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C’è voglia di sostenibilità. SER, la nuova filiera che aiuta le cooperative nella transizione ambientale e sociale

Anche le cooperative hanno voglia di sostenibilità. Ambientale e sociale.

È partito da questo presupposto il progetto SER, Social Energy Revolution che unisce CGM, Cgm Finance e Fratello Sole in una filiera che affianca il terzo settore nella transizione energetica. Il 6 marzo è stato firmato il contratto di rete e due grandi progetti che coinvolgono complessivamente 100 realtà stanno per essere presentati. “Sul tema della sostenibilità, in Italia e in Europa, le cooperative sono ancora in una fase di “start up” – comincia Sabina Bellione dell’area project design management e consulenza di CGM, referente di SER – Nell’ultimo anno però il tema dell’energia, in termini di costi e di sensibilità, ha fatto scattare una vera e propria accelerazione”. 

CGM ha colto la palla al balzo.

Nato come progetto Horizon, SER è stato perfezionato come contratto di rete con lo scopo di accompagnare gli enti del Terzo Settore sull’efficientamento energetico, aggiungendo alla filiera tecnica, un accompagnamento finanziario. Con SER, quindi, CGM e i partner hanno creato una vera e propria rete che consente agli ETS di essere supportati sia in fase tecnica che nell’accesso al credito cercando gli strumenti più adeguati.

Tre gli ambiti di intervento previsti nel contratto di rete: retrofitting, ovvero riqualificazione di edifici e di servizi, comunità energetiche ed in futuro anche la mobilità sostenibile. La spinta più grande, anche complice il Superbonus 110, è sulla rigenerazione sostenibile di edifici dei servizi delle imprese sociali e del Terzo Settore. All’interno del contratto di rete, oltre alle due grandi iniziative che a breve saranno presentate, sono nove i nuovi progetti di retrofitting in partenza, distribuiti tra Lombardia, Piemonte e Liguria, gestiti da Fratello Sole. Con cantieri rigorosamente ‘eco-sociali’, ovvero che, oltre alla parte strutturale, intervengono sulla consapevolezza condivisa del significato dell’intervento, sulla disposizione positiva anche rispetto a temporanei disagi, sull’educazione ambientale, sulla crescita di una comunità sostenibile dentro e attorno alla struttura efficientata. Rispetto alle comunità energetiche, il lavoro in corso è ancora su ampia scala, in attesa dei Decreto governativo. “Sicuramente – descrive Sabina Bellione – l’obiettivo è quello di unire gli aspetti ambientali a quelli sociali, creando organizzazioni che possano impattare in modo efficiente ed efficace anche sui servizi”. Sulla mobilità sostenibile, le formule per ridurre il Carbon footprint, da studiare e proporre, sono fortemente legate ai contesti, urbano o rurale, e al tema più ampio delle infrastrutture. 

Fondamentale, in tutti e tre gli ambiti, la valutazione di impatto sulla quale la rete di SER sta lavorando con Tiresia, il centro di ricerca di innovazione e finanza per l’impatto sociale della School of Management del Politecnico di Milano. “Hanno elaborato uno strumento specifico di valutazione per i nostri cantieri – descrive Sabina – Misura indicatori ambientali, energetici, economici e sociali. Siamo in partenza con tre test del modello su tre diverse esperienze”. 

Ma c’è di più. Oltre ai tre ambiti, in prospettiva, SER può essere un ottimo spunto per lo sviluppo di cooperative di tipo B proprio legate al tema della sostenibilità. “Qualcuna c’è già, ma solo su mercati molto piccoli. L’occasione è preziosa per fare il salto”, dice Sabina.
Il tutto con uno sguardo che non può non tendere all’Europa. “La rete di SER – conclude Sabina – è in stretto rapporto con la società spagnola GNE Finance. Non agisce direttamente sul mercato italiano, ma ci consente di avere contatti diretti con la rete di progettazione in Europa. Il respiro europeo per noi è fondamentale per indagare, confrontarsi e continuare a crescere. Anche nel campo della sostenibilità”.

 

Immagine di Fratello Sole

In copertina foto di CSV/VOCE: Marco Garofalo/2020/oer VOCE-Volontari al Centro, Milano