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Fuori è dentro: aperte le iscrizioni per la seconda edizione del workshop dedicato ai professionisti dell’educazione

Fuori è dentro

Come l’impresa sociale e l’outdoor education possono cambiare il futuro della scuola

Dopo l’esperienza dello scorso settembre nella cornice di Arte Sella, CGM ti invita alla seconda edizione del workshop FUORI è DENTRO: un’opportunità di confronto, scambio e riflessione dedicata ai professionisti dell’educazione.
Il workshop esplorerà le strade possibili utili per “cambiare la scuola” da fuori, valorizzando lo sport come strumento educativo e di inclusione, la didattica dei luoghi, le esperienze informali e le attività extra curricolari che arricchiscono competenze e skills di bambini e ragazzi.

La due giorni prevede un alternarsi di momenti di approfondimenti teorici ed esperienziali, ma anche e soprattutto di laboratori pratici in outdoor per passare subito dal dire al fare.

 

Il workshop è organizzato dal Consorzio CGM in co-progettazione con il Consorzio Proodos (NA) e la Società Sportiva Sant’Anastasia Calcio (NA) all’interno di Inclusi dalla scuola alla vita, un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Programma

24 SETTEMBRE

12.30 | Arrivo e pranzo di benvenuto c/o Hotel la Casa Del Pellegrino, Sant’Anastasia (NA)

15.00– 16.30

Fuori dalla scuola: sport, cultura e altre esperienze
Maurizio de Giovanni, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo

Saluti istituzionali
Lucia Fortini, Assessore alla Scuola, alle Politiche sociali e alle Politiche giovanili della Regione Campania
Carmine Esposito, Sindaco di Sant’Anastasia

Introduzione al workshop
a cura di Giuseppe Bruno, Presidente Consorzio CGM, e Mario Sicignano, Presidente Consorzio Proodos

16.30-17.30 | Sport e Terzo Settore. Come lo sport può diventare strumento educativo e di inclusione.
Giuseppe Di Marzo, Presidente AC Sant’Anastasia, in dialogo con il Maestro di Judo Giovanni Maddaloni

17.30-18.30 | Estate 2021: le esperienze fuori e dentro la scuola
Sara De Carli, giornalista per Vita in dialogo con
– Cooperativa Stripes, Rho (MI)
– Cooperativa Occhi Aperti di Scampia (NA)
– Istituto Andrea Torrente, Casoria (NA)

20.00 | Cena al Ristorante Ristorame Cucina Popolare

 

25 SETTEMBRE

9.30-12.00 | Workshop paralleli: dalla teoria alla pratica

  • L’allenatore come operatore sociale: quando l’educazione passa dallo sport.
  • Educazione alle differenze: laboratorio per prevenire le discriminazioni nelle scuole.
  • Comunicare l’educazione: nuove tecniche e linguaggi con i giovani del magazine La Testata.

12.00-12.30 | Cosa portiamo FUORI?
Riflessioni e restituzione al termine del workshop con Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager CGM

12.30 – 13.00 | I prossimi step di CGM
Il futuro dell’educazione e gli appuntamenti dedicati alla community con Francesca Gennai, Consigliere di amministrazione CGM con delega all’educazione

13.00 | Pranzo finale e salutiScopri il programma completo

Quando

Il 24 e 25 settembre 2021

Dove

Sant’Anastasia (NA)

Costo

Workshop con pernottamento di una notte + colazione presso l’Hotel la Casa Del Pellegrino, Sant’Anastasia (NA)

  • Opzione stanza singola
    €160 + 22% iva a persona
  • Opzione stanza doppia
    €150 + 22% iva a persona

Workshop senza pernottamento

  • €120 + 22% iva a persona

Tutte e tre le tariffe comprendono

  • 2 pranzi + 1 cena
  • Formazione e workshop

Iscrizioni

Iscrizioni entro il 12 settembre o fino a esaurimento posti a questo link Iscriviti qui

Informazioni

• Per ulteriori informazioni, scrivi a simona.taraschi@cgm.coop

• Per garantire un efficace svolgimento del workshop e la sicurezza di tutti nel rispetto delle normative anti-Covid vigenti, la formazione è aperta a un massimo di 50 partecipanti muniti di Green Pass

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Finanza News

CGM Finance sottoscrive un nuovo accordo con l’European Investment Fund (EIF)

CGM Finance sottoscrive l’accordo per un nuovo strumento di garanzia con l’European Investment Fund

CGM Finance ha sottoscritto un nuovo accordo con l’European Investment Fund (EIF) per l’attivazione di un nuovo strumento di garanzia: il Pan-European Guarantee Fund (EGF). L’EGF fa parte del pacchetto generale di misure concordato dall’Eurogruppo il 9 aprile 2020 e ulteriormente approvato dal Consiglio Europeo il 23 aprile 2020.

Obiettivo

L’obiettivo dell’EGF è rispondere all’impatto economico della pandemia di COVID-19 garantendo che le imprese degli Stati membri partecipanti dispongano di liquidità a breve termine sufficiente per superare la crisi e siano in grado di continuare la propria crescita e sviluppo nel medio-lungo periodo. L’EGF, con una dimensione mirata di 25 miliardi di Euro in caso di contributi di tutti gli Stati membri dell’UE-27, è gestito dal gruppo BEI.

Il ruolo di CGM Finance

Terminato il periodo di due diligence, il FEI ha selezionato CGM Finance come intermediario finanziario.
Questo significa che il braccio finanziario di CGM potrà erogare finanziamenti alle PMI e Mid-Cap, che rispondono ai criteri di ammissibilità, con garanzia rilasciata dal FEI.
A fronte di questa garanzia, i cui costi sono sostenuti da CGM Finance, questa si impegna ad applicare condizioni vantaggiose che trasferiscano il beneficio finanziario alla controparte finanziata: ci saranno importanti sconti sul tasso di interesse dell’entità variabile a seconda del tasso iniziale diversamente applicato.

Gli interessati che desiderano presentare una richiesta di finanziamento possono contattare CGM Finance per verificare se corrispondono ai criteri di ammissibilità.

Tel. +39 030 28 07 466
info@cgmfinance.it

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RINA e CGM: a dieci anni dall’inizio della collaborazione rinnovata la partnership

RINA e CGM

Rinnovata la partnership

A dieci anni dall’inizio della collaborazione tra CGM e RINA, uno dei più importanti enti di certificazione in Italia, abbiamo intervistato Jacopo Ferrando, Genoa & Milan Management System Certification Head.

Si parla del percorso della Rete CGM fin qui, dei cambiamenti delle certificazioni nell’imprenditoria social e del valore aggiunto che un sistema di gestione certificato apporta durante e dopo una pandemia.

Dieci anni di collaborazione tra RINA e la rete CGM rappresentano un bel traguardo.
Quali sono gli elementi fondamentali che hanno permesso di consolidare la partnership?

Assolutamente un importantissimo traguardo. Una chiara evidenza di quanto da sempre RINA cerca di costruire coi propri clienti: una partnership fondata su solide competenze che contribuisca alla nostra crescita e contemporaneamente a quella dei nostri Clienti.

Un decennio fa le Organizzazioni della rete CGM che avevano implementato un Sistema di Gestione ed ottenuto da RINA il relativo riconoscimento erano circa 120 e si parlava quasi esclusivamente di Sistemi di Gestione Qualità (ISO 9001).
Oggi le Cooperative certificate ammontano a 180 e sempre più spesso verifichiamo Sistemi di Gestione integrati in conformità a più norme quali ISO 14001 (ambiente) e ISO 45001 (salute e sicurezza sul lavoro).

Come sono cambiate, se sono cambiate, le certificazioni delle imprese sociali della rete CGM in questo decennio?

Nel tempo si è lavorato insieme per sviluppare e diffondere la cultura dei Sistemi di Gestione: un modello di lavoro che permette di ridurre e controllare i rischi di qualsiasi natura nello svolgimento delle singole attività di ogni giorno. Sfruttando l’esperienza accumulata negli anni, le norme stesse di riferimento sono cambiate nel tempo e sono state revisionate dagli Organismi Internazionali preposti per favorire un approccio sempre più integrato e un’analisi dei rischi applicabili a ciascuna Organizzazione e di qualsiasi natura. Anche le Imprese sociali della rete CGM, nell’implementare i nuovi requisiti, hanno aggiornato i propri sistemi di gestione che risultano oggi sempre più aderenti al proprio contesto.

Il 2020 – a causa della pandemia da Covid-19 – è stato un anno terribile per molte aziende.
Avere i sistemi di gestione certificati ha significato avere una marcia in più per le imprese?

Le norme internazionali, come detto, sono state revisionate nel tempo e in particolare sono stati aggiunti alcuni requisiti in merito alla gestione del cambiamento. Questa terribile pandemia ha causato e causerà anche in futuro profondi cambiamenti nei contesti lavorativi e nei mercati di tutto il mondo. I dati che abbiamo a disposizione dimostrano che le aziende che hanno mantenuto attivo il loro sistema di gestione aziendale, pur nelle difficoltà, sono riuscite a garantire una continuità del business grazie all’organizzazione, alla capacità di reagire tempestivamente ai cambiamenti ed alla competenza delle proprie risorse.

Dall’osservatorio privilegiato di uno dei più importanti enti di certificazione in Italia quale è il RINA, si possono intuire i trend futuri in materia di sistemi di gestione che possono interessare anche alle imprese sociali della rete CGM?

Come detto, il contesto lavorativo e di mercato sta cambiando velocemente e ci si attendono nei prossimi anni grandi investimenti in temi di Sostenibilità Ambientale e di Responsabilità Sociale. Anche nel mondo CGM quindi ci aspettiamo un aumento di Sistemi di Gestione Integrati Qualità, Ambiente e Salute e Sicurezza, ma anche ulteriori passi verso temi di Responsabilità Sociale ed Anticorruzione (SA 8000 ed ISO 37001 ad esempio).

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News Ricerca

Apre NeMOLab: segui l’evento in diretta

Parte NeMOLab per ricerca tecnologica sulle malattie neuromuscolari

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Parte NeMOLab per ricerca tecnologica sulle malattie neuromuscolari

NeMOLab è il primo polo di ricerca tecnologica in Italia, per lo sviluppo di programmi e progetti che rispondano ai bisogni di chi vive una patologia neurodegenerativa e neuromuscolare.

Al terzo piano dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, il NeMOLab è frutto della sinergia tra i Centri Clinici NeMO – da 13 anni in prima linea per la cura e l’assistenza delle persone con malattie neuromuscolari – e il Gruppo Cooperativo Gino Mattarelli (Cgm), da oltre trent’anni impegnato nel fare impresa sociale.

Nove laboratori interdisciplinari, 18 ricercatori e 10 partner tecnico-scientifici riconosciuti a livello internazionale, con l’obiettivo di sviluppare conoscenza e realizzare soluzioni tecnologiche che abbiano un impatto concreto per la vita quotidiana delle persone con patologie altamente invalidanti e progressive, quali la SLA, la SMA e le distrofie muscolari che interessano oggi circa 40.000 persone in tutto il Paese.

Sarà un viaggio nella tecnologia, con lo sguardo proiettato ad un futuro di possibilità.           

Con Fabrizio Sala, Assessore all’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione di Regione Lombardia – Alberto Fontana, Presidente Centri Clinici NeMO    – Stefano Granata, Presidente NeMOLab    – Christian Lunetta, Direttore scientifico NeMOLab    – Francesca Pasinelli, Direttore Generale Fondazione Telethon    – Cristina De Capitani, Ricercatore Istituto Polimeri Compositi e Biomateriali del CNR    – Marco Sacco, Ricercatore STIIMA- CNR, Sistemi e Tecnologie Industriali Intelligenti per il manifatturiero avanzato    – Loredana Zollo, Presidente corso di laurea in ingegneria biomedica, Università Campus Bio-medico di Roma    – Matteo Faustini, Cantautore e testimonial Centri Clinici NeMO    – Federico Rognoni, Influencer    – Christopher Castellini, Illusionista della mente e paziente Centri Clinici NeMO    – Marco Bosio, Direttore generale ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano    – Valeria Sansone, Direttore Clinico del Centro Clinico NeMO Milano    – Stefano Regondi, Amministratore delegato NeMOLab    – Marco Rasconi, Presidente UILDM. Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare .

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Formazione News

Al via i nuovi Erasmus Plus e Creative Europe

Erasmus Plus e Creative Europe al via!

Appena lanciato il nuovo “Erasmus+ 2021 – 2027” con un budget di 26,2 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno circa 2,2 miliardi di euro dagli strumenti esterni dell’UE, quasi il doppio rispetto alla programmazione precedente. La Commissione Europea ha inoltre pubblicato la Call for proposals che dà la possibilità di presentare già nel 2021 progetti a tutte le organizzazioni pubbliche o private attive nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport.

“Europa Creativa 2021-2027”, con 1,85 miliardi di euro di budget, è il secondo programma già definito dalla Commissione, anche se la call per presentare progetti sarà pubblicata entro la fine dell’anno.

Fondazione Triulza in collaborazione con Gruppo Cooperativo CGM e CSVnet Lombardia organizzano nel mese di maggio attraverso una piattaforma online due LabEuropa, laboratori formativi per approfondire le principali specificità, le nuove sfide e aree tematiche, le linee guida e la modulistica ufficiale dei nuovi programmi Erasmus+ (20-21 maggio) e Europa Creativa (27-28 maggio).
I LabEuropa “Progetti Europei: si può fare!” sono promossi nell’ambito del progetto BEEurope nato in partnership con Fondazione Cariplo per migliorare la capacità delle organizzazioni del Terzo Settore e dell’Economia Civile di accedere ai fondi UE e di partecipare a programmi e reti internazionali d’innovazione sociale. Oltre alla collaborazione su questi temi con CGM, Fondazione Triulza ha siglato con CSVnet Lombardia un’alleanza per rafforzare insieme strumenti, servizi e strategie che consentano alle organizzazioni italiane e lombarde di accedere alle opportunità europee.

DESTINATARI

Organizzazioni del terzo settore e dell’economia civile, professionisti, enti pubblici o privati interessati a conoscere le principali novità dei nuovi programmi e far acquisire alle proprie risorse, competenze in europrogettazione al fine di avviare o rendere più efficace la propria azione nell’ambito dei programmi europei.

DURATA

La durata di ogni laboratorio sarà di 8 ore e si svolgerà in due pomeriggi, dalle ore 14.00 alle ore 18.00: il primo giorno viene presentato e contestualizzato uno specifico Fondo o Programma Europeo, il secondo giorno si affrontano tutti gli aspetti pratici. In particolare vengono forniti gli elementi per presentare un progetto europeo: come si scrive un progetto e si presenta un budget usando la modulistica del bando, come si presentano i partner e i documenti necessari. I laboratori sono indipendenti l’uno dall’altro e si può decidere di frequentare solo quelli che affrontano le tematiche di interesse per la propria organizzazione.

DOCENTI

La partnership tra Fondazione Triulza e consorzio CGM garantisce le competenze ed esperienze necessarie per la docenza dei laboratori che saranno condotti da una docente con esperienza decennale nella presentazione/gestione e rendicontazione di progetti europei.

PARTECIPAZIONE E COSTI

Il laboratorio partirà con un numero minimo di 10 partecipanti. Costo: € 150+iva per singola unità didattica (laboratorio). Se una persona partecipa ai due laboratori oppure partecipano due persone della stessa organizzazione il costo del secondo laboratorio o secondo partecipanti sarà di € 120+iva

PER INFORMAZIONI ED ADESIONI

Per informazioni e adesioni ai laboratori potete contattare:

Alessandra Mambriani, Responsabile marketing Fondazione Triulza
marketing@fondazionetriulza.orgQui il modulo di adesione

I DUE NUOVI PROGRAMMI UE 2001-2027

Erasmus+2021-2027: con 26 miliardi di budget, un programma più inclusivo, digitale e green

Commissione europea ha pubblicato il tanto atteso primo bando 2021 del nuovo programma Erasmus Plus 2021-2027 che sostiene progetti e iniziative nei settori dell’istruzione, formazione, gioventù e sport, nonché il programma di lavoro annuale e la nuova Guida al programma.
Possono partecipare organismi pubblici o privati, attivi nei settori dell’istruzione, formazione, gioventù e sport. I gruppi di giovani che operano nell’animazione socioeducativa, ma non necessariamente in un’organizzazione giovanile, possono presentare domanda per la mobilità ai fini dell’apprendimento dei giovani e degli animatori giovanili e per i partenariati strategici nel settore della gioventù.
Il programma è aperto alla partecipazione dei seguenti paesi:

  • 27 Stati membri dell’UE
  • paesi EFTA/SEE: Islanda, Liechtenstein e Norvegia
  • candidati all’adesione all’UE: Turchia, Macedonia del Nord, Serbia.

Alcune azioni del programma sono inoltre aperte alle organizzazioni dei paesi terzi non associati al programma. Il budget complessivo del primo anno ammonta a 2.453.500.000 euro, così ripartiti tra i diversi settori:

  • Istruzione e formazione: 2.153.100.000 euro
  • Gioventù: 244.700.000 euro
  • Sport: 41.700.000 euro
  • Jean Monnet: 14.000.000 euro

Europa Creativa 2021-2027 beneficerà di un aumento di risorse per il sostegno dei settori culturali e creativi e delle opere audiovisive europee.

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News Welfare

Welfare aziendale e welfare manager: una nuova prassi UNI

Welfare aziendale e welfare manager: una nuova prassi UNI

Dopo l’attenzione alla qualità dei fornitori dei servizi alla persona offerti nei piani di welfare, Prassi di Riferimento UNI 58/2019, come CGM siamo soddisfatti di aver ultimato la stesura di nuove linee guida in materia di welfare aziendale.

È stata infatti pubblicata il 12/04/2021 la Prassi di Riferimento UNI/PdR 103:2021 “Welfare aziendale – Requisiti per la progettazione, la realizzazione e valutazione di progetti di welfare aziendale e requisiti di competenza del welfare manager” a cui CGM ha dato il suo diretto contributo portando l’esperienza quadriennale nel welfare territoriale e nella formazione della figura professionale del welfare manager.

Il tavolo di lavoro, coordinato da UNI,  ha coinvolto esperti provenienti dal mondo delle imprese, della cooperazione, rappresentanti dei consumatori e dell’Università: Sergio Sorgi – Project Leader (eQwa), Francesca Bertè – eQwa, Stefano Bonetto – UNI/CT Servizi, Elisabeth Cellie – Assimoco Spa, Claudio Grossi – Progetica Srl, Francesca Luppi – Università Cattolica del Sacro Cuore, Maria Cristina Osnaghi – Movimento Consumatori Milano, Emanuele Riva – Accredia, Martina Tombari – Gruppo Cooperativo CGM.

La prassi di riferimento definisce

  • i requisiti per la progettazione, la realizzazione e la valutazione di progetti di welfare aziendale
  • il profilo del welfare manager in termini di conoscenze, competenze, responsabilità, abilità capacità organizzative e comunicative
  • le raccomandazioni per la conformità e la certificazione.

La prassi si rivolge a tutti coloro che intendono attivare percorsi di welfare aziendale a regola d’arte e qualificare i welfare manager. La prassi, in sintesi, si rivolge a tutte le imprese determinate a consolidare la propria reputazione sociale attivando welfare aziendale utile ed efficace, in termini di posizionamento e di sviluppo.

Di seguito la notizia ufficiale UNI, che vi invitiamo a consultare:

https://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=10510:progetti-di-welfare-aziendali-e-competenze-del-welfare-manager-pubblicata-la-uni-pdr-103&catid=171&Itemid=2612

La prassi di riferimento è liberamente scaricabile e consultabile a questo link (http://store.uni.com/catalogo/uni-pdr-103-2021), previa registrazione.

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Formazione News

Formazione: rendicontazione di progetti finanziati

CGM propone 6 ore di formazione intensa per approfondire non solo la teoria del project management, ma anche per realizzare nella pratica la rendicontazione dei progetti. Un’opportunità formativa completa: ogni lezione prevede una sessione laboratoriale per passare subito dal dire al fare.

Rendicontazione dei progetti finanziati
Teoria e Laboratorio

27 aprile e 5 maggio 2021
Ore 9.30-12.30

Modalità e tempistiche della rendicontazione dei costi di progetto. Il co-finanziamento.

  • Modalità e tempistiche della rendicontazione dei progetti
  • Trasferimenti di budget all’ interno della partnership di progetto
  • La gestione amministrativa di un progetto: timesheets, buste paga, documenti di spesa, archiviazione dei documenti, ecc .
  • Possibili form
  • Laboratorio operativo

La rendicontazione delle diverse categorie di costi ammissibili (e i costi non ammissibili). Panoramica sulle principali piattaforme.

  • Costi ammissibili e costi non permessi
  • Panoramica sul le principali piattaforme
  • Controlli esterni sulla rendicontazione di progetto
  • Laboratorio operativo

Costo

Il costo della proposta formativa è di €150+ iva.

Iscrizione 

Iscrizioni tramite , posti limitatiDocente

Sabina Bellione, Direttore tecnico area progettazione europea e internazionale CGM

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Formazione News

Formazione: budgeting dei progetti finanziati

CGM propone due mattinate di formazione per approfondire non solo la teoria del project management, ma anche per imparare le migliori tecniche per predisporre nella pratica budget dei progetti. Un’opportunità formativa a 350 gradi perchè ogni lezione prevede una sessione laboratoriale per passare subito dal dire al fare.

Budgeting dei progetti finanziati
Teoria e Laboratorio

13 aprile e 21 aprile 2021
Ore 9.30-12.30

Costruire il budget di un progetto complesso: dalle azioni al budget .

  • Come quantificare i costi per costruire il budget di un progetto
  • Le logiche che regolano il rapporto tra le diverse azioni del progetto e la definizione dei costi
  • Il rapporto tra costi interni e costi esterni
  • Alcuni possibili form per la predisposizione del budget
  • Laboratorio operativo

Proporzioni e distribuzione del budget. Criteri generali e specifici

  • Spese ammesse e spese inammissibili
  • I principali criteri che guidano alla realizzazione del budget di progetto
  • Il tema del cofinanziamento
  • Laboratorio operativo

Costo

Il costo della proposta formativa è di €150+ iva.

Iscrizione SOLD OUT

Iscrizioni tramite ,Docente

Sabina Bellione, Direttore tecnico area progettazione europea e internazionale CGM

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Emergenza sanitaria e post covid: il ruolo dell’impresa sociale

Emergenza sanitaria e post covid: il ruolo dell’impresa sociale

Il contributo di Giuseppe Bruno, Presidente Gruppo Cooperativo CGM, al libro di Giovanni Volpe “Nuovo Rinascimento – Imprese e società nell’era post covid-19”, edito da Edizioni ESTE

Il ruolo delle imprese sociali e di tutto il terzo settore è stato fondamentale durante l’emergenza sanitaria e nelle fasi di ripresa. Molte organizzazioni (cooperative sociali, RSA, ecc.) hanno pagato in prima persona le conseguenze della pandemia. Come ha risposto il settore sociale di fronte ad un avvenimento così inaspettato e virulento? 

L’emergenza, e tutto ciò che ha travolto noi come cittadini, comunità e sistema Paese, è stato improvviso e al tempo stesso ha richiesto uno sforzo enorme a tutti i livelli.

Le cooperative sociali, che operavano in modo continuativo al fianco delle persone, si sono trovate a fronteggiare il blocco totale, con il dilemma etico e deontologico di dover garantire alcuni servizi indispensabili e non differibili, in primo luogo le assistenze domiciliari: si pensi alle disabilità, al sostegno educativo di famiglie vulnerabili o agli anziani non autosufficienti.

Nel caso delle RSA e delle case di riposo, al di là della cronaca e degli episodi che ci hanno restituito un quadro più critico, le imprese sociali operanti in questi contesti hanno saputo preservare le persone assistite e i servizi erogati; lo hanno fatto chiudendo da subito gli accessi e quindi consentendo una messa in sicurezza delle persone all’interno delle strutture.

Questo l’abbiamo avvertito strada facendo, quanto più la curva dei contagi tendeva a crescere. Le imprese sociali hanno reagito con immediatezza, dimostrando la capacità di reazione che da sempre le cooperative dimostrano di avere nelle risposte ai bisogni, in questo caso in occasione di un’emergenza.

Quale contributo può dare il terzo settore alla società ed al sistema socio economico più in generale, nelle fasi successive all’emergenza sanitaria?

Il contributo del Terzo Settore, della cooperazione e dell’impresa sociale è costante e quotidiano. Lo è ancora più in questa fase in cui si mettono in discussione i paradigmi economici verso un nuovo sistema in cui ci sia maggior attenzione e spazio per gli aspetti sociali.

Per fare ciò non si può prescindere dalla presenza del Terzo Settore, che non solo è radicato nella nostra società ma è anche il collante delle nostre comunità, ciò che davvero contribuisce alla coesione sociale tanto perseguita.

Il Terzo Settore, la cooperazione e l’impresa sociale sono dentro le comunità, operano a stretto contatto con i cittadini, per cui non rispondono solo ad un bisogno, che viene letto e coerentemente trasformato in risposta, ma creano le condizioni per la continuità della tenuta sociale.

È reale il timore, tuttavia, che l’uscita dallo stato emergenziale sarà lenta e quello che stiamo facendo oggi avrà impatti misurabili nel lungo termine, con il rischio che gli sforzi di oggi non bastino a contenere paure e disagi. Questo diventa più preoccupante se pensiamo che la fascia di povertà delle persone che sono già in difficoltà aumenterà.

Allora già adesso dobbiamo immaginare quali potranno essere gli strumenti a disposizione per far sì che ciò non accada.

Va bene la volontà del Governo di organizzare gli Stati Generali con il coinvolgimento delle parti sociali, purché il confronto sia il più possibile costruttivo e vocato al pragmatismo, evidenziando strumenti operativi e misure di concertazione concrete. Al contrario, in congiunture difficili come questa, il rischio è quello di avere grandi opere di design socioeconomico che, più che piani di sviluppo realizzabili, esprimono meri esercizi di stile.

Se l’obiettivo è garantire la salute pubblica preservando anche i servizi essenziali e la qualità di vita delle comunità, un maggiore coinvolgimento della cooperazione sociale favorirebbe una discussione su temi e istanze che dovranno poi essere attuati, facendo convergere soluzioni e competenze di chi li deve mettere in pratica.

La cooperazione e l’impresa sociale quali valori possono offrire al sistema economico ed alla società più in generale?

Le imprese sociali, per loro stessa natura, hanno in sé una dimensione di partecipazione e condivisione di fattori che attengono allo sviluppo sociale ed economico dei territori e delle comunità.

È auspicabile, e a mio avviso praticabile, la replicabilità del modello cooperativistico partecipato in diversi settori dello scenario socioeconomico del Paese, e nella collettività in generale.

Non mi conforta l’atteggiamento delegante di chi confida nelle risorse devolute dal Governo tout court, significa ricadere nel torpore dell’assistenzialismo. Quello che diventa fondamentale è percorrere quel dialogo tra pubblico e privato di cui molto si parla, farlo diventare strutturale, cosa che già avviene nel Terzo Settore, con le imprese sociali attive protagoniste di coprogettazioni estese con partnership multidisciplinari. La ricaduta positiva di questo impegno nei territori è sotto gli occhi di tutti.

Quando una cooperativa lavora in convenzione con il pubblico utilizza risorse pubbliche ma quando si rivolge alla domanda privata, l’impresa sociale si muove come azienda che assume su di sé il rischio d’impresa. Un giusto equilibrio tra natura sociale e rischio imprenditoriale è la dimensione da ricercare, a nostro avviso, per lo sviluppo economico e sociale del prossimo futuro.

Mettere in co-programmazione e co-progettazione il pubblico con il privato e la Pubblica Amministrazione a livello locale, ma non solo. Il nostro mondo si caratterizza per un’alta vocazione innovativa, anche grazie all’atteggiamento di visione che ci consente di diversificare e migliorare prodotti e servizi in ambiti diversi dal sociale. Alcuni esempi: progetti di housing sociale, di rigenerazione urbana, di agricoltura sociale e di sostenibilità ambientale (soprattutto nel settore delle energie) che diventano anche piattaforme solidali con impatti misurabili.

Altrettanto utile è il fundraising, se percorso in modo strategico e partecipato nel territorio: molte fondazioni stanno facendo questa scelta, diverse imprese profit si stanno muovendo in questa direzione; qui si tratta di lavorare insieme per processi di sviluppo “situati” e radicati.

Il punto è il come, ovvero l’utilizzo che si fa degli strumenti e delle opportunità di sviluppo perché si realizzino condizioni di cresciti win-win e il beneficio prodotto sia per tutti. L’impresa sociale investe risorse economiche per creare e potenziare i servizi rivolti alla comunità, il che equivale a redistribuire ricchezza sociale alla collettività sotto forma di risposte ai suoi bisogni.

Quanto può contare la tecnologia nell’organizzazione futura delle imprese sociali e nel terzo settore più in generale?

L’utilizzo della tecnologia e del digitale ha avuto negli ultimi mesi un’accelerazione enorme.

Ma è altrettanto vero che l’impiego degli strumenti digitali non è garanzia di una gestione ottimale dei bisogni personali e familiari: pensiamo allo smart working, entrato nelle vite personali e delle organizzazioni in modo dirompente, e dato per scontato insieme alla disponibilità di device aggiornati, di competenze adeguati, e della capacità di conciliare il ménage familiare con gli impegni di lavoro.

Per integrare nelle organizzazioni forme di lavoro agile funzionali, quindi, dobbiamo immaginare di abbinarle ad un sistema di servizi conciliativi altrettanto “smart”, in modo da agevolare sia il lavoratore che l’azienda

Il Gruppo CGM ha avviato da tempo un uso di valore degli strumenti digitali e delle piattaforme di connessione, con la creazione prima di cgmwelfare, sistema accessibile e diffuso di welfare aziendale, poi di un’infrastruttura virtuale di welfare territoriale che, in tempi di pandemia, ha potuto fornire risposte tempestive e “sartoriali” ai bisogni essenziali inevasi a causa del lockdown. Non abbiamo fatto altro che mettere a disposizione i servizi attraverso la piattaforma digitale, ponendo al centro la relazione tra le cooperative, già identificata e riconosciuta nei territori, e i cittadini. Si valorizza così anche il lavoro di affiancamento e dialogo con l’ente pubblico che le nostre associate praticano nel quotidiano, oggi con ancora maggiore trasparenza e affidabilità.

Sono nate così sperimentazioni innovative di governance dei servizi a Biella, Matera, Napoli, Salerno, Milano, Torino, Bari, con circa 10 milioni di cittadini che oggi possono accedere direttamente ai servizi disponibili nel loro Comune.

Soluzioni e strumenti per la coesione e la crescita sociale in grado di tradurre le richieste in attività e che, attraverso la tecnologia, migliorano la fruibilità dei servizi erogati. Sollecitate dall’emergenza, le politiche di settore hanno ora iniziato a percorrere.

Il welfare si rivolge sia ai cittadini in modo diretto che alle Amministrazioni locali. Abbiamo potuto saggiare quindi anche l’interesse dell’Ente Pubblico all’erogazione di servizi di pubblica utilità attraverso la nostra piattaforma. Un caso, il primo, è il Comune di Tradate (in provincia di Varese), che ha da subito aderito al progetto con la piattaforma digitale “Tradate welfare”: il cittadino in questo modo accede al cruscotto di servizi censiti e di fruirne attraverso un borsellino individuale abbinato alla piattaforma.

E’ una evoluzione che valorizza la dimensione dinamica tra territoriale e sociale, tra la cooperativa che eroga i servizi, la comunità che fruisce e l’Amministrazione Pubblica che promuove e mette a disposizione gli strumenti. Quella che noi definiamo tridimensionalità relazionale, ormai inderogabile in sistemi di sviluppo e di governance che vogliano avere un impatto durevole e sostenibile.

C’è poi un’ultima considerazione personale. A mio avviso la crisi sanitaria ha fatto emergere un valore ulteriore dell’interazione mediata dalla tecnologia, nella misura in cui ci ha aiutato ad ascoltarci di più. Comunicare a distanza, affidarsi agli strumenti virtuali, impone il rispetto dei tempi, l’attenzione reciproca e una maggiore concentrazione sul volto e sulla mimica, facendoci stare nell’ascolto attivo e nei contenuti più del confronto vis a vis che, pure irrinunciabile, spesso crea distorsioni di senso e sovrapposizioni dovute alla sbrigatività.

Quali sono le opportunità che la crisi sta offrendo?

Mi auguro innanzitutto che si faccia tesoro dei cambiamenti positivi imposti dalla crisi e che le azioni di rilancio siano improntate a principi di sostenibilità e inclusione, conciliando la primaria necessità di contrastare l’epidemia ed eventuali ricadute, che potrebbero essere ben più gravi per il sistema Paese.

Va detto che in questa fase abbiamo una serie di elementi da prendere in considerazione: uno, lo dicevamo prima, legato all’utilizzo della tecnologia e alla digitalizzazione come veicolo di sviluppo ma anche viatico per la sburocratizzazione dei processi di governance; l’altro riguarda la necessità di cambiare passo, di intraprendere reali strategie di svolta.

Se ne fa un gran parlare, ma puntualmente accade l’esatto contrario. Persino nella definizione delle linee guida per il riavvio dei servizi all’infanzia, già colpevolmente trascurati durante tutto il lockdown e anche nella successiva ripresa, piuttosto che andare verso uno snellimento procedurale, i protocolli si sono rivelati oltremodo complessi, come nel caso dei centri estivi.

Non necessariamente si deve pensare ad azioni forti o dirompenti, trovo più efficace puntare su una maggiore, effettiva sussidiarietà orizzontale e cooperativistica, soprattutto se si persegue l’impatto sociale degli obiettivi di sviluppo. Una maggiore possibilità di ascolto ed una maggiore condivisione di tali obiettivi, con i soggetti che attivamente vi lavorano, consentirebbe di programmare bene e per tempo l’utilizzo delle risorse ampiamente disponibili.

Quale ruolo hanno oggi le associazioni datoriali per il rilancio del sistema Italia?

Il ruolo è centrale. I corpi intermedi sono i soggetti che possono fare sintesi in un rinnovato spirito di collaborazione da un lato con le comunità e gli attori economici, dall’altro con i policy maker.

Le associazioni sono avvezze a raccogliere le istanze direttamente sul campo, il che equivale a concertare e mediare i bisogni, per poi tradurli in proposte di soluzioni tailor made. Lo dico nella mia doppia veste di imprenditore e di rappresentante regionale di Confcooperative Basilicata. Ciò deriva dall’assunzione di responsabilità degli imprenditori che le vivono dall’interno e che devono rappresentare le istanze di tutti, portarle a sintesi, invece che sovrapporre voci e opinioni facendo solo confusione.

Oggi più che mai, quindi, ritengo che il valore delle organizzazioni datoriali sia fondamentale nel dialogo con le istituzioni, fra le stesse organizzazioni datoriali e sindacali e nella ricerca di strategie programmatiche di senso per il bene del Paese.

L’intervista è tratta dal libro di Giovanni Volpe “Nuovo Rinascimento – Imprese e società nell’era post covid-19”, edito da Edizioni ESTE, pagina 117. Il libro in versione integrale qui https://www.este.it/editoria/libri/view/95:nuovo-rinascimento.html

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