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CGM al Social Innovation Campus 2021 per parlare di rigenerazione e rilancio delle periferie

CGM al Social Innovation Campus 2021 per parlare di rigenerazione e rilancio delle periferie

Social Tech: la reazione per rinascere

Ritorna il “Social Innovation CAMPUS” promosso dalla Social Innovation Academy di Fondazione Triulza in MIND dedicato al tema Social Tech: la reazione per rinascere. La seconda edizione del Social Innovation Campus si svolgerà il 3 e 4 Febbraio 2021 in modalità digitale e potrà essere seguita in streaming da tutto il territorio nazionale.

Un appuntamento importante dopo il nuovo e difficile scenario economico e sociale tracciato dall’emergenza sanitaria e la necessità di mettere insieme nell’ambito del Campus tutte le migliori innovazioni ed energie per reagire: giovani e nuove generazioni di cooperatori, realtà del terzo settore e dell’economia civile, start-up e aziende tecnologiche, università, centri di ricerca, enti locali e imprese profit e sociali.

Un ricco programma culturale che parte con l’evento di apertura (https://sicampus.org/events/evento-di-apertura-social-innovation-campus-2021/) e si sviluppa su molti temi: economia circolare, trasferimento tecnologico al terzo settore, infrastrutture sociali e green per la rigenerazione urbana, coinvolgimento delle comunità, cooperazione nella competizione imprenditoriale, esperienze europee e cronache da paesi dove la sfida è ancora più difficile. Un palinsesto costruito in modo partecipato insieme alla rete di fondatori e partner di Fondazione Triulza.

Link al Programma Culturale: https://sicampus.org/sicampus-2021/programma-culturale/

Iscrizioni e approfondimenti al link: https://sicampus.org/

Infrastrutture sociali per la rigenerazione e rilancio delle periferie

Come CGM il tema della rigenerazione ci sta a cuore, anche perchè è trasversale a tutte le filiere tradizionali dei servizi della rete: recuperare luoghi per costruire e ricostruire relazioni.

Il 3 febbraio durante il Social Innovation CAMPUS, rifletteremo insieme ai nostri ospiti sul tema della rigenerazione sia nella prospettiva delle imprese sociali, sia come campo di applicazione dell’innovazione sociale.

Attraverso il racconto di esperienze diverse tra loro per collocazione geografica, funzioni e governance analizzeremo i processi di riqualificazione di spazi e beni abbandonati che attivano la costruzione di nuove comunità aperte e inclusive, stimolano la nascita di reti di collaborazione e di nuovi modelli di welfare fondati sulla partecipazione e sulla relazione.

Porteranno la loro esperienza, guidati da Andrea Biondello, consigliere CGM e vicepresidente Cooperativa Giuliano Accomazzi, :

  • Ilaria Nasciuti, Presidente La Polveriera
  • Andrea Paoletti, Founder e Presidente Wonder Grottole
  • Guido Geninatti, Direttore CoAbitare Torino

3 febbraio 2021
ore 14.00 – 14.40

Evento gratuito
Iscrizioni e approfondimenti al link: https://sicampus.org/

Le tre esperienze di rigenerazione

CoAbitare – Torino

Nato a metà dell’800 per essere luogo di rifugio e accoglienza, oggi è sede di Housing Giulia, l’esperienza torinese dell’impresa sociale Co-Abitare. Un progetto di Residenzialità Temporanea innovativo che fa della mixitè il suo punto di forza, coniugando vivere, arte, benessere e progetti sociali

www.housinggiulia.it

La Polveriera – Reggio Emilia

Da rimessa per carrarmati a quartiere simbolo e promotore di rigenerazione e innovazione sociale.
È l’incredibile trasformazione della Polveriera di Reggio Emilia, un laboratorio attivo di cultura sociale nel quartiere Mirabello. Nei suoi spazi hanno sede cooperative, associazioni, laboratori, botteghe ma anche un bar e un ristorante.

lapolveriera.net

Wonder Grottole – Grottole (Matera)

Wonder Grottole è un progetto sperimentale che coinvolge e mette in relazione persone ed energie provenienti da tutto il mondo, è un’impresa sociale che lavora per riabitare il centro storico del borgo di Grottole, grazie alla rigenerazione di case abbandonate e alla creazione di una nuova comunità.

www.wondergrottole.it

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Formazione

Prossime edizioni del corso in sistemi di gestione: norma UNI EN ISO 9001:2015 nel settore sociale

Le tante richieste di partecipazione al corso UNI EN ISO 9001:2015 Requisiti e applicazione della norma nel settore sociale, ci consentono di programmare una seconda e una terza edizione. Grazie per il vostro incredibile interesse e voglia di tornare a formarvi!

Un corso dedicato ai futuri professionisti dei sistemi di gestione.

Insieme a Francesca Besco, formatrice e consulente sistemi di gestione, un percorso online di 9 ore diviso in 3 tappe:

Seconda edizione
13 gennaio, 21 gennaio e 10 febbraio 2021
ore 9.30 – 12.30

Terza edizione
3, 10 e 17 marzo 2021
ore 9.30 – 12.30

 

Il programma

Primo incontro

  • I riferimenti: le norme della serie 9000 e la struttura di alto livello.
  • Alla base: i principi di gestione per la qualità
  • L’approccio: i processi ed il risk based thinking
  • I requisiti della norma: il ruolo della leadership e la comprensione del contesto dell’organizzazione.
  • Confronto su esempi applicativi

 

Secondo incontro

  • I requisiti della norma sulla pianificazione: azioni per affrontare rischi e opportunità e pianificazione degli obiettivi per la qualità
  • I requisiti della norma a supporto dell’erogazione del servizio: persone e competenze, conoscenza organizzativa e consapevolezza. Infrastrutture e ambiente di lavoro. Risorse per il monitoraggio e la misurazione. Comunicazione. Gestione delle informazioni documentate.
  • Confronto su esempi applicativi

 

Terzo incontro

  • I requisiti della norma per l’erogazione del servizio: pianificazione, requisiti contrattuali, progettazione, acquisti, erogazione.
  • I requisiti della norma per la valutazione delle prestazioni: monitoraggio, soddisfazione del cliente, analisi dei dati, audit interno, riesame di direzione.
  • I requisiti della norma per il miglioramento: non conformità, azioni correttive e azioni di miglioramento.
  • Confronto su esempi applicativi
  • Test di apprendimento e questionario di gradimento

Costi e iscrizione

€100+ IVA

Iscrizioni seconda edizione: sold out

(il pagamento avviene a corso confermato)

Iscriviti alla terza edizioneScarica il programma

Per informazioni
simona.taraschi@cgm.coop

 

 

Photo by Mitchell Gaiser on Unsplash

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Formazione Project

SAVE THE DATE 2/02 “Nuovi equilibri tra digitalizzazione e cooperazione”

Dove ci sta portando la digitalizzazione del lavoro e dove possiamo condurla? Che ruolo può giocare la cooperazione? Quali strumenti possono accompagnare lo sviluppo di imprese al servizio delle comunità e al passo con le nuove tecnologie?
Sono queste alcune delle domande a cui ha l’ambizione di rispondere il progetto europeo Seeding, di cui Gruppo Cooperativo CGM, tramite l’analisi e il confronto di 21 casi studio aziendali selezionati nel mondo delle imprese cooperative e sociali.
Il 2 febbraio, al National Infoday organizzato insieme a Legacoop Produzione e Servizi e Fondazione Giacomo Brodolini, partiremo da alcuni dei risultati del progetto per allargare il dibattito con accademici, imprenditori, parti sociali in una conversazione interattiva che coinvolgerà anche il pubblico.
Un evento dedicato soprattutto a studenti, giovani imprenditori e innovatori sociali.
Iscriviti qui: 
Scarica il programma completo qui 

Scopri di più di Seeding Project su: https://seedingproject.eu/project/

Foto di Ketut Subiyanto da Pexels

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Due seminari di formazione per i professionisti dei sistemi di gestione e qualità

Impatto della pandemia sul Sistema di Gestione Qualità

È trascorso quasi un anno dal giorno in cui le nostre imprese si sono improvvisamente scontrate con una situazione emergenziale che nessuna organizzazione era pronta ad affrontare. Abbiamo dovuto riorganizzare le priorità, ridefinire gli obiettivi, apprendere nuove modalità di lavoro, supportare i lavoratori. In tutto questo il sistema gestione qualità ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi uno dei tasselli da cui (ri)partire per (ri)mettere in moto le nostre imprese.

L’obiettivo dei due seminari formativi è quello di mettere in comune esperienze e di condividere le soluzioni sperimentate perché i successi di un’impresa, così come i fallimenti, possano diventare apprendimento comune, partendo dagli stimoli che possiamo cogliere dalla gestione del sistema qualità.

con FRANCESCA BESCO,
formatrice e consulente sistemi di gestione2 febbraio 9.30 – 12.30
La reattività della direzione rispetto alle modifiche del contesto
Siamo pronti per una strategia del breve periodo?
Ripartire da una valutazione dei rischi reale

16 febbraio 9.30 – 12.30
Le nuove progettualità e la progettazione innovativa dei servizi
La gestione delle risorse diventa ancora più importante e strategica
Il presidio della comunicazione nella nostra organizzazione

Informazioni e costi

6 ore di formazione online
€80 + IVA
simona.taraschi@cgm.coop

ISCRIZIONI QUI

posti limitatiScarica il programma qui

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News

Emergenza sanitaria e post covid: il ruolo dell’impresa sociale

Emergenza sanitaria e post covid: il ruolo dell’impresa sociale

Il contributo di Giuseppe Bruno, Presidente Gruppo Cooperativo CGM, al libro di Giovanni Volpe “Nuovo Rinascimento – Imprese e società nell’era post covid-19”, edito da Edizioni ESTE

Il ruolo delle imprese sociali e di tutto il terzo settore è stato fondamentale durante l’emergenza sanitaria e nelle fasi di ripresa. Molte organizzazioni (cooperative sociali, RSA, ecc.) hanno pagato in prima persona le conseguenze della pandemia. Come ha risposto il settore sociale di fronte ad un avvenimento così inaspettato e virulento? 

L’emergenza, e tutto ciò che ha travolto noi come cittadini, comunità e sistema Paese, è stato improvviso e al tempo stesso ha richiesto uno sforzo enorme a tutti i livelli.

Le cooperative sociali, che operavano in modo continuativo al fianco delle persone, si sono trovate a fronteggiare il blocco totale, con il dilemma etico e deontologico di dover garantire alcuni servizi indispensabili e non differibili, in primo luogo le assistenze domiciliari: si pensi alle disabilità, al sostegno educativo di famiglie vulnerabili o agli anziani non autosufficienti.

Nel caso delle RSA e delle case di riposo, al di là della cronaca e degli episodi che ci hanno restituito un quadro più critico, le imprese sociali operanti in questi contesti hanno saputo preservare le persone assistite e i servizi erogati; lo hanno fatto chiudendo da subito gli accessi e quindi consentendo una messa in sicurezza delle persone all’interno delle strutture.

Questo l’abbiamo avvertito strada facendo, quanto più la curva dei contagi tendeva a crescere. Le imprese sociali hanno reagito con immediatezza, dimostrando la capacità di reazione che da sempre le cooperative dimostrano di avere nelle risposte ai bisogni, in questo caso in occasione di un’emergenza.

Quale contributo può dare il terzo settore alla società ed al sistema socio economico più in generale, nelle fasi successive all’emergenza sanitaria?

Il contributo del Terzo Settore, della cooperazione e dell’impresa sociale è costante e quotidiano. Lo è ancora più in questa fase in cui si mettono in discussione i paradigmi economici verso un nuovo sistema in cui ci sia maggior attenzione e spazio per gli aspetti sociali.

Per fare ciò non si può prescindere dalla presenza del Terzo Settore, che non solo è radicato nella nostra società ma è anche il collante delle nostre comunità, ciò che davvero contribuisce alla coesione sociale tanto perseguita.

Il Terzo Settore, la cooperazione e l’impresa sociale sono dentro le comunità, operano a stretto contatto con i cittadini, per cui non rispondono solo ad un bisogno, che viene letto e coerentemente trasformato in risposta, ma creano le condizioni per la continuità della tenuta sociale.

È reale il timore, tuttavia, che l’uscita dallo stato emergenziale sarà lenta e quello che stiamo facendo oggi avrà impatti misurabili nel lungo termine, con il rischio che gli sforzi di oggi non bastino a contenere paure e disagi. Questo diventa più preoccupante se pensiamo che la fascia di povertà delle persone che sono già in difficoltà aumenterà.

Allora già adesso dobbiamo immaginare quali potranno essere gli strumenti a disposizione per far sì che ciò non accada.

Va bene la volontà del Governo di organizzare gli Stati Generali con il coinvolgimento delle parti sociali, purché il confronto sia il più possibile costruttivo e vocato al pragmatismo, evidenziando strumenti operativi e misure di concertazione concrete. Al contrario, in congiunture difficili come questa, il rischio è quello di avere grandi opere di design socioeconomico che, più che piani di sviluppo realizzabili, esprimono meri esercizi di stile.

Se l’obiettivo è garantire la salute pubblica preservando anche i servizi essenziali e la qualità di vita delle comunità, un maggiore coinvolgimento della cooperazione sociale favorirebbe una discussione su temi e istanze che dovranno poi essere attuati, facendo convergere soluzioni e competenze di chi li deve mettere in pratica.

La cooperazione e l’impresa sociale quali valori possono offrire al sistema economico ed alla società più in generale?

Le imprese sociali, per loro stessa natura, hanno in sé una dimensione di partecipazione e condivisione di fattori che attengono allo sviluppo sociale ed economico dei territori e delle comunità.

È auspicabile, e a mio avviso praticabile, la replicabilità del modello cooperativistico partecipato in diversi settori dello scenario socioeconomico del Paese, e nella collettività in generale.

Non mi conforta l’atteggiamento delegante di chi confida nelle risorse devolute dal Governo tout court, significa ricadere nel torpore dell’assistenzialismo. Quello che diventa fondamentale è percorrere quel dialogo tra pubblico e privato di cui molto si parla, farlo diventare strutturale, cosa che già avviene nel Terzo Settore, con le imprese sociali attive protagoniste di coprogettazioni estese con partnership multidisciplinari. La ricaduta positiva di questo impegno nei territori è sotto gli occhi di tutti.

Quando una cooperativa lavora in convenzione con il pubblico utilizza risorse pubbliche ma quando si rivolge alla domanda privata, l’impresa sociale si muove come azienda che assume su di sé il rischio d’impresa. Un giusto equilibrio tra natura sociale e rischio imprenditoriale è la dimensione da ricercare, a nostro avviso, per lo sviluppo economico e sociale del prossimo futuro.

Mettere in co-programmazione e co-progettazione il pubblico con il privato e la Pubblica Amministrazione a livello locale, ma non solo. Il nostro mondo si caratterizza per un’alta vocazione innovativa, anche grazie all’atteggiamento di visione che ci consente di diversificare e migliorare prodotti e servizi in ambiti diversi dal sociale. Alcuni esempi: progetti di housing sociale, di rigenerazione urbana, di agricoltura sociale e di sostenibilità ambientale (soprattutto nel settore delle energie) che diventano anche piattaforme solidali con impatti misurabili.

Altrettanto utile è il fundraising, se percorso in modo strategico e partecipato nel territorio: molte fondazioni stanno facendo questa scelta, diverse imprese profit si stanno muovendo in questa direzione; qui si tratta di lavorare insieme per processi di sviluppo “situati” e radicati.

Il punto è il come, ovvero l’utilizzo che si fa degli strumenti e delle opportunità di sviluppo perché si realizzino condizioni di cresciti win-win e il beneficio prodotto sia per tutti. L’impresa sociale investe risorse economiche per creare e potenziare i servizi rivolti alla comunità, il che equivale a redistribuire ricchezza sociale alla collettività sotto forma di risposte ai suoi bisogni.

Quanto può contare la tecnologia nell’organizzazione futura delle imprese sociali e nel terzo settore più in generale?

L’utilizzo della tecnologia e del digitale ha avuto negli ultimi mesi un’accelerazione enorme.

Ma è altrettanto vero che l’impiego degli strumenti digitali non è garanzia di una gestione ottimale dei bisogni personali e familiari: pensiamo allo smart working, entrato nelle vite personali e delle organizzazioni in modo dirompente, e dato per scontato insieme alla disponibilità di device aggiornati, di competenze adeguati, e della capacità di conciliare il ménage familiare con gli impegni di lavoro.

Per integrare nelle organizzazioni forme di lavoro agile funzionali, quindi, dobbiamo immaginare di abbinarle ad un sistema di servizi conciliativi altrettanto “smart”, in modo da agevolare sia il lavoratore che l’azienda

Il Gruppo CGM ha avviato da tempo un uso di valore degli strumenti digitali e delle piattaforme di connessione, con la creazione prima di cgmwelfare, sistema accessibile e diffuso di welfare aziendale, poi di un’infrastruttura virtuale di welfare territoriale che, in tempi di pandemia, ha potuto fornire risposte tempestive e “sartoriali” ai bisogni essenziali inevasi a causa del lockdown. Non abbiamo fatto altro che mettere a disposizione i servizi attraverso la piattaforma digitale, ponendo al centro la relazione tra le cooperative, già identificata e riconosciuta nei territori, e i cittadini. Si valorizza così anche il lavoro di affiancamento e dialogo con l’ente pubblico che le nostre associate praticano nel quotidiano, oggi con ancora maggiore trasparenza e affidabilità.

Sono nate così sperimentazioni innovative di governance dei servizi a Biella, Matera, Napoli, Salerno, Milano, Torino, Bari, con circa 10 milioni di cittadini che oggi possono accedere direttamente ai servizi disponibili nel loro Comune.

Soluzioni e strumenti per la coesione e la crescita sociale in grado di tradurre le richieste in attività e che, attraverso la tecnologia, migliorano la fruibilità dei servizi erogati. Sollecitate dall’emergenza, le politiche di settore hanno ora iniziato a percorrere.

Il welfare si rivolge sia ai cittadini in modo diretto che alle Amministrazioni locali. Abbiamo potuto saggiare quindi anche l’interesse dell’Ente Pubblico all’erogazione di servizi di pubblica utilità attraverso la nostra piattaforma. Un caso, il primo, è il Comune di Tradate (in provincia di Varese), che ha da subito aderito al progetto con la piattaforma digitale “Tradate welfare”: il cittadino in questo modo accede al cruscotto di servizi censiti e di fruirne attraverso un borsellino individuale abbinato alla piattaforma.

E’ una evoluzione che valorizza la dimensione dinamica tra territoriale e sociale, tra la cooperativa che eroga i servizi, la comunità che fruisce e l’Amministrazione Pubblica che promuove e mette a disposizione gli strumenti. Quella che noi definiamo tridimensionalità relazionale, ormai inderogabile in sistemi di sviluppo e di governance che vogliano avere un impatto durevole e sostenibile.

C’è poi un’ultima considerazione personale. A mio avviso la crisi sanitaria ha fatto emergere un valore ulteriore dell’interazione mediata dalla tecnologia, nella misura in cui ci ha aiutato ad ascoltarci di più. Comunicare a distanza, affidarsi agli strumenti virtuali, impone il rispetto dei tempi, l’attenzione reciproca e una maggiore concentrazione sul volto e sulla mimica, facendoci stare nell’ascolto attivo e nei contenuti più del confronto vis a vis che, pure irrinunciabile, spesso crea distorsioni di senso e sovrapposizioni dovute alla sbrigatività.

Quali sono le opportunità che la crisi sta offrendo?

Mi auguro innanzitutto che si faccia tesoro dei cambiamenti positivi imposti dalla crisi e che le azioni di rilancio siano improntate a principi di sostenibilità e inclusione, conciliando la primaria necessità di contrastare l’epidemia ed eventuali ricadute, che potrebbero essere ben più gravi per il sistema Paese.

Va detto che in questa fase abbiamo una serie di elementi da prendere in considerazione: uno, lo dicevamo prima, legato all’utilizzo della tecnologia e alla digitalizzazione come veicolo di sviluppo ma anche viatico per la sburocratizzazione dei processi di governance; l’altro riguarda la necessità di cambiare passo, di intraprendere reali strategie di svolta.

Se ne fa un gran parlare, ma puntualmente accade l’esatto contrario. Persino nella definizione delle linee guida per il riavvio dei servizi all’infanzia, già colpevolmente trascurati durante tutto il lockdown e anche nella successiva ripresa, piuttosto che andare verso uno snellimento procedurale, i protocolli si sono rivelati oltremodo complessi, come nel caso dei centri estivi.

Non necessariamente si deve pensare ad azioni forti o dirompenti, trovo più efficace puntare su una maggiore, effettiva sussidiarietà orizzontale e cooperativistica, soprattutto se si persegue l’impatto sociale degli obiettivi di sviluppo. Una maggiore possibilità di ascolto ed una maggiore condivisione di tali obiettivi, con i soggetti che attivamente vi lavorano, consentirebbe di programmare bene e per tempo l’utilizzo delle risorse ampiamente disponibili.

Quale ruolo hanno oggi le associazioni datoriali per il rilancio del sistema Italia?

Il ruolo è centrale. I corpi intermedi sono i soggetti che possono fare sintesi in un rinnovato spirito di collaborazione da un lato con le comunità e gli attori economici, dall’altro con i policy maker.

Le associazioni sono avvezze a raccogliere le istanze direttamente sul campo, il che equivale a concertare e mediare i bisogni, per poi tradurli in proposte di soluzioni tailor made. Lo dico nella mia doppia veste di imprenditore e di rappresentante regionale di Confcooperative Basilicata. Ciò deriva dall’assunzione di responsabilità degli imprenditori che le vivono dall’interno e che devono rappresentare le istanze di tutti, portarle a sintesi, invece che sovrapporre voci e opinioni facendo solo confusione.

Oggi più che mai, quindi, ritengo che il valore delle organizzazioni datoriali sia fondamentale nel dialogo con le istituzioni, fra le stesse organizzazioni datoriali e sindacali e nella ricerca di strategie programmatiche di senso per il bene del Paese.

L’intervista è tratta dal libro di Giovanni Volpe “Nuovo Rinascimento – Imprese e società nell’era post covid-19”, edito da Edizioni ESTE, pagina 117. Il libro in versione integrale qui https://www.este.it/editoria/libri/view/95:nuovo-rinascimento.html

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Formazione News

In partenza il corso su requisiti e applicazione della norma UNI EN ISO 9001:2015 nel settore sociale.

UNI EN ISO 9001:2015

Requisiti e applicazione della norma nel settore sociale.

Un corso dedicato ai futuri professionisti dei sistemi di gestione.

Insieme a Francesca Besco, formatrice e consulente sistemi di gestione, un percorso online di 9 ore diviso in 3 tappe:
13 gennaio, 21 gennaio e 10 febbraio 2021.

Il programma

13 gennaio 2021 –  9:30/12:30

  • I riferimenti: le norme della serie 9000 e la struttura di alto livello.
  • Alla base: i principi di gestione per la qualità
  • L’approccio: i processi ed il risk based thinking
  • I requisiti della norma: il ruolo della leadership e la comprensione del contesto dell’organizzazione.
  • Confronto su esempi applicativi

 

21 gennaio 2021 – 9:30/12:30

  • I requisiti della norma sulla pianificazione: azioni per affrontare rischi e opportunità e pianificazione degli obiettivi per la qualità
  • I requisiti della norma a supporto dell’erogazione del servizio: persone e competenze, conoscenza organizzativa e consapevolezza. Infrastrutture e ambiente di lavoro. Risorse per il monitoraggio e la misurazione. Comunicazione. Gestione delle informazioni documentate.
  • Confronto su esempi applicativi

 

10 febbraio 2021 – 9:30/12:30

  • I requisiti della norma per l’erogazione del servizio: pianificazione, requisiti contrattuali, progettazione, acquisti, erogazione.
  • I requisiti della norma per la valutazione delle prestazioni: monitoraggio, soddisfazione del cliente, analisi dei dati, audit interno, riesame di direzione.
  • I requisiti della norma per il miglioramento: non conformità, azioni correttive e azioni di miglioramento.
  • Confronto su esempi applicativi
  • Test di apprendimento e questionario di gradimento

Costi e iscrizione

€100+ IVA

Iscrizioni a questo link (il pagamento avviene a corso confermato)

Per informazioni
simona.taraschi@cgm.coop

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Eventi

Gli apprendimenti che cambiano i servizi in tempo di Covid

Gli apprendimenti che cambiano i servizi in tempo di Covid

Un nuovo appuntamento webinar rivolto alla rete CGM, nato dalle richieste della community educazione, ma destinato a tutti.

Quando? 
Il 16 dicembre 2020 dalle ore 11.00 alle ore 13.00

Quali sono gli apprendimenti che hanno cambiato e stanno ancora cambiando i servizi in questo momento storico?

Faremo il punto della situazione dei servizi nelle cooperative e, attraverso un sondaggio, chiederemo ai partecipanti cosa sta succedendo nelle organizzazioni, tra cambiamenti e nuovi assetti.

Saranno nostri ospiti alcuni rappresentati di cooperative e realtà della #reteCGM che ci racconteranno le loro esperienze in materia di apprendimenti organizzativi: Monica De Pace per la Cooperativa Paolo Babini di Forlì, Maria Grazia Campese per Spazio Aperto Servizi di Milano e Giusi Biaggi per Consorzio Solco Cremona e CGMoving

Approfondiremo poi la tematica da un punto di vista esterno e generale con due esperti: Maurizio Stefano Mancuso, filosofo della cultura e docente dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Stefano Laffi, sociologo e cofondatore di Codici.

Programma

ore 11.00

Non possiamo far finta di niente. Spunti e riflessioni per aprire la discussione
Simona Taraschi, Responsabile Area Educazione CGM

Cosa succede nelle nostre organizzazioni? Parola ai partecipanti

L’evoluzione delle organizzazioni
Maurizio Stefano Mancuso, filosofo della cultura e docente dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

In dialogo con alcune realtà imprenditoriali
Francesca Gennai, Consigliera CGM con delega all’infanzia, intervista:

  • Monica De Pace, Cooperativa Paolo Babini
  • Maria Grazia Campese, Cooperativa Spazio Aperto Servizi
  • Giusi Biaggi, Consorzio Solco Cremona e CGMoving

I pro e i contro dentro le nostre organizzazioni in poca covid. Riflessioni e stimoli
Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager CGM

Gli apprendimenti delle imprese (sociali) nel dopo pandemia. Come ci prepariamo al futuro
Stefano Laffi, sociologo e socio fondatore di Codic

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Iscrizioni

Il webinar è gratuito e aperto a tutti i dependenti e collaboratori di Consorzi e Cooperative socie CGM.
Iscriviti qui: 
Se sei esterno alla rete e sei interessato a partecipare, scrivi a simona.taraschi@cgm.coop

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Coesione sociale e Sud: il binomio per il rilancio

Coesione sociale e Sud: il binomio per il rilancio

di Giuseppe Bruno, Presidente Gruppo Cooperativo CGM

Quando lo scorso anno, nella nostra Convention d’autunno, parlavamo del futuro delle nostre cooperative sociali a partire dalla capacità di valorizzare l’esistente e le connessioni costruite nei territori, ma anche il portato trasformativo dei sistemi digitali, non potevamo immaginare quanto imminente fosse quel futuro.

Il nostro Gruppo cooperativo CGM ha avviato da tempo un lavoro di riprogrammazione strategica fondata sul consolidamento della dimensione territoriale, trainato com’è dalla vocazione alla prossimità delle sue organizzazioni non profit, una corrente continua che percorre le nostre comunità, le illumina, le alimenta, le riscalda, le anima.

Oggi il Ministro Provenzano parla di «ecosistemi per l’innovazione» ben sintetizzando l’obiettivo, da noi condiviso, di puntare ad uno sviluppo tailor made, radicato e illuminato allo stesso tempo, dove l’intersettorialità dei linguaggi e dei valori è essa stessa prerequisito di sostenibilità. Questo è particolarmente vero per il nostro Mezzogiorno dove, per invertire la rotta dello svantaggio storico, si deve stimolare il rilancio degli investimenti, anche grazie alle nuove possibilità offerte dall’Europa. Sud e coesione sociale, binomio significativo per leggere gli slanci evolutivi dell’attuale agenda politica.

Lo scorso 1 ottobre il Presidente del Consiglio affermava che lo sforzo di ridare al Paese lo status di potenza economica e industriale non può che partire dal Sud. Come negli anni della ricostruzione, quando la questione meridionale fu affrontata come priorità e la crescita del Paese raggiunse livelli mai più eguagliati. Il Mezzogiorno ha una grande opportunità e al contempo una grande responsabilità: contribuire a che le risorse che si stanno canalizzando verso una possibile ricucitura del Paese vengano effettivamente utilizzate con consapevolezza di obiettivi e con efficacia di strumenti, prevenendo gli effetti alluvionali delle devoluzioni massive.

Come un contadino cura la terra, la prepara ad assorbire nutrimento, alla crescita e al raccolto, le comunità devono curare i luoghi, predisporre il terreno a far penetrare l’acqua in profondità, per avere una crescita vigorosa e diffusa. Una crescita che si innerva dal basso come una vite che, mentre alle sue radici consolida il terreno, si proietta verso l’alto intrecciandosi con la struttura che la sostengono e armonizzando la sua crescita con il contesto che incontra. Ogni obiettivo di ripresa economica e ogni dibattito politico deve innestarsi su questo fertile terreno di coltura (e cultura).

La nostra vite è l’infrastruttura sociale: dobbiamo creare tutte le condizioni di sviluppo perché continui a restituire solidità nel tempo, ad essere radicata nei territori ma anche veicolo di protagonismo diffuso, opportunità di raccolta e nuova generatività per i giovani, mediana tra ente pubblico e mercato.

La crescita del Terzo Settore in tutto il Paese è ben visibile, in particolare al Sud con punte molto avanzate, registrando una netta ascesa in termini di volumi di sviluppo e di occupazione. Il censimento Istat sulle Istituzioni Non Profit fotografa un incremento costante della presenza degli ETS in Italia ed in particolare al Sud, con un trend che riguarda sia la diffusione territoriale,  che in sette anni registra oltre 10 punti percentuali in più al Centro-Sud rispetto alle altre aree in cui è del 5%, sia le dinamiche occupazionali, che fanno rilevare un aumento del 40% di posti di lavoro nel settore non profit del meridione, soprattutto nella cooperazione sociale.

Mantenere questo ruolo pro-attivo e costruttivo è quindi una priorità per noi, rinforzarlo dev’essere l’obiettivo condiviso con il Governo, ben lontani dall’atteggiamento delegante di chi, nel torpore dell’assistenzialismo, confida solo nella pioggia di risorse dall’alto senza agire da buon contadino.

Ciò che ancor meno serve oggi al Mezzogiorno. “Occorre disegnare il rilancio del nostro Paese con il Sud, e non per il sud”. Bene il Piano del ministro Provenzano, bene gli aiuti dell’UE e il programma di investimenti Next Generation, ma l’attenzione è anche al modo in cui queste risorse saranno utilizzate, perché non rimangano misure isolate, sconnesse fra loro. Diventa fondamentale percorrere quel dialogo tra pubblico e privato che tutti riconoscono fruttuoso, farlo diventare strutturale, con le imprese sociali attive e protagoniste di coprogettazioni estese e partnership multidisciplinari.

È questa la nostra ricetta di resilienza non adattiva e di innovazione, e l’impatto positivo di questo impegno nei territori già oggi è sotto gli occhi di tutti. Le cooperative e le imprese sociali della rete CGM lavorano in convenzione con il pubblico, utilizzano le risorse pubbliche misurandone gli impatti. E quando si rivolgono alla domanda privata, le imprese sociali assumono consapevolmente il rischio d’impresa, ricercando comunque il giusto equilibrio tra natura sociale e slancio imprenditoriale, in una continua tensione evolutiva che è ciò che intendiamo per capacità trasformativa. E questo avviene, seppur in maniera diversa, in tutto il territorio nazionale, da nord a sud, come rilevato anche dalla nostra Consigliera CGM con delega al Mezzogiorno Elena Silvestri.

Vero è che nei prossimi anni i dati raccolti ci daranno conto degli effetti dell’emergenza sanitaria, in particolare sull’occupazione, e non saranno certo confortanti. Ma non staremo a guardare l’inclinazione delle curve statistiche senza cogliere i buoni spunti che raccogliamo nel presente, e che ci dicono quanto questione meridionale, giustizia sociale e coesione siano strettamente correlati.

In più occasioni abbiamo suggerito spunti di investimento “impact oriented”: dall’istruzione accessibile a tutto il segmento dedicato alla Prima Infanzia, dalla tecnologia come viatico per la sburocratizzazione dei processi di governance alle piattaforme digitali per il welfare in cui garantire prossimità e continuità, dalle filiere territoriali agli ecosistemi circolari e sostenibili.

L’integrazione delle misure e delle azioni, in una visione complessiva di sviluppo economico e sociale per il futuro prossimo, implica un’assunzione reciproca di responsabilità.

Il Terzo Settore, l’impresa sociale ha in sé questa visione, sostenuta dalla capacità di leggere i bisogni reali, di dialogare con le comunità, di intraprendere e investire per una crescita dei territori collocata, di creare reti di collaborazione virtuosa tra PA e mercati, di “stare dentro” i mercati.

Non pecchiamo di presunzione se diciamo che la cooperazione e l’imprenditoria sociale sono, per definizione e per sostanza, modello economico per un Paese che sta costruendo il suo rilancio.

*articolo pubblicato su Vita

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Educazione

#educazionecgm: tutti i prossimi appuntamenti

#educazionecgm: tutti gli appuntamenti da non perdereLe prossime settimane sono ricche di appuntamenti dedicati a professionisti del settore (educatori, insegnanti, assistenti sociali, psicologi), e genitori

Prendi carta e penna:

La preadolescenza come terra di mezzo

📣19 novembre ore 20.30

Tra l’infanzia e l’adolescenza c’è una terra di mezzo, in cui avvengono profondi cambiamenti e inaspettate trasformazioni.

Maria Longoni, pscoterapeuta dell’Istituto Minotauro, ci accompagnerà ad approfondire uno sguardo sulla preadolescenza, a partire dalle emozioni e i sentimenti che la abitano e che spesso sono alla base dei disagi che possono insorgere a quest’età.

L’incontro sarà moderato dalla dott.ssa Alessia Lanzi, coordinatrice del progetto Giovani Connessi per l’Istituto Minotauro.

Il webinar fa parte del progetto Giovani Connessi, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

Iscriviti

Educa – Il Festival dell’Educazione

📣 19-20-21-22 novembreQuest’anno Educa si presenta in un’edizione speciale, non solo per la forma on line, ma anche e soprattutto per il tema: l’impatto dell’esperienza Covid 19 sulle relazioni educative. L’intero programma ricco di eventi sul sito dedicato www.educaonline.it

Insieme al Consorzio Consolida ti proponiamo il webinar del 20 novembre “Outdoor: un’opportunità pedagogica” dove approfondiremo il fare educazione outdoor e il significato dell’esperienza didattica in relazione all’ambiente, alla sostenibilità e al movimento.
Qui il programma dell’appuntamento e le modalità per seguire l’evento.

Contrastare la povertà educativa
La nuova sfida del welfare comunitario e l’emergenza sanitaria in atto

📣 27 novembre ore 10
convegno online

Cantiere educazione – webinar

📣 1 dicembre – ore 11.00 – 13.00

Il Benessere di chi educa e di chi si prende cura.
Tra tamponi e turn over quali supporti possibili? 

Con la partecipazione di
Anna Lia Galardini, formatrice e consulente pedagogica
Marianna Riello, neuro psicologa e ricercatrice Università di Trento

Moderano
Francesca Gennai, consigliera CGM con delega all’infanzia
Simona Taraschi, Responsabile Area Educazione CGM
Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager CGM

Il programma completo è scaricabile qui

Per informazioni e iscrizioni
simona.taraschi@cgm.coop

 

📣  16 dicembre – ore 11.00 – 13.00

Webinar sul tema degli apprendimenti che cambiano i servizi in tempo di covid ovvero come cogliere le opportunità anche nelle situazioni di crisi.

Le iscrizioni partiranno a breve.
Per informazioni scrivere a

simona.taraschi@cgm.coop

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Project Welfare

MASP – Master Parenting in Work and Life

MASP Master Parenting in Work and Life

MASP Master Parenting in Work and Life è un progetto finanziato dall’UE che mira a cambiare la prospettiva della divisione tra lavoro e vita personale, passando da un concetto di equilibrio vita-lavoro a uno di sinergia, e a stimolare una divisione più equa delle responsabilità familiari e di cura tra uomo e donna e a incentivare una maggiore partecipazione femminile nel mercato del lavoro.

Gli obiettivi specifici del progetto MASP sono:

  • sviluppare e testare una strategia di work-life balance innovativa incentrata su due programmi: uno dedicato alle donne disoccupate l’altro rivolto alle imprese e ai loro lavoratori
  • migliorare le capacità e le conoscenze degli attori chiave coinvolti nel processo di conciliazione tra lavoro e vita privata al fine di renderli più consapevoli e implementare misure innovative.
  • sviluppare una partnership multilivello e multi stakeholder sostenibile al fine di creare un modello integrato di intervento.
  • promuovere la conoscenza e la condivisione di esperienze tra i diversi soggetti partecipanti.
  • facilitare l’accesso alle informazioni sui diritti di protezione sociale attraverso la creazione di “kit genitoriali” che includeranno schede
  • informative, la guida MasP, le credenziali per l’accesso ad una piattaforma digitale.

La realizzazione del progetto vede un partenariato internazionale coordinato dal Comune di Milano.

Il progetto è presentato nel dettaglio sul sito del Comune di Milano:

https://economiaelavoro.comune.milano.it/progetti/masp-master-parenting-work-and-life

Partner

  • Agenzia del Lavoro della Provincia Autonoma di Trento – ITALIA
  • AFOL Metropolitana – ITALIA
  • Associazione BIN ITALIA – ITALIA
  • API (associazione piccole medie imprese) – ITALIA
  • Gruppo Cooperativo CGM – ITALIA
  • EUROSMAC
  • LBV (maam Life Based Learning)
  • REVES Network
  • AICCON

La presente ha ricevuto un sostegno finanziario dal programma dell’Unione europea per l’occupazione e l’innovazione sociale “EaSI” (2014-2020).

Esclusione di responsabilità

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