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“Staje ‘mmano all’arte”: la cultura come spazio di cittadinanza, autonomia e inclusione con ParteNeapolis su VITA


Nel numero speciale di VITA Magazine dedicato alla città di Napoli, la rubrica “Staje ‘mmano all’arte” propone una mappatura di cinquanta luoghi in cui la cultura diventa motore di partecipazione, inclusione e sviluppo sociale. Un itinerario che racconta una città dove il patrimonio culturale non è soltanto memoria e bellezza, ma anche occasione di crescita per le comunità. 


Tra queste realtà troviamo ParteNeapolis, cooperativa sociale aderente a CGM, che da oltre vent’anni lavora per intrecciare valorizzazione del patrimonio culturale e inclusione sociale. La cooperativa oggi gestisce la biblioteca di San Giorgio a Cremano con il progetto” Bibliobimbi” e “bibliobici” . Inoltre, gestisce la biblioteca di Ercolano e quella di Giugliano. Al centro della sua azione c’è una visione che unisce cultura, accessibilità e welfare di comunità, contribuendo a costruire un turismo sempre più sociale e inclusivo.

“ParteNeapolis nasce nel 2000 dall’incontro tra valorizzazione culturale e cooperazione sociale, attraverso “Impara l’Arte”, progetto dell’iniziativa europea Youthstart promosso dal Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto e realizzato dal Consorzio Nazionale CGM. Negli anni abbiamo consolidato le competenze nella gestione dei beni culturali, nei servizi turistico-educativi e nel turismo sociale, affiancandovi servizi bibliotecari, il Centro Òikos per persone con disabilità e servizi alle famiglie. La cultura resta il cuore di un impegno più ampio per l’autonomia e la partecipazione. Non è un passaggio tra settori, ma lo sviluppo di una stessa domanda: come trasformare le risorse del territorio in opportunità per chi lo abita? Il valore del patrimonio va oltre la conservazione e la capacità di attrarre visitatori: si esprime nelle occasioni di conoscenza, relazione, formazione e lavoro che genera. È qui che cultura e welfare si incontrano e prende forma la nostra identità cooperativa”.

“La convinzione che ogni persona debba poter partecipare alla vita della comunità, esprimendo non soltanto bisogni, ma desideri, capacità e possibilità di contribuire. Per questo mettiamo al centro l’ascolto e la costruzione di esperienze personalizzate. Musei, biblioteche e servizi sociali hanno funzioni e professionalità distinte, ma possono condividere un’accoglienza che permetta di comprendere, scegliere e partecipare. Il museo può aiutare a sentirsi parte della storia della città; la biblioteca a imparare, incontrarsi e costruire legami; il servizio sociale a vivere con maggiore autonomia, anche al di fuori del servizio stesso. Non basta aprire le porte: occorre renderle realmente attraversabili, curando spazi, linguaggi e relazioni in base alle diverse possibilità delle persone. È la nostra idea di welfare di comunità: una cura che unisce patrimonio, persone e comunità, rendendo la cultura parte delle opportunità quotidiane“.

“Significa riconoscere che non esiste un visitatore standard e curare l’intera esperienza, dall’arrivo alla comprensione delle opere, rispettando i diversi modi di muoversi, orientarsi, comunicare e conoscere. A Sant’Anna dei Lombardi il progetto Open heART Museum punta ad ampliare la fruizione del complesso e a rimuovere le barriere fisiche e cognitive. Utilizziamo mappe e pannelli tattili, segnaletica accessibile, agende visive per rendere comprensibile lo svolgimento della visita e quiet point, spazi tranquilli dove fare una pausa. Sono modalità diverse di accesso alla stessa esperienza culturale. Decisiva è anche l’accoglienza: ascoltare, adattare le spiegazioni, rispettare i tempi e sostenere senza sostituirsi alle scelte della persona. L’accessibilità è un lavoro da migliorare continuamente, non un’etichetta: l’obiettivo non è offrire visite identiche per tutti, ma esperienze significative per ciascuno”.

“Un esempio potrebbe essere rappresentato da “LeggerMente: la sostenibile leggerezza dell’essere”, progetto per la biblioteca di San Giorgio a Cremano sostenuto da Fondazione CON IL SUD e dal Centro per il libro e la lettura. Una iniziativa che punta ad ampliare e potenziare l’offerta bibliotecaria, con attenzione anche ai minori con disabilità e agli anziani, unendo la promozione della lettura alla costruzione di uno spazio accogliente di aggregazione e incontro per la comunità. Nei percorsi educativi e di avvicinamento al lavoro, come “I giovani raccontano le bellezze del Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi”, conoscere il patrimonio diventa occasione per assumere un ruolo attivo nel suo racconto e nella sua valorizzazione. Anche le attività per bambini e famiglie proposte a Sant’Anna per la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, come le cacce al tesoro, fanno del patrimonio un’esperienza condivisa. Il rapporto è reciproco: la cultura offre occasioni di espressione, apprendimento e partecipazione; l’attenzione sociale invita le istituzioni culturali a interrogarsi sui propri linguaggi e su chi rischia l’esclusione”.

“Metteremmo al centro tre esigenze: autonomia, relazioni e continuità dell’accompagnamento, senza ridurre le persone alle difficoltà che vivono.
Per una persona con disabilità, autonomia può significare scegliere nella quotidianità, coltivare interessi e amicizie, accedere a esperienze formative e lavorative. Non basta offrire un’attività: occorre che apra possibilità anche nel resto della vita, attraverso percorsi fondati sull’ascolto dei desideri.
Le famiglie hanno bisogno di riferimenti affidabili, percorsi comprensibili e sostegni continuativi, per accompagnare la crescita dei figli e immaginarne il futuro oltre l’esigenza del momento. Servono inoltre luoghi dove stare insieme senza essere identificati soltanto dalla propria fragilità: frequentare una biblioteca, visitare un museo o partecipare a un laboratorio dovrebbe far parte della vita ordinaria.La risposta che vorremmo costruire unisce sostegno alle difficoltà, valorizzazione delle capacità e opportunità di vivere pienamente la comunit
à”.

“Il Terzo settore può aiutare Napoli a coniugare valorizzazione del patrimonio e qualità della vita, collegando cultura e servizi sociali, formazione e lavoro, istituzioni, imprese e comunità. La collaborazione è una condizione dello sviluppo territoriale: la cooperazione sociale non dovrebbe limitarsi a gestire servizi e rispondere alle emergenze, ma progettare, sperimentare e costruire soluzioni insieme alle persone destinatarie.
Immaginiamo un’accessibilità che comprenda non soltanto il museo, ma il percorso per raggiungerlo, le informazioni, l’accoglienza e il collegamento con le altre opportunità del territorio. E un turismo sociale, responsabile e accessibile che generi relazioni e occasioni per le comunità, valorizzando anche luoghi e patrimoni meno conosciuti.
Occorre riconoscere il valore professionale del lavoro culturale e sociale, investire nelle competenze e dare continuità alle collaborazioni: l’inclusione non può dipendere dalla durata di un progetto. Una Napoli più accogliente per chi arriva dovrebbe essere, prima di tutto, più vivibile e ricca di opportunità per chi la abita”.

“Sceglieremmo un’esperienza collettiva: il collegamento tra i laboratori del Centro Òikos di Torre del Greco e il giftshop di Sant’Anna dei Lombardi, dove trovano spazio anche i manufatti realizzati dalle persone con disabilità coinvolte nelle attività del centro. Un oggetto nato in un contesto educativo entra in un luogo della cultura, rendendo visibili anche a chi non frequenta i nostri servizi la creatività delle persone e il lavoro dei laboratori. Il significato va oltre la vendita solidale: vorremmo spostare l’attenzione da ciò che una persona non può fare a ciò che sa esprimere e realizzare, riconoscendone il contributo oltre l’etichetta della disabilità”.

“Non è un punto d’arrivo, ma una base per sviluppare percorsi formativi e opportunità di partecipazione più solide, Qui il patrimonio storico incontra le capacità della comunità e diventa parte di un percorso inclusivo. Per noi, l’inclusione diventa concreta quando una persona non è soltanto accolta, ma trova spazio per contribuire, con l’obiettivo finale di dare vita ad una vera e propria filiera produttiva, in connessione con altre realtà della nostra rete, che possa permettere la sperimentazione di percorsi di inserimento lavorativo, orientati a quell’autonomia a cui si faceva riferimento prima”.

Mario Sicignano
Presidente di ParteNeapolis Società Cooperativa Sociale

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