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Dalla cura all’opportunità di vita: il welfare culturale come motore di sviluppo con Sol.Co Mantova

La nuova tappa di “Cultura in Movimento” con le interviste di Sofia D’Alessio, Cultural Project Manager di CGM, ci porta nel territorio mantovano per scoprire l’esperienza del Consorzio Sol.Co Mantova. Un percorso nato nel post-pandemia che ha trasformato la cultura da semplice strumento terapeutico a vero e proprio motore di rigenerazione urbana, coesione sociale e sviluppo locale.

Per Sol.Co Mantova, i linguaggi artistici non sono più considerati soltanto un supporto riabilitativo all’interno dei servizi, ma una vera e propria opportunità di autonomia e cittadinanza attiva.

“Abbiamo provato a compiere un passaggio importante: dal linguaggio artistico come strumento terapeutico al linguaggio artistico come opportunità di vita. E i risultati ci sono”, racconta Manuela Righi, presidente di Sol.Co Mantova.

Questa visione trova espressione concreta in diversi luoghi simbolo del territorio riscoperti come presidi civici:

  • Il Chiosco La Zanzara. Situato sulle rive del Lago Superiore e affidato alla cooperativa Alce Nero, affianca l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate a un ricco palinsesto culturale tra musica, poesia e conferenze, rigenerando l’intero parco circostante
  • L’edicola di Pegognaga. Il progetto “25 metri quadrati di cittadinanza attiva” ha recuperato un’edicola dismessa trasformandola in un punto di fermento sociale, incontro e partecipazione per la comunità
  • Il parco del Bistrozzi. All’interno del progetto “Il Mondo in un giardino”, la ristorazione sociale si intreccia con percorsi di land art e con l’animazione culturale del parco storico, rendendo gli stessi utenti dei servizi guide e custodi del luogo.

I linguaggi espressivi rappresentano per il Consorzio una straordinaria leva di relazione e inclusione. Dalla collaborazione tra le cooperative Simpatria e Zerobeat è nata la Compagnia Instabile, una realtà di teatro comunitario che coinvolge cittadini e persone con fragilità in reali percorsi di produzione artistica.

In ambito musicale, l’apertura di sale prove e l’incontro con le associazioni locali permettono ai servizi di ‘uscire’ verso la città. In una provincia caratterizzata da trasformazioni sociali e da un’alta presenza di giovani con background migratorio, la musica diventa un codice immediato capaci di superare le barriere linguistiche, culturali e generazionali.

L’impegno di Sol.Co Mantova si estende oggi anche alla gestione condivisa dei beni culturali e alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, grazie al dialogo aperto con istituzioni come la Fondazione Palazzo Te, la Diocesi di Mantova e i caseifici del territorio.

“La gestione dell’arte e dei beni culturali può rappresentare una possibilità di lavoro e autonomia, non soltanto un intervento di cura”, sottolinea la presidente Manuela Righi.

Questa evoluzione ha richiesto anche un profondo ripensamento dei modelli organizzativi interni — accompagnato dal confronto con l’agenzia Che Fare — e un forte investimento in fundraising, monitoraggio e valutazione d’impatto. Sullo sfondo rimane un valore guida fondamentale: la bellezza e l’estetica come componenti essenziali per rendere i territori attrattivi, contrastare lo spopolamento e rafforzare il senso di appartenenza delle giovani generazioni.

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