione di continuare ad effettuare le attività di verifica di conformità di terza parte effettuando Audit in Remoto anche per il 100% dei tempi di audit.

Una possibilità già garantita da Rina su richiesta dell’organizzazione e che rappresenta ora per le aziende un’opportunità per poter garantire la propria continuità operativa confermando la validità e il mantenimento del proprio sistema di gestione.

Un Audit in Remoto avviene quando un auditor effettua l’attività di verifica della conformità, in tempo reale, dei processi aziendali, delle politiche, delle procedure implementate nella realtà aziendale attraverso strumenti informatici sicuri ed affidabili. L’auditor può intervistare i responsabili dell’organizzazione in videoconferenza ed esaminare, attraverso la condivisione dello schermo, i documenti da remoto, ponendo domande, raccogliendo evidenze di conformità e chiedendo precisazioni.

Altra disposizione contenuta nella circolare di ACCREDIA indica che le attività di sorveglianza o rinnovo di una certificazione possono essere posticipate di 6 mesi, senza che ci sia una perdita di validità del certificato.

Ad oggi RINA ha un ritardo di pianificazione minimo che si aggira nell’ordine dell’11%.

E’ stata posticipata di 6 mesi anche il termine per la transizione alla norma ISO 45001:2018 dei certificati OHSAS 18001:2007. In particolare:

  • Tutti i certificati ancora in conformità alla OHSAS 18001:2007 saranno riemessi con la scadenza del 30/09/2021 (originariamente la deadline prevista per completare la migrazione era l’11/03/2021);
  • Per i soli certificati sotto accreditamento ACCREDIA è possibile effettuare audit in conformità alla norma OHSAS 18001:2007 fino all’11/09/2020. A partire dal 12/09/2020 tutti gli audit dovranno necessariamente essere effettuati in accordo alla ISO 45001:2018.

A fronte di uno scetticismo iniziale, le organizzazioni clienti RINA hanno risposto in maniera positiva all’introduzione delle tecniche di audit a distanza rilevando l’opportunità di gestire meglio e con maggiore flessibilità i tempi della verifica sebbene venga meno l’aspetto relazionale diretto. Fondamentale è ritenuta la stabilità dei collegamenti proprio per non rendere ancor più difficile la comunicazione.

Tutte le azienda che hanno effettuato l’audit a distanza suggeriscono una riflessione sulla maggior sostenibilità ambientale, aspetto questo da tener bene a mente quando potremo ritornare alla cosiddetta “vita normale”.

In dialogo con Luca Ghisletti e Simona Fazio di Spazio Aperto Servizi

La cooperativa, nel corso dell’emergenza Covid 19, ha scelto di procedere allo svolgimento dell’audit, in modalità da remoto, in un periodo estremamente complesso per l’organizzazione e la gestione delle attività, al fine di dimostrare la propria capacità di  mantenere alto il livello qualitativo dei servizi anche in virtù del proprio assetto organizzativo e all’efficacia nella rimodulazione dei sistemi di gestione.

Grazie all’impegno dei livelli direttivi e di coordinamento dei servizi coinvolti nell’attività di audit, così come la disponibilità dell’auditor, è stato possibile affrontare con efficacia il momento di verifica superando i limiti della connessione da remoto, certamente più penalizzante rispetto al contatto diretto e al coinvolgimento che normalmente si realizza in fase di audit in presenza. L’esperienza vissuta è stata infatti valutata positivamente e si è dimostrata efficace per poter dimostrare la validità del proprio sistema gestionale.

Un’esperienza che si è rivelata costruttiva e che sicuramente potrebbe rimanere attiva anche in futuro, aldilà del periodo di emergenza, affiancandosi e integrando la modalità in presenza.

Biosafety trust certification

Daniela Asaro, RINA

Pensando al dopo sarscov2, Rina Services ha creato lo schema di certificazione denominato Biosafety trust certification. Lo schema è rivolto principalmente al post -covid con due obbiettivi quadro:

  • Riottenere la fiducia per quelle organizzazioni, come parte di quelle all’interno del Gruppo CGM, per le quali il rischio biologico era già concepito all’interno dei dvr o delle procedure di gestione del rischio clinico,
  • Dare nuova fiducia per quelle organizzazioni, che per la tipologia di attività non erano use ad identificare e gestire un rischio di tipo biologico, una sfida questa, che ha già dato interessanti frutti nel mondo industriale

Lo schema definisce i requisiti di un sistema di gestione per la prevenzione ed il controllo delle infezioni; lo standard e’ costruito secondo i requisiti hls (high level standard) che rendono omogenee e integrabili le principali norme di sistema (iso 9001/iso14001/iso 45001 etc).  Sono identificati in allegato allo standard un discreto numero, pur mai esaustivo, di agenti infettivi, virus, batteri, funghi, parassiti e predisposte linee guida per settore  (la cui applicazione non è obbligatoria) volte ad indirizzare l’analisi del rischio. Lo schema parte dalla definizione del contesto rispetto al tema infezioni in cui l’organizzazione si muove, chiede un’analisi dei rischi strutturata sulla possibilità di introduzione nei processi di fattori di rischio legati alla possibilità di diffondere una infezione durante le attività aziendali, da questa analisi scaturiscono azioni di mitigazione volte a prevenire e gestire. Le linee guida, nascendo nel periodo storico del lockdown non possono ignorare la problematica “covid-19” e contengono dei requisiti specifici su questa tipologia di rischio.

Innovativa è la richiesta di introdurre una metodologia di osservazione dei comportamenti, un’attività distaccata, di supervisione atta a vigilare sulla corretta applicazione dei requisiti, ma ancora di più sulla validità globale delle misure intraprese, con un impatto unico ed imprescindibile sulla consapevolezza del personale, fondamento di una corretta gestione del rischio-infezione.

Lo schema RINA è articolato nel triennio ed è in fase di accreditamento a livello internazionale, ad oggi è l’unico sistema di gestione sul tema infezioni valido per tutti i settori produttivi e dei servizi e a livello planetario.

Rina e Gruppo CGM includono lo schema Biosafety trust certification nella convenzione generale nata nel 2010 che determina tariffe e condizioni di favore per i consorzi e le cooperative associate.

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Eventi Finanza Welfare

Trust in Life: premiazione dei progetti vincitori del Bando

Trust in Life: premiazione dei progetti vincitori del Bando

UBI Comunità, divisione di UBI Banca dedicata al Terzo Settore e all’Economia Civile, insieme ad ANFFAS e al Gruppo CGM, nel 2017 ha lanciato “Trust in Life”, progetto volto a mettere a disposizione delle persone con grave disabilità e alle loro famiglie – nel quadro normativo della Legge 112/2016 – servizi, supporti finanziari, strumenti e modelli di intervento innovativi, con particolare riferimento a quelli per il “Durante e dopo di noi”, gestiti attraverso lo strumento giuridico del trust, anche in chiave mutualistica “multi-beneficiario”.

Nell’ambito di tale progetto, a marzo 2019, è stato lanciato un bando con l’obiettivo di premiare e supportare i migliori progetti relativi al “Durante e dopo di noi”, promossi dalle organizzazioni aderenti alle reti ANFFAS e CGM, e sviluppati negli ambiti della de-istituzionalizzazione (percorsi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine), del supporto alla domiciliarità (percorsi di vita in convivenza attraverso l’utilizzo di case o appartamenti per massimo 5 persone) e  dell’accrescimento della consapevolezza (programmi di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana), in coerenza con la Legge 112/2016.

Le n. 7 Organizzazioni vincitrici verranno premiate con:

  • una liberalità complessiva pari a € 250.000 (a cura di UBI Banca, riveniente dalla Carta Hybrid);
  • un finanziamento a tasso 0% fino a  €25.000* (a cura di UBI Banca);
  • un conto corrente Formula Impresa Non Profit gratuito per 36 mesi (a cura di UBI Banca);
  • quattro incontri trimestrali collegiali tra i vincitori (a cura di ANFFAS e Gruppo CGM).
*Concessione del finanziamento soggetta alla verifica dei requisiti di accesso.

Programma

I progetti vincitori saranno presentati ufficialmente giovedì 16 luglio, dalle ore 16.00, in un evento online. All’incontro, moderato da Elisabetta Soglio (Corriere Buone Notizie), interverranno:

  • Guido Cisternino (UBI Banca) con il tema “Progetto Trust in Life per il Durante e Dopo di Noi “e presentazione del Bando;
  • Roberto Speziale (ANFFAS) e Giuseppe Bruno (Gruppo CGM) con il tema “Considerazioni, rilancio e prospettive della Legge sul Dopo di Noi”;
  • Franca Maino (Percorsi di secondo welfare), Serena Porcari (Dynamo Camp) e Simona Torre (Fondazione Italiana Accenture) con il tema “Elementi qualificanti nella valutazione dei Progetti e selezione dei Vincitori”;
  • Riccardo Tramezzani (UBI Banca) che proclamerà i vincitori.

Per assistere all’evento, trasmesso online in diretta, registrati sulla pagina dedicata.Registrati ora

Giovedì 16 luglio

dalle 16.00 alle 17.00

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La cultura come lente per guardare e interrogare il preesistente: ascolta il podcast di Fare e Gestire Cultura

Podcast Fare e Gestire Cultura

Se ti sei perso o vuoi riascoltare il webinar Fare e Gestire Cultura: il ruolo dell’impresa sociale puoi ascoltarlo qui

 

La cultura è sempre più il codice sorgente di una vasta gamma di iniziative economiche e di welfare. Eppure l’impresa sociale non è ancora riuscita ad affermarsi come player in questo campo nonostante la cultura sia uno dei “beni di utilità sociale” che ne definiscono l’identità. Ecco perché è necessario, soprattutto in questa fase, dotarsi di una strategia per far convergere le diverse esperienze e modelli di impresa sociale a base culturale.

Introdotto da
Andrea BIONDELLO | Consigliere Gruppo Cooperativo CGM con delega alla cultura

Sono intervenuti
Irene BONGIOVANNI | Presidente Confcooperative Cultura Turismo Sport
Enrico PESCE | Presidente Consorzio Sociale Il Filo da Tessere
Romina SURACE | Ricercatrice Fondazione Symbola
Paolo VENTURI| Direttore Aiccon

Moderato da
Flaviano ZANDONAI | Open Innovation Manager Gruppo Cooperativo CGM

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Educazione Eventi

Cantieri per l’educazione. Servizi zero6 in corso d’opera

CANTIERI PER L’EDUCAZIONE

Servizi zero6 in corso d’opera

Gli appuntamenti di formazione, confronto e scambio di buone prassi sul tema dell’educazione continuano.

Di cosa parleremo

La ripartenza dei servizi educativi 0-6. Uno sguardo oltre la rete. Con Sara De Carli di VITA non profit

Le buone pratiche della rete:

  • Il progetto #estatesicura2020 di Consolida Trento. Una strategia comune per ripartire in sicurezza
  • Bambini e genitori, outdoor e dialogo con la PA e con il territorio. Questi gli ingredienti per la ripartenza dei servizi 0-6, con Giuliano Accomazzi scs

3 minuti x 5 esperienze.
Uno scorcio sui servizi educativi in giro per l’Italia

Moderano

Francesca Gennai, consigliera CGM con delega all’infanzia
Simona Taraschi, Responsabile Area Educazione CGM
Flaviano Zandonai, Open Innovation Managaer CGM

Per l’iscrizione al webinar invia una mail a
simona.taraschi@cgm.coop

• Il webinar si svolgerà mercoledì 8 luglio dalle 11:00 alle 13:00
• L’evento è aperto a tutti i lavoratori dipendenti o collaboratori della rete CGM

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Eventi Formazione

Fare e gestire cultura: il ruolo dell’impresa sociale

La cultura è sempre più il codice sorgente di una vasta gamma di iniziative economiche e di welfare. Eppure l’impresa sociale non è ancora riuscita ad affermarsi come player in questo campo nonostante la cultura sia uno dei “beni di utilità sociale” che ne definiscono l’identità. Ecco perché è necessario, soprattutto in questa fase, dotarsi di una strategia per far convergere le diverse esperienze e modelli di impresa sociale a base culturale.

Ne parleremo in un webinar giovedì 2 luglio 2020 dalle 11.00 alle 12.30

Introduce
Andrea BIONDELLO | Consigliere Gruppo Cooperativo CGM con delega alla cultura

Intervengono
Paolo VENTURI| Direttore Aiccon
Romina SURACE | Ricercatrice Fondazione Symbola
Enrico PESCE | Presidente Consorzio Sociale Il Filo da Tessere
Irene BONGIOVANNI | Presidente Confcooperative Cultura Turismo Sport

Modera
Flaviano ZANDONAI | Open Innovation Manager Gruppo Cooperativo CGM

Per informazioni e iscrizioni scrivere a
comunicazione@cgm.coop

• L’evento è aperto a tutti i lavoratori dipendenti o collaboratori della rete CGM

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Educazione Project

Viaggiare sicuri. La prevenzione del rischio in adolescenza

Viaggiare sicuri: la prevenzione del rischio in adolescenza

Un webinar dedicato a genitori, educatori e psicologi per intercettare e rispondere alle richieste di aiuto dei ragazzi, perché non si irrigidiscano in una strategia che alla lunga soffoca il loro sviluppo.

L’incontro si inserisce all’interno di Giovani Connessi, progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Come i ragazzi affrontano la sfida di prendere le proprie misure di sicurezza tra l’esigenza di proteggere se stessi da vissuti di sconfitta e vergogna e quella di sperimentare nuovi modi di essere e presentarsi agli altri?

Gli adulti si fanno domande tanto banali quanto preoccupanti: e se lontani dal nostro controllo non metteranno più la mascherina e non rispetteranno più la distanza, cosa dobbiamo fare? Come intervenire? Ma anche: se per la paura e l’abitudine, preferiranno restare in casa attaccati a tablet e cellulari?

L’emergenza Covid ha visto gli adulti e gli adolescenti confrontarsi sul tema della sicurezza, trovando una nuova inaspettata alleanza sulla necessità di proteggersi rinunciando a molte delle nuove libertà. L’estate alle porte presenta ora nuove sfide educative legate alla riapertura, che chiamano in causa il delicato e importante ruolo di genitori ed educatori nell’accompagnare i ragazzi a sperimentare le loro autonomie.

L’uscita dall’emergenza e l’allentamento delle misure di contenimento del contagio rappresentano un’occasione preziosa per riflettere e sperimentare forme possibili di educazione alla responsabilità personale e sociale.

Comprendere le oscillazioni fisiologiche in adolescenza può aiutare gli adulti a intercettare e rispondere in modo nuovo alle richieste di aiuto dei ragazzi, perché non si irrigidiscano in una strategia che alla lunga soffoca il loro sviluppo.

Con

Anna ARCARI, Psicologa e psicoterapeuta Minotauro

Alessia LANZI, Psicologa e psicoterapeuta MinotauroIscrizioni qui

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Formazione News

L’Europa per la ripartenza e la crescita: Master in Europrogettazione

L’Europa per la ripartenza e la crescita: master in Europrogettazione

“Master in Europrogettazione BEEurope” per la progettazione europea nel Terzo Settore e nell’Economia Civile.

Rivolto a laureati e neolaureati, operatori del terzo settore, dell’economia civile, della pubblica amministrazione, liberi professionisti e consulenti.

Aperte le iscrizioni. Valutazione candidature: 15 luglio, 24 agosto e 15 settembre. Posti limitati.L’accesso alle risorse economiche e alle reti di conoscenza europee diventa oggi più che mai una scelta strategica per l’innovazione e la riorganizzazione delle cooperative, delle imprese sociali e degli enti del terzo settore duramente colpiti dall’emergenza Covid-19. Per fare ciò sono necessarie figure professionali specializzate in materia di progettazione comunitaria e ricerca di finanziamenti internazionali dedicati al Terzo Settore e all’Economia Civile. Formare queste figure è l’obiettivo del “Master in Europrogettazione” che nell’ambito del progetto BEEeurope promuove Fondazione Triulza in partnership con Fondazione Cariplo, che ha aperto la raccolta di candidature per partecipare alla terza edizione.

La nuova edizione del Master si svolgerà dal 28 settembre al 16 dicembre 2020 ed è organizzata da Fondazione Triulza in collaborazione con Gruppo Cooperativo CGM, una delle principali reti di cooperative sociali in Italia con provata esperienza nella progettazione europea, e DIESIS, rete europea con sede a Bruxelles specializzata nel sostegno allo sviluppo dell’economia sociale e delle imprese sociali, e CSV Lombardia, centro servizi del volontariato con cui è nato un’alleanza per l’internazionalizzazione del Terzo Settore.

Il programma formativo prevede un primo modulo “classroom”, prevalentemente se non esclusivamente a distanza, di 60 ore su tecniche di progettazione, sui contenuti della nuova programmazione 2021-2027 dei fondi comunitari, integrati con talk di esperti su temi trasversali (new green deal, economia sociale e impatto, digitalizzazione …) e testimonianze di buone pratiche da parte dei protagonisti di progetti europei. La lingua è prevalentemente italiana con qualche possibile contributo in inglese. Il secondo modulo “exercises” è costituito da esercitazioni di 24 ore con simulazione di scrittura di progetti in inglese e con l’accompagnamento di tutor specializzati in presenza presso la Social Innovation Academy di Fondazione Triulza, nell’area MIND – Milano Innovation District, o a distanza a seconda delle disposizioni di sicurezza.

In questa edizione si sperimenterà la possibilità di svolgere, in modo facoltativo, un tirocinio presso Enti del Terzo Settore (ETS) e cooperative sulla base della loro disponibilità per mettere in campo quanto appreso. Con la formula dei tirocini Fondazione Triulza e CGM vogliono stimolare ulteriormente le organizzazioni del Terzo Settore a formare competenze interne o lavorare con professionisti dell’europrogettazione.

Gli interessati – operatori del terzo settore, professionisti, neo laureati, organizzazioni ed enti locali– possono già inviare le proprie candidature che saranno valutate, fino ad esaurimento posti, in tre diversi momenti dagli organizzatori: 15 luglio, 24 agosto e 15 settembre.
I candidati devono mandare il proprio CV e saranno contattati per un colloquio conoscitivo.

Fondazione Triulza è attiva da diversi anni nel promuovere l’internazionalizzazione e l’accesso ai finanziamenti europei delle organizzazioni del Terzo Settore e dell’Economia Civile. In questa fase storica è ancora più importante poter recuperare risorse per permettere alle organizzazioni non profit e al mondo della cooperazione di continuare a lavorare su innovazione sociale, servizi alle persone, sostenibilità ambientale, in un contesto di grande cambiamento. Sostenibilità ambientale e innovazione sociale sono al centro dei nuovi Programma di finanziamenti dell’UE 2021-2027.

Le due prime edizioni del Master BEEurope sono state seguite da 37 partecipanti, selezionati tra oltre ottanta candidature.

DESTINATARI MASTER

  • Enti pubblici o privati interessati a far acquisire alle proprie risorse, competenze in europrogettazione al fine di avviare o rendere più efficace la propria azione nell’ambito dei programmi europei.
  • Neo laureati e Laureati interessati ad acquisire competenze in europrogettazione, direttamente spendibili nel mercato del lavoro.
  • Giovani professionisti, intenzionati ad operare nel campo della consulenza per l’europrogettazione a favore di organizzazioni della società civile.
  • Operatori in possesso di laurea triennale o specialistica, già inseriti nel mondo del lavoro, che vogliano migliorare le proprie competenze.

SBOCCHI PROFESSIONALI

Al termine del percorso i partecipanti saranno in grado di seguire l’intero processo di ideazione, sviluppo, predisposizione candidatura e gestione di progetti internazionali. Potranno trovare sbocchi professionali:

  • nell’ambito della consulenza e dell’autoimprenditorialità;
  • all’interno di realtà del Terzo Settore e dell’economia civile.

La direzione del master è di Fondazione Triulza, affiancata per il coordinamento didattico dal Gruppo Cooperativo CGM, Milano.
Il team dei docenti individuato in collaborazione con DIESIS è costituito da esperti senior di progettazione e gestione di progetti comunitari e di programmazione europea, nella maggior parte dei casi con esperienze dirette a Bruxelles.

Programma didattico completo

Cliccando qui potete scoprire il Programma Didattico Completo del master con le date, le tematiche, i moduli formativi e i nomi e qualifica dei docenti. Nella III edizione del Master BEEurope sono stati coinvolti docenti di alto profilo con esperienza internazionale e con competenze teoriche e operative sulla presentazione e/o valutazione di progetti comunitari. Il terzo settore sarà rappresentato da tre testimonianze di prestigio. Gli approfondimenti tecnici saranno realizzati da figure professionali con specifiche competenze sui temi.Il “Master in Europrogettazione per il Terzo Settore BEEurope” è una delle azioni del progetto “BEEurope. Bet on European Energies” promosso da Fondazione Triulza in partnership con Fondazione Cariplo per favorire l’internazionalizzazione del Terzo Settore, attraverso l’accesso a reti e finanziamenti europei. Il progetto prevede un percorso di capacity building per rafforzare le competenze e il ruolo delle organizzazioni del Terzo Settore anche attraverso la partecipazione alle principali call europee e internazionali. Insieme al Master in Europrogettazione, Fondazione Triulza ha attivato in questi anni cicli di Laboratori formativi su specifici Programmi dell’UE e una servizio di accompagnamento all’europrogettazione (per seguire le organizzazioni in tutte le fasi dell’europrogettazione, dalla individuazione dei partner nazionali e internazionali, alla scrittura, alla presentazione del progetto, fino alla gestione dei progetti finanziati).

Per informazioni sul master potete contattare

Alessandra Mambriani – Responsabile marketing Fondazione Triulza
marketing@fondazionetriulza.org
tel. 3398409667

Qui il DOCUMENTO ILLUSTRATIVO del master

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Eventi News Project

INNO-WISEs, come le imprese sociali sono diventate più competitive sul mercato

INNO-WISEs, come le imprese sociali sono diventate più competitive sul mercato

Una maratona di webinar per illustrare come, in tre anni, il progetto Interreg Central Europe ha cercato di colmare il divario tecnologico che caratterizza le imprese sociali, favorendo un cambio di mentalità. Sono un centinaio le WISEs (Work Integration Social Enterprises) che hanno preso parte alla sperimentazione accettando la sfida e  adottando strumenti tecnologici e modelli manageriali per colmare il gap esistente.

 

Milano, 16 giugno 2020 – “La digitalizzazione e l’innovazione tecnologica ci hanno aiutato a risparmiare e ottimizzare tempo e risorse. Il processo di produzione è stato accelerato e l’aumento dell’efficienza porta anche ad un aumento della felicità”.

“L’innovazione tecnologica nel nostro settore è la sfida più urgente per chi, come noi, lavora con persone svantaggiate e deve stare al passo con i rapidi cambiamenti del mercato. Avere a disposizione strumenti che ci permettano di essere più efficaci è per noi una sfida quotidiana”.

A parlare sono le cooperative Il Giardinone di Locate Triulzi,  e SCS del Trentino Alto Adige, due delle diciotto imprese sociali italiane (un centinaio in tutta Europa) che hanno partecipato al progetto europeo INNO-WISEs.  Il progetto, dopo tre anni di lavoro per implementare l’innovazione tecnologica e l’adozione di modelli manageriali nelle WISEs (Work Integration Social Enterprises)  in questi giorni, sta tirando le fila attraverso una vera e propria maratona di webinar online. Obiettivo: discutere l’impatto che gli strumenti tecnologici hanno nel colmare un divario digitale e di competitività che caratterizza queste realtà, che rivestono un ruolo sociale importante: favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Le cooperative citate lavorano nell’ambito della gestione del verde, catering, pulizie e utilizzano prodotti ecologici e cibo locale nel rispetto dell’ambiente e del territorio.

Il progetto, finanziato dal Programma Interregionale Central Europe 2014-2020, e coordinato dalla Fondazione Politecnico di Milano ha riunito 12 partner, tra i quali il Gruppo Cooperativo CGM e la Provincia autonoma di Trento, provenienti da cinque diversi paesi europei (Italia, Belgio, Croazia, Slovenia e Polonia). I settori nei quali INNO-WISEs ha operato riguardano l’agricoltura, il turismo sostenibile e la raccolta e il riciclo dei rifiuti.

 

Il principale strumento creato dal progetto europeo è stata una piattaforma online a disposizione delle imprese sociali (https://wisebusiness.eu/). Qui, in ben sette diverse lingue, le WISEs trovano una selezione di software pensati e suddivisi per le loro esigenze di crescita tecnologica e settore merceologico, trovano i testi delle lezioni che si sono svolte in presenza nei paesi dei partner e infine una serie di articoli di approfondimento. Infine dalla piattaforma ci si collega ad un MOOC (Massive Online Open Course) che fornisce  tecniche di apprendimento di tipo manageriale per facilitare i processi produttivi, per aumentare l’efficienza e l’approccio del proprio business e fornire strumenti concreti di marketing nei vari settori di appartenenza.

 

“Guardare all’impresa sociale e al suo contributo in termini di innovazione significa approfondire il ruolo di un attore chiave, considerando che molti dei pilastri del nuovo paradigma – sviluppo umano, sostenibilità ambientale, coesione sociale – chiamano in causa questo modello d’impresa dichiara Manuela Pizzagalli Chief Operating Officer Fondazione Politecnico di Milano. Il progetto INNO-WISEs, ha voluto creare quell’attrattività necessaria per rendere le imprese sociali competitive sul mercato implementando nuove modalità di innovare, sviluppando relazioni con diverse tipologie di stakeholder con l’obiettivo di aprirsi a un nuovo modo di concepire il loro modello di sviluppo. Per Fondazione Politecnico di Milano, che supporta la creazione di impresa, la sfida è stata di favorire un cambiamento cogliendo le opportunità offerte dalle digitalizzazione, dalle politiche territoriali e dalla rete dei soggetti coinvolti, primo tra tutti l’Università”.

 

INNO-WISEs nasce nel 2016 con la consapevolezza che il futuro per le imprese di inserimento lavorativo era, è e sarà sempre più connesso alla transizione digitale. Conoscere, utilizzare ed essere preparati al cambiamento e all’innovazione dei processi aiuta le Wises in questo tempo di trasformazione continua.- afferma Sabina Bellione, Responsabile della progettazione europea del Gruppo Cooperativo CGM. La condivisione di questo percorso con altre imprese sociali europee ci ha sostenuto verso questa strada, che riteniamo sia l’unica percorribile per affrontare le sfide che le nostre imprese devono affrontare ogni giorno per affermarsi.

Il progetto ha cercato di rafforzare il network tra le imprese sociali e la pubblica amministrazione nei vari territori in cui ha operato. Sia in Trentino Alto Adige, sia nella regione di Goriska in Slovenia, i partner del progetto, insieme agli stakeholder locali, hanno rafforzato e creato ex-novo delle linee guida al fine di agevolare  i contatti e andare incontro ai bisogni reciproci.

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Educazione

Linee guida ministeriali: ricordiamoci dei bambini 0-3

Linee guida ministeriali: ricordiamoci dei bambini 0-3 e dell’economia della famigliaA seguito dell’uscita delle Linee Guida di emanazione ministeriale, relative alle opportunità organizzate per i bambini e gli adolescenti nella Fase 2, constatiamo una omissione progettuale verso i bambini di età inferiore ai 3 anni.

“Sembra prevalere una considerazione opzionale dei servizi educativi per la Prima Infanzia. A dispetto dei buoni propositi annunciati dalla promettente Riforma della Buona Scuola e dei proclami contro la povertà educativa, quella infantile in special modo, perché – come detto in altre sedi – è lì che si gioca il futuro della persona e della collettività.” afferma il Presidente di CGM, Giuseppe Bruno.

“E’ una questione culturale prima che di necessità: dire che parchi e giardini pubblici sono accessibili ai bambini, anche sotto i 3 anni, accompagnati da adulti familiari – o, si badi, anche da non meglio specificati  “non parenti”- non equivale a predisporre un piano di rientro strutturato e qualificato per i fanciulli in età pre-scolare. Come dire che, nella fascia 0/3 anni, ognuno fa quel che può.

Siamo in prima linea nei territori, le nostre cooperative intrecciano i fili sempre più sottili di un tessuto sociale ora fragilissimo. Con la solidità della nostra esperienza, abbiamo proposto soluzioni pratiche e ad elevato impatto sociale e culturale, quello che abbiamo sempre ricercato nel nostro lavoro. Il mondo della cooperazione sociale è punteggiato di piccole grandi realtà che hanno preso realmente sul serio la continuità educativa da 0 a 6 anni, capaci di ripensare i servizi e di istituirne di nuovi in funzione delle istanze emergenti, ma sempre mettendo al centro i bambini.”

Siamo profondamente convinti che la ripresa economica, e il disegno trasformativo da più parti auspicato, non possa che che partire dall’economia della famiglia. Confidiamo che le parole della viceministra Ascani riaccendano i fari sulla Prima Infanzia, perché questa dimenticanza sia tempestivamente ed efficacemente presa in carico dalle politiche nazionali.*Photo by Rasmus Svinding from Pexels

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News Welfare

salernowelfare: la piattaforma per il benessere dei cittadini

salernowelfare: la piattaforma per il benessere dei cittadini

Per i cittadini di tutta Italia è iniziata la Fase 2 che comporta per le famiglie una nuova quotidianità che richiede nuovi modelli di protezione sociale. Continuano infatti la chiusura delle scuole e degli asili e dove possibile si prosegue con le forme di lavoro agile e di smart working per i genitori.

In questo delicato momento, il Gruppo Cooperativo CGM e Moving, hanno messo a servizio della comunità la loro esperienza maturata in ambito di welfare aziendale sviluppando piattaforme personalizzate di servizi alla persona. Dopo Biella, Matera, Sondrio, Rho, e Napoli è attiva a partire da oggi la piattaforma-salernowelfarewww.salernowelfare.it che rappresenta un ulteriore segnale positivo dell’Italia cooperativa che, nell’emergenza, è stata in grado di riorganizzarsi offrendo una risposta adeguata ai nuovi bisogni.

La piattaforma salernowelfare, realizzata insieme al Consorzio La Rada di Salerno, racchiude una selezione di servizi welfare dedicati a varie fasce della popolazione: dai bambini, agli anziani, alle famiglie, agli operatori sanitari.

All’interno della piattaforma è possibile scegliere diversi servizi sempre in aggiornamento. Sono disponibili ad esempio quelli di intrattenimento ludico-educativo e tutoring online per la gestione dei compiti per i più piccoli. Oppure servizi di supporto psicologico come “Quattro chiacchiere al tel” dedicato alle persone anziane e che si sentono sole, ma anche supporto alla genitorialità e alle neomamme e neopapà per consulenze sull’allattamento o per le cure necessarie nei primi mesi di vita di un bambino e supporto tata. E ancora servizi di assistenza domiciliare con infermieri, fisioterapia a casa, logopedia, terapia a domicilio per anziani affetti da Alzheimer, musicoterapia e diversi servizi dedicati alle persone che hanno più difficoltà a spostarsi come il “Taxi sociale” o la “Spesa che non pesa”.

Così Elena Palma Silvestri, presidente del Consorzio La Rada: “Salerno Welfare è il modo che abbiamo scelto per dire alle nostre comunità che non ci siamo mai fermati e che continueremo ad esserci, offrendo il nostro contributo per uscire fuori da questa crisi insieme e più uniti. Una piattaforma comunitaria in cui troverete alcuni servizi gratuiti, altri a prezzi molto accessibili e molti servizi nuovi, frutto dell’ascolto dei nuovi bisogni che stanno emergendo in questa fase e che attendevano risposte diverse.

Tutto questo è reso possibile grazie allo straordinario impegno in parte volontario dei nostri cooperatori e alla generosità delle Fondazioni locali che hanno deciso di acquistare pacchetti di servizi per andare incontro a chi è più fragile e lo è ancor di più in questa fase emergenziale. Pertanto vorrei esprimere la nostra gratitudine ai Presidenti e loro CdA delle fondazioni Carisal, Fondazione della Comunità Salernitana e Fondazione Copernico.

Partendo dall’alleanza preziosa con le fondazioni locali è nata l’idea di aprire un fondo presso la Fondazione di Comunità Salernitana con l’augurio che anche altre fondazioni, imprese ed Enti del territorio possano sostenere questa iniziativa affinchè le famiglie che stanno attraversando un periodo difficile possano essere raggiunte dai nostri servizi. Questo tempo ci ha dimostrato che la solidarietà è il più potente strumento di welfare che abbiamo, per cui “chi ha metta, chi non ha prenda” sarà lo slogan per una futura campagna di raccolta fondi”.

Salerno Welfare: più vicini di sempre!

www.salernowelfare.it

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