Hub culturali e spazi ibridi: laboratori di futuro per le comunità
Il 28 ottobre, il primo webinar di Cultura in Movimento, dedicato ai luoghi in cui partecipazione culturale, rigenerazione estetica e impatto sociale contribuiscono a ridisegnare le città.
28 ottobre
dalle 11.30 alle 13
Online
Project Design culturale: come trasformare un luogo in un progetto capace di generare partecipazione e cambiamento
Con Carlo Ferretti, laureato in Cultural Economics and Entrepreneurship presso l’Università Erasmus di Rotterdam, è ricercatore in economia della cultura e progettista socioculturale.
Come nasce un progetto culturale? A volte dall’osservazione di un luogo e delle sue potenzialità ancora inespresse, altre volte da un’idea, una pratica o una visione che cerca il contesto giusto in cui prendere forma. In entrambi i casi, la sfida è trasformare spazi, risorse e relazioni in un progetto capace di generare valore per la comunità. L’intervento esplora strumenti, metodi e approcci del project design culturale, approfondendo le fasi che portano dall’analisi del contesto alla costruzione di una visione condivisa, fino alla progettazione di attività sostenibili e partecipate, con uno sguardo alle più recenti esperienze europee.

La cultura e l’arte come motori di trasformazione civile: l’esperienza di Farm Cultural Park in Sicilia, dalla periferia di Favara e Mazzarino passando per Il Museo delle Città del mondo a Palermo
Con Florinda Saieva, professionista, appassionata e proattiva nel campo della rigenerazione urbana e della cultura. Attualmente Direttrice Generale di Farm Cultural Park e fondatrice di SOU.
Nel 2010, Andrea Bartoli e Florinda Saieva hanno deciso di trasformare in azione la loro preoccupazione per il futuro di Favara — e delle loro figlie. Quello che era iniziato come un progetto famigliare in sette cortili abbandonati si è trasformato in un ecosistema culturale che collega luoghi, persone e idee in tutta la Sicilia e oltre. Oggi FARM si sta evolvendo in un’istituzione culturale e umanitaria, dove la cultura ha il potere di difendere la dignità umana, costruire dialogo, creare spazi di libertà e contribuire a ricostruire un mondo fragile. Un progetto fatto di più spazi e luoghi in cui arte, istruzione, ospitalità e partecipazione civica si uniscono per rispondere alle sfide urgenti del nostro tempo.

Un ex Caserma riconsegnata alla città, un movimento collettivo fatto di utopie possibili: l’esperienza di CasermArcheologica a Sansepolcro
Con Laura Caruso, project manager e co-direttrice di CasermArcheologica, cura e sviluppa progetti di rigenerazione urbana a base culturale.
CasermArcheologica è un percorso di rigenerazione urbana a base culturale che ha riqualificato l’ex Caserma dei Carabinieri di Sansepolcro, all’interno di Palazzo Muglioni, edificio storico nel centro urbano. Grazie ad uno straordinario movimento che coinvolge studenti e studentesse, professionisti, imprese, Istituzioni e Fondazioni, l’Associazione CasermArcheologica ha riconsegnato alla città due piani del palazzo, abbandonato e inutilizzato dagli anni ’90, ora di nuovo accessibile come centro dedicato alle Arti Contemporanee, spazio di lavoro, luogo di formazione. CasermArcheologica è un’architettura di comunità, un edificio pubblico che ha le sue fondamenta in tutti coloro che se ne prendono cura.

La cultura è una pratica collettiva in grado di cambiare la società?
Con Paolo Venturi, Direttore di AICCON Centro Studi sull’Economia Sociale dell’Università di Bologna, docente di economia e innovazione sociale
Nelle città sempre più orientata alla performance e al consumo, la cultura e i luoghi culturali possono diventare i presìdi di un altro modo di vivere e di stare insieme, fondato sui valori umani e sui principi dell’economia sociale. Non spazi in cui si consuma, ma luoghi in cui si partecipa, si offre il giusto tempo alla relazione, si respira bellezza, si sperimenta un modo nuovo di essere, si genera un cambiamento di pensiero e di abitudini. Un’occasione per riflettere sul ruolo dell’arte e della cultura nel generare benessere, fiducia e appartenenza, e su quello delle imprese sociali e delle organizzazioni culturali come attori di cambiamento, capaci di orientare il futuro. Come trasformare ciò che nasce nei luoghi e nei territori in un’azione collettiva capace di incidere sulla società e sulle politiche pubbliche?




