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Inserimento detenuti, il fumetto diventa libro di testo all’università

Udepe Repè, la storia vera di un podcast mai pubblicato

L’esperienza di reinserimento lavorativo e sociale di uomini e donne sottoposti a Provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria in un graphic podcast realizzato dal Consorzio La Rada: “Peso alle parole dei protagonisti più che alle storie”.

E alla fine il ‘podcast illustrato’ diventa uno dei libri di testo degli studenti di Giurisprudenza dell’Università di Salerno. 

Il titolo è “Udepe Repè, la storia vera di un podcast mai pubblicato”. L’autore è Giulio Escalona, psicologo del Consorzio La Rada. Qui, da cinque anni si occupa di progettare servizi di inclusione per le persone più vulnerabili e, a tempo perso, disegna. L’occasione per mettere insieme professionalità e passione per l’illustrazione è arrivata con il progetto “Ponte” che da anni, grazie all’Udepe (Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna) di Salerno, al Consorzio La Rada e ad altre cooperative sociali, si occupa di inserimento/reinserimento lavorativo e inclusione sociale di donne e uomini sottoposti a Provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, ovvero in affidamento in prova al Servizio sociale o in regime di detenzione domiciliare.

Protagonista in particolare del progetto (e anche del fumetto) la Cooperativa Stalker, socia del Consorzio, che, nella piana del Sele, una zona a vocazione agricola industriale, porta avanti un laboratorio di trasformazione di prodotti ortofrutticoli, con il coinvolgimento di persone con fragilità. “Nel progetto – racconta Giulio – sono stato coinvolto per la fase dedicata alla sensibilizzazione del territorio. Non volevamo fare il solito prodotto scritto e abbiamo pensato di realizzare dei podcast che, basandosi sulle parole e non sulle immagini, garantiscono la giusta ‘distanza di sicurezza’ per non esporre chi è coinvolto a una visibilità non corretta o a rappresentazioni stereotipate. Così sono andato nei diversi luoghi di lavoro con il registratore e ho parlato con le persone. Ho raccolto 40 ore di registrazioni. Mentre le trascrivevo per poi poter strutturare il podcast, mi è venuta l’idea del fumetto e ho cominciato a disegnare, sostenuto dai miei colleghi Giuseppe e Nicola”. La prima stesura è circolata in sordina tramite WhatsApp, raccogliendo feedback e molto entusiasmo. Anche quello del professore ordinario di Diritto Penale dell’Università di Salerno Francesco Schiaffo che “si è innamorato del graphic podcast, come lo ha definito lui”. L’università, quindi, ha contribuito alla pubblicazione della stesura definitiva, avvenuta a dicembre con Rosso Fisso edizioni, e contenente la prefazione della direttrice (ora ex) dell’Udepe Elisabetta Palmieri e la postfazione dello stesso Schiaffo.

In “Udepe Repè” i protagonisti hanno le impronte digitali al posto della testa. “Un pretesto grafico che mi ha consentito di unificare i personaggi e renderli anonimi – spiega lo psicologo di La Rada – E poi, le impronte digitali ce le abbiamo tutti, ma per qualcuno pesano di più”. “Le persone coinvolte cosa hanno detto del fumetto? – continua – Hanno apprezzato la delicatezza del gesto, l’aver dato peso alle loro parole, alle loro riflessioni e non alle loro storie di vita, spesso difficili”.

Alla fine, obiettivo sensibilizzazione più che raggiunto con la bella novità dell’inserimento del fumetto tra i libri di testo del corso di Diritto penale e Criminologia dell’università. “Questo fumetto ha fatto più di un post su Facebook come durata e pervasività – conclude Giulio – Abbiamo aperto una pista giusta, da perseguire. Ora l’obiettivo per il progetto Ponte è la continuità e sicuramente il fumetto può aiutare ad unire e a proseguire”. 

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